31/10/2025
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Testo e Significato di Darktar – Caparezza
Testo “Darktar”:
[Testo di “Darktar”]
[Intro]
Vedi quella crepa ai piedi della montagna?
Sembra una ferita aperta da un pugnale khanjar
L’ansia è la mia fiamma, varcala come una salamandra
La mia vita stagna in una pozzanghera, esala miasma
Vieni qui da me
Vieni qui da Darktar
[Strofa 1]
Dark come le messe, star senza la esse
Per ogni contatto sono il morbo, sono l’herpes
Sono morto, sono assente
Sono il Corvo, sono Sandman
Mi risveglio e piango come il ciondolo di Berserk
Amo questo lago buio e caldo in cui mi immergo
Che se mi rimbocco le maniche sento freddo
Ho l’animo fragile fragilе che è di vetro
Ma, se parli alla mia vallе di lacrime, senti l’ego
Sai cosa ho scoperto?
Che il mio talento è nel piangermi addosso
Fiotti di bitume nero mi imbrattano il volto
Lascio che piova nel mio tempio dal mio dotto
Sono lordo, come un piovanello dentro l’oleodotto
Le mie paure sono zombie (Zombie)
Nella palude come Swamp Thing (Swamp Thing)
Fuori dalla luce e dai conforti
Tanto ai giorni nostri vali quanto soffri, Johnny Knoxville
[Ritornello]
Piango bitume, sputo catrame
Sanguino pece, bene così
Piango bitume, sputo catrame
Sanguino pece, bene così
Chiamami Darktar, Darktar
Amami Darktar, Darktar
[Strofa 2]
Fatti una foto con me
Sono il mito della caverna
La lagnanza eterna, il lato oscuro della debolezza
Tuffati nel mio lago di melma come un canadair
Nel pantano facciamo la danza dei Maccabei
Non puoi portarmi fuori dalle mie scacchiere
Mi metto di traverso come fa l’alfiere
Mi calo nella pece come un barattiere
Di bianco nel mio regno abbiamo le bandiere
Non sono più capace, mi sfianca l’offesa
Mode affondano le lame, poi cambiano schiena
Fuori mi hanno forgiato una gabbia sospesa
Qui sto al riparo, come uno scandalo in chiesa
Personaggio che mi si incolla, merito l’Oscar
Miglior attore da sacrificare
Suscitare senso di colpa è il mio modo subdolo per farmi amare, quindi
[Ritornello]
Piango bitume, sputo catrame
Sanguino pece, bene così
Piango bitume, sputo catrame
Sanguino pece, bene così
Chiamami Darktar, Darktar
Amami Darktar, Darktar
[Post-Ritornello]
Piangi bitume, sputi catrame
Sanguini pece, bene così
Piangi bitumi, sputi catrame
Sanguini pece, bene così
Chiamami Darktar, Darktar
Amami Darktar, Darktar
[Outro]
Piango bitume, sputo catrame
Sanguino pece, bene così
Piango bitume, sputo catrame
Sanguino pece, bene così, bene così
Possibile significato del testo “Darktar”:
“Darktar”: l’ombra interiore, tra vittimismo e consapevolezza
In “Darktar” Caparezza firma una delle tracce più cupe e psicologicamente dense di Orbit Orbit. Il testo è la personificazione di una parte autodistruttiva dell’artista, una voce interna che trova conforto nel dolore e nella lamentazione. Pubblicata il 31 ottobre 2025, la canzone arriva in un momento storico in cui il disagio emotivo viene spesso esibito, condiviso e talvolta trasformato in identità. Caparezza sceglie invece di scendere a fondo, dando forma a quella parte oscura per poterla guardare in faccia.
Darktar come anti-eroe
Darktar non è un mostro esterno, ma una creatura nata dall’interno. Nel significato del brano, rappresenta l’anti-eroe che si nutre di negatività, un alter ego che cerca affetto facendosi vittima. È una figura che affascina perché promette protezione: stare nel buio, nella melma, sembra più sicuro che esporsi alla luce e al rischio del fallimento.
La crepa nella montagna
L’immagine iniziale della ferita nella roccia introduce subito il tema del dolore radicato. Il testo suggerisce che l’accesso a Darktar passa da una spaccatura profonda, come un’antica lama che ha inciso la materia. È una metafora dell’ingresso nell’ansia, una soglia che sembra pericolosa ma familiare per chi convive da tempo con il malessere.
