23/01/2026
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Testo e Significato di Girasole – 22simba ft. Rkomi
Testo “Girasole”:
[Testo di “Girasole” ft. Rkomi]
[Intro: 22simba]
Ah-ah, ah-ah, ah-ah, ah-ah
Ah-ah, ah-ah, ah-ah, ah-ah
Yo
[Strofa 1: 22simba]
Non ho risposte, ho solo più domande
Ma, se vuoi, restiamo ad analizzarle
Domani in uni nulla di importante
Io con ‘sti soldi ho più vini di classe
Io con ‘sti sogni sentirmi distante
Ogni mio dovere sembra interessante
Me l’hai insegnato tu come fare la spesa e fare il bucato
Ricordo prima casa a Milano
Che era una stanza con letto ed armadio
Nel dubbio la tappezzassi di quadri
Di tutti i badge di concerti passati
Chiedevi vita in dettagli che io
Neanche pensavo essere interessanti
Mi hai segnato che a Dio nemmeno ci credi
Ma credi negli angeli (One, two, three, four)
[Pre-Ritornello 1: 22simba & Rkomi]
Ti chiamavo “girasole”, ti parlavo di pistole
Dieci passi all’evasione, ma oramai tu sarai altrove
So che ovunque sarai fiera, conosco la tua visione
Ho un vino di classe in più stasera ed è a noi, yeah
Ti chiamavo “girasole”, ti parlavo di pistole
Dieci passi all’evasione, ma oramai tu sarai altrove
So che ovunque sarai fiera, conosco la tua visione
Ho un vino di classe in più stasera ed è a noi, yeah
[Ritornello: 22simba & Rkomi]
Torna, torna, torna, torna, tutto torna (Tutto torna)
Tutti ‘sti bagagli culturali col tuo nome, che ci faccio?
Farò in modo che mi stiano bene addosso (Che mi stiano bene addosso)
Ci stavamo bene addosso
Baby, torna, torna, torna, torna, tutto torna (Tutto torna)
Tutti ‘sti bagagli culturali col tuo nome, che ci faccio?
Farò in modo che mi stiano bene addosso (Che mi stiano bene addosso)
Ci stavamo bene addosso
[Strofa 2: Rkomi]
1° gennaio 2026, scrivo le cose come mi vengono
Il bagno che è grande più della camera
La vita è mia, quindi me la prendo
Vuole che mordo mentre scopiamo
Vita veloce, ma dove vado?
Non ho risposte, però ti amo
Ma dalle mie parti si fermano alle armi
E sparami, spara, mi terrorizza
Sai, questa vita è una vera figa
Gira e rigira, più scappi, più te la ritrovi davanti
Voglion tutti sapere chi è Mirko
Voglion tutti sapere chi è simba
Ma non te che vuoi prendere il tempo
Per guardare oltre la superficie
[Pre-Ritornello 2: Rkomi]
Quando lasciai casa, dissi: “Si parte, ragazza”
Dissi: “Si balla, fai cassa”, io e mio fratello, due OG
No girasoli, Gogol’, anime morte, Rogòžin
Tu sei l’idiota, screenshotta, ho il mal d’Europa, Marotta
Mhm, da quando scrivo, so amare, no rapine
So starmene impassibile per ore sopra un filo
“Dottore, sono io”, rivedere mio padre
Dopo trent’anni in carcere, dopo trent’anni in pace
[Ritornello: 22simba & Rkomi]
Torna, torna, torna, torna, tutto torna (Tutto torna)
Tutti ‘sti bagagli culturali col tuo nome, che ci faccio?
Farò in modo che mi stiano bene addosso (Che mi stiano bene addosso)
Ci stavamo bene addosso
Baby, torna, torna, torna, torna, tutto torna (Tutto torna)
Tutti ‘sti bagagli culturali col tuo nome, che ci faccio?
Farò in modo che mi stiano bene addosso (Che mi stiano bene addosso)
Ci stavamo bene addosso
[Outro: 22simba]
Se vuoi, ripetiamo i motivi per filo e per segno ridendo
Finendone un’altra, puntandoci un dito per scherzo
Del come ormai adesso non ci completiamo
Noi, noi
Dio, per quante volte non lo facevamo?
