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Testo e Significato di Chi lo Sa – Nerissima Serpe
Testo "Chi lo Sa":
[Testo di "Chi lo Sa"]
[Ritornello]
Ascoltami se vuoi
Posso dirti tutto quello che mi manca, ma non servirà se poi
Seguimi nei posti più letali e sanguinari che parlan di noi
Vedo spesso in bianco e nero e non distinguo neanche più i colori
Sai fare di tutto per sciogliere i nodi, sì
Chi lo sa cosa penserai la notte
Chi lo sa cosa c'è dopo la morte
Non si sa, no, non si sa
[Strofa 1]
Questo è lo schiaffo del rimorso, un bambino senza un sogno (Seh)
Una mamma senza un figlio lo perde dentro il sonno (Ah)
Una mano sempre tesa che ti aiuta nel bisogno
Il destino che ti guarda e ti fa fare il girotondo, uoh
Guardando tutto dall'alto (Sеh, seh)
È una mia impressione o tu ti sеnti ancora più in alto?
Forse tutti siamo uguali, ognuno sta nel suo viaggio (Eh)
Conto troppe differenze, corro e brucio l'asfalto
E mi ricordo che intanto mi hai sorriso davvero
A qualcuno basta un altro e costruisce il suo impero
Chi troppo vuole nulla stringe, ci credo
Mo sto volando a Orio al Serio con la testa più in là
[Ritornello]
Ascoltami se vuoi
Posso dirti tutto quello che mi manca, ma non servirà se poi
Seguimi nei posti più letali e sanguinari che parlan di noi
Vedo spesso in bianco e nero e non distinguo neanche più i colori
Sai fare di tutto per sciogliere i nodi, sì
Chi lo sa cosa penserai la notte (Chi?)
Chi lo sa cosa c'è dopo la morte (Chi?)
Non si sa (No), non si sa
[Strofa 2]
Sono invisibili le tue catene
Serpenti sul collo chiedono da bere
Ventiquattro ore per salvarsi da un bel niente
Me ne esco pulito come la cenere
Alza gli occhi, c'è la luna, c'è qualcuno che mi chiama
C'è qualcuno che si buca, i palazzi che ci guardano
Verità dentro i miei occhi da bugiardo
Crisi forti, ma quelle sono un dettaglio
[Outro]
Lascia, Fritu
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Possibile significato del testo di "Chi lo Sa":
Chi lo Sa è una traccia che vive di domande aperte. Nel testo Nerissima Serpe non prova a darti una morale, ma ti porta dentro uno stato mentale: quello di chi osserva la vita in bianco e nero, sente mancare qualcosa e non sa se basterà parlarne. La canzone, uscita il 01/05/2026 dentro l’album Nerissima, suona come una notturna esistenziale: amore, rimorso, destino, dipendenze, città che guardano e quella sensazione che il tempo scorra sempre troppo veloce. Il titolo è la risposta più onesta a molte domande: chi lo sa. E proprio perché non c’è certezza, ogni immagine diventa più intensa.
Il cuore del brano: ascolto, mancanza e nodi da sciogliere
Il ritornello parte con un invito: “ascoltami se vuoi”. Non è un ordine, è una richiesta fragile. Nerissima dice che potrebbe spiegare tutto quello che gli manca, ma aggiunge subito che forse non servirà. Qui sta uno dei significati principali: comunicare non basta se dall’altra parte non c’è davvero presenza. Eppure, nel brano, parlare resta un tentativo necessario. La persona a cui si rivolge sembra avere la capacità di “sciogliere i nodi”, cioè di rendere più semplice quello che dentro è intrecciato: paure, desideri, ricordi.
“Posti più letali”: quando la memoria ti porta nei luoghi peggiori
Una riga colpisce perché è dura: “seguimi nei posti più letali e sanguinari che parlano di noi”. Qui non serve prenderla alla lettera. È una metafora dei luoghi mentali dove torni quando stai male: scene, strade, stanze, serate che ti ricordano ferite e conflitti. “Letali” non significa solo violenza fisica, ma anche tossicità emotiva: quel posto dove il ricordo ti uccide un po’ alla volta. Nel testo, questi “posti” parlano della coppia perché custodiscono quello che non è stato risolto.
Bianco e nero: anestesia emotiva e perdita dei colori
Nerissima dice di vedere spesso in bianco e nero e di non distinguere più i colori. È un’immagine perfetta per descrivere apatia e stress, anche se il brano non usa etichette cliniche. Quando perdi i colori, perdi sfumature: tutto diventa “o tutto o niente”. Nel significato di Chi lo Sa, i colori sono anche la speranza: se non li vedi più, ti sembra che niente possa davvero cambiare. E allora resta solo la domanda.
Le domande più grandi: notte e morte
Il ritornello mette sul tavolo due domande enormi: cosa penserai la notte e cosa c’è dopo la morte. Sono due estremi dello stesso tema: l’ignoto. La notte rappresenta i pensieri che arrivano quando il rumore si spegne. La morte è l’ignoto definitivo. Dire “non si sa” è una resa, ma anche un atto di verità: non possiamo sapere tutto, e forse il problema è proprio voler controllare ogni cosa. Nel testo questa incertezza pesa, perché rende instabili anche i sentimenti.
