Testo e Significato di MAN OF THE YEAR – Artie 5ive

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Testo e significato della canzone "MAN OF THE YEAR" di Artie 5ive pubblicata il 26/03/2026.

Cover della canzone 'MAN OF THE YEAR' di Artie 5ive
Cover della canzone 'MAN OF THE YEAR' di Artie 5ive

Testo "MAN OF THE YEAR":

[Testo di "MAN OF THE YEAR"]

[Intro]
Man of the year, man of the year
Ma-man of the –, man of the year
Shake it for the man of the year
Ddusi mi dà un beat, lo prometto, glielo fum–
Man of the year, man of the year

[Strofa 1]
E pensare che in tre anni ho fatto questo
Come faccio a non essere soddisfatto né contento?
Non l'ho mai fatto per soldi o per successo
Di quello che pensate di me io sono l'opposto esatto
Ho imparato a fidarmi solo di pochi, un branco
Io stanco, scrivo "Vaffanculo" all'ultimo banco
Siamo al ventesimo piano, penso "Forse ce l'ho fatta"
Non mi fermo finché non sistemo tutta la mia banda
Noi stanchi, della società eravamo lo scarto
Così dicono i giornali, l'amore con cui ci trattano
Ho riscritto questa storia dando voce ai personaggi
Perché al posto mio sennò qua chi l'avrebbe fatto?
Forse il mondo sta cambiando, i più buoni se ne vanno
Però un giorno pure i figli di puttana moriranno
Perché fai la dura? Baby, dimmi che ti manco
Come un gatto fai le fusa mentre ti sto accarezzando
Son passato da essere solo a Natale e al compleanno
A essere l'uomo dell'anno
Mio fra' ubriaco su una nuvola che mi guarda dall'alto
Mi protegge mentre sbaglio, mentre in autostrada sbando

[Ritornello]
Sono il man of the year (Ma tu non ci sei)
Io mi sento come se la colpa fosse mia
Man of the year (Bevo con i miei)
Ma tu non ci sei, ho un po' di nostalgia
Sono l'uomo dell'anno (Man of the year)
(Man of the year, man of the year)
Sono l'uomo dell'anno (Man of the year)
(Man of the year, man of the year)

[Strofa 2]
Polizia di stato mi chiede i documenti
Pure se sono famoso, pure se sanno chi sono
Voglio sapere dove vado e dove sono stato
Ma tanto è la solita storia, non c'è un mandato
Dicono: "È prassi", mantengo la calma
Rimaniamo buoni, tanto siamo abituati
Bimbi in una piazza giocano ai soldati
Giocano alla guerra, si puntano le armi
Free cinque Stelle, liberi i ragazzi
Liberate Nunzio, liberate Anis
Liberate Bossolo, liberate Gianni
Tenetevi i falsi, i pedofili e gli infami
Io vengo dal basso, dalla fossa, dai fondali
Vieni risucchiato qui dentro come Jumanji
Non lasciarmi le mani perché voglio che stai
Non ti vedi bella, quindi lo specchio lo spacchi
Per me sei una stella, illumini tutti quanti
Tutti 'sti litigi, troppi ci hanno allontanati
Ho fatto troppi danni, sono pieno di guai
Ma tu mi sceglieresti tra un miliardo, tutti quanti, yeah

[Ritornello]
Sono il man of the year (Ma tu non ci sei)
Io mi sento come se la colpa fosse mia
Man of the year (Bevo con i miei)
Ma tu non ci sei, ho un po' di nostalgia
Sono l'uomo dell'anno (Man of the year)
(Man of the year, man of the year)
Sono l'uomo dell'anno (Man of the year)
(Man of the year, man of the year)

[Outro]
Man of the year
Shake it for the man of the year
Man of the year, ma-man of the –
Man of the year
Shake it for the man of the year
Man of the year, man of the –
Man of the year
Shake it for the man of the year
Man of the year, ma-man of the –
Man of the year
Shake it for the man of the year


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Possibile significato del testo di "MAN OF THE YEAR":

Ascesa, dolore e riconoscimento: il significato di MAN OF THE YEAR

MAN OF THE YEAR di Artie 5ive è uno dei brani più intensi e personali pubblicati nel 2026. Prodotto da Ddusi, il pezzo racconta il viaggio di un ragazzo cresciuto dal nulla che, dopo anni di sacrifici, si ritrova improvvisamente celebrato come “uomo dell’anno”, un titolo che per lui è sia un riconoscimento sia un peso emotivo enorme. Artie parla della sua storia con sincerità brutale: la crescita artistica, la perdita degli amici più cari, il rapporto complicato con il successo e l’incapacità di goderselo davvero.

Il brano è una confessione piena di contrasti: orgoglio e colpa, fama e nostalgia, ambizione e dolore. La sua voce si muove tra queste onde, come se dichiarare il proprio trionfo fosse impossibile senza ricordare chi non è più lì a festeggiare.

Un intro che richiama un retaggio culturale preciso

L’apertura del brano riprende volutamente l’estetica del rap americano, rielaborando il celebre “shake it for the man of the year” del brano omonimo di ScHoolboy Q. Artie usa questa citazione non per imitare, ma per connettere idealmente la propria storia a un immaginario internazionale fatto di determinazione, rivalsa e autoaffermazione.

