Testo e Significato di King’s Supreme – Machete ft. Bassi Maestro

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Testo e significato della canzone "King’s Supreme" di Machete ft. Bassi Maestro, En?gma, Ensi, Gemitaiz, Hell Raton, Rocco Hunt, Salmo pubblicata il 08/02/2012 contenuta nell'album "Machete Mixtape" del 08/02/2012.

Cover dell'album 'Machete Mixtape' di Machete
Cover dell'album 'Machete Mixtape' di Machete

Testo "King’s Supreme":

[Testo di "King's Supreme" ft. El Raton, Ensi, Salmo, En?gma, Bassi Maestro, Rocco Hunt & Gemitaiz]

[Strofa 1: El Raton]
Yo no aguanto la gente que me juzga
El chisme siempre busca, busca
Que estoy acostumbrado si nada te mereces
Con estupideces no te quedas en pie
Dame una razón para ritirarme
Para yo callarme, para que acontentarme
Camino sobre las paredes, flow parkour
En medio de la jungla like Betancourt
Lejo' da los michos, vivo a lado a bichos
Entre los llantos de viejas y mijos
Desde pequeñito mi nombre calladito
Viaja por los barrios y sus gritos
Se vuelve a tu cama y prende la luz
Yo soy el demonio que voltea tu cruz
Más speed que speed flow
Panico como una bomba dentro al bus

[Strofa 2: Ensi]
Uh, uh
Ti hanno detto che la scena era defunta?
Ma nell'acciaio batte ancora un cuore come Gundam
Come Cassano a questa scena do un'aggiunta
Il flow miete come un machete nella giungla
Si allunga come Dhalsim
La lista degli scazzi è proporzionale ai traguardi
E se mi chiedi: "Fra quanti anni farai
Il salto avanti?", so che forse non lo farò mai
Sto fra i mostri come Frankenstein, mister
La mia banda suona live al Titty Twister
Vieni stasera, sister, con i tuoi amici hipster
Le ossa gli faranno "croc" tipo Cipster
Ho mille rime che ti incollano alla sedia tipo un thriller
Rap Frank Miller, tu fai ridere, Ben Stiller
E non fare l'indiano se c'hai davanti Tex Willer

[Ritornello: Salmo]
Hai mai sentito parlare del crew Ma-Ma-Machete?
Taglia le teste tipo mujaheddin
Hardcore sul beat, siamo kings supreme
'Sta gente lo sa come va
Sul palco nessuna pietà
E questo è tutto quello che ho
Tutto quello che ho

[Strofa 3: En?gma]
Come sempre qui s'è fatta l'ora tarda
Lo capisco dalla vista che s'appanna
Io creo labirinti in audio
Sono il Minotauro che fotte con Arianna, ah
Dentro piango, ma
Mi faccio forte dentro con la musica nell'anima
Ciò che scrivo prende vita e si agita
Quando rimo appare Satana a Fatima
Genuflessi per la vita che lacera
Capoversi tipo codici in algebra
Per evidenziare un ambiente da rifare
Dalla cattedrale alla cattedra
Generazioni che continuano a perdersi
Quanti corpi vedi con la scritta "Vendesi"?
Quanti colpi ancora prima di riprenderci?
Ma non ci sterminerete come i Kennedy

[Strofa 4: Bassi Maestro]
Yeah, rimaniamo con i piedi a terra
Con i medi in vista e siamo ancora in guerra
Come i cazzo di Spartani, più dopato di Pantani
Non mi vedi nemmeno a due metri
E non ti meriti che alzo le mani
Non ho metriche ma tsunami
Giro solo con i veri e tu mi ami
Sono stufo di chi cataloga, di chi dialoga
Di chi vive di bugie in una favola
Sono stufo di chi intavola discussioni
Senza arrivare mai alle conclusioni
Questi suoni sono contusioni
Sono morti bianche per i tuoi padroni
Siamo quelli che li sfruttano, chiamaci papponi
Ti opponi? Tu muori

