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Testo e Significato di AL PORTONE – Promessa
Testo "AL PORTONE":
[Testo di "AL PORTONE"]
[Intro]
Sognando ad occhi aperti da quando mi sveglio fino a sera
(Da quando mi sveglio fino a sera)
Just rollin' nella città degli angeli o nella grande Mela
[Strofa 1]
Ho mille persone che ascoltano il pezzo in questo preciso momento
Mille dm, se tocco lo schermo impazzisce il telefono (Just rollin')
Mille chiamate non perdo tempo, compro ad Anto un gioiello
Completo largo, me ne batto il cazzo se tocca il pavimento
Pentola bolle, ventola piene di polvere
Sbirro insorgе quando il sole sorge, io non faccio sogni
E vesto firmato adеsso che firmo le cose
Resto lo stesso non farò l'attore, il testo è il mio copione
Il mestolo che pa' mi spacco addosso
L'avessi preso te faresti meno il coglione (Just rollin')
Storie sporche fanno pulite le suole
I soldi son la soluzione per chi non ha soluzione
[Ritornello]
Lei mi ha baciato forte (Seh)
Hanno allacciato un fra' al portone dove lo beccavo sempre
Ci penso, passo di notte
Come se potesse scendere
Lo faccio perché non mi riesce a scendere la botta (Scendere la botta)
Hanno allacciato un fra' al portone dove lo beccavo sempre
Ci penso, passo di notte (Ci penso, passo di notte)
Come se potesse scendere
Lo faccio perché non mi riesce a scendere la botta (Uh)
[Strofa 2]
Scrivo mentre un fra' disimpara
Quaggiù la vita ti fotte dopo ti bacia (Just rollin')
Stelle sono lentiggini, so che il cielo mi guarda
So che il cieco è sempre quello che non fa domande
Dolce Gabbana il jeans, mezza gamba di gin
Vendevo TN, pacche scomode come infradito
Sono stato in piazza non so che cazzo sia Etro
Da pischello o ti vestivi nero o non eri etero
Sbaglio e non mi pento come il meteo
Sto volando, zio mi ha passato l'elio
Sto contando come ripassassi i numeri
E parlo come non sapessi l'alfabeto
Spillo due euro al bangla dopo glieli ridò indietro
Schifo tuo padre carabiniere che ne va fiero
Ho la faccia d'angelo ma non sono felice
Le buone maniere le lascio a chi ama far finta (Just rollin')
[Ritornello]
Lei mi ha baciato forte (Seh)
Hanno allacciato un fra' al portone dove lo beccavo sempre
Ci penso, passo di notte
Come se potesse scendere
Lo faccio perché non mi riesce a scendere la botta (Scendere la botta)
Hanno allacciato un fra' al portone dove lo beccavo sempre
Ci penso, passo di notte (Ci penso, passo di notte)
Come se potesse scendere
Lo faccio perché non mi riesce a scendere la botta
[Outro]
Sognando ad occhi aperti da quando mi sveglio fino a sera
(Da quando mi sveglio fino a sera)
Just rollin' nella città degli angeli o nella grande Mela
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Possibile significato del testo di "AL PORTONE":
Sogni, perdita e memoria nei cortili: il significato di AL PORTONE
AL PORTONE è uno dei brani più intensi e introspettivi dell’album “MORENDO AD OCCHI APERTI” di Promessa, pubblicato nel marzo 2026 e prodotto da IDUA. La traccia si muove dentro atmosfere malinconiche, cortili di periferia, ricordi che bruciano e fantasmi del passato che tornano a bussare proprio lì, al portone, simbolo di ingresso e di addio. È un brano che parla di crescita, di traumi, di amicizie perse troppo presto e di un presente che continua a riportarti nei luoghi dove tutto è cominciato.
Fin dall’inizio, Promessa richiama la dimensione del sogno: citando e reinterpretando un verso storico di Bassi Maestro e Tormento – quello sul “sognare a occhi aperti dalla mattina alla sera” – rilegge la stessa visione in chiave personale, trasformandola in un mantra quotidiano. Non è solo un omaggio, è un modo per dire che la sua corsa parte da lontano, dalla storia dell’hip hop italiano, ma si radica dentro l’asfalto della sua Milano.
L’immaginario del sogno: tra Los Angeles, New York e periferia
L’intro mette subito tutto in chiaro: Promessa sogna in grande, visualizza scenari americani come Los Angeles o New York, ma resta fisso nel suo scenario urbano italiano. La sua mente vola, ma i piedi sono ben piantati sul cemento. È un contrasto tipico della poetica rap: aspirazioni globali, radici di quartiere.
