31/10/2025
8 min
13 Views
Testo e Significato di A comic book saved my life – Caparezza
Testo “A comic book saved my life”:
[Testo di “A comic book saved my life”]
[Strofa 1]
Vado dritto per la mia strada tra bulli e cazzotti
Sono un moccioso tra le merde, infatti sembro Arale
O una fusione di Mafalda col puffo Quattrocchi
Verso l’edicola, portale spazio-temporale
Amo il fumetto, ma nessuno me lo ha mai spiegato
Passo il mio tempo isolato, tornando dall’isolato
Leggo Jac e Bonvi, poi provo a fare le mie strisce
Piego in quattro i fogli, sfoggio un sorriso raro
Cosa sarò da grande? Fumettista d’Apulia
E tu non mi cercare, sono Tristan da Cunha
Ho una missione assegnata fin dalla culla
Lascia che intinga la punta, lascia che sopravviva alla giungla
Lascia che sia lo strano negli occhi di quasi tutti
Solo perché leggo un albo tra blocchi di frangiflutti
Traboccano tanti dubbi
Ma so che ogni vignetta salva da guai
[Ritornello]
Last night a comic book saved my life
Da Magnus a Gō Nagai
La presa non molla mai, mai, mai
Last night a comic book savеd my life
La presa non molla mai, mai, mai, mai
Last night
[Strofa 2]
Grazie al fumеtto scopro musica che ben presto
Si prenderà tutto lo spazio senza permesso
Rockets, Kraftwerk, gruppi che del resto
Sembrano usciti dalle tavole di Frank Hampson
Brani che attirano il mio interesse
Se li canta Bowie vestito da extraterrestre
Divento un rapper tra tipi alfa, sono Ziggy Stardust
Non sanno che senso abbia come i primi manga
Ho un carattere inadatto al mestiere che ho scelto
Preferisco l’assenza al clamore
Lascio pure che il volume mi strappi l’orecchio
Mi sento l’ultimo Metabarone
Porto il fumetto in ogni disco, su ogni palco
In ogni viaggio da furgone, in ogni zaino graphic novel
Se mi atteggio a ragazzino, puoi chiamarmi shonen
Firmo copie dentro un padiglione
[Ritornello]
Last night a comic book saved my life
Da Magnus a Gō Nagai
La presa non molla mai, mai, mai
Last night a comic book saved my life
La presa non molla mai, mai, mai, mai
Last night
[Strofa 3]
È il giorno di Exuvia, faccio l’audiometria
La mia speranza brucia, come il carro di Elia
Il responso è che sto diventando sordo
Sono a Roma per il media day, ma vorrei scappare via
Le mie interviste nei giorni più tristi, peccato
Rispondo calmo a tutti i giornalisti, teatro
Non bastavano i dannati fischi, si fottano i dischi
Non voglio dimenticare le voci che amo
Mi sveglio con pensieri macabri, affanno sudando
Nel letto immagino una corda sul ramo più alto
È una condanna, la gente mi scatta mugshot
Ma il fumetto lancia ciambelle di salvataggio
Grazie alla copertina del disco pop-up
Esco rinato dai comic festival tipo rehab
So che se perdo i superpoteri e lo specchio dice “Kill me”
Lo spettro di Jack Kirby mi riguarirà
[Ritornello]
Last night
Last night a comic book saved my life
La presa non molla mai, mai, mai, mai
Last night a comic book saved my life
Da Magnus a Gō Nagai
La presa non molla mai, mai, mai
Last night a comic book saved my life
La presa non molla mai, mai, mai, mai
Last night
Possibile significato del testo “A comic book saved my life”:
Con A comic book saved my life, Caparezza mette in musica uno dei racconti più personali e vulnerabili della sua carriera. Il brano, pubblicato il 31 ottobre 2025 all’interno dell’album Orbit Orbit, non è solo una dichiarazione d’amore per il fumetto, ma un vero percorso di sopravvivenza emotiva che attraversa infanzia, formazione artistica e maturità. Il fumetto diventa linguaggio, rifugio, chiave d’accesso all’immaginazione e infine strumento per restare a galla durante il periodo più buio.
Il fumetto come rifugio dall’infanzia difficile
La prima strofa racconta l’infanzia di Michele, un bambino fuori posto che cresce tra bullismo e isolamento. Il verso “vado dritto per la mia strada tra bulli e cazzotti” fotografa subito il contesto: un ambiente ostile in cui la diversità viene punita. In mezzo a tutto questo, il fumetto diventa un varco verso un’altra realtà. L’edicola viene descritta come un vero portale spazio-temporale, il luogo dove il mondo reale perde peso e quello immaginifico prende il sopravvento.
Caparezza si dipinge come un bambino strano, accostandosi a figure iconiche come Arale di Dr. Slump, Mafalda e il Puffo Quattrocchi. Non è solo una questione estetica: sono personaggi fuori asse, intelligenti, ironici, capaci di guardare il mondo con una prospettiva diversa. È in questa diversità che il giovane Michele si riconosce, trovando conforto proprio in ciò che lo rende bersaglio degli altri.
Il sogno dichiarato è limpido: “Cosa sarò da grande? Fumettista d’Apulia”. Apulia è la Puglia, la terra da cui proviene, e il desiderio infantile non è diventare famoso, ma restare fedele a un’immaginazione nata lontano dai riflettori. Il fumetto è un atto solitario, fatto di carta piegata, strisce disegnate a mano e sorrisi conquistati in silenzio, senza pubblico né applausi.
