16/01/2026
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Testo e Significato di Drago Verde – Armani Doc, Bassi Maestro
Testo “Drago Verde”:
[Testo di “Drago Verde”]
[Intro]
Busdee-dee-deez
Ah, ah
[Ritornello]
Fotti con me perché rappresento
Perché ho rimesso del rap al centro
Bella ai miei frate’ di BlasterFirm
Metti ‘sto pezzo se vai al campetto
A volte mi piace la pressione
Ma non posso farci mai affidamento
Potrei fermarmi, ma sento che
Mi chiedon di più perché ho più talento
[Strofa 1]
Ho un solo traguardo e ci corro (Corro)
Fra’, la vita è una purtroppo (Shit)
Perché, quando sei morto, sei morto (Sei morto)
Quindi spaccagli il culo a ‘sto mondo (Fanculo)
La città mi ha allattato dal drago verde
Anche a chi sta nel fango regalo perle
Ogni giorno mi alleno perché ci credo
So che, anche se uno è più bravo, perde
Sono tutta sostanza alla Turco
E il mio nome sta in giro alla Dumbo
Ogni anno mi sento più stanco
Però ogni mio album è culto
Vuoi una vita da film? Registra, frate’
Non sei attore ma regista, frate’
Afghanistan camo sui cargo
Parlo terrorista, frate’
[Ritornello]
Tu fotti con me perché rappresento
Perché ho rimesso del rap al centro
Bella ai miei frate’ di BlasterFirm
Metti ‘sto pezzo se vai al campetto
A volte mi piace la pressione
Ma non posso farci mai affidamento
Potrei fermarmi, ma sento che
Mi chiedon di più perché ho più talento
[Strofa 2]
Ho il motore più caldo alla griglia
Ed in fresco ciò già la bottiglia
M-I, tu la ami e la odii
Come fossi Gentile all’Olimpia
O stavamo in studio od in strada a farci
Non vogliono briglie i miei randagi
Spaccano i palchi ed i carapaci
E ballano fresca alla Carla Fracci
Da piccolo un mito era Stanković
Come lui non ho mai fatto calcoli
Ed ho spinto la squadra sugli angoli
Ai muri i gargoyle come diavoli, frate’
Superato mille ostacoli, frate’
A volte penso perché ostacoli un frate’
Non credo in Dio, credo in me stesso
Mai serviti dei miracoli, frate’
[Ritornello]
Fotti con me perché rappresento
Perché ho rimesso del rap al centro
Bella ai miei frate’ di BlasterFirm
Metti ‘sto pezzo se vai al campetto
A volte mi piace la pressione
Ma non posso farci mai affidamento
Potrei fermarmi, ma sento che
Mi chiedon di più perché ho più talento
[Outro]
Ah
Possibile significato del testo “Drago Verde”:
“Drago Verde”: identità milanese, disciplina e fame di riconoscimento
“Drago Verde” è una delle tracce più rappresentative di MILANO DOCET, il joint album pubblicato il 16 gennaio 2026 da Armani Doc e Bassi Maestro. Il brano, prodotto da Bassi Maestro, condensa l’essenza dell’intero progetto: un ritorno alla centralità del rap, del tocco artigianale e di una scrittura che intreccia memoria, disciplina e senso di appartenenza. La traccia vive come manifesto di riconoscenza verso la città che ha cresciuto Armani, un luogo che non ti regala nulla ma ti forma attraverso durezza e visione, come solo Milano sa fare.
Rappresentare più che apparire
Il ritornello apre subito un tema cardine: “fotti con me perché rappresento”. Armani Doc dichiara che il valore non sta nello stile momentaneo, ma nella coerenza. Riportare “il rap al centro” significa tornare a un genere che si costruisce sui contenuti, sul vissuto e su una credibilità che non può essere simulata. Il riferimento ai fratelli della BlasterFirm è un omaggio alle radici, al collettivo e al percorso condiviso, elemento costante nell’approccio dell’artista. La pressione, poi, viene mostrata come compagna naturale del talento: piace perché stimola, ma non è mai un appoggio affidabile.
“Allattato dal drago verde”: la città come nutrimento
Tra le barre più iconiche c’è quella in cui Armani dichiara di essere stato “allattato dal drago verde”. Il riferimento rimanda alle vedovelle, le tipiche fontanelle pubbliche milanesi di ghisa, verdi, con un rubinetto in ottone a forma di drago. Sono parte dell’immaginario urbano e dell’infanzia di molti cresciuti nell’hinterland milanese. Per Armani, il “drago verde” non è solo un simbolo della città, ma una metafora di crescita: è Milano che ti abbevera, che ti forma e che ti impone uno sguardo duro e pragmatico sul mondo. L’artista riprende così un’autocitazione del suo brano “Represent MI”, creando continuità tra passato e presente.
