Testo e Significato di BABY DO IT – Lito ft. Enny P

Testo e significato della canzone "BABY DO IT" di Lito ft. Enny P pubblicata il 16/01/2026 contenuta nell'album "LA TRAP NON MUORE MAI" del 16/01/2026.

Cover dell'album 'LA TRAP NON MUORE MAI' di Lito
Cover dell'album 'LA TRAP NON MUORE MAI' di Lito

Testo “BABY DO IT”:

[Testo di “BABY DO IT” ft. Enny P]

[Intro]
It’s Lito, baby
Hahahaha

[Ritornello: Lito & Enny P]
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Fai la cosa, do your thing, baby, do it (Fallo ancora)
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Fai la cosa, muovi il culo, baby, do it (Ahahah)
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Non ti fermare, don’t stop, baby, do it (Baby, do it)
Non ti fermare, don’t stop, baby, do it (Baby, do it)

[Strofa 1: Lito]
Ratchet city, escono blatte dai muri (On God)
Ratchet city, don’t stop, baby, do it (Baby, do it)
Mi sveglio e penso a guala (Guala)
E dormo e penso a guala (Guala)
Odiare Lito è proprio un segno di mamma puttana (Ahahah)
Ayo, Enny, qua la situa è calda, quindi porta le tue baddie
L’ansia mi consuma, mischio l’acqua con il Lexy
Tu vuoi un beat di Sad e KIID, ma sei un babbo di merda
Sloppy così forte, baby, serve una stampella (Ahahahah)

[Strofa 2: Enny P & Lito]
Hello, what’s up? How you doing? (How you doing?)
Pussy sopra la tua faccia, go stupid (Ueh, ueh, ueh, ueh, ueh)
Nella stanza giriamo un movie (Ah-ah-ah)
Non mi fermo (Yeah), boy, you like it how I do it? (How I do it)
Culo prepotente quando entro in this bitch (Pow)
Non ti preoccupare, baby, I’ma do my thing (Yeah)
Mi piacciono i soldi spessi (Ah) e i bikini sottili (Ah)
Mamma, non rompere il cazzo (What?)
E copri gli occhi ai tuoi bambini (Bitch), yeah (Ah)
Ratchet hoes, siamo litty, mica come quelle troie (Ah)
Camel toes, le pussy ciccione, tette belle sode, ah
Muovo ‘sto culone, lui fa volare le racks
Fotto solo con gli scammer e i drug dealers, where they at?

[Ritornello: Lito & Enny P]
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Fai la cosa, do your thing, baby, do it (Fallo ancora)
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Fai la cosa, muovi il culo, baby, do it (Ahahah)
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Baby, do it (Baby, do it), baby, do it (Baby, do it)
Non ti fermare, don’t stop, baby, do it (Baby, do it)
Non ti fermare, don’t stop, baby, do it (Baby, do it)

[Outro]
It’s Lito, baby
Hahahaha


Possibile significato del testo “BABY DO IT”:

“BABY DO IT”: energia sfacciata, sensualità e sopravvivenza nella club culture

“BABY DO IT”, pubblicata il 16 gennaio 2026 all’interno dell’album LA TRAP NON MUORE MAI, è una delle tracce più dirette e festose di Lito, con la partecipazione di Enny P. A differenza dei brani più introspettivi del progetto, questa traccia si immerge completamente nell’estetica club della trap moderna: ritmo ossessivo, sensualità sfacciata, slang internazionale e un’energia che punta a far muovere chi ascolta senza pensarci troppo. Eppure, dietro l’apparente leggerezza si nasconde un immaginario più profondo, legato ai contesti difficili da cui provengono Lito e molti artisti della scena.

Un ritornello-mantra: “Baby, do it” come liberazione

Il ritornello è volutamente ripetitivo. “Baby, do it” diventa una formula ipnotica che spinge a lasciarsi andare, a ballare, a non pensare. Non è solo un invito al movimento, ma un’esortazione a prendersi il proprio spazio. Lito e Enny P costruiscono una sorta di comando liberatorio: fai quello che vuoi, muoviti come senti, smetti di trattenerti. In un mondo che giudica e controlla, questo ritornello diventa una piccola forma di ribellione personale.

“Ratchet city”: il contesto sporco e reale della vita di Lito

Nella prima strofa, Lito usa l’espressione “Ratchet city” per descrivere un ambiente degradato, dove “escono blatte dai muri”. È un’immagine volutamente forte, che restituisce la crudezza dei quartieri in cui è cresciuto. Anche in una traccia da club, la realtà non scompare. La povertà, il caos e l’ansia rimangono sullo sfondo. È un modo per ricordare da dove arriva e quanto sia distante l’estetica patinata che molte persone associano alla trap.

