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Testo e Significato di giovani e svegli #147 – dedde ft. LILCR
Testo "giovani e svegli #147":
[Testo di "giovani e svegli #147" ft. LILCR]
[Intro]
Ahah, yo, Twelvino sta scannando
[Ritornello: dedde]
Per soldi a Milano, ma è pieno di patata
Siamo giovani e svegli, vuoi giocare? Ci piace, eh-eh
Per soldi a Milano, ma è pieno di patata
Siamo giovani e svegli, vuoi giocare? Ci piace, eh-eh
[Strofa 1: dedde]
Finché non ci darai il cibo, non dormi tranquillo
Ero già il tipo, tipo facevo già il filo
Muovo una squadra di zingari e poi l'arricchisco
Muove il culo e balla tutto perché è un ben di Dio
S-Sembra che son qui da sempre, ieri non c'ero
Prima che su Spoty, i miei pezzi arrivano in cella
Mamma vuole un mio concerto prima del cielo
Abbiamo una sola parola e ci copi pure quella
È-È tutta in tiro, coda gellata, stiamo in casanza
S-Sa cosa ho in mano, quindi non fiata e a noi ci passa
M-Malеdico il papà, prego per l'indulto
Perché sono già quattr'anni chе non siamo tutti
Non ho visto un cazzo e l'ho già visto tutto
Chi c'ha messo alla prova mo è pieno di punti
[Pre-Ritornello: dedde]
Bella non è di qui, però
È venuta fino a qui per noi
Balla, nessuno fischierà
Tranne i video, puoi far cosa vuoi
[Ritornello: dedde & LILCR]
Per soldi a Milano, ma è pieno di patata
Siamo giovani e svegli, vuoi giocare? Ci piace, eh-eh
Per soldi a Milano, ma è pieno di patata (Gang, gang, gang)
Siamo giovani e svegli, vuoi giocare? Ci piace, eh-eh (Ah-ah)
[Strofa 2: LILCR]
Vado al ristorante con le ciabatte (Gang)
Non prenderò parte alla merda elegante (Mai)
We gotta make money, so bando alle ciance (Gang)
Se il rap mi va male, fuck, torno a fare lo scammer (Ah-ah)
Yes, on bro, ripartiamo alla grande (On bro)
My G sulla whip, pull up con due ragazze (Gang, gang, gang)
Gang, let's go, ora c'ho una vera fanbase (Una fanbase)
Se un hater vuole beef, pull uppano con le mazze (Rrah, rrah, rrah)
H-H-Hi, yo, ho il destino scritto, mi puoi leggere le carte (On bro, on bro)
Come una strega distinguo le doppie facce (Like, what?)
Aprirò ferite, ci metterò su il sale (Gang, gang, gang)
C-19 con su attaccato un laser (Gang, gang)
Sì, per i lovés potrei fare una strage (Gang, gang, gang)
P-Per portare a casa il pane tocca diventare randagio come un cane
Sai che ci sono soldi, i miei guys sono sempre in strada
Siamo svegli e stolti, lo sai che per voi non c'è gara, ah-ah
[Ritornello: dedde]
Per soldi a Milano, ma è pieno di patata
Siamo giovani e svegli, vuoi giocare? Ci piace, eh-eh
Per soldi a Milano, ma è pieno di patata
Siamo giovani e svegli, vuoi giocare? Ci piace, eh-eh
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Possibile significato del testo di "giovani e svegli #147":
Un inno ai ragazzi di oggi: cosa racconta davvero “giovani e svegli #147”
“giovani e svegli #147” è uno dei brani più rappresentativi dell’attitudine di dedde: diretto, spontaneo, con quel mix di leggerezza e realismo che caratterizza la sua scrittura. Inserito nell’EP RANDAGI 24.7 del 2025, il pezzo racconta una generazione che vive tra strada, ambizione, amore per il rischio e voglia di emergere. La produzione di Twelverizz crea un tappeto sonoro cupo ma energico, mentre la presenza di LILCR completa il quadro con una seconda strofa più aggressiva e internazionale. È un brano che parla di soldi, di sopravvivenza, di famiglia e di identità, ma senza mai appesantirsi: è uno sguardo crudo e vivo sulla vita dei “giovani e svegli”.
“Per soldi a Milano”: la capitale delle opportunità e delle trappole
Il ritornello è semplice, martellante e rappresenta perfettamente il mood del pezzo: “Per soldi a Milano, ma è pieno di patata”. Milano diventa un luogo in cui le possibilità economiche convivono con le distrazioni, gli eccessi, la vita veloce. Dedde non la racconta come una città perfetta: la racconta come un’arena dove chi arriva per lavorare e costruirsi un futuro deve imparare a muoversi tra mille tentazioni.
Il concetto di “giovani e svegli” presenta una generazione che non vuole restare indietro, che vuole giocarsela, che non teme la competizione. È un grido di identità, un modo per dire: “siamo qui, e sappiamo come muoverci”.
