Testo e Significato di Da zero – Vaz Tè ft. Tedua

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Testo e significato della canzone "Da zero" di Vaz Tè ft. Tedua pubblicata il 13/03/2026 contenuta nell'album "VT3SOR" del 13/03/2026.

Cover dell'album 'VT3SOR' di Vaz Tè
Cover dell'album 'VT3SOR' di Vaz Tè

Testo "Da zero":

[Testo di "Da zero" ft. Tedua]

[Intro: Tedua]
Yo, yo, ehi
Vaz Tè, Tedua

[Strofa 1: Tedua & Vaz Tè]
VT3, questo è l'anno, VT back al mio fianco
Ryan Ted ha un soldato perché il rap mi ha salvato
Facevo già l'MC ma pensavo "nique ma vie"
Ed ogni treno preso o perso mi ha portato verso qui
Erano gli anni delle jam, Palmaro con M3
Da Wildbandana in venti come fossimo il Wu-Tang
Ti insegnavo in macchina tutte le vie del CEP
Ero avanti di due passi quando tu ne hai fatti tre
E quando io li ho fatti falsi, tu eri ancora lì con me, oh
Per questo io mi sento come fossi mio fratello
La penna che gareggia quando si alza l'asticella
Per essere all'altezza quando alziamo il livello
E a partе qualche storia che ora gira per corrompеrci
E qualche donna in giro che fa finta di conoscerci
Siamo rimasti complici, parliamo ancora in codici
I nostri vecchi brani sono iconici

[Ritornello: Vaz Tè & Tedua]
Vengo da zero, dall'asfalto, dal gelo
Io l'ho fatto davvero, G, non riesco a farne a meno
In giro per la strada provo ad essere sincero
Ma i baci che mi ha dato hanno il sapore del veleno
Io vengo da zero, dall'asfalto, dal gelo
Io l'ho fatto davvero, G, non riesco a farne a meno
In giro per la strada provo ad essere sincero
Ma i baci che mi ha dato hanno il sapore del veleno

[Strofa 2: Vaz Tè & Tedua]
Il sapore del veleno, la faccia da innocente
Le strade mi hanno preso, mi hanno reso differente (Differente)
Io a volte non capivo nemmeno le conseguenze
Ma resta tutto chiaro anche in mezzo alle interferenze
Dal primo tiro al primo chilo finché arrestano un amico
E provi un altro tentativo
Prime rime ed un microfono col filo
Confido nelle doppie di Alessandro quando mancherà il respiro
Ti passo uno o più tiri dallo spino, in due sul motorino
A farsi una risata anche senza motivo
L'umore discontinuo, la gente fa casino
Lascio parlare il flow perché è molto più oggettivo
Due ragazzi, due fratelli, due sbarbati, due pivelli
Ora è tardi per riaverli, quei momenti sono persi
La mia rotta maggiore rischierà una collisione
Perché ora siamo stelle e pure quella dopo esplode

[Ritornello: Vaz Tè & Tedua]
Vengo da zero, dall'asfalto, dal gelo
Io l'ho fatto davvero, G, non riesco a farne a meno
In giro per la strada provo ad essere sincero
Ma i baci che mi ha dato hanno il sapore del veleno
Io vengo da zero, dall'asfalto, dal gelo
Io l'ho fatto davvero, G, non riesco a farne a meno
In giro per la strada provo ad essere sincero
Ma i baci che mi ha dato hanno il sapore del veleno


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Possibile significato del testo di "Da zero":

Un racconto di fratellanza e riscatto: partire davvero “da zero”

Da zero è uno dei brani più emotivi e significativi di VT3SOR, un incontro tra Vaz Tè e Tedua che fonde due mondi diversi ma uniti dalla stessa origine: la strada, gli errori, le corse in salita e la volontà di farcela comunque. Il testo racconta un percorso di crescita condiviso, vissuto tra quartieri difficili, prime jam, primi microfoni e un codice di lealtà che resiste nonostante il tempo. Il significato del brano si concentra su tre temi principali: amicizia, autenticità e trasformazione. È la storia di due ragazzi che diventano uomini, pur restando sempre legati a ciò che sono stati.

