Testo e Significato di Tarantola (Live Performance) – Kuremino

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Testo e significato della canzone "Tarantola (Live Performance)" di Kuremino pubblicata il 20/02/2026 contenuta nell'album "Best" del 19/02/2026.

Cover dell'album 'Best' di Kuremino
Cover dell'album 'Best' di Kuremino

Testo "Tarantola (Live Performance)":

[Testo di "Tarantola (Live Performance)"]

[Intro]
Ah-ah, yeah

[Ritornello 1]
La paranoia mi prende e mi butta all'angolo
Sorride per il pasto come una tarantola
Lo sai bene come sono fatto
O bevo o non parlo, la accendo, rimango là
Io so bene chi voglio di fianco
Avevano tutti un piano, non sono il tuo bancomat
Non rispondo al telefono, ho il fuori campo
All'inferno c'è più caldo, me l'ha detto un amico là

[Strofa 1]
Ho comprato un nuovo iPhone, ma non rispondo
Solo tu mi levi i piedi da terra per un secondo, ah
Sto bene solo quando mi giri intorno
Il mondo non piove su di me, scivola addosso
E di nuovo gocce d'acqua finiranno in aria
Appena le tocca il sole, come te, sembri una bambola
Io bevo pure Tanqueray, ogni missione cambia
L'importante è che stai sempre dentro la tua scarpa
In camera avevo i mostri della notte, li ho coperti con i poster
Non c'era la magia, non c'è Harry Potter
Mia madre preoccupata come un tossico di notte
Chiusa in casa, va in sbatti per la voce soffocata
Scrivo e sono in para, quando recco sono in para
Aspetto un altro amaro, fa uno shottino di Havana
Ho visto come si cambia, un amico che ruba in casa
Avrebbe dato tutto per te, però adesso guarda

[Ritornello 2]
La paranoia mi prende e mi butta all'angolo
Sorride per il pasto come una tarantola
Io so bene come sono fatto
O bevo o non parlo, la accendo, rimango là
Io so bene chi voglio di fianco
Avevano tutti un piano, non sono il tuo bancomat
Non rispondo al telefono, ho il fuori campo
All'inferno c'è più caldo, me l'ha detto un amico là

[Strofa 2]
Non pretendo l'America ma gente mi merita
Passato il temporale, rimane chi galleggia
Passati dai palleggi, magazzino con la feccia
Ogni giorni ti alzi, è peggio, mio padre ne sa qualcosa
Sono in macchina, chiuso una Marlboro corta
Così ne fumo il doppio, così l'impasto tutta
Ho scritto le cose bene quando ero alla frutta
Ho mangiato cose buone con gente di merda
Chiudo tracce, tutto Jäger dentro un bunker
Guardano dalla A alla Z cosa fai comunque
Il tempo sicuro ci porterà al dunque
E se va male, lo faccio comunque
Devi aver paura a dire che sei tutta mia
Ogni giorno mi alzo e penso "Quando paga la poesia?"
Col panico ho corso fino all'aritmia
La paranoia ha fatto piano quando è entrata in casa mia

[Ritornello 1]
La paranoia mi prende e mi butta all'angolo
Sorride per il pasto come una tarantola
Lo sai bene come sono fatto
O bevo o non parlo, la accendo, rimango là
Io so bene chi voglio di fianco
Avevano tutti un piano, non sono il tuo bancomat
Non rispondo al telefono, ho il fuori campo
All'inferno c'è più caldo, me l'ha detto un amico là

[Outro]
Ah-ah, ah-ah, ah-ah, ah, yo


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Possibile significato del testo di "Tarantola (Live Performance)":

Significato generale di "Tarantola (Live Performance)"

Tarantola (Live Performance) di Kuremino, pubblicata il 20 febbraio 2026 e prodotta da Chryverde, Frenkie G e Lenny Delicious, è una traccia che immerge l’ascoltatore in un percorso emotivo complesso. Il brano affronta temi come la paranoia, il peso delle responsabilità, la fatica del quotidiano e la necessità di trovare conforto nelle persone giuste. Con un linguaggio diretto e immagini vivide, l’artista mostra un equilibrio fragile tra vulnerabilità e resistenza, trasformando ogni verso in una confessione personale.

La scelta del formato live aggiunge un’intensità diversa al pezzo: la voce più ruvida, il respiro affannato e l’energia del pubblico amplificano ogni parola, rendendo l’esperienza più autentica. Il titolo richiama un’immagine precisa: la tarantola, simbolo di qualcosa che osserva, che attacca, che si nutre delle fragilità. La paranoia nel brano si comporta esattamente così, avvicinandosi silenziosamente fino a colpire nei momenti di debolezza.

La paranoia come presenza costante

Fin dall’inizio la paranoia viene personificata come una creatura che “sorride per il pasto come una tarantola”. È una metafora potente che descrive perfettamente come la mente, quando sovraccarica, tenda a divorarci dall’interno. Questa immagine restituisce tutta la stanchezza mentale di Kuremino, che cerca di difendersi come può, spesso rifugiandosi nel silenzio o nell’alcol.

La scelta di riferirsi alla paranoia in modo così concreto permette di comprenderne il peso: non è un semplice pensiero negativo, ma una presenza vera e propria che lo spinge in un angolo. Questa sensazione ritorna più volte nel brano, creando un filo conduttore che lega tutte le immagini della canzone.

Il bisogno di avere le persone giuste accanto

Kuremino chiarisce subito di sapere perfettamente chi vuole di fianco. Il concetto di selezione è fondamentale: non tutti meritano un posto nella sua vita. La frase sugli altri che avevano “tutti un piano” suggerisce che molti si siano avvicinati con secondi fini, forse per approfittarsi o perché lo vedevano come una risorsa da sfruttare.

