Testo e Significato di CIGNI – Niky Savage

Testo e significato della canzone "CIGNI" di Niky Savage pubblicata il 23/01/2026 contenuta nell'album "TRAPPER" del 23/01/2026.

Cover dell'album 'TRAPPER' di Niky Savage
Cover dell'album 'TRAPPER' di Niky Savage

Testo “CIGNI”:

[Testo di “CIGNI” ft. IvaniBi]

[Intro: IvanBi]
OMG, it’s Okrim
BL-BL-BLSSD è la vi–
Pow

[Ritornello: IvanBi & Niky Savage]
Nel mio tavolo ho uno stormo di cigni
Dieci bottles, sono tutte Grey Goose (Pow, pow, pow, pow)
Non mi dire che ci somigli
Pieni di bambole, non di vudù (Uah, uah, uah, uah)
Io a lei non le lascio dei figli
Perché in giro non voglio altri GOAT (Pow, pow, pow, pow)
Basic bitch che si rifà le ciglia
I miei soldi a lei non li do (Uah, uah, uah, muoh) (Pow)

[Strofa 1: IvanBi]
Mi si sporca la Rick Owens e mi gira il cazzo
Dieci pali e già sono sporche di rum (Pow)
Ubriaco da non capire nulla
Ma porto a casa sempre una nuova doll
La tipica ragazza da non sposare al Sud
Non sa fare la pasta, ma bocchini in loop
Vuole un piatto caldo, crack alla service room
Fuma nella camera quella merda di plomo (Merda)
Alta percentuale
Di win, di shoot, di stream e di nero in tour (Cash in)
Perché questo gioco è veramente sporco
E ora chi viene dal niente ha un 41 nel suo polso
Blunt giganti sono terapia
Colmo la mancanza con la shisha e via
Si sta meglio delle piazze, musica di merda
Non sono Jovanotti, ma sono un pistolero (Pow)

[Ritornello: IvanBi & Niky Savage]
Nel mio tavolo ho uno stormo di cigni
Dieci bottles, sono tutte Grey Goose (Pow, pow, pow, pow)
Non mi dire che ci somigli
Pieni di bambole, non di vudù (Uah, uah, uah, uah)
Io a lei non le lascio dei figli
Perché in giro non voglio altri GOAT (Pow, pow, pow, pow)
Basic bitch che si rifà le ciglia
I miei soldi a lei non li do (Uah, uah, uah, muoh)

[Strofa 2: Niky Savage & IvanBi]
S-S-Sbagli con me, senti caricare la Glock (Clic, clac)
E-E-E non vengo da O’Block
Sbagli con me, senti scaricare la Glock (Pah, pah)
M-M-Mi hai capito o no?
Baby Milo da un chilo (Uah), non mi fumo la Kiwi (Uoh)
Siamo veri davvero, non siamo a pallini (Pah, pah)
Veniamo dai tombini, ma non siamo cattivi
Strisce, non di notizia, non consegniamo tapiri (Sniff)
Parli bene, ma io sento solo “bla bla” (Bla)
Giro davvero con gente che fa “rrah, rrah” (Rrah)
Con Ivan entriamo in casa, senti “knock, knock”
In giro siamo randagi con la rabbia (Rrah)
Sto correndo ma non troppo come Rabiot
Sto facendo soldi senza andare in radio (Cash)
Da una casa senza lampadario
Ad un figlio di puttana milionario (Eh, eh) (Pow)

[Ritornello: IvanBi & Niky Savage]
Nel mio tavolo ho uno stormo di cigni
Dieci bottles, sono tutte Grey Goose (Pow, pow, pow, pow)
Non mi dire che ci somigli
Pieni di bambole, non di vudù (Uah, uah, uah, uah)
Io a lei non le lascio dei figli
Perché in giro non voglio altri GOAT (Pow, pow, pow, pow)
Basic bitch che si rifà le ciglia
I miei soldi a lei non li do (Uah, uah, uah, muoh)


Possibile significato del testo “CIGNI”:

“CIGNI”: lusso, rivalsa e appartenenza di branco nel nuovo corso di Niky Savage

“CIGNI” porta Niky Savage e IvanBi dritti al cuore di un immaginario fatto di tavoli, bottiglie e branco. Il testo parla chiaro: il tavolo è pieno di “cigni”, metafora visiva delle bottiglie di vodka (Grey Goose) che luccicano come un piccolo stormo, simbolo di status e di arrivo. Ma dietro il flex si sente la fame di chi è partito “dai tombini” e ora pretende rispetto. Pubblicata il 23/01/2026 dentro TRAPPER, la deluxe che aggiorna l’era di RAPPER, la traccia conferma un linguaggio crudo e diretto, in cui il significato non è solo ostentazione: è rivalsa sociale e identitaria.

Il titolo e l’immagine centrale: perché proprio “CIGNI”

Nell’hook, i “cigni” disegnano la scena del club: dieci bottle tutte Grey Goose, line up ordinata come uno stormo. L’animale elegante per eccellenza diventa una figura di lusso, ma anche di gruppo: non sei mai da solo quando hai un branco dietro e la tua crew regge il peso del racconto. L’opposizione “bambole, non di vudù” accentua il codice estetico: la bellezza è oggetto e scenografia, il rito è la nottata – niente magia, solo contante e volumi bassi che spingono.

“Non voglio altri GOAT”: il monopolio del trono

La barra “non voglio altri GOAT in giro” è auto‑investitura ma anche difesa del perimetro: il re del tavolo delimita il suo regno. È una linea tipica della trap 2026, dove il significato del successo è proteggere il nome – niente eredi al trono, nessun clone. L’ego è parte del gioco, ma qui è messo in chiaro che il “GOAT” è marchio e responsabilità.

