Testo e Significato di Il Primo (Live Room Version) – 22simba

Testo e significato della canzone "Il Primo (Live Room Version)" di 22simba pubblicata il 23/01/2026 contenuta nell'album "La Cura, in nome di Miria (Deluxe)" del 23/01/2026.

Cover dell'album 'La Cura, in nome di Miria (Deluxe)' di 22simba
Cover dell'album 'La Cura, in nome di Miria (Deluxe)' di 22simba

Testo “Il Primo (Live Room Version)”:

[Testo di “Il Primo (Live Room Version)”]

[Intro]
Curva Sud, no Courmayeur, passo l’estate al Nord, ah
Passo da Warner, sto facendo il worker, non faccio moonwalk
Uoh, yeah, yeah

[Strofa]
Passo un altro anno, G va in corso ai ventiquattro
Col guadagno come focus, ma la faccia da operaio
Da quando suo zio l’hanno operato, c’ha meno brio nel parlato
A modo mio faccio del mio, vorrei esser Dio nel mio isolato
Bih vuole la mangi come un bacio con un bacio, yeah
Con mio fratello mi sento normale
Però ho un concetto da rivisitare
Sono sempre lo stesso che vuole cambiare
Quindi sono sempre uguale
Ma ci son meno, offro di più
Ma ci son, frèro, sì, tutto a posto
Sono sereno tutto nel comfort
Stavo pensando, se non hai un costo
Che cosa cambia nel corso? Cosa? Cosa? Cosa? Cosa?
Che cosa cambia? Se sarò
Il primo col figlio, il primo a divorziare
Nella cumpa il primo che sale
Il primo che ha chiesto una mano a suo frate’
Al primo che rischiava le sbarre
Voi siete i primi che ve ne andate
Sembriamo attivisti, non ce ne andiamo
Nessun moralista, niente cazzate
Me l’ha detto il primo che ha visto il grano
Chi sarà il primo che molla tutto?
Forse il primo a cui l’hanno assunto
Otto anni di lavoro vero
Vede me come li spendo a buffo
E non sarò il primo a separare il gruppo
G, vengo da zero, sì, un paio di palle
La mia gente si comporta ancora come fosse ancora nulla di importante
Alla mia release alza il gomito fin quando la mano gli parte
Io resto troppo di parte, io resto troppo di parte
Per quel posto ci vuole più garra
Per quel trauma ci vuole più ganja
Per quella gamba serve una barra
Guardiamo l’alba nei sedili dietro una Panda

[Ritornello]
Curva Sud, no Courmayeur, passo l’estate al Nord
E dalle panche a essere in war per tutto quello che non ho
Passo da Warner, sto facendo il worker, non faccio moonwalk
Non torno indietro a certe mosse, a quando c’era lei nel roster
Sotto gli occhi sempre borse, dentro gli occhi sempre bolle
Free my mind, sono libero stanotte
Curva Sud, no Courmayeur, passo l’estate al Nord
E dalle panche a essere in war per tutto quello che non ho
Passo da Warner, sto facendo il worker, non faccio moonwalk
Non torno indietro a certe mosse, a quando c’era lei nel roster
Sotto gli occhi ho sempre borse, dentro gli occhi sempre bolle
Free my mind, sono libero stanotte


Possibile significato del testo “Il Primo (Live Room Version)”:

Vivere il peso del “primo”

“Il Primo (Live Room Version)” di 22simba è uno dei brani più intensi della deluxe La Cura, in nome di Miria, pubblicata il 23 gennaio 2026. In questa versione live, prodotta da Timon e Gianmarco Biancardi, il rapper approfondisce il tema del “primo” come simbolo di responsabilità, crescita e pressione sociale. L’atmosfera live porta il brano verso un territorio più emotivo e vulnerabile, mettendo in risalto le sfumature della voce e della scrittura di 22simba.citeturn6search83turn6search82

Un’estate diversa: Nord, lavoro e nuove priorità

L’immagine iniziale di “Curva Sud, no Courmayeur, passo l’estate al Nord” introduce un contrasto immediato: tradizione contro cambiamento. Le estati che una volta evocavano divertimento e spensieratezza ora diventano simbolo di impegno, routine e responsabilità. Passare “da Warner” e “fare il worker” indica una maturità forzata, un percorso professionale che cresce velocemente ma non permette distrazioni. Il riferimento a non “fare moonwalk” chiarisce che 22simba non vuole avere passi indietro: non si scappa dal proprio ruolo, si avanza.