Se vuoi, rifacciamo anche tutto da capo
Tutto spiccicato, lo rifarei uguale ogni errore
Perché ad ogni errore noi due partivamo, sì, ma dove? Eh-eh
Ma dove? Eh-eh
Possibile significato del testo “Girasole”:
“Girasole”: quando l’amore ti insegna a crescere (anche nel caos)
“Girasole” di 22simba con Rkomi è un pezzo che mette insieme nostalgia, autocritica e fame di luce. La data conta: esce il 23/01/2026 dentro la repack “La Cura, in nome di Miria (Deluxe)”, quando l’artista rilancia il suo percorso con brani nuovi e versioni live, segno di uno sguardo più intimo e consapevole su ciò che ha scritto fin qui. Il featuring non è un cameo messo lì per la quota hype: la penna di Rkomi entra nel racconto e ne allarga il respiro. In cabina sonora, la produzione di Timon tiene la linea pulita e dritta: ritmo misurato, spazio alla voce, parole in primo piano.
Il titolo e il nomignolo: perché “girasole” è più di un fiore
Nel brano, “girasole” è il nome con cui lui chiama lei. Non è una romanticheria casuale: richiama un legame che orientava il protagonista come un fiore che cerca il sole. Quando quel baricentro manca, tutto il resto perde messa a fuoco. Per questo, fuori da quella relazione, la realtà appare più grigia e insonorizzata: la vita continua, ma senza la stessa direzione. In controluce c’è l’idea che certi amori, quando sono veri, non sono solo una storia: sono una pedagogia, ti insegnano le basi – dalla spesa al bucato – e una grammatica emotiva con cui restare a galla quando il resto stride.
Dalla stanza a Milano ai badge dei concerti: l’archivio della gavetta
La prima strofa di 22simba scatta fotografie concrete: la prima casa a Milano ridotta all’essenziale, i muri tappezzati con i pass dei live, le domande precise di chi ti ascolta davvero. È un inventario di memoria che racconta il salto di classe emotivo prima ancora che economico. Quei dettagli dicono che non si diventa adulti a colpi di slogan, ma imparando a fare le cose piccole, assumendosi i doveri e dando nome a quel vuoto che si apre quando sogni e soldi non coincidono con la pace.
Il brindisi e la mancanza: «ci stavamo bene addosso»
Il ritornello è costruito su un ritorno (“tutto torna”) che non è un rewind dei fatti, ma la consapevolezza che gli “strumenti” culturali ricevuti da chi hai amato ti restano addosso come una giacca. All’inizio pesano, poi ci fai l’abitudine e li porti a tua misura. L’immagine del vino di classe funziona come segnalibro: celebrare oggi non cancella ieri, ma lo incornicia. E quel “ci stavamo bene addosso” non è solo corpo: è un incastro mentale, la sensazione che l’altro fosse una taglia perfetta per la tua testa.
Rkomi entra in scena: cronaca, ferite e letteratura
Nella seconda strofa, Rkomi mette sul tavolo una data – 1° gennaio 2026 – e spara in presa diretta: desideri, sesso, paure, armi, identità. È una barra che porta con sé letteratura e strada. Da una parte c’è l’urgenza di dirsi (“la vita è mia, quindi me la prendo”), dall’altra il peso di dove sei cresciuto (“dalle mie parti si fermano alle armi”). Il cuore è la frizione tra amore e violenza: la voglia di tenersi stretti e la tentazione autodistruttiva, la fuga e il ritorno, il desiderio di qualcuno che guarda oltre la superficie invece di incasellarti in un personaggio.
«No girasoli» e i classici russi: cosa c’è dietro le citazioni
Quando Rkomi spara “no girasoli, Gogol’, anime morte, Rogòžin”, mette insieme una mappa mentale precisa. “No girasoli” significa: fuori da quel rapporto che mi dava luce, il mondo è un posto meno abitabile, popolato di persone che sembrano senza linfa. Il richiamo a Gogol’ e alle sue Anime morte evoca una società dove il valore delle persone viene ridotto a numeri e ruoli, un universo di maschere e convenzioni. Poi arriva Rogòžin da L’Idiota di Dostoevskij: la passione cieca, ossessiva, che divora. Ed ecco il contrappunto: “tu sei l’idiota” – cioè il principe Myškin, lo sguardo puro che rifiuta le maschere e prova a restare integro. “Screenshotta” è un invito a fissare quell’istante di lucidità, prima che il rumore lo cancelli. E il “mal d’Europa”? È il sentirsi fuori posto ovunque, perché il problema non è la città ma l’aria morale che respiri. Il tocco su Marotta gioca sul calcio: finali europee raggiunte e perse, metafora di un’ossessione che ti porta vicino al traguardo senza farti godere la vittoria. Tutto torna: amori, traumi, ambizioni e cadute.
Il peso del contesto: 2026, Italia, giovani tra fragilità e spinta
Il brano esce in un momento in cui l’attenzione sul benessere mentale dei più giovani è alta e finalmente esplicita. Tra precarietà, corse a obiettivi spostati in avanti e una pressione sociale che pretende performance costante, la tentazione di “anestetizzarsi” o di scappare è forte. In questo clima, “Girasole” suona come diario aperto: non propone morali, non edulcora, ma mette a fuoco vulnerabilità e resilienza. L’urgenza è tutta lì: dirsi la verità sul presente per non farsene inghiottire.
