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Testo e Significato di Self Control – Tormento ft. Noyz Narcos
Testo "Self Control":
[Testo di "Self Control" ft. Noyz Narcos]
[Ritornello 1: Tormento]
Vedo tutti depressi, sogni repressi
Sotto stress, effetto del pressing
Troppi complessi, schemi irrisolti
In un loop di problemi in cui affondi
Vedi a me fotte un cazzo, zero, self control
Baby, ho perso il conto
Vivo shot dopo shot, dopo shot
[Strofa 1: Tormento]
È una botta di speed, Balenciaga
Con la bocca così, fai la brava (Seh)
Mi ero fatto un bad trip (Ah)
I tuoi sogni un po' cheap (Yeah)
Samurai giappo, Torenaga (Uah)
Surfato fiumi di coca
Contato contanti viola
Creato la nuova scuola
Milano-Barranquilla in una botta sola
I soliti sospetti, clan Sosa
Sesso, rock e droga
Creiamo gli slogan che infocano bocca aperta, il paese ingoia
Se vuoi scopare qui, adesso ci sto
Sul beat King Kong, suona [?]
La tua vita sitcom, old school, Fred Flintstone (Ahahah)
La mia è la passione di Cristo (Yeah)
Se ancora resiste (Seh) la merda che ho visto (Seh)
Fottuto terrone dal sangue misto
[Ritornello 1: Tormento]
Vedo tutti depressi, sogni repressi
Sotto stress, effetto del pressing
Troppi complessi, schemi irrisolti
In un loop di problemi in cui affondi
Vedi a me fotte un cazzo, zero, self control
Baby, ho perso il conto
Vivo shot dopo shot, dopo shot
[Interludio: Noyz Narcos]
Eoh, vedi
[Strofa 2: Noyz Narcos]
Se vestiste i miei panni, lo capireste (Ah)
Gioco duro, schiena a terra da wrestler
Puoi investirci un giro di scommesse
Guarda me e Tormento
Non c'è storia, siamo nati per questo (Seh)
Sono nato in Air Force in una sera ghiacciata
Sono Snoop quattordicenne, gin nell'aranciata
Sono solo in questa stanza specchiata
Dio m'ha riservato un posto in una business stellata
Scendo dal van di fronte all'entrata
Non fumassi, sarei il meglio rapper giù in strada
Bitch, fa' la brava, non sto più in strada
Casa è per dormirci che l'ho comprata
Non capisco 'sti pischelli depressi
Milionari con gli sguardi spenti
Pensa se ero io a venti
Perso il controllo delle volte che ho perso il controllo
Non ho più tolto la croce dal collo
[Ritornello 2: Tormento]
Sogni repressi, sotto stress, effetto del pressing
Troppi complessi, schemi irrisolti
In un loop di problemi in cui affondi
Vedi a me fotte un cazzo, zero, self control
Baby, ho perso il conto
Vivo shot, dopo shot, dopo shot
A me fotte un cazzo, zero, self control
Baby, ho perso il conto
Vivo shot dopo shot, dopo shot
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Possibile significato del testo di "Self Control":
In “Self Control”, Tormento e Noyz Narcos mettono in scena due facce della stessa tensione: da una parte il disagio che attraversa la vita quotidiana, dall’altra la risposta aggressiva di chi si protegge dietro l’eccesso e la provocazione. Il ritornello nomina una società piena di stress, sogni accantonati e questioni irrisolte, mentre le strofe oppongono a questo scenario un immaginario di notti, sostanze, denaro e pose da duri. Il titolo, quindi, non descrive una conquista della disciplina: indica piuttosto il suo cedimento, o almeno la recita di chi vuole far credere che niente possa più ferirlo.
Pubblicato il 26 giugno 2026 e incluso in Antidoto, uscito il 3 luglio dello stesso anno, il brano è prodotto da Depha Beat e Junior K. La scrittura è attribuita a Tormento, Noyz Narcos, Junior K, Depha Beat e BONGI. Il pezzo arriva in un periodo in cui la pressione sociale, il confronto continuo e la precarietà del benessere emotivo sono temi molto presenti nel dibattito pubblico. Non li affronta con il tono di un discorso ordinato: li filtra attraverso il linguaggio ruvido e teatrale del rap, lasciando convivere vulnerabilità, ironia e ostentazione.
