Testo e Significato di Emoji – Vaz Tè ft. Izi
Testo "Emoji":
[Testo di "Emoji" ft. Izi]
[Strofa 1: Vaz Tè]
Che bella la vita oggi con Diego a Santa Margherita
Ieri ero dentro ad un centro scommesse
Lascia perdere tutti i giorni prima, vogliamo piscina
La vista ed il caldo, la gloria che cambia la situa, riempio la pancina
E, se arrivo devastato, oggi scaldiamo panchina, abbassiamo faccina
Ti parlo di cose che quando le feelli davvero ti cambia la vita
Refilli il bicchiere di Vaz Tè, fra', è grazie alla mia, Dio ti benedica
Sono in mezzo a interessi diversi tra cui i miei e della mia famiglia
Ma ogni volta che mi rompo i coglioni almeno posso cambiare tipa
Vado dritto come in una scena già scritta
Restauro cento palazzi di fila, ho roba così nuova chе sembra già vista
Brindo da solo come a Gotham City, volevo lеggere al sole in cortile
Ma ho armi e droga fin troppo vicine, sfoglio le pagine con il fucile
[Pre-Ritornello: Vaz Tè]
Non faccio colloqui, non metto le emoji
Ho palloni d'oro dovunque ti appoggi, ci schiaccio le noci
Ti do due secondi, prendi due secondi
Il mio tempo è money
Ma non ti sedere che ho palloni d'oro
Dovunque ti appoggi, ci schiaccio le noci
[Ritornello: Vaz Tè]
Ho sette traverse con i testimoni
Uno di questi è un assicuratore
La faccio più vera del simulatore
Ora che sai le mie doti
C'ho palloni d'oro d'ovunque ti appoggi, ci schiaccio le noci
Non faccio colloqui, non metto le emoji
[Strofa 2: Izi]
Non faccio colloqui, non metto le emoji
Non svegliare il cane, lascia che riposi
Fuck agli invidiosi, sono ancora qua
Se mi chiama Vaz, faccio un passo a Pra
Lungo il territorio si sentono i cori
Di quando passiamo, sì, Bandana rap
Suono Wild equipaggio, difendo il villaggio
In più porto il retaggio dell'umanità
Sento delle voci, non so se sto outta reality
Come to Bandana, the academy
Per ciò che fai, non c'è alibi
Bi-bi-di, bo-bi-di, si fuma Hash Valley, mi trovi
Sto in ritiro in un dojo fuori città
È ad un metro soltanto dal mio give up
Voglio solo e soltanto la verità
Da bambino sognavo l'America
Ma ora sono qua
[Pre-Ritornello: Vaz Tè]
Non faccio colloqui, non metto le emoji
Ho palloni d'oro dovunque ti appoggi, ci schiaccio le noci
Ti do due secondi, prendi due secondi
Il mio tempo è money
Ma non ti sedere che ho palloni d'oro
Dovunque ti appoggi, ci schiaccio le noci
[Ritornello: Vaz Tè]
Ho sette traverse con i testimoni
Uno di questi è un assicuratore
La faccio più vera del simulatore
Ora che sai le mie doti
C'ho palloni d'oro d'ovunque ti appoggi, ci schiaccio le noci
Non faccio colloqui, non metto le emoji
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Possibile significato del testo di "Emoji":
Tra rivalsa, simboli e nuove identità digitali
Emoji è uno dei brani più rappresentativi del percorso recente di Vaz Tè, perché mette insieme autoironia, crescita personale, fragilità nascosta e quell’immaginario urbano che da anni caratterizza Genova West e l’intero collettivo con cui è cresciuto. Il testo racconta un cambiamento reale: da una vita fatta di scommesse, stress e ambiente tossico, a una quotidianità più serena, fatta di amici, benessere e obiettivi concreti. Il significato del brano ruota attorno all’idea che l’identità non si misura solo con ciò che mostriamo online – emoji, status, faccine – ma con ciò che attraversiamo nella vita reale.
Vita oggi, vita ieri: lo stacco netto
Nella prima strofa, Vaz Tè mette subito in contrasto due mondi. Da una parte “Diego a Santa Margherita”, ovvero un momento leggero, quasi da cartolina ligure; dall’altra, il ricordo di quando passava le giornate in un centro scommesse. È uno stacco fortissimo: il prima e il dopo convivono nella stessa persona. E lui ci tiene a dirlo a modo suo: non bisogna guardare ai giorni passati, ma a quelli che stanno arrivando.