Il peso della storia personale

Il brano entra presto nella dimensione privata: il crollo emotivo dello zio, l’impressione di una famiglia che cambia, la voglia di essere “Dio nel proprio isolato”. Questa frase riassume bene la tensione tra ambizione e radici. 22simba racconta un ambiente dove la crescita personale è difficile e a volte sofferta, ma resta una necessità. Il desiderio di elevarsi convive con la consapevolezza della propria vulnerabilità: l’artista mostra una maturità ancora in costruzione, tipica della nuova generazione rap italiana.

Identità in conflitto

“Sono sempre lo stesso che vuole cambiare, quindi sono sempre uguale”: uno dei versi più significativi. Qui 22simba riflette sul paradosso della crescita personale. Ogni tentativo di cambiamento sembra riportarlo al punto di partenza, come se il suo percorso fosse un movimento circolare. Nonostante ciò, offre di più, si presenta meglio, ma resta con la sensazione di “essere meno”. Questo senso di incompletezza è ricorrente nella scrittura dell’artista, che non teme di mettere in mostra fragilità e insicurezze.

Essere il primo: responsabilità e pressione sociale

Il ritornello e gran parte della strofa giocano con la ripetizione del termine “primo”: primo con un figlio, primo a divorziare, primo a chiedere aiuto, primo a rischiare. Essere “il primo” diventa specchio di ciò che la società chiede ai giovani: essere pionieri, aprire strade, prendere colpi. Ma 22simba ribalta la prospettiva: il primo non è solo un leader, è anche quello che paga il prezzo più alto. L’artista mostra come ogni “prima volta” lasci una cicatrice emotiva.citeturn6search83

La cumpa come bussola morale

La “cumpa”, cioè il gruppo, è un altro cardine del brano. C’è chi sale, chi scappa, chi resta. 22simba sottolinea la forza dei legami autentici, quelli che resistono anche nei momenti difficili. Il contrasto tra chi se ne va quando le cose si complicano e chi rimane non è solo una critica sociale, ma anche una constatazione personale: nel mondo della musica, come nella vita, la lealtà è un bene raro.

Le conseguenze del successo

All’interno del brano emerge anche come il successo crei tensione con chi lavora “otto anni di lavoro vero” e guarda l’artista come uno che “spende a buffo”. Questo scontro tra due mondi – quello del lavoro tradizionale e quello del rap – evidenzia un tema cruciale: l’incomprensione generazionale. Essere il primo nella propria cerchia a riuscire professionalmente non porta solo orgoglio, ma anche distanza e giudizio.

Traumi, ganja e resistenza

La parte finale della strofa introduce una dimensione più cruda: servono “più garra”, “più ganja”, “una barra” per superare i traumi. È un linguaggio diretto, ma non superficiale: la ganja diventa metafora di fuga, ma anche di medicina temporanea per un malessere più profondo. La “barra per la gamba” richiama invece un supporto necessario, un simbolo della fragilità fisica ed emotiva.

L’alba in Panda: poesia concreta

Una delle immagini più efficaci del brano è quella dell’alba vista dai sedili dietro una Panda. Una scena semplice, quotidiana, ma potentissima. In un mondo di auto di lusso e ostentazione, la Panda è un simbolo di normalità e autenticità. Guardare l’alba da lì è un atto di resistenza poetica: mostra come, nonostante il successo, l’artista rimanga legato a esperienze e atmosfere reali.

Ritorno al ritornello: libertà e lucidità

Il ritornello ripete più volte concetti centrali: passare l’estate al Nord, essere in guerra per ciò che non si ha, non tornare indietro. Qui compare anche un elemento chiave: “Free my mind, sono libero stanotte”. È una liberazione temporanea, un momento di respiro che arriva dopo un accumulo di stress, lavoro, scelte e distanze. All’interno della Live Room Version, questo ritornello assume ancora più forza emotiva grazie alla strumentazione dal vivo.citeturn6search88

Il senso complessivo del brano

“Il Primo (Live Room Version)” racconta la vita di un ragazzo che deve crescere in fretta, prendere decisioni difficili e restare saldo mentre tutto intorno cambia. È un brano che parla di maturità, responsabilità, identità e fragilità. Mostra il peso emotivo di chi è “il primo” nella propria strada: il primo a soffrire, il primo a provare, il primo a cadere, ma anche il primo a rialzarsi. Con una scrittura diretta e priva di filtri, 22simba costruisce un racconto che non è solo personale, ma generazionale.




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