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Testo e Significato di Settimo Cielo – Nex Cassel
Testo "Settimo Cielo":
[Testo di "Settimo Cielo"]
[Intro]
Ghe semo o no, Spenish? (Pare)
Fioi
Siamo tornati nel business come Parrish e Erick
[Strofa 1]
Potete passare in studio, ma vietate riprese (Offline)
Perché c'abbiamo tutto come il market cinese (Ahah)
Perché, se vuoi mangiare, allora parla per bene (Parla bene)
Perché c’abbiamo carne, ma c'è squama di pesce
Ho la squadra che cresce (Arsenal) e non parlo del mister (Tira)
Chiamo un paio di sister, ho il vivaio dell'Intеr (Passala)
Chissà se brinderemo al milionеsimo euro ([?])
Qua dal settimo piano, siamo al settimo cielo ([?])
C’ho la roba più figa che viene da lontano (Da [?])
Sempre in bagno con l'amica che le tiene la mano ([?])
La notte vai sicura, faccio sogni belli (Sweet dreams)
Perché l'imbottitura è solamente fogli verdi (E gialli)
Moltiplico i Gremlins, non si bagna con l'acqua (Champagne)
Ho i mattoni del Tetris dai Novanta con l'Afghan (Pakistan)
Siamo in relax, ma stanotte basta (Ah)
I miei amici vanno a gas come un'Opel Astra
[Ritornello]
Se-Se-Sempre stato bravo, sempre stato buono
Sempre stato in giro in branco, sempre stato in giro solo (Auh)
Se c'hai-Se c'hai fatto caso, ho sempre fatto l’uomo
Che io fossi in giro in branco, che io fossi in giro solo (Auh)
Fottere, fottersene e non farsi fottere (Auh)
Fottere, fottersene e non farsi fottere
Se-Se-Sempre stato bravo, sempre stato buono
Sempre stato in giro in branco, sempre stato in giro solo
[Strofa 2]
Se vuoi beccarci di persona, ti si infila alla festa (Al party)
Siamo sempre in onda, è la vita in diretta (Ciak)
La mia vita trasmessa, state tutti in linea (Metti play)
C’è la prima stasera in tutti gli UCI Cinema (The Space)
Siamo al gala, te sei in strada per la cotta
Poi chiuditi in casa tutto in para per la botta
Prego per i raga con la grana nella borsa
È solo gente brava, porta a casa la pagnotta
Campiamo le famiglie fino a fine del mese (Fine dell'anno)
Ho più meraviglie di Alice nel paese (Ah)
Se parli di ’sti teschi, devi dire per bene (Shh)
Perché, se poi li becchi, devi offrire da bere (Al bar)
Non ti salda nessuno, ma nemmeno le spese (Ah)
Quando parli, sembri Ugo con l'accento svedese ([?])
Me ne frego se abbai, sembri un micio soltanto (Pussy)
A casa ho solo cani con il piscio di gatto ([?])
[Ritornello]
Se-Se-Sempre stato bravo, sempre stato buono
Sempre stato in giro in branco, sempre stato in giro solo (Auh)
Se c'hai-Se c'hai fatto caso, ho sempre fatto l’uomo
Che io fossi in giro in branco, che io fossi in giro solo (Auh)
Fottere, fottersene e non farsi fottere (Auh)
Fottere, fottersene e non farsi fottere
Se-Se-Sempre stato bravo, sempre stato buono
Sempre stato in giro in branco, sempre stato in giro solo (Uh)
[Outro]
Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel
Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel
Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel
Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel, Nex Cassel
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Possibile significato del testo di "Settimo Cielo":
In Settimo Cielo, Nex Cassel costruisce un racconto fatto di contrasti: riservatezza e ostentazione, vita di gruppo e solitudine, ambizione economica e ironia. Il titolo tiene insieme due immagini. Il settimo piano è un luogo concreto, forse un punto d’osservazione sulla città e sul proprio percorso; il “settimo cielo” richiama invece una condizione di euforia e successo. Il passaggio dall’uno all’altro non appare però come una favola: è un traguardo immaginato dentro una quotidianità ruvida, dove contano i soldi, le relazioni e la capacità di cavarsela.
Questa doppia dimensione attraversa tutto il brano. Da un lato c’è l’aspirazione a brindare a un risultato enorme, dall’altro la consapevolezza che il benessere si misura anche in cose pratiche: mantenere i propri cari, proteggere la propria cerchia e arrivare alla fine del mese. Il paradiso evocato dal titolo, quindi, non è soltanto lusso o leggerezza. È anche la sensazione di essere riusciti a salire di livello senza dimenticare il punto da cui si è partiti.