Il riferimento alla “pancina” che si riempie non è solo un modo ironico per dire che sta meglio: è un’immagine concreta di stabilità, di quotidianità conquistata. E anche quando arriva “devastato”, decide di “scaldare la panchina” – cioè rallentare, prendersi un attimo, non spingere sempre al massimo.
La pressione del successo e l’ambiente che non ti lascia mai
Pur parlando di una vita migliorata, Vaz Tè non rinnega ciò che gli sta attorno: “armi e droga fin troppo vicine”. È una barra durissima, che descrive perfettamente il tipo di contesto da cui proviene e che, nonostante tutto, gli cammina ancora accanto. Anche l’immagine del “libro letto con il fucile” è simbolica: un uomo che cerca pace, equilibrio, normalità, ma che non può mai davvero abbassare la guardia.
Il pre‑ritornello: niente emoji, niente filtri
Quando Vaz dichiara “non faccio colloqui, non metto le emoji”, sta dicendo che non ha tempo né voglia di giocare con la superficialità. Non usa emoji perché non gli servono filtri, non deve mascherare sentimenti o intenzioni. Al contrario: rivendica la concretezza del proprio mondo.
I “palloni d’oro” sono una metafora geniale: rappresentano ricchezza, trofei, conquiste. E lui ci “schiaccia le noci sopra”, come a dire che le sue ricchezze non sono fragili: reggono il peso, sono solide, vere.
Il ritornello: autenticità, soldi e reputazione
Nel ritornello, Vaz Tè enfatizza ancora la sua volontà di essere credibile: “la faccio più vera del simulatore”. Vuole dire che la sua vita non è fiction, non è una messa in scena come spesso accade nel rap. Lui lo vive davvero. Le “sette traverse con i testimoni” richiamano un mondo di strada credibile, in cui chi ti vede sa ciò che fai. L’assicuratore è un dettaglio ironico ma significativo: anche nel caos, c’è un minimo di burocrazia, di vita adulta che si insinua.
L’arrivo di Izi: Genova, bandane e retaggio
Quando entra Izi, il brano cambia tono. La sua voce porta un’energia più filosofica, quasi tribale: “non svegliare il cane, lascia che riposi” è una barra che parla di equilibrio, autocontrollo, rispetto del proprio potenziale.
Il verso “suono Wild equipaggio, difendo il villaggio” richiama direttamente la famosa barra di Vaz Tè in “Intro (John Wayne)” dove diceva: “Genova West equipaggio, onora e difendi il villaggio”. È un omaggio interno, una continuità, un richiamo alla cultura condivisa del collettivo.
Quando afferma di essere “in un dojo fuori città”, Izi costruisce un’immagine quasi spirituale: un guerriero che si allena isolato, lontano dal rumore. Ma allo stesso tempo ricorda le sue origini più concrete: “da bambino sognavo l’America, ma ora sono qua”. Non è deluso: è consapevole.
Il contrasto tra digitale e reale
In tutto il pezzo, c’è un messaggio chiaro: la vita su internet non conta nulla se non coincide con la realtà. Il titolo stesso, Emoji, parla di comunicazione filtrata, di simboli che nascondono emozioni vere. Vaz Tè e Izi rifiutano quel linguaggio: preferiscono la concretezza delle loro esperienze, dei loro percorsi, del loro background genovese.
Infanzia, crescita e destino
Uno dei temi più forti del brano è la crescita. Entrambi gli artisti parlano di dove sono stati e dove stanno andando: Vaz Tè con il racconto del suo cambiamento sociale, Izi con il ritorno ai sogni d’infanzia e alla sua evoluzione spirituale. La barra “Voglio solo la verità” riassume il senso del pezzo: niente apparenza, niente maschere, niente emoji – solo fatti.
Significato complessivo: un rap che parla chiaro
Emoji è un brano che racconta la maturità di due artisti che hanno superato la fase del mito, del hype e della posa. È un pezzo reale, vissuto, pieno di immagini forti ma anche di ironia. Parla di amicizia, di percorso, di radici, ma anche di stanchezza, di responsabilità e di autenticità.
La produzione di Jiz, Chryverde e Guari costruisce un’atmosfera perfetta: solida, pulita, ma con abbastanza spazio da far respirare le voci. È un beat che sostiene, non che sovrasta.
In definitiva, Emoji è un inno alla verità, alla concretezza e alla crescita personale. Un pezzo che lascia il segno perché parla la lingua della vita reale, senza filtri e senza emoji.
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