Testo e Significato di Cose Materiali – Disme

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Testo e significato della canzone "Cose Materiali" di Disme pubblicata il 20/03/2026 contenuta nell'album "Minacce" del 20/03/2026.

Cover dell'album 'Minacce' di Disme
Cover dell'album 'Minacce' di Disme

Testo "Cose Materiali":

[Testo di "Cose Materiali"]

[Intro]
(Solo se te la smetti di attrarmi)
(Troveremo il modo per stare distanti)
(Non importa quello che dicono gli altri)
(Ho dato via i sogni per soldi e contanti)
(Cose materiali non sono importanti)
(Occhio a cosa fai, cosa fai, cosa fai)
(Troveremo il modo per stare distanti)
(Forse solo se te la smetti di attrarmi)

[Strofa 1]
Questi fanno i grandi, siamo dentro un mondo piccolo
Fanculo l'universo, ho capito non è infinito
Il giorno che mi hai detto: "Ciao" e non ti ho mai più rivisto
Devo tirare da terra su il mio umore negativo
Da bimbo avevo un sogno, adesso è diventato un incubo
Quando scrivo, mi sfogo, solo così mi confido
O-Odio quel che vedo anche se quel riflesso è mio
Posso rompеre lo specchio, ma comunque non mi uccido
Pеr sempre in uno schermo finché non lo disattivo
Ora, frè, che stai facendo quello che mi dà fastidio
Sbagliano il nominativo, non risponderò all'appello
Non faccio il tirocinio dal padrone del castello
Condannano il sospetto per il delitto commesso
Per me non è vero ed è innocente, ci scommetto
Brucio i miei pensieri così di te mi dimentico
Aspetto che si freddano così dopo mi vendico

[Ritornello]
Solo se te la smetti di attrarmi
Troveremo il modo per stare distanti
Non importa quello che dicono gli altri
Ho dato via i sogni per soldi e contanti
Cose materiali non sono importanti
Occhio a cosa fai, cosa fai, cosa fai
Troveremo il modo per stare distanti
Forse solo se te la smetti di attrarmi
Solo se te la smetti di attrarmi
Troveremo il modo per stare distanti
Non importa quello che dicono gli altri
Ho dato via i sogni per soldi e contanti
Cose materiali non sono importanti
Occhio a cosa fai, cosa fai, cosa fai
Troveremo il modo per stare distanti
Forse solo se te la smetti di attrarmi

[Strofa 2]
Ora i giovani non vogliono più andare a scuola
Mettono i sogni nella borsa insieme alla pistola
Tutti che vanno di corsa e non c'è la vittoria
Io che so che questo odio passerà alla storia
Prendimi a botte finché non mi torna la memoria
A volte serve più chi odia di chi ti perdona
Non mi stupisce che alla fine hai fatto la puttana
Odio e cattiveria è la natura umana
Quando dici che è il tuo anno, sembra la tua ora
Se parliamo di disagio, io c'ho la corona
Merito un trofeo, ho scalato il montepremi lì come uno scemo
Il sentimento che reprimo diventa violento
Fuori è quasi già mattino, io non mi addormento
Tutto quel che non ti dico mi mangia da dentro
Prima o poi sei morto, certo, non lo fermi il tempo

[Ritornello]
Solo se te la smetti di attrarmi
Troveremo il modo per stare distanti
Non importa quello che dicono gli altri
Ho dato via i sogni per soldi e contanti
Cose materiali non sono importanti
Occhio a cosa fai, cosa fai, cosa fai
Troveremo il modo per stare distanti
Forse solo se te la smetti di attrarmi
Solo se te la smetti di attrarmi
Troveremo il modo per stare distanti
Non importa quello che dicono gli altri
Ho dato via i sogni per soldi e contanti
Cose materiali non sono importanti
Occhio a cosa fai, cosa fai, cosa fai
Troveremo il modo per stare distanti
Forse solo se te la smetti di attrarmi

[Outro]
(Solo se te la smetti di attrarmi)
(Troveremo il modo per stare distanti)
(Non importa quello che dicono gli altri)
(Ho dato via i sogni per soldi e contanti)
(Cose materiali non sono importanti)
(Occhio a cosa fai, cosa fai, cosa fai)
(Troveremo il modo per stare distanti)
(Forse solo se te la smetti di attrarmi)


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Possibile significato del testo di "Cose Materiali":

L'essenza amara e riflessiva di Cose Materiali

Cose Materiali è una delle tracce più intime e disilluse dell’album “Minacce” di Disme, pubblicato nel 2026. In un periodo storico in cui i giovani si trovano a fare i conti con precarietà, pressioni sociali e una corsa continua verso obiettivi spesso imposti, il brano diventa lo specchio di una generazione che ha sacrificato sogni, relazioni e serenità in nome del denaro e di un’apparenza sempre più fragile. La produzione di Daino Nzl, JimyIce e VittoNoCap contribuisce a creare un’atmosfera cupa e sospesa, perfetta per accompagnare un testo carico di dolore e lucidità.

Disme sceglie di raccontare una storia personale ma universale: la lotta contro sé stessi, l’illusione delle "cose materiali" e il prezzo emotivo di aver venduto i propri sogni per sopravvivere. Il brano parla di distanza, di attrazione pericolosa e di un conflitto interiore che consuma l’anima.

Attrazione e distanza: un equilibrio impossibile

Il ritornello ruota attorno a un’unica grande contraddizione: desiderare una persona che fa male, ma sapere che l’unica soluzione per sopravvivere è allontanarsi. L’idea di "trovare il modo per stare distanti" è un mantra che Disme ripete come se cercasse di convincere sé stesso, ma l’attrazione resta, potente e irrazionale.

