30/01/2026
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Testo e Significato di Gilgamesh – Kid Yugi
Testo “Gilgamesh”:
[Testo di “Gilgamesh”]
[Strofa 1]
Fantascienza, Steven Spielberg
Palla in tasca, Jannik Sinner
Est indiana, Bobby Fischer
Superuomo, Friedrich Nietzsche
Epicità, Bertolt Brecht
Il mio DM sembra Tinder
Underground come un Diglett
Sette anni tutti in Tibet
Tutto finto, (?)
Sono Einstein tra le scimmie
Taglio gole, spezzo tibie
Io c’ho l’odio, lei c’ha i filler
Vinco sempre come un cheater
Consonanti sulle fibbie
Grasso e scemo, Griffin Peter
Ciuffo liscio, Justin Bieber
Narici d’oro, Gianni Agnеlli
Non ho mai sfiorato un Jilter
Dall’acciaio la mia stirpe
Vado a un rave con lе pasticche
Contro il male, San Michele
MD, mi ascolto Skrillex
Sto scoppiando come un Creeper
Venti pitbull, niente pinscher
Big Yugi, ombra di Mordor
Comunista, Nazim Hikmet (?)
Riemergo dalle cripte
Straviolento, David Fincher
Klay Thompson, solo triple
Una stecca, Terry Silver
Dentro agli occhi c’ho le spille
Horrorcore, musica killer
[Ritornello]
Droga, armi, troie, Jordan
Soldi, marche, cene, noia
Auto, viaggi, hotel, orgia
Whisky, fama, strada, folla
Vita, amore, morte, coca
Sesso, ansia, Rolex, rosa
Studio, van, bugie, vergogna
Nasci, cresci, figli, tomba
Droga, armi, troie, Jordan
Soldi, marche, cene, noia
Auto, viaggi, hotel, orgia
Whisky, fama, strada, folla
Vita, amore, morte, coca
Sesso, ansia, Rolex, rosa
Studio, van, bugie, vergogna
Nasci, cresci, figli, tomba
[Strofa 2]
Io contro la morte come Gilgamesh
Servo dell’establishment
Bacio la foto di Kissinger
Mi piace il principio attivo quando è commestibile
Mi vogliono tutte le tipe
Come una Birkin bag
È sempre colpa mia, mi sento Dinkleberg
Mi suicido dopo l’album per le critiche
A nove anni andavo su internet, scrivevo Donne super nudissime
Mi toccavo le parti intime
L’unico autografo che voglio è di Christine Lagarde
Quando c’ho la droga addosso faccio cento yard
Il mio rap è la realtà, è la nouvelle vague
Se vinco un Nobel lo rifiuto come Jean-Paul Sartre
Un tiro di ‘sta ketamina è come un anno di pilates
Sugli yacht ho sempre preferito le navi pirata
Non sono un genio, né un ribelle, fanculo Will Hunting
Sono troppo un grande per fare il cantante
[Ritornello]
Droga, armi, troie, Jordan
Soldi, marche, cene, noia
Auto, viaggi, hotel, orgia
Whisky, fama, strada, folla
Vita, amore, morte, coca
Sesso, ansia, Rolex, rosa
Studio, van, bugie, vergogna
Nasci, cresci, figli, tomba
Droga, armi, troie, Jordan
Soldi, marche, cene, noia
Auto, viaggi, hotel, orgia
Whisky, fama, strada, folla
Vita, amore, morte, coca
Sesso, ansia, Rolex, rosa
Studio, van, bugie, vergogna
Nasci, cresci, figli, tomba
Possibile significato del testo “Gilgamesh”:
Perché “Gilgamesh” colpisce nel 2026
In “Gilgamesh” Kid Yugi costruisce un mosaico di immagini che uniscono epica antica e cultura pop contemporanea. Il testo mette in scena un protagonista che alterna grandezza e autodistruzione, come se cercasse un posto tra mito e cronaca. Il significato non sta nell’elenco di nomi, ma nel modo in cui questi riferimenti dialogano: raccontano un’ansia di immortalità che si scontra con la realtà di vizi, pressioni e platee digitali.
Il titolo come dichiarazione d’intenti
Richiamare “Gilgamesh” significa misurarsi con l’eroe per eccellenza: forza, gloria, paura della fine. Nel testo questa invocazione non promette salvezza, anzi: mette il personaggio davanti a un paradosso. Da un lato l’ambizione a “sfidare la morte”, dall’altro la consapevolezza che il culto dell’immagine consuma i corpi e brucia i nervi. Il significato del brano è la resa dei conti tra desiderio d’eterno e fragilità umana.
Reference a raffica: non fan service, ma mappa mentale
Spielberg, Nietzsche, Brecht, Fincher, Sinner, Agnelli, Justin Bieber: l’elenco non è casuale. Il testo disegna un atlante di potere e rappresentazione dove il cinema titolare, la filosofia del superuomo, il teatro epico e lo star system servono a misurare l’ego con standard sempre più alti. Il significato è la pressione che nasce dal dover “stare all’altezza” di modelli giganteschi, fino al punto di deformare la propria identità.
Dal videogioco al ring: estetica del “mostro vincente”
Tra “cheater”, “Creeper”, “solo triple”, il testo usa un linguaggio da gamer e da highlights. L’io si racconta come un boss di fine livello, imbattibile e iperattivo. Il significato è la performance elevata a religione: contano risultati, combo, statistiche. Ma tra le righe emerge la stanchezza di chi vive a colpi di exploit e record da battere, con la paura di non reggere l’asticella che lui stesso ha alzato.