Un’apertura tra identità locale e cultura rap
L’inizio mescola espressioni venete e riferimenti alla storia dell’hip hop. Il richiamo al dialetto e il termine “fioi”, usato per indicare i ragazzi, danno subito una coordinata territoriale: la voce del pezzo non sembra arrivare da un luogo anonimo, ma da un ambiente riconoscibile e da una comunità precisa. È un dettaglio importante per un rapper che mette spesso al centro un’identità legata alla strada e al proprio contesto.
Il paragone con Parrish ed Erick rimanda invece a una coppia storica del rap statunitense, gli EPMD, e alla loro immagine di figure che tornano in azione nel mondo degli affari. Il riferimento funziona come una dichiarazione di rientro e di solidità: Nex e il produttore St. Luca Spenish si presentano come una squadra che conosce le regole del gioco e torna a occupare il proprio spazio. Più che imitare un modello americano, la citazione colloca il brano dentro una memoria condivisa della cultura rap, fatta di nomi, collaborazioni e attitudine imprenditoriale.
Studio, lavoro e immagini di abbondanza
Nella prima strofa, il divieto di fare riprese in studio suggerisce il desiderio di tenere separati il lavoro e la sua rappresentazione pubblica. In un’epoca in cui ogni momento può diventare contenuto, scegliere di restare offline assume quasi il valore di una forma di controllo: non tutto deve essere mostrato, e ciò che accade dietro le quinte appartiene prima di tutto a chi lo vive. Subito dopo, le immagini di un assortimento ricchissimo trasformano il negozio in una metafora di disponibilità e varietà.
Il lessico del cibo, tra carne e pesce, porta poi il discorso sul guadagno e sulle opportunità. La frase può essere letta come una provocazione: c’è merce per gusti diversi, ma per ottenere ciò che si vuole bisogna sapersi comportare e parlare con rispetto. Non si tratta soltanto di vantare risorse; emerge anche un codice di scambio, nel quale il modo di rivolgersi agli altri conta quanto ciò che si offre. Questo equilibrio tra spacconeria e regole non scritte è tipico del tono del pezzo.
Le squadre di calcio ampliano il gioco di immagini. Arsenal e Inter non servono solo a evocare il pallone: permettono di parlare di un gruppo che cresce e di un vivaio, cioè di un insieme di persone che si formano e si sostengono a vicenda. Il campo semantico sportivo rende immediata l’idea di squadra, ruoli e ambizione. Il sogno del milione di euro, invece, porta tutto su un piano più esplicitamente materiale. Non è presentato come un obiettivo astratto: è il simbolo di un salto economico atteso, un brindisi possibile che misura la distanza tra il presente e una vita più agiata.
Le allusioni pop e l’ironia della strofa
Il testo procede per associazioni veloci. La stanza da bagno, l’amica che accompagna un’altra persona, i sogni piacevoli e il denaro ripiegato come imbottitura compongono una scena volutamente sopra le righe. Le banconote verdi e gialle diventano quasi un materasso simbolico: il riposo e la sicurezza dipendono dalla ricchezza accumulata. È un’immagine provocatoria, ma anche rivelatrice di una visione in cui il denaro promette protezione e tranquillità, senza necessariamente cancellare le inquietudini.
Il riferimento ai Gremlins richiama l’immaginario cinematografico delle creature che si moltiplicano e delle regole da non infrangere con l’acqua. Accostato allo champagne, il richiamo crea un contrasto buffo tra festa e caos. Anche il paragone con i mattoni del Tetris trasforma oggetti e ricordi in un puzzle: i blocchi si incastrano e rimandano agli anni Novanta, mentre l’accenno all’Afghan e al Pakistan sembra evocare circuiti e provenienze legati a merci illegali. Sono immagini da leggere come parte della mitologia di strada del brano, non come una cronaca dettagliata. Il tono resta volutamente allusivo, tra memoria, commercio e gioco di parole.
La chiusura della strofa passa dalla leggerezza alla carica del gruppo. Gli amici vengono descritti come persone piene di energia, attraverso il paragone con un’automobile comune e familiare. Proprio questo accostamento, lontano dalle supercar da videoclip, contribuisce all’umorismo: l’attitudine può essere esagerata, ma la scena resta radicata in oggetti quotidiani e riconoscibili.
Il ritornello: essere buoni, soli e in branco
Il ritornello è costruito su una contraddizione insistita: il protagonista dice di essere rimasto corretto e tranquillo, ma nello stesso tempo ricorda di essersi mosso sia in gruppo sia da solo. La formula suggerisce che l’identità non dipende da una sola condizione. Il branco offre protezione, appartenenza e forza; la solitudine mette invece alla prova l’autonomia e la capacità di affrontare le cose senza appoggiarsi agli altri. Nex presenta entrambe come parti della propria esperienza.
Il richiamo a comportarsi da uomo può essere interpretato come un’affermazione di responsabilità e di coerenza, ma conserva anche la durezza performativa tipica del rap di strada. La sequenza volgare che gioca sull’agire, sul non lasciarsi coinvolgere e sul non subire ribalta continuamente il significato delle parole. Più che offrire una morale lineare, il ritornello propone un codice di sopravvivenza: saper prendere iniziativa, mantenere il distacco quando serve e non farsi mettere sotto. La ripetizione, con le sillabe spezzate, dà alla frase l’andamento di uno slogan da coro.
