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Testo e Significato di (Tanto)³ – Jovanotti
Testo "(Tanto)³":
[Testo di "(Tanto)³"]
[Strofa 1]
Che stai facendo? Lavoro
Che cosa cerchi? L'oro
Hai uno scopo? Credo
Dove ti trovi? In Italia
E come vivi? Suono
Di dove sei? Toscano
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo
Ma non per questo stanco
A cosa pensi? Al deserto
Qual è il tuo impegno? Immenso
Ed il tuo tempo? Denso
Che risultati hai? Alti e bassi
Che risultati hai? Alti e bassi
[Pre-Ritornello]
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
E che mi piace
[Ritornello]
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
[Strofa 2]
Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene
Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene
[Pre-Ritornello]
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
E che mi piace
[Ritornello]
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
[Strofa 3]
Che cosa fai? Vivo
Quando sei in forma? Scrivo
Innamorato? Credo
E lei ti ama? A suo modo
Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene
Che dice il cielo? Tuona
E la chitarra? Suona
Sei felice? A volte
Hai distrazioni? Molte
E la salute? Buona
E la chitarra? Suona
[Strofa 4]
Cosa ti piace? Viaggiare
Tra il dire e il fare? Il mare
Cosa ti piace? Viaggiare
Tra il dire e il fare? Il mare
Cosa ti piace? Viaggiare
Tra il dire e il fare? Il mare
Cosa ti piace? Viaggiare
Tra il dire e il fare? Il mare
Cosa ti piace? Il mare
[Pre-Ritornello]
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
E che mi piace
[Ritornello]
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto
[Outro]
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
(Uh, na-na-na-na)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
(Uh, na-na-na-na)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
Sei felice?
(Quanto? Quanto? Quanto? Quanto? Quanto?)
(Uh, na-na-na-na)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
Qual è il tuo impegno?
(Quanto? Quanto? Quanto? Quanto? Quanto?)
(Uh, na-na-na-na)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
Innamorato?
(Quanto? Quanto? Quanto? Quanto? Quanto?)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
Come va il mondo?
(Quanto? Quanto? Quanto? Quanto? Quanto?)
(Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto)
E tu come stai?
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Possibile significato del testo di "(Tanto)³":
Un flusso di domande per raccontare un’anima
"(Tanto)³" è una delle canzoni più particolari della discografia di Jovanotti. Pubblicata nel 2005 all’interno dell’album “Buon Sangue”, nasce in un periodo in cui l’artista sperimenta forme ibride tra pop elettronico, funk ed elementi rap. Il testo si costruisce come un’intervista esistenziale: una sequenza di domande e risposte che somigliano più a un flusso di coscienza che a una struttura pop convenzionale. Il significato del brano ruota attorno all’idea che la vita sia fatta di dubbi, contrasti, oscillazioni continue, e che l’unico modo per affrontarla sia ridere di sé e del mondo, abbracciandone le contraddizioni.
Un questionario esistenziale in forma musicale
La prima strofa introduce una serie di domande dirette – “Che stai facendo?”, “Che cosa cerchi?”, “Hai uno scopo?” – che definiscono subito il tono del pezzo: lo stile è essenziale, quasi parlato, e mette a nudo la quotidianità dell’artista. L’alternanza tra risposte concrete (“lavoro”, “suono”, “toscano”) e risposte più astratte (“immenso”, “denso”, “alti e bassi”) crea un ritratto sincero e ironico. Il testo sembra voler dire che non esiste un’unica verità: ognuno naviga tra fasi diverse, emozioni alternanti, risultati che non seguono mai una linea dritta.
Riferimenti culturali nascosti: il richiamo a Puccini
Quando Jovanotti risponde “vivo… scrivo”, riecheggia una delle frasi più iconiche dell’opera La bohème di Giacomo Puccini. Nella celebre aria “Che gelida manina!”, Rodolfo dice: “Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo.” La citazione non è letterale, ma il parallelismo è evidente: entrambi trasformano la propria vita in arte e l’arte in vita. Il testo inserisce così un riferimento colto dentro una cornice pop, mostrando la capacità di Jovanotti di mischiare registri e linguaggi differenti.