Dalla biografia al simbolo: perché la storia suona universale
La scrittura alterna istantanee private (l’appartamento minuscolo, i pass dei concerti, il padre che riaffiora come ferita e come pace) a segnali riconoscibili da chiunque viva relazioni intense: imparare a fare spazio all’altro senza perdersi, capire quando tornare indietro e quando tenere la posizione, accettare che certe cose non si aggiustano ma si attraversano. Il girasole diventa così un archetipo: chiunque abbia avuto un punto fisso nella notte sa di cosa parlano questi versi.
Struttura del pezzo: salite controllate e ritornello‑mantra
La forma è classica ma efficace. Strofa introspettiva, pre che spinge e scarica, hook che apre e resta in testa. Non c’è bisogno di strafare: la produzione lascia respiro al racconto, con scelte sobrie che affilano le parole. Il “tutto torna” lavora come un motto che tiene insieme le parti – promesse fatte, errori, insegnamenti, bagagli culturali che pesano ma ti vestono.
La penna di 22simba: umiltà, autocritica, scatti d’orgoglio
22simba si muove su una linea che gli è propria: confessa senza piangersi addosso, ammette gli inciampi e alza la testa proprio lì. Le immagini sono concrete, quasi tattili. L’elenco dei doveri non è borghese: è la check‑list di chi ha capito che crescere è prendersi cura, non farsi solo bello. E quando parla di soldi, non è ostentazione vuota: è il modo per dire che il benessere materiale non risolve il disallineamento interno.
La barra di Rkomi: identità, famiglia, redenzione laica
Rkomi inserisce tasselli autobiografici importanti: l’inizio anno come pagina bianca, il padre che ritorna dopo trent’anni, l’Europa come luogo mentale più che geografico. La sua è una poetica della densità: ogni immagine apre un varco, dalla violenza che terrorizza alla capacità – guadagnata con la scrittura – di amare e restare in equilibrio “sopra un filo”. È qui che la letteratura incontra il rap senza diventare didascalia.
Produzione e suono: minimalismo funzionale, focus sulla voce
Timon costruisce una base asciutta che regge il doppio registro degli interpreti: timbri diversi, stessa urgenza. Cassa e basso fanno da spina dorsale, i dettagli armonici entrano e escono per sottolineare i passaggi chiave. È una grammatica rap italiano 2026 che non rincorre trend effimeri: preferisce lasciare che sia la scrittura a mordere, e la scelta paga perché amplifica i momenti emotivi.
Miria come orizzonte: una dedica che diventa metodo
Dentro la cornice della repack, “Girasole” porta avanti la logica di “La Cura”: rimettere mano al proprio catalogo interiore e rileggere i rapporti che ti hanno formato. “Miria” resta una figura sospesa, non spiegata di proposito: più che un nome, è una direzione, un invito a curarsi e a dare cura. In questo senso, il brano è coerente con l’operazione più ampia: ridurre l’estetica per aumentare il peso specifico delle parole.
Linee di interpretazione: cosa significa «tutto torna»
“Tutto torna” non è un’illusione che il passato si ripeta identico, ma la percezione che ogni errore, ogni esame di coscienza, ogni caduta ha lasciato un segno utile. Torna ciò che hai imparato, tornano i riflessi condizionati, tornano le domande che credevi archiviate. E quando 22simba dice che rifarebbe tutto, non romantizza la sofferenza: ammette che la crescita non è lineare e che certe scosse servono a staccarsi dalle cornici sbagliate.
Per chi ascolta rap: verità prima dei numeri
Se cerchi rime come status symbol, qui trovi altro: real talk senza maquillage, con riferimenti colti messi al servizio dell’emozione, non del nome‑dropping. “Girasole” è pensata per chi vuole canzoni che non fingano: due voci che si espongono, una produzione che non le copre, un racconto che tiene insieme strada e libri senza snobismo.
In sintesi: un brano‑ponte tra perdita e rinascita
“Girasole” funziona perché parla chiaro: ti puoi perdere anche mentre sembra andare tutto bene, puoi sentirti ricco e vuoto, forte e fragile, adulto e ancora in prova. Quel nomignolo affettuoso diventa bussola: ricorda che cercare la luce non è un gesto ingenuo ma un atto di disciplina. E quando il ritornello ripete “tutto torna”, non ti culla – ti responsabilizza: fai pace con ciò che sei stato, indossa i bagagli che porti con il tuo nome e cammina.
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