IvanBi: terapia, plomo e Rick Owens sporche

La prima strofa di IvanBi sposta il focus dal tavolo alla persona. Il dettaglio delle Rick Owens sporche, la confusione dell’alcool, la “doll” da riportare a casa: è il frame del post‑serata. Poi i punch: “alta percentuale di win, di shoot, di stream e di nero in tour” unisce vittorie sportive, numeri e cash. Il 41 al polso è il codice dell’orologio importante, il blunt “terapia” è l’anestetico. L’auto‑definizione “pistolero” (e la citazione polemica su Jovanotti) ribadisce: non pop buonista, qui si resta pistoleri figurati nel Far West della scena.

Niky Savage: blocco, O’Block, Rabiot e l’etica del lavoro

Nella seconda strofa Niky alza la tensione con il ticchettio della Glock come deterrente simbolico (“sbagli con me, senti caricare la Glock”). Chiarisce: non viene da O’Block (il quartiere di Chicago legato alla drill), ma rispetta quel codice di allerta. “Veniamo dai tombini” è l’immagine più forte: i bassifondi, le fognature del sistema, da cui però si risale senza spacciarsi per “cattivi”. Il riferimento a Rabiot (“sto correndo ma non troppo come Rabiot”) lavora per contrasto: efficienza sobria, niente sbracciate teatrali. Il passaggio “soldi senza andare in radio” ribadisce l’asse indipendente‑digitale della loro come‑up: contano i numeri e la piazza, non solo l’airplay.

Lessico, suono e firma produttiva

Il pezzo è costruito su frasi brevi, onomatopee, ad‑lib (“pow”, “rrah”), marchi e sport: un testo che vive di immagini rapide. La base firmata da BLSSD e Okrim tiene la cassa rotonda e il basso in faccia, con spazi per far respirare i ritornelli: una grammatica rap italiano dove l’energia del club convive con il racconto di strada. È un suono “a prova di palco”, pensato per far saltare la sala ma anche per lasciare incastrare le citazioni e i nomi propri.

Maschile performativo e limiti dichiarati

“Basic bitch”, “non lascio figli” e l’elenco di brand sono cliché dell’hustle rap. Qui funzionano come maschera: performing maschile che ostenta controllo su denaro, affetti e sesso. Ma il testo lascia fessure: la “terapia” del fumo, l’ubriaco “da non capire nulla”, la rabbia randagia – segnali che il potere esibito è spesso il modo per coprire fragilità. Il pubblico rap ci legge due piani: il flex e la crepa.

Simboli e doppifondi: cigni, bambole, GOAT, Glock

Cigni → bottiglie, eleganza, branco, lusso che fluttua.
Bambole → bellezza “scenografica”, oggettificazione consapevole della serata.
GOAT → gerarchia e unicità: l’artista non ammette rivali nel proprio ecosistema.
Glock → controllo del perimetro, metafora della prontezza (più mentale che reale).
Tombini → provenienza umile, sottosuolo urbano da cui si risale.

Rabbia e disciplina: “randagi con la rabbia”

“In giro siamo randagi con la rabbia” scatta la foto di una generazione che combina precarietà e disciplina: randagi, ma coordinati; fuori dai circuiti radio, ma ossessionati dai risultati. Le onomatopee (“rrah rrah”, “knock knock”) non sono solo colore: sono segnali di allerta, porte che si aprono, branchi che si muovono.

Dal club alla biografia: perché certe barre pesano

“Da una casa senza lampadario a un figlio di puttana milionario” è la formula sintetica dell’arco narrativo: povertà visibile (la lampadina appesa) che si ribalta in ricchezza e autonomia. Il significato è anche politico‑sociale: la trappola non è più l’unica prospettiva – puoi costruire dai numeri, dai live, dal passaparola. La club culture diventa palcoscenico del riscatto.

Come leggerla se ascolti rap e vivi i club

Prendila su due livelli. In superficie, “CIGNI” è un banger, con hook che si stampa e immagini perfette da caption. In profondità, è un inventario di codici: cosa significa “essere veri”, come si dichiara appartenenza, come si delimita il perimetro. Se cerchi nel testo solo il flex, ti perdi la mappa: provenienza, branco, regole, premio, ricadute.

Riferimenti e citazioni che allargano l’immaginario

La citazione di O’Block fa ponte con la drill di Chicago (più attitudine che geografia), Rabiot sposta l’immaginario sul calcio europeo come misura di ritmo e resistenza. Le Rick Owens e la Grey Goose sono tasselli del lessico moda‑lifestyle che la scena ha adottato come coordinate di status.

Perché “CIGNI” sta bene in “TRAPPER”

La deluxe TRAPPER nasce per allungare l’onda del primo album e consolidare il personaggio: più crudo, più street, più palco. “CIGNI” aggiunge esattamente questo: un pezzo che tiene il club e racconta l’identità, che ribadisce la chimica con IvanBi e la firma di BLSSD/Okrim. È sia tassello narrativo che tool live.

Cosa resta dopo l’ultima bottiglia

Al netto del flex, resta la traiettoria: si parte dal sottosuolo, si arriva al tavolo, ci si difende dal mondo e ci si fida del branco. I “cigni” volano sopra l’acqua, ma il collo lungo serve a guardare lontano: ecco la chiave per leggere il significato del brano. Più che un semplice pezzo da serata, è una dichiarazione di appartenenza e una promessa di continuità: siamo veri davvero, e domani il branco tornerà al tavolo.




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