Questa citazione rielaborata dall’originale di Bassi Maestro è molto più di un riferimento: è una dichiarazione di appartenenza. Promessa riconosce di arrivare da quella scuola, ma porta quel sogno nella sua generazione, raccontando un immaginario nuovo, fatto di DM, traffici reali, telefonate senza pausa e un telefono che impazzisce sotto il peso della popolarità.
Strofa 1: tra ascesa personale e ferite che non si chiudono
La prima strofa racconta un presente fatto di successo crescente – mille persone che ascoltano il brano in tempo reale, mille messaggi, mille chiamate – ma anche di cicatrici che non spariscono. Promessa parla di conquistare soldi e di vestirsi firmato, ma in mezzo a queste immagini glam rimane forte il ricordo della strada.
L’immagine delle pentole che bollono e delle ventole piene di polvere è potente: rappresenta un passato di case modeste, di sacrifici, di vita semplice. Il “mestolo che mio padre mi spaccò addosso” è un ricordo duro, che rivela un’infanzia complessa, piena di incomprensioni e punizioni che ancora oggi risuonano.
La barra “storie sporche fanno pulite le suole” sintetizza perfettamente la poetica del brano: per arrivare a camminare a testa alta nella vita, spesso hai dovuto attraversare situazioni che ti sporcano. Eppure, facendo di quella sporcizia un bagaglio, oggi cammini più forte.
Il ritornello: il portone come luogo di lutto e nostalgia
Il ritornello è il cuore emotivo del pezzo. “Hanno allacciato un fra’ al portone dove lo beccavo sempre” è una delle immagini più dolorose dell’intero album. Non parla esplicitamente, ma il riferimento è chiaro: un amico legato, forse fermato, forse colpito, forse non più in vita. Un portone che diventa teatro di una tragedia.
Promessa continua a passare di notte proprio lì, nello stesso punto, “come se potesse scendere”. È un gesto rituale: tornare dove lo incontrava, come per chiamarlo, come per convincersi che possa ancora apparire. Ma quello che davvero non riesce a far scendere non è la “botta” della sostanza, bensì il colpo emotivo della perdita.
Il portone è un simbolo doppio: soglia di ingresso, soglia di uscita, luogo dove si aspetta, dove si spera, dove si piange.
Strofa 2: scrittura, sopravvivenza e crescita distorta
Nella seconda strofa Promessa cita un’altra barra storica: “scrivo mentre un fra’ disimpara”. È un verso che arriva da un pezzo precedente, ripreso ancora prima da “Brutto Tempo”. Una linea che parla della differenza tra chi cerca di crescere e chi, invece, sta perdendo pezzi lungo il percorso. È una riflessione sulla vita di quartiere, dove mentre uno prova a evolversi, qualcun altro smette di imparare.
Promessa descrive un ambiente in cui tutto è fragile: la vita “ti frega e poi ti bacia”, lasciandoti confuso, graffiato. Le stelle diventano lentiggini e il cielo sembra guardarlo, come se ci fosse un giudizio costante. È un universo che oscilla continuamente tra poesia e crudezza.
Le immagini scorrono veloci: vendere TN, sentirsi fuori posto nei negozi di lusso come Etro, crescere in ambienti dove vestirsi di nero era l’unico modo per sentirsi accettati. Il riferimento al padre carabiniere è forte e provocatorio: Promessa non giudica l’autorità in sé, ma il modo in cui alcune figure si glorificano senza comprendere le realtà che i ragazzi vivono.
“Ho la faccia d’angelo ma non sono felice” è una confessione che racconta perfettamente la sua vulnerabilità. Un ragazzo che sembra sempre pronto allo scatto, alla battuta, al colpo di scena, ma che dentro porta un vuoto che non sa riempire.
Il ritorno al portone: memoria come ferita aperta
Il ritornello ripetuto diventa un’eco, un mantra dolente. Ogni volta che lo canta, Promessa torna a quel portone e alla persona che non c’è più. Non serve sapere i dettagli, non serve sapere cosa sia successo realmente: ciò che importa è il sentimento di perdita, di vuoto.
È un lutto che non trova risoluzione, una ferita che non guarisce. Continua a tornare lì perché tornare è l’unico modo per accettare – o almeno tentare di accettare – ciò che è successo. Ma la botta non scende mai.
Il cuore del brano: crescere senza smettere di ferirsi
AL PORTONE è uno dei brani più maturi e dolorosi di Promessa. Parla di ciò che resta quando si cresce tra traumi, amicizie spezzate, famiglie complesse e quartieri che formano ma segnano. Parla della voglia di farcela, di “firmare cose”, di indossare brand costosi, ma anche di ciò che non scompare: la polvere, i ricordi, le notti davanti a un portone.
Promessa non vuole sembrare un attore: vuole raccontarsi per quello che è. E in questo brano riesce esattamente a farlo, con una scrittura sincera, dura e profondamente emotiva.
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