16/01/2026
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Testo e Significato di OLÈ – Geolier ft. Kid Yugi
Testo “OLÈ”:
[Testo di “OLÈ” ft. Kid Yugi]
[Intro: Geolier]
Yeah
[Strofa 1: Geolier]
Tu tiene ‘e juorne cuntate
‘E sorde mieje nun l’aggio manco cuntate
L’hanno cuntate e m’aggio fidato
Frate, pate, pure mia madre
Mo songo ‘ruosso, tuosto
Tanto ca nun cado ‘nterra, ma c’hanno pruvato
Tu quanto cuoste cuoste
‘O prezzo vero ca tenimmo nun è in denaro
Picciò ll’ossa aggio fatto ‘mmiez’ê fosse
‘Int’â giungla ‘nzieme a ll’orse
No da preda, i’ nun perdo, so’ Varenne dint’â corsa
È nu culo troppo ‘ruosso
Nun ce saglie manco ‘o jeans
Ma ce saglie na Ddio ‘e voglia
‘E faccio saglí ‘a via ‘e ‘coppa
E oramai nun tengo poste pe mеttere tutt”e coppе
Me metteno ‘int’ê top classifiche d’Europa
Si scengo, simmo troppe
Paricchie comme ‘e flotte
Ca t’abboffano ‘e botte
Nisciuno tene ‘a perdere
Sto cu Messi, sto cu Leo (Olè)
Sto durmenno e me sceta ‘a governante
Vò sapé che voglio a cena
Nn’tengo fame, nn’tengo sete
A meno che nun so’ rapper
Scengo e vaso ‘o suolo ‘nterra, olè (Olè)
[Ritornello: Geolier & Kid Yugi]
Tutt”a jurnata (Tutt”a jurnata), tutta nottata (Uà)
Chi sbaglia paga, so’ ‘e ‘mmiez’â via (Olè, olè)
Tutt”a vernata (Tutt”a vernata), pure l’estate
Sto per le strade (Sempe, sempe), sto ‘mmiez’â via
Tutt”a jurnata (Tutt”a jurnata), tutta nottata (Uà)
Chi sbaglia paga, so’ ‘e ‘mmiez’â via (Olè, olè)
Tutt”a vernata (Tutt”a vernata), pure l’estate
Sto per le strade (Sempe, sempe), sto ‘mmiez’â via (Ah)
[Strofa 2: Kid Yugi]
Il beef fa bene al business solo se vendi hamburger
Io ho sempre le mani in pasta perché ho le braccia lunghe
Tu vuoi farmi fuori, brother, non ti basterà una Luger
Perché il mio amico ha un AK, bugia: ne ha più di due
Yugi e Geolier, il nuovo patto, partono le Grandi purghe
Io non credo più ad un cazzo perché ho visto cose assurde
Dovrei cambiare nome: tolgo il “Kid”, ci metto “Illustre”
Targhe straniere, in Puglia non ci arrivano le multe, yo, yo
Eeny, meeny, miny, moe, questo schiaffo a chi lo do?
Bevo tutto una Patrón, esco a fare karashò
Cattivissimo, Pol Pot, sparo e voi fate il foxtrot
Giro solo coi cutthroat, atterriamo a Charles de Gaulle
Tre stagioni in demon mode, tutto il lusso, Bernard Arnault
Alcolista, Dylan Dog, krokodil, non è Lacoste
Faccio soldi e poi shalom, piscio sul pensiero woke
Trenta paste colorate, ci posso fare il beer pong
[Ritornello: Geolier & Kid Yugi]
Tutt”a jurnata (Tutt”a jurnata), tutta nottata (Uà)
Chi sbaglia paga, so’ ‘e ‘mmiez’â via (Olè, olè)
Tutt”a vernata (Tutt”a vernata), pure l’estate
Sto per le strade (Sempe, sempe), sto ‘mmiez’â via
Tutt”a jurnata (Tutt”a jurnata), tutta nottata (Uà)
Chi sbaglia paga, so’ ‘e ‘mmiez’â via (Olè, olè)
Tutt”a vernata (Tutt”a vernata), pure l’estate
Sto per le strade (Sempe, sempe), sto ‘mmiez’â via
Possibile significato del testo “OLÈ”:
“OLÈ”: un inno di rivalsa tra Napoli e il resto del mondo
“OLÈ” è una delle tracce più iconiche di Geolier nel suo album TUTTO È POSSIBILE, pubblicato il 16 gennaio 2026. Il brano, prodotto da Poison Beatz e Sottomarino, vede la partecipazione di Kid Yugi, creando un incontro tra due visioni della strada differenti ma complementari. La canzone si inserisce in un contesto in cui Geolier consolida il suo ruolo dominante nella scena italiana, mentre Kid Yugi porta un approccio più oscuro e tagliente.
Le prime barre: forza, identità e un passato mai dimenticato
Geolier apre il brano parlando dei sacrifici che hanno costruito il suo presente. Le sue immagini sono dure, concrete: giorni contati, soldi affidati ad altri, fiducia concessa a famiglia e fratelli. Quando dice di essere “rosso e duro”, sta mettendo in scena un uomo temprato dalle difficoltà che non cade più, nonostante i tentativi di buttarlo giù. È un riferimento alla resilienza di chi cresce tra ostacoli ma impara a trasformarli in forza.