Allenamento, disciplina e mentalità competitiva
Uno dei temi ricorrenti del brano è l’allenamento costante. Armani ribadisce la sua dedizione: anche se qualcuno è tecnicamente più forte, può perdere se non ha la stessa disciplina. Questa visione combacia con la filosofia del rap vecchia scuola, dove il lavoro quotidiano contava più dell’immagine. Non è un caso che in “Drago Verde” si respiri la stessa mentalità che permea l’intero album: una miscela di umiltà e feroce consapevolezza dei propri mezzi.
“Sono tutta sostanza alla Turco”: omaggi e genealogie culturali
Con la barra in cui dice di essere “tutta sostanza alla Turco”, Armani cita Il Turco e il suo album “Tutta Sostanza” del 2000, un disco cult del rap romano. Il riferimento sottolinea un’ideologia condivisa: niente fronzoli, niente sovrastrutture, solo verità e concretezza. È un modo per inserire la propria scrittura in una tradizione più ampia, un ponte ideale tra Milano e Roma che lega due scuole diverse ma unite dal rispetto per la penna.
“Il mio nome sta in giro alla Dumbo”: le radici graffiti
Armani inserisce un’altra citazione significativa: Dumbo, writer milanese attivo tra anni ’90 e 2000, figura rispettata nella scena dei graffiti italiana. Dichiarare che “il nome sta in giro alla Dumbo” significa rivendicare un posizionamento culturale preciso. Non è solo rap: è appartenenza alla cultura hip hop in tutte le sue forme. È un modo per dire che il proprio nome circola con la stessa forza e rispetto che Dumbo ha lasciato sui muri della città.
La vita come film: la regia è tua
“Vuoi una vita da film? Registra, frate’”. Armani ribalta uno dei cliché più frequenti: non esiste un “copione” che ti trasforma automaticamente nel protagonista. Se vuoi vivere una storia degna di nota, devi essere tu a dirigere la tua esistenza. È un invito alla responsabilità personale e alla progettualità, temi che ricorrono spesso nei suoi brani. Il riferimento all’Afghanistan camo e al linguaggio “da terrorista” è una provocazione estetica: serve a evocare durezza, coraggio e predisposizione al rischio, senza mai cadere nel gratuito.
Seconda strofa: sport, resistenza e orgoglio milanese
La seconda strofa apre con immagini più dinamiche: motore caldo, bottiglia in fresco, Milano che ami e odi come si fa con Antonello Riva o Mike D’Antoni dell’Olimpia (qui Armani cita “Gentile”, figura iconica del basket milanese). La città diventa un’arena in cui combattare e allo stesso tempo un posto da cui scappare, un conflitto che molti milanesi e fuori sede conoscono bene.
L’omaggio a Stanković è particolarmente significativo: calciatore noto per concretezza, fisicità e tiri impossibili. Armani ne riprende l’idea di “spingere la squadra sugli angoli”, ossia di fare la differenza nei momenti più complessi. Non fare calcoli, non essere attendisti: questa è la filosofia che vuole trasmettere. Il riferimento ai “gargoyle sui muri” aggiunge un tocco gotico: Milano come cattedrale urbana, popolata da guardiani che osservano dall’alto il movimento incessante della città.
Autonomia spirituale e mentalità indipendente
“Non credo in Dio, credo in me stesso” è una delle dichiarazioni più forti del brano. Armani rifiuta il concetto di miracolo, affermando che l’unico percorso possibile è quello costruito con le proprie mani. È una frase che sintetizza il DNA dell’intero album: niente scorciatoie, niente protezioni divine, solo perseveranza e visione.
Il ruolo di Bassi Maestro: architettura sonora
La produzione di Bassi Maestro è essenziale, precisa, in pieno stile boom bap moderno. Il beat è costruito per dare spazio al flow di Armani, con sample minimali e drum secche che accompagnano la voce senza mai invaderla. Bassi crea un ambiente sonoro che parla con la stessa lingua del testo: concreto, diretto, intriso di cultura. È una produzione che dialoga con gli ascoltatori più adulti della scena, ma anche con chi ha scoperto il rap italiano negli ultimi anni.
Rap come responsabilità, non come posa
“Drago Verde” non glorifica l’immagine del rapper come figura irraggiungibile. Al contrario, mostra un artista che si sente responsabile verso la propria città, verso la propria crew e verso chi lo ascolta. La pressione non è un nemico: è un indicatore della fiducia che gli altri ripongono in lui. Il talento, invece, è un debito da ripagare giorno dopo giorno.
Perché “Drago Verde” pesa davvero
“Drago Verde” è un brano che parla a chi vive Milano, a chi vive il rap, ma soprattutto a chi affronta ogni giorno la sfida di essere se stesso in un mondo che spinge verso l’omologazione. È un pezzo che miscela autobiografia, radici culturali, sport, disciplina, strada e autoconsapevolezza. Racconta l’ascesa non come destino, ma come risultato di una lotta continua.
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