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Testo e Significato di Opplá – Nerissima Serpe
Testo "Opplá":
[Testo di "Opplá"]
[Parte I]
[Intro]
Ah, ah
[Ritornello]
A colazione oggi siga, la mattina è amara (Ah, ah)
Per questo che dormo da due ore, da due ore, uoh (Uoh, uoh, uoh, uoh)
Dormo mezzo in piedi, sogno una hawaiana (Uoh, uoh, uoh, uoh)
E fottere, più oro, coi denti sembro un pirata, uoh (Uoh, uoh, uoh, uoh)
Penso alla famiglia, soldi nella capa (Ah, ah)
Per questo la roba non la voglio, non la voglio, uoh (Uoh, uoh, uoh, uoh)
Giuro, ho i sesti sensi, la bambina è armata
Vuole farmi i soldi, adrenalina in più secondi
[Strofa]
Amici che fanno conti, ma non c'entrano i Bitcoin (No)
Ho ragazze in ogni dove, si accollano come colla
Fumando la paranoia, vincendo, è la mia storia
Da Vinci e la Gioconda
Da bimbo vedevo cose come fossi sempre in botta (Nerissima)
Sterzo forte, dico: "Opplà"
Fanculo gli anni di scuola, in hotel ci vado in gondola
La tasca ormai mi straborda (Ah), lei è bionda, è di Stoccolma
Per sеi ore è la mia Lola, lo so che ti farà gola
Teriyaki mеglio di soia, taglierò la testa al boia
Puntando sul mio levriero, il tuo amico è un Kinder Merendero
Scambio sei milioni con sei anni di successo
È successo, leggendario come Nelson
[Ritornello]
A colazione oggi siga, la mattina è amara (Ah, ah)
Per questo che dormo da due ore, da due ore, uoh (Uoh, uoh, uoh, uoh)
Dormo mezzo in piedi, sogno una hawaiana (Uoh, uoh, uoh, uoh)
E fottere, più oro, coi denti sembro un pirata, uoh (Uoh, uoh, uoh, uoh)
Penso alla famiglia, soldi nella capa (Ah, ah)
Per questo la roba non la voglio, non la voglio, uoh (Uoh, uoh, uoh, uoh)
Giuro, ho i sesti sensi, la bambina è armata
Vuole farmi i soldi, adrenalina in più secondi
[Parte II]
[Ritornello]
E faccio un volo e dico: "Opplà" (Uoh), non ti darò corda (No, no)
Questa è cosa nostra (Eh), la morsa del cobra (Eh)
Ho la vita che mi sfugge (Slime)
Ho la troia che mi chiede sempre di fare le unghie
[Strofa]
Dai, dai, questa volta è peso, non imparo mai (No)
Poto il mio baby bonsai, il mio poto è sempre on fire (Slatt)
Foto ricordo perché il limite qua è lo sky (Slatt)
Vedo da lontano i miei cani, sento gli abbaii
Beviamo tequila aspra, nero come Batman (Okay)
Dentro una piscina in inverno e non resto a galla (No, no, no)
Voglio un milione, due milioni, pure sua moglie (Quella troia)
Volevo pure un Range Rover e adesso ho pure sua moglie (No)
Pelle Porto Rico (Eh sì)
Facciamo un giro a porto con il Ferrarino (Ferrarino)
Italiano col crocifisso insieme al Padre Pio (Padre Pio)
Il mio amico è un'anaconda, non un canarino (Canarino)
Facciamo un altro giro
[Ritornello]
E faccio un volo e dico: "Opplà" (Uoh), non ti darò corda (No, no)
Questa è cosa nostra (Eh), la morsa del cobra (Eh)
Ho la vita che mi sfugge (Slime)
Ho la troia che mi chiede sempre di fare le unghie
[Outro]
Ah, lascia, Fritu, Night Skinny, my slime
Uoh, uoh
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Possibile significato del testo di "Opplá":
Opplá è uno dei brani più istintivi e frenetici dell’album Nerissima. Fin dal titolo, il pezzo suggerisce l’idea di uno scatto improvviso, di una sterzata netta fatta senza pensarci troppo. Nel testo, Nerissima Serpe mette in scena una vita vissuta a colpi di adrenalina, notti insonni, immagini veloci e pensieri che si accavallano. È un racconto che non cerca ordine: prende il caos e lo trasforma in linguaggio, proprio come succede quando sei stanco, iper-attivo e costretto a correre senza fermarti a fare bilanci.