[Ritornello: Salmo]
Hai mai sentito parlare del crew Ma-Ma-Machete?
Taglia le teste tipo mujaheddin
Hardcore sul beat, siamo kings supreme
'Sta gente lo sa come va
Sul palco nessuna pietà
E questo è tutto quello che ho
Tutto quello che ho

[Strofa 5: Rocco Hunt]
Accatto 'o diploma ch''e sorde d''e live
Ogne testo è na bomba, nun saccio se 'o ssaie
'A voce s'espande, appiccio 'stu blunt
'A notte m'addormo p''e guaje
So' janche 'sti vise, 'a bamba v'acciso
Fumate 'o Cheese, I can fly
Puorteme 'a weed, puorte 'a tequila
'O crack t'accide si t''o faje
Scinne 'o sistema e appara 'e papele
Luntano d''e machine nere (Accorto!)
'E Falche so' 'nfame, nn''e vide e ce stanno
Luntano da tattiche e scheme
Abbasc'ô purtone tra Dash e gummune
L'affanno nn'è bbuono, s'affolla 'o piazzale
Chi spenne e se pogne, chi invece s''o tira
Chi, invece, smascelle cu ll'uocchie ô cuntrario

[Strofa 6: Gemitaiz]
Quando entro su un pezzo, dicono:
"Guarda 'sto pezzo di merda, ha ucciso la traccia un'altra volta
Fuma canne che sembrano scimitarre, c'ha le rime zarre
Sfidalo e ti viene la febbre come a Travolta
Dicono che copio gli americani
Solo perché in attacco fanno schifo e non sanno come difende'
Sto col numero 9, più o meno dove tu non arrivi mai
Ti chiedi: "Questo qua i flow dove li prende?"
Ma chissà, forse li invento?
Siamo poveri di cash ma ricchi di rap, we stickin' it up
Ogni rima di Gemitaiz è grossa come il culo di Nicki Minaj
Stronzo, ti batto, anche se visibilmente molto più fatto
Ogni rima tua è sotto al sette
Io la metto sotto al sette, colpo di tacco (Ciao)

[Ritornello: Salmo]
Hai mai sentito parlare del crew Ma-Ma-Machete?
Taglia le teste tipo mujaheddin
Hardcore sul beat, siamo kings supreme
'Sta gente lo sa come va
Sul palco nessuna pietà
E questo è tutto quello che ho
Tutto quello che ho
Hai mai sentito parlare del crew Ma-Ma-Machete?
Taglia le teste tipo mujaheddin
Hardcore sul beat, siamo kings supreme
'Sta gente lo sa come va
Sul palco nessuna pietà
E questo è tutto quello che ho
Tutto quello che ho


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Possibile significato del testo di "King’s Supreme":

Un viaggio dentro il significato di King’s Supreme

Pubblicata nel febbraio 2012 all’interno del primo Machete Mixtape, King’s Supreme è una posse cut che fotografa perfettamente il clima del rap italiano di quegli anni: ruvido, competitivo, in piena esplosione creativa. Il brano riunisce alcuni dei nomi più incisivi della scena – Salmo, Ensi, Gemitaiz, En?gma, Rocco Hunt, Bassi Maestro ed El Raton – formando un mosaico di stili e visioni diverse. Siamo in un’epoca in cui l’hip hop italiano sta trovando una nuova identità, mentre la Machete Crew si afferma come collettivo influente capace di imporre un’estetica unica, aggressiva e riconoscibile.

Prodotta da Denny The Cool, la traccia è costruita su un beat cupo e martellante, perfetto per accogliere sei strofe infuocate più il ritornello di Salmo. L’immaginario della crew è chiaro già dal titolo: i rapper si presentano come sovrani, guerrieri della loro arte, pronti a tagliare ciò che è superfluo con la precisione di un machete. L’energia del pezzo parla di appartenenza, di lotta e di identità, e ogni artista la interpreta secondo la propria esperienza.

