30/01/2026
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Testo e Significato di Mu’ Ammar Gheddafi – Kid Yugi
Testo “Mu’ Ammar Gheddafi”:
[Testo di “Mu’ Ammar Gheddafi” ft. Simba La Rue]
[Intro]
F.T.
[Strofa 1: Simba La Rue]
Anti mina come un Hummer
Se ti fanno in mezzo alla strada, sappi che sono il mandante (Pah, pah)
Giovane Black Panther
Non ho fidanzata, non tengo nessuna partner (No)
Chiuso nell’apartment
Tossico, chiudi un po’ le palpebre
Telefono con tasti Alcatel, zero tacche
Al cliente tocca aspettare e stare in sbatti
Siamo in strada ogni giorno a travagliare come pazzi
Si-Simba vero bandit, jeans bianchi larghi
Abbiamo fatto un po’ lo spaccio, qualche volta i ladri
Siete pronti? Preparatevi
Pronto a prender vent’anni, riposa in pace Gheddafi
Sto cicatrizzando i tagli, fi-fi-finisci nel portabagagli
Sеnza amici o cellulari, i miei business sono altri (I miеi business sono altri)
[Ritornello: Kid Yugi & Simba La Rue]
Sangue, sangue, sangue sulle mie mani
Colonnello Mu’ammar Gheddafi
Ci fanno le foto satellitari
Mi son fatto un trip, ma non è un safari (No, no)
Ci ascoltano, mettono le ambientali
Fotti e poi riabbracci i tuoi antenati
Spingo, sono sui duecento orari
Tutto ‘sto potere non l’ho preso gratis
[Strofa 2: Kid Yugi]
Questo è il mio posto e non mi sposto come Rosa Parks
Vengo dalla merda, vengo dalla swamp
Qua-Qua-Quando tiro troppo, mi nascondo come Anna Frank
Ho pensato solo ai soldi come Donald Trump
Anti-America, Mu’ammar
Fidel Castro, è un disastro
Alcol a fiumi, fighe a nastro
Ventitré coltellate, Idi di marzo
Quando vedo la violenza, raggiungo l’orgasmo
Pistola d’oro, Gheddafi
In Puglia con più Kalašnikov di Stalin, correte ai ripari
Sali da bagno, cannibalizzo gli avversari
Scopo tutte le puttane, bevo cento amari
Campagnolo, mangio frattaglie
Micropunte, vedo i frattali, si aprono portali
Cento sbirri sui miei amici, vogliono portarli
Cocainomane e leggenda, Marco Pantani
[Ritornello: Kid Yugi & Simba La Rue]
Sangue, sangue, sangue sulle mie mani
Colonnello Mu’ammar Gheddafi
Ci fanno le foto satellitari
Mi son fatto un trip, ma non è un safari (No, no)
Ci ascoltano, mettono le ambientali
Fotti e poi riabbracci i tuoi antenati
Spingo, sono sui duecento orari
Tutto ‘sto potere non l’ho preso gratis
Sangue, sangue, sangue sulle mie mani
Colonnello Mu’ammar Gheddafi
Ci fanno le foto satellitari
Mi son fatto un trip, ma non è un safari (No, no)
Ci ascoltano, mettono le ambientali
Fotti e poi riabbracci i tuoi antenati
Spingo, sono sui duecento orari
Tutto ‘sto potere non l’ho preso gratis
Possibile significato del testo “Mu’ Ammar Gheddafi”:
Perché “Mu’ Ammar Gheddafi” vibra nel 2026
“Mu’ Ammar Gheddafi” è una traccia che mette insieme politica, strada e paranoie contemporanee. Il testo non si limita a citare un nome ingombrante: usa l’immaginario del potere assoluto per raccontare come si costruisce (e si paga) l’autorità in un ambiente dove ogni mossa è sorvegliata. Il significato ruota attorno a tre assi: dominio, controllo e sopravvivenza. A far da cornice, un’Italia 2026 frammentata in quartieri, con lo sguardo sempre addosso – reale o percepito – di telecamere, social e forze dell’ordine.
Il titolo come simbolo di potere e isolamento
Usare “Mu’ Ammar Gheddafi” come titolo non è una provocazione gratuita. Il testo richiama una figura che incarna carisma, culto della personalità, oro e controllo. L’io narrante prende quella maschera per parlare di forza come difesa: il carisma serve a tenere insieme la crew, a respingere attacchi, a proiettare immunità. Il significato è il paradosso del comando: più domini, più ti isoli; più sembri intoccabile, più diventi bersaglio.
La staffetta con Simba La Rue: doppia lente sulla stessa vita
La presenza di Simba La Rue crea un binocolo narrativo. Le sue immagini di corse, cicatrici e lavori sporchi mostrano il fronte operativo; Yugi, dall’altra parte, organizza i riferimenti, li spinge verso una geopolitica personale. Nel testo si alternano slang di quartiere e nomi che pesano nella storia recente: il mix racconta un’identità ibrida tra Italia e Nord Africa, con il lessico della strada che convive con simboli globali. Il significato complessivo è una biografia collettiva: più voci, stessa traiettoria di resistenza.