La “guala” come ossessione quotidiana

Lito ripete più volte di pensare “alla guala” sia quando si sveglia sia quando dorme. Il denaro non è solo un desiderio, ma un pensiero fisso, quasi un’ossessione. Questo elemento è centrale nella trap contemporanea: il successo economico è visto come l’unico vero modo per uscire dal contesto di disagio, per proteggere la propria famiglia o semplicemente per sopravvivere. È un tema che attraversa tutta la discografia di Lito e riaffiora anche in una traccia apparentemente spensierata come questa.

La barra sull’odio: una risposta ironica e provocatoria

Quando Lito afferma che “odiare Lito è proprio un segno di mamma puttana”, cita una variazione di un suo vecchio verso, dove parlava di “infanzia abusata”. La scelta di modificarlo rende la barra ancora più tagliente e provocatoria. È uno di quei momenti in cui Lito usa l’ironia per disinnescare le critiche, ribaltando l’odio ricevuto in un tratto distintivo del suo personaggio pubblico: se mi odi, il problema è tuo, non mio.

Ansia, Lexotan e pressione mentale

Tra le righe della stessa strofa emerge una verità più scomoda: “L’ansia mi consuma, mischio l’acqua con il Lexy”. Anche nella festa, anche nella sfrontatezza, Lito non nasconde la fragilità emotiva. Le benzodiazepine appaiono come un tentativo di reggere il peso di un lifestyle troppo veloce, troppo intenso. È un riferimento crudo che contrasta con il tono leggero del brano, ricordando che la pressione sociale e artistica può logorare anche quando sei sulla cresta dell’onda.

La collaborazione con Enny P: una chimica perfetta per il club

Enny P porta nel pezzo una vibe ancora più esplicita e sensuale. Il suo modo di scrivere incorpora inglese e italiano in un flusso naturale, tipico delle nuove generazioni cresciute tra TikTok, nightlife globale e influenze musicali internazionali. La sua strofa è volutamente sopra le righe, piena di immagini forti e linguaggio diretto. L’obiettivo è uno solo: creare un’atmosfera da party senza filtri. La sua presenza amplifica l’energia della traccia e aggiunge un tocco colombiano-americano che si integra perfettamente con il sound di Lito.

Body positivity e sessualità consapevole (anche se esplicita)

Una parte della strofa di Enny P gioca con riferimenti espliciti al corpo femminile: curve, forme, “camel toes”. Sebbene il linguaggio sia provocatorio, colpisce l’accenno alla diversità dei corpi e alla celebrazione di fisicità differenti. Non si parla solo del classico ideale estetico, ma di una sensualità ampia, inclusiva, espressa in modo estremo ma funzionale al contesto musicale.

“Giriamo un movie”: estetica cinematografica e autorappresentazione

Nella cultura trap del 2026, le vite degli artisti sono spesso presentate come film: party, soldi, corpi, rischio, eccessi. Quando Enny P dice “giriamo un movie”, sta parlando proprio di questo: trasformare momenti privati in scene da videoclip. È un gioco tra immaginario e realtà, dove ogni esperienza viene amplificata, estetizzata e resa spettacolo.

Sesso, potere e dominio: un linguaggio tipico della hyper-trap

Le barre più spinte della strofa non sono fine a sé stesse: riflettono la cultura hyper-trap, che usa sessualità e provocazione come strumenti di linguaggio. Lito e Enny P rappresentano un mondo dove seduzione, denaro e prestazioni sessuali diventano simboli di autonomia e controllo. Anche se il tono è leggero, sotto c’è un discorso più ampio sulla rappresentazione del desiderio come forma di potere.

Scammer, drug dealers e la realtà che incombe

Enny P chiude la sua strofa con un riferimento diretto a scammer e pusher, figure ricorrenti nella narrativa trap. Qui non vengono glorificati in modo romantico, ma citati come parte del contesto urbano in cui i protagonisti della scena si muovono. È un richiamo alla realtà delle periferie e dei quartieri difficili, dove questi personaggi rappresentano sia il rischio sia la sopravvivenza.

Produzione: un beat costruito per il club

La produzione di Lito è minimalista ma potentissima: bassi secchi, cassa profonda, hi-hat serrati e pause calibrate che danno spazio alla voce. Il beat è pensato per il club, per creare movimento, per non lasciare tregua. È un suono essenziale, costruito per entrare subito in testa e rimanerci.

Perché “BABY DO IT” funziona (e funziona così bene)

Il pezzo è volutamente semplice, diretto, senza pretese liriche complesse. Ma è proprio questa semplicità a renderlo efficace. “BABY DO IT” è movimento, liberazione, sfacciataggine. È un brano che non chiede di essere analizzato, ma vissuto. Eppure, quando lo si ascolta con attenzione, emergono ansia, contesti difficili, rabbia repressa, desiderio di riconoscimento. È questo strato nascosto che lo rende più profondo di quanto sembri: sotto la festa c’è sempre una storia.




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