Tedua: i primi anni, la gavetta e il legame fraterno

La strofa d’apertura di Tedua è un viaggio nella memoria, nei primi anni a Palmaro, ai giorni delle jam e delle corse in treno. Quando dice “Ryan Ted ha un soldato perché il rap mi ha salvato”, sottolinea come la musica sia stata la sua via d’uscita, l’ancora che lo ha portato lontano dalle situazioni rischiose. L’uso del francese “nique ma vie” ricorda una fase autodistruttiva, in cui non credeva nel futuro ma continuava comunque a lavorare sulla sua arte.

L’immagine delle jam “come fossimo il Wu‑Tang” restituisce la sensazione di una crew unita, energica, ancora grezza ma piena di fame. Tedua parla di quando insegnava a Vaz Tè le strade del CEP, sottolineando un rapporto di fratellanza che nasce dalla condivisione della stessa realtà. Il verso “quando io li ho fatti falsi, tu eri ancora lì con me” è una delle ammissioni più sincere della traccia: Tedua riconosce i suoi sbagli e ringrazia l’amico per non avergli mai voltato le spalle.

Complicità, codici e tradizioni comuni

“Siamo rimasti complici, parliamo ancora in codici” è una frase carica di significato. Non è solo un riferimento alla lingua della strada, ma al modo in cui certe amicizie sopravvivono al passare del tempo, ai cambi di vita, alla fama. I “vecchi brani iconici” rappresentano non solo un passato musicale, ma un modo di crescere insieme, di misurarsi, di portarsi addosso gli stessi riti.

Il ritornello: venire dal gelo e dall’asfalto

Il ritornello cantato da entrambi è potente e diretto: “Vengo da zero, dall’asfalto, dal gelo”. Il gelo è simbolo sia climatico sia emotivo: un ambiente freddo, ostile, che non perdona. L’asfalto è la strada in senso letterale e metaforico. “L’ho fatto davvero” ribadisce l’autenticità del percorso, il fatto che nessuno dei due sta interpretando un personaggio. Il concetto dei “baci con sapore di veleno” parla delle tentazioni e delle relazioni tossiche incontrate lungo la strada della crescita.

Vaz Tè: dalle prime rime ai primi errori

Nella seconda strofa, Vaz Tè porta uno sguardo diverso: più intimo, più fragile. Racconta di come “le strade mi hanno reso differente”, ammettendo di aver preso decisioni senza comprenderne subito le conseguenze. L’opposizione tra “primo tiro” e “primo chilo” mostra una deriva potenziale: dai giochi adolescenziali alla criminalità, con amici che finiscono arrestati mentre lui tenta “un altro tentativo”.

Il riferimento alle “doppie di Alessandro” è un tributo a Tedua, che Vaz Tè considera ancora un punto di riferimento stilistico. L’immagine dei due sul motorino a ridere “anche senza motivo” apre una pagina malinconica: quei momenti semplici, spontanei, non possono tornare.

L’umore discontinuo e la fuga nel flow

“Lascio parlare il flow perché è molto più oggettivo” è una barra fondamentale: il rap diventa un modo per dire la verità, per raccontarsi senza filtri. Quando la vita emotiva è discontinua e la gente “fa casino”, l’unica costante è la musica. Questo tema è centrale nell’identità artistica di Vaz Tè: la musica come terapia, come specchio.

Da due “pivelli” a due stelle

La chiusura della strofa è potente: “due ragazzi, due fratelli, due sbarbati, due pivelli”. È un modo per ricordare a sé stessi da dove vengono. Ma subito dopo arriva il salto: “ora siamo stelle”. Il parallelismo tra la rotta e la collisione richiama l’idea che quando due destini crescono troppo in fretta, prima o poi rischiano di scontrarsi. È un’immagine che unisce successo e pericolo.

Significato complessivo: partire da zero, restare veri

Da zero è un brano che parla di origini, amicizia e autenticità. Non è un pezzo di ostentazione: è un racconto umano, pieno di errori, nostalgia e gratitudine. Vaz Tè e Tedua ricostruiscono la loro storia tramite ricordi, riferimenti ai quartieri, ai microfoni improvvisati, alle prime jam, ma anche ai momenti in cui si sono salvati a vicenda. Il messaggio finale è chiaro: anche quando la vita cambia, anche quando il successo arriva, chi viene da zero non dimentica mai davvero il freddo dell’asfalto.



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