Ripetere “man of the year” più volte diventa una sorta di mantra: un modo per convincersi che quel titolo appartenga davvero anche a lui, nonostante tutto ciò che ha perso lungo il cammino.

Strofa 1: tre anni che cambiano una vita

Artie apre la prima strofa ricordando quanto velocemente la sua vita sia cambiata: in tre anni ha fatto un percorso che molti non fanno in una vita. Nonostante questo, ammette di non sentirsi ancora soddisfatto, come se il successo non bastasse a colmare il vuoto che porta dentro.

Quando dice che non l’ha mai fatto per soldi o fama, ribadisce la sua autenticità: la musica è un mezzo per dare voce a chi, come lui, è cresciuto considerato “scarto” dalla società. Artie rifiuta la narrazione esterna e riscrive la sua storia da protagonista, dando voce ai “personaggi” del quartiere, quelli che nessuno racconta.

Il verso in cui immagina il mondo “che cambia” e i “buoni che se ne vanno” è un riferimento diretto alla perdita dei suoi amici Idris (morto nel 2021) e Christian “Nello” Pirisi (scomparso nel 2025). La frase “un giorno pure i figli di puttana moriranno” è la sua risposta amara al male subito dalla vita.

L’omaggio a Nello: una ferita che non guarisce

Il passaggio “mio fra' ubriaco su una nuvola che mi guarda dall’alto / mi protegge mentre sbaglio” è un omaggio diretto a Nello, amico fraterno e membro del Five Star Team. Artie lo immagina come una presenza che continua a vegliare su di lui, soprattutto nei momenti di confusione, quando la pressione del successo lo fa “sbandare”.

Il dolore per la perdita è una costante nel disco, e in questo brano prende forma attraverso un’immagine dolce e devastante allo stesso tempo: Nello come un angelo custode imperfetto, presente proprio mentre Artie inciampa.

Il ritornello: successo e solitudine

Il ritornello è uno dei momenti più emotivi del brano. Artie dichiara di essere “l’uomo dell’anno”, riconoscendo implicitamente il premio ricevuto da GQ nel 2025, ma subito dopo ammette: “ma tu non ci sei”. Il successo perde valore quando le persone importanti non possono viverlo con te.

La frase “mi sento come se la colpa fosse mia” rivela un senso di responsabilità verso ciò che è accaduto ai suoi amici. È un peso che molti giovani cresciuti nella stessa realtà riconoscono: la sensazione di essere sopravvissuti al posto di qualcun altro.

“Bevo con i miei” mostra come, nonostante la fama, Artie rimanga fedele alla propria cerchia, alle persone che gli sono state accanto prima del successo. Ma la nostalgia resta, e il ritornello la amplifica a ogni ripetizione.

Strofa 2: controllo, discriminazione e origini

Nella seconda strofa Artie racconta una scena comune per molti ragazzi che raggiungono notorietà ma provengono dalla strada: essere fermati dalla polizia nonostante siano famosi. La frase “pure se sanno chi sono” evidenzia il pregiudizio che resiste oltre la fama.

Artie descrive i controlli come routine, “è prassi”, segno di una realtà fatta di sospetto nei confronti dei giovani delle periferie. I riferimenti a “bimbi che giocano alla guerra” mostrano quanto la violenza sia interiorizzata fin dall’infanzia in certi contesti.

Quando cita i nomi dei ragazzi da liberare (“Nunzio, Anis, Bossolo, Gianni”), Artie rivendica appartenenza e solidarietà verso chi, come lui, ha vissuto ai margini e combatte contro un sistema che spesso li considera colpevoli a prescindere.

Rabbia, amore e autodistruzione

Nella seconda strofa non mancano i riferimenti ai conflitti sentimentali: Artie parla di una ragazza che non si percepisce bella e spacca lo specchio. Lui prova a rassicurarla, ma ammette di essere pieno di errori e problemi. “Ma tu mi sceglieresti tra un miliardo” è una frase che racchiude la fragilità delle relazioni costruite in mezzo al caos.

Il brano alterna amore e disperazione, come se entrambi fossero inevitabilmente intrecciati nella sua vita. L’amore diventa un’ancora, ma anche un campo minato.

Un finale che riprende l’inizio: identità e autoaffermazione

L’outro ripete lo slogan “man of the year”, proprio come nell’intro, chiudendo il cerchio. È un mantra che rappresenta sia la conquista sia la necessità di convincersi di meritare quel titolo. È un modo per dire: “Sono arrivato fin qui, ma il prezzo che ho pagato non lo vede nessuno”.

Artie trasforma il riconoscimento pubblico in un grido privato: il successo non cancella il dolore, non riporta indietro gli amici, non colma il vuoto. Ma può diventare un modo per tenere viva la loro memoria.

Il cuore del brano: un vincitore pieno di ferite

MAN OF THE YEAR è un’auto‑celebrazione solo in apparenza. In realtà, è il ritratto sincero di un ragazzo che cerca di non crollare sotto il peso del passato, delle responsabilità e della nostalgia. Artie 5ive racconta la vittoria più dura: quella di rimanere in piedi nonostante tutto.

È un brano che parla ai ragazzi che si sono sentiti scarto, che hanno perso amici, che hanno costruito successo partendo dal fondo. Un pezzo che trasforma il dolore in forza, e la forza in musica.



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