L’ansia come fiamma
Caparezza descrive l’ansia non solo come un peso, ma come una forza attiva. Nel significato, l’ansia alimenta Darktar come una fiamma perpetua. Attraversarla richiede una resistenza quasi innaturale, simile a quella attribuita in passato a creature capaci di vivere nel fuoco. È un modo per dire che il disagio, pur dannoso, diventa anche identità.
Un lago caldo dove rifugiarsi
Darktar ama il suo pantano. Il testo racconta il paradosso dell’autocommiserazione: il dolore immobilizza, ma allo stesso tempo conforta. Restare fermi nella melma sembra più facile che provare a reagire. Rimboccarsi le maniche fa sentire freddo, mentre restare immersi nell’inerzia appare rassicurante.
Il corpo che non vola più
Le immagini di catrame, bitume e pece rimandano a una paralisi totale. Nel significato del brano, Darktar è come un uccello sporco di petrolio: non può spiccare il volo, non perché non abbia ali, ma perché è intrappolato nel proprio stato. È la rappresentazione di una creatività bloccata dal peso emotivo.
Valle di lacrime e crescita dell’ego
Quando Caparezza parla di una valle in cui non risuona l’eco ma l’ego, mette a nudo un meccanismo sottile. Il testo suggerisce che piangersi addosso può diventare una strategia per ricevere attenzione. Il dolore non è solo sofferenza, ma anche uno strumento per sentirsi importanti e accuditi.
Le paure come entità vive
Le paure di Darktar non sono astratte, ma camminano e mordono. Nel significato, vengono descritte come zombie o creature di palude: lente, persistenti, impossibili da ignorare. Questo rende l’angoscia qualcosa che invade lo spazio mentale e si sedimenta nel tempo.
Soffrire come valore sociale
Il riferimento alla cultura dello spettacolo del dolore è centrale. Il testo critica una società in cui si viene valutati in base a quanto si soffre. Esporre la propria fragilità diventa moneta di scambio per visibilità e approvazione, rischiando di intrappolare le persone nel ruolo di vittime permanenti.
Il ritornello come mantra tossico
Nel ritornello Darktar si autodefinisce attraverso materiali scuri e viscosi. Il significato è esplicito: il personaggio si identifica completamente con il proprio dolore e lo accetta, anzi lo celebra. Dire “va bene così” è una resa mascherata da scelta.
Mito della caverna rovesciato
Quando Darktar si definisce il mito della caverna, il testo gioca con l’idea platonica dell’illusione. Qui però non c’è desiderio di uscire alla luce: restare nell’ombra è più semplice. Darktar conosce solo le ombre e non vuole alternative.
Le scacchiere come comfort zone
Il riferimento al movimento limitato degli scacchi racconta l’autosabotaggio. Nel significato, Darktar si muove solo in diagonale, bloccando ogni tentativo di cambiamento. La zona di comfort diventa una prigione che però si difende con tutte le forze.
La resa simboleggiata dalla bandiera
L’unico elemento chiaro nel regno di Darktar è una bandiera bianca. Il testo usa questo contrasto per mostrare una resa totale: arrendersi al buio, smettere di lottare, scegliere l’inazione come identità definitiva.
Personaggio incollato alla pelle
Caparezza riflette anche sul peso della maschera artistica. Nel significato, Darktar è un ruolo che rischia di inglobare la persona. Interpretare sempre la parte del sofferente può diventare una gabbia, anche quando il pubblico applaude.
Il senso di colpa come arma
Darktar ammette di usare il senso di colpa per ottenere amore. Il testo critica questo meccanismo manipolatorio, mostrando come la lamentazione perpetua possa diventare uno scudo per evitare il cambiamento.
La funzione di Darktar nel percorso di Orbit Orbit
All’interno dell’album, Darktar è una tappa necessaria. Il significato non è restare nel buio, ma attraversarlo. Solo riconoscendo questa parte oscura, l’artista può proseguire il viaggio verso una nuova libertà.
Cosa resta dopo l’ascolto
“Darktar” lascia addosso una sensazione scomoda. Il testo non consola, ma costringe a riflettere su quanto spesso il dolore diventi identità. È un invito implicito al confronto con la propria ombra, perché ignorarla non la fa sparire, ma darle un nome può essere il primo passo per ridimensionarla.
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