Jacovitti, Bonvi e la scoperta di chi c’è dietro le tavole
La citazione a Jacovitti e Bonvi non è casuale. Sono i primi autori che permettono a Caparezza di comprendere che dietro alle vignette ci sono persone reali. Capire che il fumetto è creato da qualcuno, che non nasce dal nulla, è una rivelazione fondamentale. È lì che nasce la spinta a fare le proprie strisce, piegando fogli in quattro come fanno tutti i fumettisti in erba.
Questo passaggio è centrale perché introduce uno dei temi ricorrenti di Orbit Orbit: la creatività come scelta di sopravvivenza. In un contesto sociale che spinge all’omologazione, il fumetto diventa una dichiarazione di identità. Essere “lo strano” non è più una condanna, ma una missione accettata fin dalla nascita.
Dal fumetto alla musica: un ponte tra mondi
Nella seconda strofa il fumetto smette di essere solo rifugio e diventa ponte. Grazie alle storie disegnate, Caparezza entra in contatto con la musica. I gruppi citati – Rockets, Kraftwerk, Bowie – hanno tutti un immaginario fortemente visivo, futurista, quasi fumettistico. Sono artisti che salgono sul palco come personaggi, più che come semplici musicisti.
La musica, inizialmente, è una naturale estensione del fumetto. Le copertine, i costumi, le performance sembrano tavole illustrate. Caparezza si sente un alieno nella scena rap, circondato da “tipi alfa” sicuri di sé. Lui invece si riconosce in Ziggy Stardust, un personaggio prima ancora che un artista, simbolo di chi vive costantemente fuori posto.
Il paragone con i primi manga è particolarmente efficace: come quei fumetti che si leggono al contrario e spiazzavano il pubblico italiano, anche Caparezza sfugge alle categorie del rap tradizionale. Non lo sai da che parte prenderlo, ma proprio per questo lascia il segno.
Lo shōnen e l’identità che cambia con il tempo
Quando dice “se mi atteggio a ragazzino, puoi chiamarmi shonen”, Caparezza gioca con l’idea di età fluida. Lo shōnen, nel fumetto giapponese, è il pubblico giovane, ma qui diventa un modo di essere. Michele passa continuamente da bambino a adulto, da artista affermato a fanboy che regredisce emotivamente davanti ai suoi idoli.
Questo continuo oscillare è uno dei motori narrativi di A comic book saved my life. Il fumetto permette di attraversare le età senza rinnegare nulla, restando coerenti con una sensibilità costruita negli anni. Anche quando firma copie nei padiglioni delle fiere, non smette mai di essere prima lettore e poi autore.
La terza strofa: il buio, l’udito e la paura di sparire
La terza strofa è la più dura e spoglia. Caparezza racconta il giorno dell’audiometria, coincidente con l’uscita di Exuvia. L’esame rivela un peggioramento dell’udito, una perdita che per un musicista equivale a una condanna. La speranza che brucia come il carro di Elia si spegne improvvisamente davanti a un responso medico che non lascia spazio all’ottimismo.
In quei giorni Michele è costretto a continuare la promozione, a sorridere davanti alle telecamere, a scattare foto che lo ritraggono svuotato. Si sente come in un mugshot, una foto segnaletica che immortala un colpevole senza via d’uscita. L’acufene, l’ipoacusia, il rumore costante nelle orecchie diventano una presenza ingombrante e spietata.
I pensieri più oscuri e la terza salvezza
Nel silenzio della notte, disteso sul letto, emergono pensieri estremi. L’immagine della corda sul ramo più alto è una delle più esplicite mai scritte da Caparezza. È il momento in cui tutto sembra perdere senso, compresa la musica. I dischi non bastano più e l’unica paura autentica è dimenticare le voci delle persone amate.
Ed è qui che il fumetto compie il suo terzo miracolo. Diventa una ciambella di salvataggio lanciata mentre tutto affonda. Caparezza ritrova energia frequentando festival, incontrando disegnatori, riscoprendo un entusiasmo adolescenziale che credeva perso. Uscire da quei contesti gli restituisce una mentalità positiva, come una sorta di riabilitazione emotiva.
Jack Kirby, Mister Miracle e l’eredità creativa
Il riferimento allo spettro di Jack Kirby racchiude il cuore del messaggio. Anche se i “superpoteri” musicali dovessero svanire, resterebbe un’altra forma d’arte. Kirby rappresenta l’eredità creativa che sopravvive alla carne, l’idea che l’immaginazione non muoia mai davvero.
Il parallelismo con Mister Miracle è potente: un personaggio segnato dalla prigionia, dai traumi e da pensieri suicidi, che trova comunque una via di fuga. Lo specchio che sussurra “kill me” diventa il simbolo delle voci interiori che provano a trascinarti a fondo, ma anche di quelle che puoi imparare a guardare senza ascoltare.
Il significato profondo di “A comic book saved my life”
Se vuoi leggere altri testi e significati delle canzoni visita la nostra sezione dedicata ai testi di canzoni rap. Scopri discografie, album, crediti e molto altro di Caparezza ed altri artisti. Non perderti i contenuti extra: seguici subito su Facebook e Instagram!
