Lo “schiaffo del rimorso”: colpa che arriva all’improvviso
La prima strofa apre con immagini che sembrano fotogrammi di dolore: rimorso come uno schiaffo, un bambino senza un sogno, una madre senza un figlio. Sono figure forti perché toccano perdita e colpa. Il rimorso, nel significato del brano, è quella botta improvvisa che ti prende quando capisci di aver sbagliato o di aver perso tempo. La canzone non spiega quale sia l’errore: lascia che ognuno ci metta il proprio. E proprio questa vaghezza la rende universale.
Mano tesa e destino “girotondo”: cicli che si ripetono
Tra le immagini dure, arriva anche una mano tesa che aiuta nel bisogno. Poi entra il destino che ti guarda e ti fa fare il girotondo: come se la vita ti riportasse sempre in certi punti, facendoti ripetere gli stessi errori o le stesse dinamiche. Nel testo, questa sensazione di ciclicità alimenta la confusione: corri, bruci l’asfalto, ma ti sembra di girare su te stesso. È il paradosso di chi vive veloce ma non avanza davvero dentro.
Guardare dall’alto: prospettiva, ego e distanza
Nerissima dice di guardare tutto dall’alto e si chiede se l’altra persona si senta ancora più in alto. Guardare dall’alto può significare successo, ma anche distacco e difesa. Chiedersi se l’altro sia “più in alto” è una forma di confronto: chi sta meglio? chi ha superato cosa? Nel significato del pezzo, questa domanda è velenosa perché crea gerarchie dentro un rapporto, e quando inizi a misurare l’amore con un metro di potere, ti perdi.
“Tutti uguali” e “troppe differenze”: contraddizione sociale
Un passaggio interessante è la contraddizione: forse siamo tutti uguali, ma lui conta troppe differenze. Da una parte senti che tutti vivono le stesse ansie, dall’altra vedi disparità enormi - economiche, emotive, sociali. Nel testo questa contraddizione è parte del corto circuito: non riesci a scegliere una lettura definitiva della realtà. E allora corri, bruci l’asfalto, come se il movimento potesse risolvere un problema che è soprattutto mentale.
Il sorriso “vero”: piccoli momenti che salvano
In mezzo al caos, Nerissima ricorda un sorriso vero. È una svolta emotiva: dice che, anche quando tutto è confuso, un momento autentico resta. Nel significato della canzone, quel sorriso è la prova che qualcosa di reale c’è stato. E poi arriva un’altra idea: a qualcuno basta un altro per costruire un impero. Qui l’“impero” può essere equilibrio e stabilità, ciò che lui insegue mentre si sente ancora in movimento.
“Chi troppo vuole nulla stringe”: desideri, ansia e disallineamento
Il proverbio entra come consiglio e come accusa verso se stesso. Voler troppo può significare inseguire tutto: amore, successo, risposte, controllo. Ma quando stringi troppo, ti sfugge. Subito dopo, citare Orio al Serio e dire che la testa è più in là è un’immagine perfetta di disallineamento: il corpo si sposta, la mente vola altrove. È la condizione di chi non riesce a stare nel presente.
Catene invisibili e serpenti sul collo: peso che non si vede
La seconda strofa apre con catene invisibili: vincoli emotivi che non si vedono, ma stringono. Poi arrivano serpenti sul collo che “chiedono da bere”: metafora di dipendenze e bisogni che non si saziano mai. Nel significato del brano, sono richieste continue: attenzione, stimoli, conferme. Sono cose che sembrano aiutarti e invece ti consumano, cambiandoti il respiro e la postura.
Ventiquattro ore per salvarsi “da un bel niente”
Qui Nerissima mette a fuoco l’assurdo: vivi una giornata intera per salvarsi da… niente. È la fatica di chi combatte battaglie interne che dall’esterno non si vedono. E l’idea di uscirne “pulito come la cenere” è una contraddizione voluta: la cenere è ciò che resta dopo che qualcosa ha bruciato. Quindi “pulito” non significa intatto, ma sopravvissuto - e segnato.
Luna, palazzi che guardano e occhi da bugiardo: città e coscienza
La luna che compare è un richiamo notturno: qualcuno chiama, qualcuno si perde, i palazzi guardano. La città diventa un testimone, quasi un giudice. E “verità dentro i miei occhi da bugiardo” è la confessione di chi non si fida nemmeno di sé: sente verità, ma teme di non saperle comunicare bene. Dire che le crisi sono “un dettaglio” suona come difesa: minimizzare per non esplodere.
Perché “Chi lo Sa” colpisce: l’incertezza come verità
Chi lo Sa colpisce perché non promette soluzioni. Il testo mette al centro l’incertezza: sull’amore, sulla notte, sul dopo, su se stessi. In un’epoca che pretende risposte rapide, ammettere “non si sa” è quasi rivoluzionario. La canzone ti lascia una sensazione precisa: puoi provare a sciogliere i nodi e correre quanto vuoi, ma alla fine devi imparare a convivere con ciò che non controlli. E magari, nel dubbio, chiedere una cosa semplice: ascoltami, se vuoi.
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