Ritornello–mantra: sangue, satelliti, ambientali
Il ritornello mette in fila parole chiave dell’epoca: “sangue” come prezzo, “foto satellitari” come sorveglianza totale, “ambientali” come intercettazioni. Nel testo sono immagini di allerta costante: muoversi significa essere registrati, catalogati, seguiti. Il significato è una paranoia lucida: il potere che insegui ti espone a un controllo che non dorme mai. La vittoria a “duecento orari” ha sempre il contatore del rischio acceso.
Rosa Parks e Anna Frank: la postura e la fuga
Due nomi simbolici aprono la strofa di Yugi: Rosa Parks (fermezza, diritto a stare al proprio posto) e Anna Frank (nascondersi per sopravvivere). Nel testo diventano un’oscillazione tra essere riconosciuti e scomparire: restare seduti con la schiena dritta o sparire quando la pressione sale. Il significato è la contraddizione del rapper-anti eroe: chiede spazio ma sa quando tirarsi indietro per non farsi bruciare.
Fidel, Stalin, Idi di Marzo: museo della forza e del tradimento
La sequenza Fidel Castro–Stalin–Idi di Marzo evoca rivoluzioni, apparati, coltellate politiche. Nel testo non c’è lezione di storia, c’è un’analogia: la lotta per la leadership, nel piccolo come nel grande, si gioca tra lealtà e complotti. Il significato tira la riga: ogni “trono” ha un’ombra dietro la spalla, e nessuno resta in cima senza difendersi dai coltelli, veri o metaforici.
Trump, anti–America e ambivalenze
Il passaggio da “pensare solo ai soldi come Donald Trump” a un filo anti–America è dichiaratamente contradditorio. Nel testo serve a mostrare una tensione reale: ammirazione per l’efficienza del denaro e rifiuto dell’egemonia culturale. Il significato è il ritratto di una generazione che vuole i risultati del sistema senza ereditarne il codice etico.
Topografie del Sud: Puglia, portabagagli, “lavoro”
La Puglia citata come teatro, i “viaggi” e le “cicatrici” come lessico. Nel testo il Sud non è cartolina: è una mappa di rotte, incontri, controlli. Il significato è una geografia di opportunità e minacce: un meridione dove l’ascesa è possibile ma ti chiede di stare sempre in allerta, pronto a cambiare corsia o a sparire qualche tempo.
Visioni psichedeliche e allarmi fisici
Tra “frattali” e “portali” il brano apre finestre sensoriali. Nel testo questi lampi non servono a estetizzare lo sballo, ma a restituire la percezione alterata di chi vive giorni compressi. Il significato è la traduzione in immagine della stanchezza: quando il corpo va a mille, la mente proietta figure che sembrano aperture e, spesso, sono solo allarmi interni.
Sport, leggende, cadute: il caso Pantani
Nominare Marco Pantani non è semplice citazionismo. Nel testo diventa il compendio di ascesa, mito e vulnerabilità. Il significato è un avvertimento: l’eroe nazionale può crollare quando la pressione supera la soglia umana. Dentro un pezzo che parla di potere, la memoria di chi ha pagato con la propria fragilità suona come sirena.
Maschera d’oro e costo personale
La “pistola d’oro” legata al titolo è l’icona di un potere scintillante e, insieme, del suo costo. Nel testo quell’oro non è solo ostentazione: è il peso della corazza che devi indossare per sembrare invulnerabile. Il significato è che l’armatura brilla ma stanca: più la indossi, più fai fatica a rimanere umano.
“Tutto sto potere non l’ho preso gratis”
È la barra che riassume la poetica del brano. Nel testo il potere non arriva per hashtag, ma per attrito quotidiano: notti, chilometri, conflitti, controlli, colpi incassati e restituiti. Il significato è la denuncia di un’illusione contemporanea: confondere visibilità con potere, dimenticando che l’autorità – quella vera – ha sempre un conto da pagare.
Ritmo, lessico, incastri: perché suona
Al netto dei contenuti, la scrittura corre: verbi d’azione, immagini a scatto, rime secche. Nel testo c’è una cadenza “operativa” che rispecchia il tema: si marcia, non si contempla. Il significato musicale è una resa coerente: su un tappeto tagliente, le barre sembrano rapporti di missione più che confessioni.
Dentro “Anche gli Eroi Muoiono”: tassello dell’anti–eroe
Nel contesto del disco, “Mu’ Ammar Gheddafi” è un capitolo duro dell’identità anti–eroica di Kid Yugi. Il testo rifiuta sia la santificazione sia la condanna facile: mostra ingranaggi, posture e tentazioni, lasciando che sia l’ascoltatore a tirare le somme. Il significato del progetto si conferma: gli eroi cadono, chi resta fa i conti con potere, colpa e sorveglianza.
Parole–chiave del brano: bussola rapida
Mu’ Ammar Gheddafi: maschera di potere, isolamento, oro che pesa.
Testo: sorveglianza, velocità, contraddizioni politiche e personali.
Significato: dominio come difesa, controllo come gabbia, vittoria come debito.
Simba La Rue: prospettiva operativa che moltiplica l’impatto.
Pantani: mito, caduta, umanità sotto pressione.
In sintesi: perché resta in testa
“Mu’ Ammar Gheddafi” resta perché mette insieme grandezze e paure senza edulcorare. Il testo usa il nome di un leader per parlare di chi, oggi, prova a restare in piedi tra riflettori e ombre. Il suo significato è un promemoria: la forza che esibisci ha un costo, e il conto arriva sempre – non “gratis”.
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