I passaggi dove parla di “ossa fatte tra le fosse” evocano una crescita in contesti ostili, quasi ferini, dove la giungla e gli orsi diventano simboli di ambienti pericolosi. Geolier non si descrive come preda: si paragona a Varenne, campione imbattibile nelle corse, simbolo di velocità e potenza. Questo rafforza la sua immagine di rapper che non perde, non rallenta e non abbassa la testa.
Immagini di lusso e alienazione
Una governante che sveglia, la domanda su cosa voglia per cena, l’assenza di fame o sete: Geolier racconta un benessere raggiunto che però non gli cambia la natura. Nonostante il lusso, resta uno che “scende e bacia il suolo”, come un gesto di umiltà e di legame con il proprio territorio. Il contrasto tra ricchezza e radici è uno dei punti più affascinanti dell’identità narrativa dell’artista.
Il ritornello: la vita per strada come metro di giudizio
Il ritornello insiste su un concetto chiaro: “tutta la giornata, tutta la nottata”, la strada è casa, metro morale e campo di battaglia. “Chi sbaglia paga” non è solo un proverbio: è la legge non scritta del quartiere. L’espressione “sto ‘mmiez’â via” ribadisce un’identità che non si vergogna delle sue origini, anzi le utilizza come forza.
La strofa di Kid Yugi: distorsione, violenza simbolica e cultura pop
Kid Yugi porta nel brano una scrittura più cupa, che mischia riferimenti alla cultura pop, politica e criminalità. Il verso “il beef fa bene al business solo se vendi hamburger” è una critica tagliente alla spettacolarizzazione del conflitto nel rap, ribadendo che nella realtà della strada, gli scontri non sono mai un gioco.
Poi arriva la linea più forte: “Yugi e Geolier, il nuovo patto, partono le Grandi Purghe”. Qui Yugi paragona la forza distruttiva del duo alla repressione politica dell’URSS staliniana negli anni ’30, una serie di purghe violente che eliminarono oppositori reali o presunti. Non sta celebrando quei fatti, ma sta usando la loro durezza come metafora della potenza devastante delle loro barre rispetto al resto della scena italiana. Il messaggio è semplice: quando arrivano loro, gli altri scompaiono.
Alcol, alterazione e violenza estetizzata
“Bevo tutta una Patrón” inserisce un riferimento a una tequila di lusso. Subito dopo, Yugi parla di “karashò”, parola resa celebre da Arancia Meccanica e dal suo gergo nadsat. Qui il rapper paragona la sua uscita notturna, alterata dall’alcol, alla violenza ultrastilizzata del protagonista del romanzo e del film, suggerendo un comportamento fuori controllo ma lucidamente estetizzato. L’effetto è quello di un’immagine disturbante e cinematografica.
Bernard Arnault e il lusso come simbolo di potere
Quando Yugi dice di vivere “tre stagioni in demon mode” e cita Bernard Arnault, paragona il proprio successo economico ai livelli dei più potenti magnati dell’industria del lusso. Arnault è il fondatore e CEO di LVMH, colosso che controlla brand come Dior, Fendi, Louis Vuitton e Tiffany. Utilizzare il suo nome equivale a dire: “Sono entrato in un livello di ricchezza fuori scala, grazie alla musica”. È una forma di autocelebrazione tipica della trap, ma con un riferimento preciso alla cultura del lusso globale.
Rap, sangue freddo e potere contrapposto
I riferimenti a Pol Pot, ai cutthroat e a Charles de Gaulle uniscono storia, violenza e un immaginario quasi militare. Yugi crea un mondo narrativo dominato dal controllo e dalla forza, dove ogni nome è scelto per evocare brutalità o autorità. È una tecnica che usa spesso: mescolare cultura alta, storia violenta e strada per creare immagini più grandi della vita.
L’estetica sonora: Poison Beatz e Sottomarino costruiscono il ring
Il lavoro di produzione è fondamentale. Poison Beatz e Sottomarino costruiscono un beat duro, corposo, che permette a Geolier e Yugi di alternarsi senza perdere potenza. Il suono ha influenze internazionali ma rimane legato all’identità del rap napoletano: cupo, sporco, energico. La produzione non copre le voci, ma le amplifica, creando una tensione continua.
La funzione narrativa di “Olè” dentro l’album
Dentro TUTTO È POSSIBILE, “OLÈ” rappresenta un momento di celebrazione della vittoria. È un pezzo che parla di riscatto, di lotta, di identità: la festa arriva solo dopo aver resistito. L’espressione “Olè” torna come un grido liberatorio, un modo per esorcizzare la fatica e affermare il proprio posto nel mondo. Questa energia lo rende uno dei brani più rappresentativi del disco e uno dei più attesi dal vivo.
Cosa resta dopo l’ascolto
“OLÈ” è un brano che vive di contrasti: dolori e successi, radici e lusso, realtà e iperbole. Geolier rappresenta il percorso lento e sofferto della strada, mentre Kid Yugi porta un linguaggio duro e immaginifico, quasi messianico. Insieme costruiscono una fotografia potente della scena rap contemporanea: un luogo dove il passato pesa, il presente brucia e il futuro va afferrato con forza.
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