La furia linguistica di El Raton

La prima strofa, rappata in spagnolo da El Raton, mette subito in chiaro il tono della traccia. L’artista racconta di non sopportare chi lo giudica e chi vive di pettegolezzi, sottolineando come certe persone non meritino attenzione. Il suo stile è rapido, inquieto, pieno di immagini violente: dice di “camminare sulle pareti”, paragonando il suo flow alle acrobazie del parkour, e si descrive immerso in una giungla, citando la figura di Ingrid Betancourt, sequestrata per anni nella foresta colombiana. Questo riferimento rafforza la sensazione di trovarsi in un ambiente ostile, dove bisogna combattere per sopravvivere.

El Raton si definisce un “demone che rovescia la croce”, un simbolo di ribellione totale, e chiude la strofa con un’immagine potente: il suo flow è più veloce del bus costretto a correre nel film Speed, e genera panico come una bomba pronta a esplodere. La metafora dell’esplosività prepara perfettamente il terreno per le strofe successive.

La tecnica e l’immaginario pop di Ensi

Ensi porta nella sua strofa un mix di citazioni pop, punchline e abilità tecnica. Fin dall’inizio ribalta l’idea che la scena rap fosse morta, paragonandola a un gigante d’acciaio come Gundam, che nonostante l’aspetto metallico conserva un cuore pulsante. Il riferimento indica che il rap italiano, pur colpito da critiche e difficoltà, continua a vivere grazie agli artisti che lo mantengono autentico.

Quando Ensi dice che il suo flow “miete come un machete nella giungla”, riprende simbolicamente l’immaginario della Machete Crew e cita indirettamente Joe Cassano, leggendario MC bolognese. Allo stesso tempo, il suo stile “si allunga come Dhalsim”, personaggio di Street Fighter capace di deformare il corpo, immagine perfetta per descrivere una metrica elastica e imprevedibile.

Le sue punchline giocano con la cultura pop e fumettistica: si definisce un “rap Frank Miller”, evocando atmosfere cupe e dure, mentre riduce i rivali a comparse da commedia, come gli sketch di Ben Stiller. Persino le minacce hanno toni ironici: promette di far fare “croc” alle ossa degli hipster come fossero Cipster, riassumendo in una sola barra tutto il suo sarcasmo.

La voce mistica e introspettiva di En?gma

En?gma porta un cambio di atmosfera: la sua strofa è criptica, piena di immagini simboliche e riferimenti mitologici. Apre descrivendo la notte che avanza e la vista che si offusca, segnale di una lunga giornata o di eccessi. Poi costruisce un parallelo tra sé e il Minotauro, ma in una versione ribaltata e ironica: invece di essere vittima del labirinto, domina la situazione e “fotte con Arianna”, trasformando il mito in una metafora di potere nella complessità del rap game.

La sua penna è descritta come capace di “prendere vita e agitarsi”, al punto da evocare Satana nel santuario di Fatima. Sono immagini forti, volutamente provocatorie, che mostrano la sua inclinazione all’oscurità e alle atmosfere mistiche. En?gma affronta poi temi sociali, parlando di generazioni perdute e di corpi “in vendita”, denuncia rivolta a un’Italia segnata da precarietà e disillusione. Il rap diventa per lui un mezzo per evidenziare ciò che non funziona, “dalla cattedrale alla cattedra”.

La rabbia concreta di Bassi Maestro

Bassi Maestro inserisce nella traccia una delle strofe più terrestri e dirette. Parla di rimanere con i piedi per terra, ma sempre pronti allo scontro, come Spartani moderni. Quando afferma di essere “più dopato di Pantani”, usa una provocazione per sottolineare quanto il suo stile sia potenziato, senza intenzione di offendere il ciclista ma per evocare un’immagine d’impatto.