Il significato di “Opplá”: scatto, fuga e riflesso automatico
“Opplá” è una parola che in italiano si usa quando fai un movimento improvviso: salti, cambi direzione, eviti un ostacolo. Nel significato della canzone diventa il simbolo di una vita vissuta di riflessi automatici. Non c’è tempo per ragionare troppo, devi muoverti e basta. Ogni “Opplá” è una scelta senza filtro, una sterzata per non schiantarsi. Nerissima racconta così un’esistenza fatta di istinto, dove l’urgenza di reagire supera quella di comprendere davvero cosa stia succedendo.
Colazione amara e notti senza sonno
Il ritornello apre con un’immagine forte: la mattina che sa di amaro e il sonno ridotto a poche ore. È una fotografia di chi vive la notte come orario principale e il giorno come conseguenza. Dormire “mezzo in piedi” non è solo stanchezza fisica: è anche mentale. Il testo suggerisce una condizione continua di alterazione, dove sogni, realtà e desideri si mescolano. In questo scenario, la routine non esiste più e il tempo perde contorni netti.
I sogni come evasione: isole, oro e pirati
Tra una notte e l’altra, l’immaginazione diventa una via di fuga. Sognare una hawaiana, sentirsi un pirata con l’oro nei denti, sono immagini che parlano di evasione e fantasia. Non è tanto l’esotico in sé, quanto il bisogno di scappare mentalmente da una realtà troppo compressa. Nel significato del brano, il sogno serve a compensare un presente estremo: quando il corpo è stanco, la testa prova a trovare un altrove più leggero.
Famiglia e soldi: due pensieri fissi
Nerissima dice chiaramente che i pensieri girano intorno a due poli: la famiglia e i soldi. Non sono messi in contrasto, ma convivono. Il denaro è visto come responsabilità, non solo come desiderio. Per questo rifiuta “la roba”: non c’è spazio per cose che rallentano o distraggono dall’obiettivo. Il testo mostra una maturità contraddittoria: da un lato la vita sregolata, dall’altro una lucidità feroce su ciò che conta davvero.
I “sesti sensi” e l’intuizione come sopravvivenza
Quando parla di sesti sensi e di persone “armate”, Nerissima non parla solo di pericoli concreti. Sta dicendo che vive in uno stato di allerta continua. L’istinto diventa una forma di difesa, un radar emotivo che serve per anticipare le mosse degli altri. In Opplá, l’intuizione è fondamentale: ti muovi prima che qualcosa succeda, perché restare fermo significa farti travolgere.
Amici, conti e realtà lontana dai Bitcoin
Nella strofa, i “conti” non hanno nulla a che fare con la finanza digitale. Qui si parla di numeri concreti, di vita reale, di bilanci fatti sulla pelle. È una presa di distanza da certi immaginari patinati del successo facile. Il testo sottolinea che crescere in certi contesti significa ragionare in modo pratico, lontano dalle mode. I soldi contano, ma non come status vuoto: contano perché servono a uscire dal fango.
Le relazioni come attrazione e peso
Le ragazze che “si accollano come colla” descrivono una dimensione di vicinanza continua, quasi soffocante. Non c’è romanticismo: c’è attrazione, pressione, fuga. Nel significato di Opplá, le relazioni non sono rifugio, ma parte del rumore. Sono incontri rapidi, intensi, che durano poche ore e poi spariscono, lasciando più confusione che stabilità.