Il ritornello: stress, aspettative e fuga
Il ritornello parte da un’immagine collettiva: tante persone appaiono abbattute, mentre ciò che desideravano resta compresso sotto le aspettative e le responsabilità. La sensazione è quella di essere sottoposti a una pressione continua, senza riuscire a risolvere i nodi che si accumulano. L’idea del loop rende bene questa immobilità: i problemi si ripresentano, si alimentano a vicenda e rischiano di trascinare a fondo chi li vive. Non è soltanto una fotografia dei protagonisti, ma uno sguardo su un malessere condiviso.
Subito dopo, però, la voce cambia registro. Il narratore ostenta indifferenza e afferma di non tenere più il conto delle bevute, come se passare da un bicchiere all’altro potesse zittire la fatica. Il contrasto è importante: la canzone riconosce il peso della sofferenza, ma mostra anche una reazione che non la risolve. L’eccesso appare come anestesia momentanea, non come una vera risposta. Per questo la sicurezza esibita nel ritornello può suonare ambigua: dietro il disinteresse dichiarato si intravede proprio il bisogno di sottrarsi a ciò che fa male.
La strofa di Tormento: immagini veloci e identità in movimento
La prima strofa procede per sequenze brevi e visive. Moda di lusso, stimolanti, brutte esperienze, desideri giudicati superficiali e riferimenti a droghe si susseguono senza costruire un racconto lineare. È una scrittura per flash, vicina al montaggio di un video: ogni immagine aggiunge un tassello a un ambiente notturno, estremo e volutamente sopra le righe. Il contrasto tra marchi costosi e comportamenti autodistruttivi suggerisce che il possesso o l’apparenza non bastano a mettere ordine nella vita interiore.
Il riferimento a un samurai giapponese e il nome “Torenaga” richiamano un immaginario di disciplina, combattimento e personaggi leggendari. L’accostamento è ironico e suggestivo: accanto a queste figure di controllo e rigore, la strofa descrive un’esistenza segnata da eccessi e scelte impulsive. Anche il passaggio tra Milano e Barranquilla allarga la scena, evocando un mondo globalizzato in cui città, rotte e simboli del traffico illecito entrano nel repertorio del rap. Non serve leggerlo come un itinerario autobiografico letterale: funziona soprattutto come collage di riferimenti e atmosfere.
Quando entrano in gioco i sospetti, i clan e il crimine, il testo si avvicina al linguaggio dei film e delle serie gangster. La citazione di nomi associati a storie criminali contribuisce a creare una maschera narrativa, più che a offrire una cronaca verificabile. Lo stesso vale per il richiamo a sesso, rock e droga: è un motto provocatorio, costruito per condensare un certo immaginario di trasgressione. Il brano mette in mostra i codici di quel mondo, ma non li trasforma in una guida da seguire. La loro funzione è rendere più forte il personaggio e più spigoloso il racconto.
Tra cultura pop, satira e vissuto personale
La strofa alterna anche riferimenti molto diversi tra loro: un gorilla cinematografico, una sitcom d’altri tempi e la passione di Cristo. Questa miscela abbassa e alza continuamente il tono. Da una parte c’è la caricatura, dall’altra il senso di sacrificio e persecuzione; in mezzo, la cultura pop che rende la scena familiare e quasi grottesca. Il narratore paragona la propria vita a una prova dolorosa, ma subito riporta la frase in un registro di sfida. È un modo per raccontare la resistenza senza abbandonare la posa da personaggio invincibile.
Il riferimento alle origini meridionali e al sangue misto sposta per un momento il brano dalla maschera criminale a una questione di identità. La definizione di sé passa attraverso provenienza e mescolanza, elementi che possono essere vissuti come radici, fratture o motivi di orgoglio. In poche parole affiora il tema di chi non si lascia riassumere in un’etichetta sola. Questa dimensione personale convive con la lingua volutamente provocatoria della strofa, senza trasformarsi in una spiegazione completa della biografia dell’artista.