Bassi critica chi cataloga tutto senza capire, chi parla senza arrivare a nulla, chi vive in una favola fatta di bugie. La sua scrittura è un pugno allo stomaco: questi suoni, dice, sono “contusioni”, conseguenza di un sistema che opprime i lavoratori e crea ingiustizie. Il tono della strofa è combattivo e richiama l’anima operaia del rap, quella che denuncia ciò che non funziona nella società.

La fotografia cruda delle periferie secondo Rocco Hunt

Quando arriva Rocco Hunt, il pezzo si sposta nel dialetto napoletano e diventa ancora più viscerale. La sua strofa è un racconto vivo delle strade da cui proviene: dice di aver pagato il diploma coi soldi dei live, e ogni barra è “una bomba”. La voce che si espande è la sua arma, mentre la notte porta con sé problemi e inquietudini.

Descrive visi pallidi, segnati dalla cocaina, e contrappone le droghe pesanti all’erba, che secondo lui permette di “volare” senza distruggersi. Racconta piazze di spaccio affollate, falchi che sorvegliano senza farsi vedere, motorini e copertoni sotto i portoni. È una scena cruda ma autentica, raccontata con uno sguardo interno che non giudica ma mostra. La barra finale, con l’immagine della mascella che si blocca e degli occhi ribaltati, chiude la strofa con una potenza narrativa rara.

L’arroganza brillante di Gemitaiz

Gemitaiz irrompe con il suo stile arrogante e ipertecnico, iniziando a citare ciò che dicono di lui: “ha ucciso la traccia un’altra volta”. È un modo di affermare la sua sicurezza, riprendendo una formula che utilizzerà in molti altri brani. Le sue rime sono veloci, taglienti, piene di ironia.

Si difende da chi sostiene che copi gli americani: il riferimento al calcio e al fatto che “in attacco fanno schifo” ribalta la critica, trasformandola in una battuta. Quando dice di stare “col numero 9”, allude al ruolo del centravanti, simbolo dell’attaccante decisivo, quello che fa gol. Per estensione, Gemitaiz si paragona a chi, nella musica, segna sempre.

Le sue rime “grandi come il culo di Nicki Minaj” mostrano il suo gusto per l’esagerazione e l’immaginario hip hop internazionale. Chiude con un gioco calcistico: mentre i rivali restano “sotto al sette”, lui piazza colpi precisi nell’angolo alto della porta, dimostrando superiorità tecnica.

Il ritornello di Salmo: manifesto della Machete Crew

Salmo firma un ritornello memorabile: parla della Machete Crew come un collettivo spietato, che taglia teste “come i mujaheddin” e non mostra pietà sul palco. L’uso di immagini forti esprime la volontà di dominare la scena con l'attitudine hardcore che li caratterizza. “Questo è tutto quello che ho”, ripete: la musica è la loro vita, il loro unico mezzo, il loro modo di affermarsi.

Il ritornello funziona come colla per tutte le strofe: ognuno porta il proprio mondo, ma tutti condividono l'idea di appartenenza e di forza collettiva, tema centrale della cultura posse.

Un mosaico che racconta un’epoca

Nel 2012 il rap italiano sta vivendo un cambiamento radicale: nuovi suoni, nuovi collettivi, nuovi linguaggi. King’s Supreme è figlia di quell’energia: una traccia che unisce generazioni diverse – dai veterani come Bassi Maestro ai giovani Gemitaiz e Rocco Hunt – in un unico grido creativo. È una fotografia potente di un momento storico in cui l’hip hop stava per esplodere definitivamente nel mainstream, ma manteneva ancora tutta la sua rabbia e autenticità.

Ogni artista porta una sfaccettatura diversa: la furia bilingue di El Raton, la tecnica di Ensi, l’enigma poetico di En?gma, la coscienza sociale di Bassi, il realismo di Rocco, l’arroganza brillante di Gemitaiz. Insieme costruiscono un affresco che parla di lotta, identità, appartenenza. Un brano che ancora oggi resta uno dei capitoli più iconici del primo Machete Mixtape e dell’intera cultura rap italiana.



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