Toscano per radici, cittadino del mondo per vocazione
Quando risponde “Di dove sei? Toscano”, Jovanotti richiama implicitamente la sua biografia: nato a Roma ma cresciuto tra l’Umbria e la Toscana, sempre legato a Cortona, luogo dove ha costruito la sua dimensione artistica e personale. Questa identità mista emerge spesso nei suoi testi, come un filo che unisce origini semplici e una vita piena di viaggi, collaborazioni internazionali e contaminazioni culturali. Il significato della sua toscanità non è geografico, ma emotivo: è un punto fermo dentro un percorso irrequieto.
Il paradosso del mondo: bene e male convivono
Nella seconda strofa, Jovanotti ripete più volte “Come va il mondo? Male… bene… male… bene”. È un gioco ritmico, ma anche un’affermazione potente: il mondo non è mai solo una cosa. Ogni giorno alterna bellezza e caos, felicità e incertezza. Il testo invita a non cercare coerenza in ciò che per natura è contraddittorio. Questa oscillazione continua è parte dell’essenza umana.
La risata come forma di resistenza
Il pre-ritornello contiene uno dei messaggi più profondi del brano: “Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c’è”. In questa frase c’è l’idea che la leggerezza sia un antidoto alla paura, un modo per affrontare l’esistenza. Ridere del proprio limite non significa non prenderlo sul serio, ma accettarlo. Il significato è quasi filosofico: la vulnerabilità diventa condivisione, e il ridere insieme un gesto di libertà.
Il ritornello: ripetizione come mantra
Il ritornello è un’esplosione ritmica: “tanto, tanto, tanto…”. La ripetizione crea un effetto ipnotico, quasi un mantra. È come se Jovanotti volesse dire che tutto, nella vita, è “tanto”: troppo intenso, troppo veloce, troppo complesso. Ma invece di esserne travolto, l’artista lo canta, lo balla, lo trasforma. Nel testo la ripetizione non è banalità: è un modo per sciogliere il peso delle parole.
Il ritorno alla vita privata: amore, lavoro, fragilità
La terza strofa apre una finestra più intima. Jovanotti parla di amare (“innamorato? credo”), di essere amato “a suo modo”, di scrivere quando è in forma, di avere “molte distrazioni”, ma anche della salute buona e della chitarra che “suona”. È un mosaico di quotidianità e sentimenti, raccontato senza retorica. Il testo mostra un uomo che non ha risposte definitive, che naviga nei propri dubbi con sincerità e ironia.
Il mare come spazio mentale
La quarta strofa ruota attorno a un’immagine centrale nella poetica di Jovanotti: il mare. Ripetuto più volte, diventa simbolo di viaggio, libertà, possibilità. “Tra il dire e il fare? Il mare” è un gioco di parole che nasconde una verità semplice: tra desiderio e realizzazione c’è sempre uno spazio da attraversare. Il testo suggerisce che il viaggio è più importante dell’arrivo.
Lo stile interrogativo come scelta artistica
Gran parte del fascino della canzone risiede nella struttura fatta di domande. Questo stile ricorda i questionari psicologici o i giochi infantili, ma allo stesso tempo diventa un modo per scandagliare l’identità. Ogni domanda aggiunge un tassello, ogni risposta apre un nuovo punto di vista. Il significato della forma è chiaro: la vita è una conversazione continua con sé stessi.
Un brano figlio del suo tempo, ma sempre attuale
Nel 2005 l’Italia viveva un periodo di forte cambiamento: internet cresceva, il pop si contaminava con l’elettronica, e Jovanotti sperimentava nuovi linguaggi. “(Tanto)³” rispecchia quella fase: è pop, ma è anche rap; è elettronica, ma conserva tradizione; è leggero, ma profondo. Il testo attraversa temi universali – il lavoro, l’amore, l’identità, il senso del mondo – con un tono moderno che ancora oggi appare fresco.
La chiusura: domande che restano aperte
L’outro riprende il tema delle domande, chiedendo “sei felice?”, “quanto?”, “come va il mondo?”, “e tu come stai?”. È come se la canzone si trasformasse in uno specchio rivolto all’ascoltatore. La musica si spegne, ma le domande restano. Il significato finale è che non tutto ha una risposta, ma porsi le domande giuste è già un modo per conoscersi meglio.
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