Prima strofa: dedde tra responsabilità, strada e famiglia
La strofa di dedde si concentra su temi molto personali, come la fame di riscatto e la responsabilità verso chi gli sta intorno. “Finché non ci darai il cibo, non dormi tranquillo” è un’immagine potente che richiama la necessità di lottare per ciò che si vuole, il dover “nutrire” la propria squadra, la propria famiglia, il proprio ambiente.
Dedde racconta di essere sempre stato “il tipo”, anche prima del successo: “facevo già il filo” significa che già da ragazzo aveva un’identità forte, un ruolo nella sua cerchia. E quando parla della sua “squadra di zingari” non lo fa in senso dispregiativo: parla della sua crew, delle persone con cui è cresciuto, spesso viste con pregiudizio ma che lui vede come famiglia.
Successo che arriva da lontano: prima le celle, poi Spotify
Una delle barre più significative è: “Prima che su Spoty, i miei pezzi arrivano in cella”. Questo verso racconta un impatto reale: la sua musica circolava tra ragazzi in difficoltà, detenuti, persone che vivevano vite complesse. È un modo per rivendicare autenticità: dedde non nasce come prodotto degli algoritmi, ma come voce delle strade.
Quando dice “Mamma vuole un mio concerto prima del cielo”, il pezzo si tinge di malinconia: un desiderio semplice, ma carico di significato. È un modo per dire che il sogno non riguarda solo lui, ma anche chi lo ha cresciuto.
Famiglia spezzata e anni difficili
“sono già quattr’anni che non siamo tutti” è una frase che pesa tantissimo. Dedde parla di assenze familiari importanti, di qualcuno che manca da tempo, forse per problemi con la legge o altre difficoltà. È una ferita aperta che incide sul suo modo di vivere e vedere il mondo.
“Chi c’ha messo alla prova mo è pieno di punti” richiama il linguaggio della strada, dei colpi da incassare ma anche da restituire. È un’affermazione di forza, un modo per dire che chi lo ha sfidato ora porta i segni dello scontro.
Pre-ritornello: libertà, danza e desiderio
Il pre-ritornello introduce il tema della ragazza “non è di qui”, ma che si avvicina a dedde e alla sua crew attratta dall’energia, dallo stile, dalla libertà. “Tranne i video, puoi far cosa vuoi” è una frase che parla di intimità, di uno spazio senza giudizio. Un momento di leggerezza dentro un testo molto duro.
Seconda strofa: LILCR e il linguaggio internazionale
La strofa di LILCR porta un’energia diversa: più aggressiva, più mondiale, più influenzata dalla trap internazionale. L’uso dell’inglese (“My G, let's go”, “on bro”) richiama l’immaginario afrobeat, nigeriano e americano che permea la sua scrittura.
“Se il rap mi va male, torno a fare lo scammer” non è un’istigazione, ma una fotografia di realtà dure: per molti ragazzi provenienti da situazioni complicate, il confine tra scelta lecita e illecita è sottilissimo, e il rap diventa una possibile via per uscire da un ambiente che altrimenti non perdona.
Una vita più grande degli haters
“Se un hater vuole beef, pull uppano con le mazze” mostra una dinamica chiara: LILCR non parla di beef online, ma di scontri veri, fisici. Non descrive una fantasia gangster, ma la realtà di quartiere dove certi conflitti, se accesi, portano conseguenze concrete.
Il verso sul “destino scritto” e sulle “doppie facce” racconta un ragazzo che ha imparato a riconoscere chi è sincero e chi no, e che ora vede con chiarezza chi lo sostiene e chi cerca solo di approfittarsene.
Sacrifici, strada e sopravvivenza
Una delle frasi più forti di LILCR è: “Per portare a casa il pane tocca diventare randagio come un cane”. È un’immagine che spiega da sola tutto il concetto di RANDAGI 24.7: ragazzi che vivono senza orari, senza certezze, che devono correre, difendersi, cacciare per sopravvivere. Il randagio è un simbolo di libertà, ma anche di solitudine e vulnerabilità.
La competizione: “per voi non c’è gara”
Nel finale della strofa, LILCR ribadisce il senso di superiorità e appartenenza: loro sono “giovani e svegli”, gli altri no. La competizione nella scena rap è costante, e questa frase rappresenta una presa di posizione chiara: loro non temono nessuno.
Un ritornello che diventa stile di vita
Ripetuto più volte, il ritornello assume un valore identitario. Non è solo un hook: è un motto, una bandiera. “Per soldi a Milano” racconta l’obiettivo; “pieno di patata” racconta le distrazioni; “giovani e svegli” racconta chi lo canta. È un triade che riassume perfettamente la vita dei protagonisti del pezzo.
Un brano che rappresenta una generazione vera
“giovani e svegli #147” è un pezzo che non vuole moralizzare, non vuole giudicare e non vuole nascondere nulla. Racconta la realtà com’è, senza filtri: soldi, strada, donne, orgoglio, perdita, famiglia, ambizione. È uno sguardo diretto su una generazione che cresce dentro un mondo difficile ma non per questo si arrende. Loro giocano, rischiano, cadono e si rialzano. E mentre lo fanno, continuano a essere giovani e svegli.
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