Noyz Narcos: il successo non cancella le contraddizioni
Noyz apre la sua parte chiedendo, in sostanza, di immaginare cosa significhi stare al suo posto. La metafora della lotta fisica sottolinea una vita affrontata come un confronto duro, in cui si può finire a terra prima di rialzarsi. Poi rivendica, insieme a Tormento, una vocazione per il rap: la loro esperienza viene presentata come qualcosa di naturale, quasi inevitabile. È una dichiarazione di status, ma anche un modo di stabilire un legame tra due artisti provenienti da percorsi e generazioni differenti.
Il richiamo alla canzone “Se Non Fumassi”, legata al disco Novecinquanta di Fritz Da Cat, funziona come un omaggio a Tormento. Noyz riprende il senso di quella frase storica e lo riporta nel presente del pezzo: riconosce il percorso del collega e, insieme, scherza sulla propria immagine di rapper legato al fumo. Il riferimento non è soltanto una citazione per gli appassionati; crea un ponte tra momenti diversi della scena italiana e rende la collaborazione una conversazione tra memorie hip hop.
Anche la scena del ragazzo lasciato solo in casa richiama l’immaginario del video di “Gin & Juice” di Snoop Dogg. In quel videoclip l’adolescente, approfittando dell’assenza dei genitori, trasforma la casa in un luogo di festa. Noyz rielabora quel tipo di racconto accostando l’età precoce, il gin mescolato a una bibita e una stanza piena di specchi. Il gioco sta nel contrasto tra ingenuità e trasgressione: un ricordo cinematografico e musicale diventa una scorciatoia per evocare l’iniziazione precoce ai codici della strada e della festa.
La stanza specchiata, poi, suggerisce isolamento proprio mentre il personaggio sembra destinato a una vita di lusso e riconoscimento. Il passaggio dal luogo chiuso all’arrivo davanti a un ingresso importante mette in scena l’ascesa, ma non cancella la distanza dagli altri. L’artista può permettersi una casa e una vita lontana dalla strada, eppure continua a misurarsi con la propria vecchia immagine pubblica. La frase sul non fumare riprende il gioco già citato: se eliminasse quel vizio, dice in sostanza, sarebbe ancora più forte sul piano del rap. È una battuta autoironica, non una celebrazione della dipendenza.
Il nodo centrale del testo: sentirsi soli anche quando si ha tutto
La strofa di Noyz torna poi alle persone benestanti con lo sguardo spento. È una delle osservazioni che dialogano più direttamente con il ritornello: il disagio non scompare quando arrivano soldi, fama o occasioni che sembrano irraggiungibili. Il testo non sostiene che ogni ricchezza sia vuota; mostra piuttosto che il successo non garantisce automaticamente serenità. Quando il rapper immagina come sarebbe stato da giovane, affiora inoltre il peso delle occasioni perdute e delle scelte compiute troppo presto.
La frase sul controllo perduto contiene una contraddizione intenzionale: chi ripete di aver perso il controllo molte volte sembra aver fatto della perdita stessa una parte della propria identità. La croce portata al collo introduce un segno religioso, forse di protezione, memoria o colpa, ma la canzone non ne fissa un’unica interpretazione. Quel simbolo resta addosso mentre il personaggio racconta eccessi e cadute. In questo modo il sacro non cancella il lato oscuro: gli sta accanto, come un appiglio fragile o un promemoria di ciò che non si riesce a lasciarsi alle spalle.
Una lettura complessiva di “Self Control”
Nel suo insieme, il significato di “Self Control” nasce dal contrasto tra l’apparente spavalderia e i segnali di disagio disseminati nel testo. Tormento rappresenta la pressione e la fuga nell’eccesso; Noyz aggiunge il peso della strada, la memoria della giovinezza e la consapevolezza che il denaro non mette al riparo dal vuoto. Entrambi interpretano personaggi che parlano come se non avessero limiti, ma lasciano intravedere ferite, stanchezza e contraddizioni. Il ritornello torna proprio per questo: non chiude i problemi, li fa risuonare ancora.
La canzone non propone una morale semplice e non va letta come un’autobiografia parola per parola. Usa provocazioni, citazioni e immagini estreme per dare forma a un disagio che spesso viene nascosto dietro il consumo, la reputazione e la posa. Il titolo diventa così quasi un paradosso: il controllo è ciò che i protagonisti dichiarano di non avere, ma anche ciò che continuano a cercare nel caos. Capire il testo significa ascoltare entrambe le cose, senza confondere la maschera rap con una soluzione reale al malessere.
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