L’insistenza sul concetto di materiali non importanti non è casuale: Disme sottolinea come il denaro e i beni acquistati non abbiano colmato alcun vuoto. Anzi, gli hanno fatto perdere qualcosa di più grande. La frase "Ho dato via i sogni per soldi e contanti" è una confessione durissima, il riconoscimento di un sacrificio che non ha portato felicità ma solo rimpianti.

La prima strofa: tra rimpianti, specchi e identità spezzate

La prima strofa è un viaggio nella mente dell’artista, piena di ferite e ricordi ingombranti. Il mondo che “sembra piccolo” è la metafora della sua percezione limitata dalla sofferenza. Disme parla della fine di una relazione e del giorno in cui non ha più rivisto una persona che contava: un trauma che continua a trascinarsi dentro.

Il contrasto tra sogni d’infanzia e incubi adulti mostra un percorso interrotto, un ideale che non ha mai trovato compimento. Scrivere diventa l’unico modo per sfogarsi, per fare pace con la propria mente. La barra sullo specchio è una delle più significative: Disme vede un riflesso che odia ma da cui non può scappare. Anche se rompesse lo specchio, dice, non eliminerebbe il male dentro di sé. È una metafora potente della depressione e del conflitto con la propria identità.

Quando parla di essere "per sempre in uno schermo finché non lo disattivo", Disme descrive la sensazione di vivere intrappolati in un’immagine, in un ruolo, in un mondo digitale in cui si è osservati e giudicati costantemente. L’atto di disattivare quello schermo diventa simbolo di liberazione.

Ingiustizie, sospetti e desiderio di redenzione

La parte in cui parla del “nominativo” sbagliato e del rifiuto di rispondere all’appello richiama un senso di ribellione verso un sistema che lo ha spesso etichettato senza conoscerlo. Disme si schiera dalla parte degli innocenti accusati ingiustamente, mostrando un’empatia verso chi viene condannato prima ancora di essere ascoltato.

Il fuoco come mezzo per dimenticare è un’immagine forte, quasi rituale. Bruciare i pensieri significa liberarsi del dolore, e aspettare che si “raffreddino” per vendicarsi è il segno di una mente che non dimentica, ma che elabora lentamente il male subito.

Il ritornello come richiesta d’aiuto mascherata

Ripetuto più volte, il ritornello di Cose Materiali è una lotta continua tra cuore e ragione. Disme sa che ciò che lo attrae gli fa male, ma non riesce a spezzare il legame. La distanza è l’unica soluzione, e allo stesso tempo è ciò che non riesce a ottenere.

La ripetizione è funzionale: più lo dice, più cerca di convincersi. E più cerca di convincersi, più si nota quanto sia difficile per lui accettare quella realtà.

La seconda strofa: rabbia sociale e giovani perduti

Nella seconda strofa, il tono cambia e diventa più sociale. Disme parla dei giovani che non vogliono più andare a scuola, simbolo di una generazione che ha perso fiducia nel futuro e preferisce correre rischi pur di sentirsi viva. La borsa piena di sogni e violenza è una metafora che descrive perfettamente questa contraddizione.

L’artista riconosce che l’odio è un sentimento che passerà “alla storia”, quasi fosse un tratto distintivo di questi anni. È una frase amara, ma realistica, che racconta il disagio crescente e la mancanza di punti di riferimento.

Il verso sul “prendimi a botte finché non mi torna la memoria” mostra quanto dolore non elaborato si nasconda dentro l’artista, mentre la barra sull’odio che a volte è più utile del perdono offre uno sguardo crudo sulla sua visione della vita.

Sofferenza, repressione e vulnerabilità

Disme affronta temi pesanti: tradimento, disillusione, violenza emotiva. Definisce l’essere umano come naturalmente incline al male, descrivendo un mondo dominato dalla cattiveria. La frase “se parliamo di disagio, io c’ho la corona” non è una vanto, ma un’ammissione: Disme è abituato alla sofferenza, è il suo territorio, e per questo sa come maneggiarla.

Parla di un montepremi scalato inutilmente, una scalata che non lo ha reso felice. Riconosce che ciò che reprime si trasforma in violenza interiore, una forza che lo tiene sveglio fino all’alba, con pensieri che lo consumano.

Il tempo che non si può fermare è un altro tema centrale della traccia: la consapevolezza che ogni secondo passato non torna, che prima o poi la morte arriva e che certe occasioni non si ripetono. È una riflessione cupa, ma è anche un invito implicito a vivere ciò che conta davvero.

Il conflitto tra valori e desideri

Cose Materiali mette in scena una battaglia costante tra ciò che si vuole e ciò che si dovrebbe fare. Disme critica apertamente i beni materiali, ma allo stesso tempo ammette di essersi lasciato ingannare da essi, sacrificando i suoi sogni. È un dualismo che molti ascoltatori possono comprendere: la corsa verso il denaro può diventare una gabbia, soprattutto quando se ne comprendono troppo tardi le conseguenze.

La canzone, quindi, non è solo un racconto personale, ma un messaggio generazionale: un invito a non perdere di vista ciò che conta davvero, anche quando il mondo spinge in un’altra direzione.

Un brano che rimane dentro

Cose Materiali è una delle canzoni più emotive di Disme proprio perché unisce sincerità brutale, introspezione e critica sociale. È un brano che parla di perdita, di errori, di scelte difficili, ma anche della speranza di trovare una via d’uscita.

Attraverso immagini forti e momenti di vulnerabilità, Disme costruisce un quadro realistico di ciò che significa crescere in un mondo che dà valore a ciò che luccica e ignora ciò che pesa davvero nel cuore. E per questo motivo, il brano risuona profondamente con chiunque abbia mai sentito di aver perso sé stesso nel tentativo di soddisfare le aspettative degli altri.



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