Quando dice “non sono il tuo bancomat”, l’artista ribadisce un concetto importante nel mondo del rap e più in generale nella vita: chi riesce a emergere spesso si ritrova circondato da persone che chiedono, prendono e non restituiscono. Il distacco diventa quindi una forma di autodifesa emotiva.

Il telefono che non squilla più

Uno dei simboli più ricorrenti nel brano è il telefono. Kuremino compra un nuovo dispositivo, ma non risponde. Questa contraddizione mette in luce il desiderio di comunicare e allo stesso tempo la necessità di isolarsi. È come se avesse costruito un muro tra sé e il mondo esterno, lasciando entrare solo chi davvero vale.

Il “fuori campo” indica proprio questo distacco, una sorta di autoesclusione volontaria che gli permette di respirare. Non è una fuga codarda, ma un tentativo di proteggersi da un flusso costante di pressioni e richieste.

Infanzia, paura e assenza di magia

La prima strofa porta l’ascoltatore in una stanza di un Kuremino più giovane, circondato da “mostri della notte” che copre con i poster. È un’immagine che restituisce tutta la fragilità dell’infanzia, quando non si hanno ancora gli strumenti per affrontare ciò che fa paura. L’artista sottolinea l’assenza di magia, specificando che “non c’è Harry Potter”: non esistono incantesimi che risolvono tutto, solo il tempo e la crescita.

La preoccupazione della madre, che vive nel terrore di notti complicate, rappresenta un punto di contatto umano fortissimo nel brano. In mezzo a paranoie, errori e confusione, la figura materna emerge come un simbolo di amore incondizionato, anche quando fatica a comprendere pienamente ciò che il figlio sta vivendo.

L’amarezza del tradimento

Un altro momento chiave del brano è la scena in cui un amico ruba in casa. L’artista ricorda che quella persona avrebbe dato tutto per lui, ma ora il passato non corrisponde più al presente. Questo tradimento diventa un punto di svolta emotivo: dimostra come la vita possa cambiare improvvisamente e come la fiducia sia un terreno fragile.

Questa immagine torna spesso nel rap contemporaneo, ma Kuremino la racconta con una delicatezza particolare, mostrando più delusione che rabbia. È un modo per dire che non sempre il problema è il gesto in sé, ma ciò che rappresenta agli occhi di chi lo subisce.

I temporali che selezionano chi rimane

Nella seconda strofa Kuremino parla di persone che si allontanano e di altre che restano. Il temporale, metafora delle difficoltà, “lascia chi galleggia”, ovvero chi ha la forza emotiva di resistere. Questo concetto è centrale nella poetica di molti artisti di strada: le difficoltà mostrano davvero chi vale.

Il riferimento al padre che “ne sa qualcosa” aggiunge un ulteriore strato emotivo. Sembra suggerire che anche la figura paterna abbia affrontato momenti difficili, trasmettendo involontariamente un’eredità di lotta e sopravvivenza.

Il rapporto con le dipendenze e il bisogno di sfogarsi

Nel brano compaiono diversi riferimenti all’alcol e al fumo, ma non con tono celebrativo. Al contrario, sembrano rappresentare strumenti temporanei per calmare la mente, modi per prendere un attimo di pausa da un rumore interno che non smette mai. La frase “ho scritto le cose bene quando ero alla frutta” mostra un legame profondo tra creatività e dolore, quasi come se la sofferenza fosse stata, per un certo periodo, una spinta creativa.

Questa dinamica è comune tra molti artisti: la scrittura diventa un mezzo per domare ciò che non si riesce a dire ad alta voce. Tuttavia, Kuremino la racconta con lucidità, senza romanticizzarne gli effetti negativi.

La pressione dell’essere osservati

Kuremino descrive persone che guardano “dalla A alla Z” ciò che fa. Questa iper-osservazione rappresenta una delle pressioni principali dell’essere un artista, specialmente in un’epoca in cui tutto è pubblico e commentabile. Ogni scelta, ogni parola, ogni sbaglio viene analizzato, creando un senso costante di giudizio da cui è difficile liberarsi.

Il tempo, però, è un giudice imparziale: “ci porterà al dunque”. È un modo per dire che, nonostante gli ostacoli, il percorso artistico ha bisogno di maturazione naturale. Non tutto può essere compreso subito.

La poesia come salvezza

Uno dei versi più intensi è sicuramente “Quando paga la poesia?”. È una domanda che racchiude l’essenza del percorso artistico: quando arrivano i frutti di tanto impegno? La poesia, intesa come l’arte stessa, è vista come un investimento emotivo che richiede tempo per dare qualcosa in cambio.

Il panico, che corre “fino all’aritmia”, mostra quanto la pressione possa influire anche fisicamente. La paranoia che entra “in casa mia” in punta di piedi ricorda, ancora una volta, la tarantola del titolo: silenziosa, invasiva, difficile da cacciare.

Il significato complessivo

Tarantola (Live Performance) è una confessione aperta, un viaggio nella mente di un artista che combatte ogni giorno con i propri demoni interiori. Le metafore, le immagini e i ricordi costruiscono un mosaico emotivo autentico, dove la paranoia, il tradimento, le dipendenze e le relazioni umane si intrecciano senza filtri.

Kuremino racconta tutto questo con una sincerità cruda, senza vittimismo e senza maschere. Il risultato è uno dei brani più intensi del progetto Best, capace di unire emotività e tecnica in un unico flusso narrativo. Una canzone che, più che essere ascoltata, va compresa e interiorizzata.



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