La vita in diretta e il contrasto tra mondi
Nella seconda strofa, la festa diventa una specie di palcoscenico. La vita è descritta come una trasmissione sempre accesa, con il pubblico invitato a restare in linea e a premere play. Il paragone con una prima cinematografica rende ancora più teatrale questa esposizione, mentre i nomi delle sale italiane contribuiscono a un effetto concreto e ironico. La scena sembra dire che la vita del rapper è già uno spettacolo: può essere osservata, commentata e trasformata in intrattenimento.
Accanto al gala compare però chi resta in strada, preso da una cotta o dalla preoccupazione per una serata che può finire male. Il contrasto non serve soltanto a esibire una posizione privilegiata: mette in scena due prospettive sociali che convivono ma non coincidono. Da una parte ci sono feste e accesso a un ambiente esclusivo; dall’altra, ansia, problemi e conseguenze. Il brano non sviluppa un’analisi esplicita di queste differenze, ma le rende percepibili attraverso il montaggio rapido delle immagini.
La preghiera per gli amici che hanno denaro con sé sposta l’attenzione dalla celebrazione alla responsabilità. Sono definiti gente perbene perché lavora, porta a casa il necessario e cerca di mantenere la famiglia. Qui l’ostentazione lascia intravedere una dimensione concreta: il successo ha valore anche se permette di sostenere i propri cari. Il riferimento alla fine del mese, subito allargato fino alla fine dell’anno, sembra gonfiare comicamente il sogno di stabilità. La ricchezza è desiderata, ma il bisogno di arrivare a fine mese resta il suo punto di partenza.
Fantozzi, il gergo e il significato delle ultime immagini
Una delle battute più riconoscibili richiama una scena di Fantozzi contro tutti. Per sottrarsi a una gara aziendale, Fantozzi e Filini fingono una telefonata medica; Filini prova anche a suggerire al collega un improbabile accento svedese per camuffarne la voce. L’espediente fallisce e Fantozzi viene riconosciuto. Nel brano, l’allusione serve a ridicolizzare una persona che parla in modo artificioso o poco credibile. È un riferimento alla comicità popolare italiana, inserito nel flusso di citazioni senza interromperne il ritmo.
Ancora più scura è l’immagine domestica dei “cani” associati alla “piscia di gatto”. Il primo termine richiama il gergo americano dawg, derivato da “dog” e usato per rivolgersi a un amico o a un compagno fidato. L’altra espressione è invece un’allusione gergale alla cocaina. L’accostamento costruisce un’immagine volutamente sgradevole e ambigua: gli amici sono rappresentati come parte della cerchia personale, ma la droga compare come elemento degradante e rischioso della scena. È una provocazione da leggere nel registro crudo del pezzo, non come un invito a considerare innocua quella sostanza.
Tra le meraviglie di Alice, i teschi, le offerte da bere e gli animali domestici immaginati in modo assurdo, la strofa continua a oscillare tra fantasia e minaccia. I “teschi” sembrano indicare persone o gruppi di cui è meglio parlare con cautela; il consiglio di offrire da bere trasforma il rispetto in una regola di convivenza. Anche l’insulto rivolto a chi abbaia ma appare innocuo riduce l’avversario a una caricatura. L’outro, infine, ripete il nome di Nex Cassel fino a farne una firma sonora. In questo modo Settimo Cielo si chiude come si era aperto: con l’affermazione di una presenza e di un’identità riconoscibili.
Un brano del 2026 tra strada e spettacolo
Uscita il 2 ottobre 2026 e prodotta da St. Luca Spenish, la canzone guarda a un presente in cui l’esposizione pubblica è continua, ma la riservatezza resta un valore da rivendicare. Il contrasto tra l’invito a guardare e la scelta di non filmare lo studio riassume bene questa tensione. Nell’epoca delle vite trasformate in contenuto, Nex costruisce il personaggio con una miscela di dettagli privati, riferimenti popolari, denaro e linguaggio di strada.
Il possibile significato di Settimo Cielo sta proprio nella convivenza di questi registri. Il successo viene sognato, raccontato e preso in giro; la lealtà verso il gruppo convive con la necessità di saper stare da soli; la festa non cancella i conti da pagare né le persone che dipendono da chi lavora. La produzione di St. Luca Spenish accompagna un testo fitto di immagini e incastri, mentre la scrittura attribuita a Nex Cassel e St. Luca Spenish ne sostiene il tono da racconto corale. Ne esce un rap italiano che preferisce l’allusione alla spiegazione e usa l’ironia per mostrare, dietro l’ostentazione, un codice di appartenenza e sopravvivenza.
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