La catena del ritornello: inventario di desideri e vuoti
Il ritornello elenca in sequenza oggetti, stati d’animo e cornici di vita: “soldi”, “marche”, “fama”, “ansia”, “vergogna”. Nel testo questa lista non glorifica, fotografa. È una ruota che gira sempre più veloce: consumo, sballo, esibizione, poi noia e imbarazzo. Il significato è l’inquietudine dell’epoca, dove la promessa di piacere immediato si rovescia in alienazione appena finisce l’effetto.
Io contro la morte: l’eroe e la sua ombra
“Io contro la morte come Gilgamesh”: nel testo la sfida prende la forma di uno scontro personale con il tempo. L’io si mette al centro, ma lo fa per esibire ferite e nevrosi. Il significato non è l’eroismo classico: è la coscienza di non poter vincere davvero. Il massimo che si ottiene è una sospensione: restare sulla cresta, far parlare di sé, cercare nella fama un surrogato d’eternità.
Autorità e establishment: baci e rifiuti
Nel secondo atto spuntano figure di potere economico e politico. Il testo mette insieme devozione ironica e gesti di rifiuto (“rinuncio al riconoscimento”). Il significato: l’io gioca con l’idea di sistema, ora corteggiandolo, ora negandolo, per ribadire di non essere un ribelle puro né un soldato fedele. È una posa da antieroe contemporaneo, diviso tra convenienza e orgoglio.
Confessioni senza filtro: infanzia digitale e sguardo adulto
Affiorano ricordi scomodi e goffi dell’infanzia online, raccontati in modo brutale. Nel testo questa autoironia serve a far cadere il mito dell’artista “nato perfetto”. Il significato è doppio: smontare l’aura di santità e mostrare quanto profondamente internet plasmi desideri, vergogne e aspettative ben prima di avere strumenti per gestirli.
Realismo e nouvelle vague: poetica del rifiuto dei trofei
Rivendicare il proprio rap come “realtà” e citare un’estetica cinematografica di rottura è una precisa scelta poetica. Nel testo il protagonista non chiede medaglie, anzi dice che le rifiuterebbe. Il significato è un manifesto anti-cerimoniale: meglio la coerenza che l’applauso, meglio l’urgenza espressiva che il premio in bacheca.
Yacht contro navi pirata: simboli in collisione
Preferire la nave pirata allo yacht è più che una battuta: è una dichiarazione d’estetica. Nel testo la scelta mette a confronto comfort e rischio, protocollo e avventura. Il significato è l’attrazione per un’identità irregolare, che rifiuta il bon ton dei ricchi per il fascino del fuorirotta. È il bisogno di sentirsi vivo anche quando tutto è già “vinto”.
Il corpo come unità di misura
Tra corse “a cento yard”, occhi che “spillettano”, accumuli di energia e scariche di adrenalina, il testo misura la vita con parametri fisici. Il significato è che l’identità diventa materiale, quasi sportiva: il corpo come cronometro della carriera, come strumento che regge o cede alla pressione, come teatro dell’eccesso.
Religione del suono: industrial, electro, horrorcore
Nel quadro compaiono parole che richiamano club culture e sonorità cupe. Il testo chiama in causa un’estetica aggressiva, da “musica killer”, a ribadire che non c’è conciliazione, ma urto. Il significato è che l’energia del brano non è decorativa: serve a tradurre l’irrequietezza in frequenze, trasformando gli sbalzi d’umore in impatto fisico sull’ascoltatore.
Maschere e auto-percezione: “troppo grande per fare il cantante”
Quando l’io dice di essere “troppo grande” per il ruolo, nel testo prende le distanze sia dalla caricatura del genio incompreso sia dall’umiltà di facciata. Il significato è la difficoltà di contenersi in una definizione: cantante, autore, simbolo di quartiere, mito personale. Gilgamesh è anche questo: una maschera che calza e non calza mai del tutto.
La spirale del ritornello: dalla vetrina al vuoto
Ripetere la lista di beni, eccessi e stati emotivi è un modo per mostrarne l’inutilità accumulata. Nel testo l’inventario torna identico, come un carillon. Il significato è che la promessa di senso non arriva per accumulo: più riempi la teca, più senti il rumore del vuoto. È la condanna di chi rincorre il “sempre di più” e si ritrova con “sempre meno”.
Dentro “Anche gli Eroi Muoiono”: coerenza tematica
Nel contesto dell’album, “Gilgamesh” rafforza il discorso sull’anti-eroismo. Il testo presenta un personaggio che non pretende redenzione: chiede solo di essere visto nella sua contraddizione. Il significato dell’intero progetto emerge qui con chiarezza: i miti cadono, restano esseri umani che lottano con le proprie dipendenze simboliche e reali.
Parole-chiave del brano: bussola rapida
Gilgamesh: mito personale, sfida al tempo, anti-eroismo lucido.
Testo: elenco di reference, flusso ad alta densità, ritornello-inventario.
Significato: successo come miraggio, identità in bilico, rifiuto dei trofei.
Estetica: club culture cupa, immaginario gamer, cinema e filosofia.
Io narrante: arrogante e fragile, tra sistema e rifiuto.
In sintesi: cosa lascia “Gilgamesh”
“Gilgamesh” resta perché mette ordine nel caos senza addolcirlo. Il testo sovrappone mito e feed, citazioni alte e slang, vittoria e nausea. Il suo significato è un avvertimento a chi insegue l’invulnerabilità: il vero traguardo non è diventare eterno, ma non perdersi nel tragitto. Qui la grandezza è ammettere il corto circuito e continuare a scrivere la propria storia con una voce che non chiede permesso.
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