Paranoia e vittoria: due facce della stessa storia
La paranoia non viene raccontata come debolezza, ma come prezzo della vittoria. Più vinci, più temi di perdere. Più sali, più senti l’instabilità sotto i piedi. Il testo utilizza questo contrasto per raccontare una crescita che non è mai lineare. Vincere non significa essere sereni, ma convivere con una tensione costante che ti costringe a restare sempre attivo.
“Opplá” come sterzata contro il passato
L’urlo “Opplá” accompagna l’idea di cambiare direzione all’improvviso. È anche un rifiuto esplicito del passato, degli anni di scuola e delle strade già battute. Nel brano, il passato non è nostalgico: è un peso di cui liberarsi. Ogni sterzata è una presa di distanza da ciò che è stato imposto, per costruire qualcosa di diverso, anche se ancora instabile.
Viaggi, hotel e lusso effimero
Hotel, gondole, città lontane diventano simboli di una vita sempre in movimento. Non sono mete, ma tappe. Il lusso non viene idealizzato: è parte del contesto, quasi un dettaglio. Nel testo, il viaggio continuo rafforza l’idea di precarietà. Sei ovunque e da nessuna parte allo stesso tempo.
Successo concentrato in pochi anni
Quando Nerissima parla di scambiare milioni con anni di successo, racconta il sacrificio del tempo. La carriera accelera, ma consuma. Il significato qui è chiaro: non esistono scorciatoie gratuite. Ogni risultato rapido ha un costo emotivo e fisico. La leggenda nasce anche da questo squilibrio tra ciò che ottieni e ciò che perdi.
Parte II: la vita che sfugge
Nella seconda parte del brano emerge una consapevolezza più chiara: la vita scappa. Dirlo senza filtri è un atto di lucidità. “Opplá” diventa quasi un’esclamazione di resistenza: continui a muoverti perché senti che, se ti fermi, perdi tutto. Il ritmo resta alto proprio per non lasciare spazio al vuoto.
La morsa del cobra: controllo e dipendenza
La “morsa del cobra” è una metafora potente. Richiama qualcosa che stringe lentamente, senza lasciarti via di fuga. Nel testo può rappresentare il successo, le relazioni tossiche o la pressione sociale. Tutto ti tiene fermo mentre pensi di essere libero. È una critica sottile alla falsa idea di controllo.
Soldi, desideri e insaziabilità
La lista di desideri nella seconda strofa è volutamente esagerata. Non è solo avidità, è insaziabilità. Quando non colmi il vuoto, continui ad accumulare. Il significato di questi versi è amaro: non basta avere di più per sentirsi appagati. La corsa continua perché manca un punto di arrivo.
Religione, simboli e identità italiana
Crocifissi, Padre Pio e immaginari religiosi vengono mescolati al lusso e alla strada. È una rappresentazione tipicamente italiana: sacro e profano che convivono senza ordine. Nel testo questo mix rafforza l’identità contraddittoria del protagonista, sospeso tra educazione culturale e vita estrema.
Animali come metafore di forza
Anaconda, levriero, cobra: gli animali ricorrono come simboli di potenza e istinto. Nerissima si racconta attraverso queste immagini per sottolineare una natura guidata più dalla sopravvivenza che dalla razionalità. Nel significato di Opplá, l’uomo è ridotto al suo lato più animale, quello che reagisce senza filtrare.
Produzione e atmosfera: Night Skinny e Fritu
La produzione di Night Skinny e Fritu è fondamentale per sostenere il caos del brano. Il beat accompagna senza rassicurare, lasciando spazio alle immagini e ai cambi improvvisi. Non c’è comfort musicale: tutto spinge in avanti, proprio come la narrazione. È una scelta coerente con il contenuto.
Una chiave finale di lettura
Opplá non è un brano da interpretare in modo lineare. È un flusso di coscienza, un diario in corsa, una fotografia di un periodo della vita in cui fermarsi fa paura. Il testo parla a chi vive di riflessi, di notti accese e di scelte rapide. E alla fine lascia una sensazione chiara: la vera sfida non è andare veloce, ma capire quando rallentare senza perdersi.
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