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Testo e Significato di Terra bruciata – Coez, Frah Quintale
Testo "Terra bruciata":
[Testo di "Terra bruciata"]
[Ritornello: Frah Quintale]
Non so se mi rivedrai
Ormai ho solo terra bruciata intorno
Strade senza ritorno
Corro in un paio di Nike
Scappo dai guai (Scappo dai guai)
Come un brutto sogno
Smetto quando voglio
[Strofa: Coez]
Il diavolo è alla porta, vuole entrare
Ed ha le chiavi per farlo
Sto qui ancora che ballo sotto il temporale
Più una cosa ti fa male, più la vai cercando
Tu stai ancora cercando di camminare
E ora che sono un nemico
Vorrei tornare a quando per toccare il cielo ci bastava un dito
Folli come il mondo che ci ha partorito
Come a una festa senza invito, mhm
Mi sveglio e corro in mezzo ai resti di un falò
E penso ai viaggi che da solo mi farò
Onde del mare come un rumore bianco
Mi addormento anche se non sono stanco
[Ritornello: Frah Quintale]
Non so se mi rivedrai
Ormai ho solo terra bruciata intorno
Strade senza ritorno
Corro in un paio di Nike
Scappo dai guai (Scappo dai guai)
Come un brutto sogno
Smetto quando voglio
[Bridge: Coez]
Siamo qui per puntare alle stelle
Non è mai stato più facile
Inciampare e rimettere a posto e te
Con chi parli mentre parli con me?
Non tutto scivola, non tutto ti darà
Il tempo che gli hai dato indietro, indietro
Non tutto scivola
[Ritornello: Frah Quintale]
Non so se mi rivedrai
Ormai ho solo terra bruciata intorno
Strade senza ritorno
Corro in un paio di Nike
Scappo dai guai (Scappo dai guai)
Come un brutto sogno
Smetto quando voglio
[Outro: Coez & Frah Quintale]
Non tutto scivola, non tutto ti darà (Terra bruciata intorno)
Il tempo che gli hai dato indietro, indietro
Non tutto scivola
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Possibile significato del testo di "Terra bruciata":
Una corsa tra ricordi e macerie: il mondo emotivo di “Terra bruciata”
“Terra bruciata” è uno dei brani più intensi di Coez e Frah Quintale, incluso nel progetto comune Lovebars. Il pezzo fonde malinconia, introspezione e una scrittura sospesa tra immagini poetiche e ferite personali. La produzione dei Golden Years crea un’atmosfera notturna, fatta di synth morbidi e ritmi leggeri, perfetta per accompagnare un racconto che parla di fuga, errori, memorie e tentativi di ricominciare. In “Terra bruciata”, entrambi gli artisti si muovono in un paesaggio emotivo devastato, cercando un punto da cui ripartire.
“Non so se mi rivedrai”: l’assenza come punto di partenza
Il ritornello di Frah Quintale introduce subito un senso di perdita: “Non so se mi rivedrai”. Non è un addio definitivo, ma la consapevolezza che ormai intorno c’è solo “terra bruciata”: tutto ciò che era fertile è stato consumato da errori, litigi, tentativi falliti. L’immagine richiama un terreno inospitale, metafora di una relazione logorata o di un periodo di vita che non dà più nulla.
La frase “strade senza ritorno” rafforza l’idea di scelte irreversibili, situazioni ormai compromesse. Correre “in un paio di Nike” è un modo semplice per dire che l’unica soluzione è scappare, muoversi, non fermarsi prima di perdersi del tutto.
Fuga o autodifesa? Il significato del “smetto quando voglio”
Il verso “Smetto quando voglio” suona come una bugia detta prima di tutto a sé stessi. Fa pensare a un’abitudine difficile da eliminare: un comportamento autodistruttivo, una dipendenza emotiva, un loop mentale. È il classico mantra di chi sa che sta cadendo, ma preferisce illudersi di avere il controllo.
Coez e il diavolo alla porta: la tentazione di ricadere negli errori
Nella strofa, Coez usa una delle immagini più forti del brano: “Il diavolo è alla porta, vuole entrare”. Una metafora della tentazione, dei vecchi problemi che ritornano, delle scelte sbagliate che bussano sempre nei momenti di fragilità. Il fatto che “ha le chiavi per farlo” indica che quei demoni fanno già parte della sua storia: non è qualcosa di nuovo, ma un ciclo che si ripete.
Coez continua: “Più una cosa ti fa male, più la vai cercando”. È la descrizione perfetta di relazioni tossiche, dipendenze emotive o comportamenti da cui non si riesce a staccarsi. È un’autocritica lucida, ma senza giudizio.
La nostalgia del cielo a portata di mano
Uno dei passaggi più poetici è quando dice: “Vorrei tornare a quando per toccare il cielo ci bastava un dito”. L’immagine rimanda all’infanzia, ai primi amori, ai primi sogni: momenti in cui tutto sembrava possibile, anche senza risorse o certezze. È un desiderio di recuperare quell’ingenuità e quella leggerezza perdute.
Folli come il mondo che li ha partoriti
La frase “folli come il mondo che ci ha partorito” trasforma il contesto in un personaggio: un mondo caotico, imprevedibile, che influenza il modo di vivere e di reagire degli artisti. La “festa senza invito” è una metafora della vita che spesso ci travolge senza che siamo davvero pronti, senza che ci sia un manuale d’istruzioni.
Il falò, i resti e il viaggio da soli
Coez descrive un risveglio tra “i resti di un falò”: immagine potente che richiama una notte intensa, un passato bruciato, una festa che ha lasciato dietro di sé solo cenere. Pensare “ai viaggi che da solo mi farò” è un modo malinconico di accettare la solitudine come punto di ripartenza.
Il rumore bianco delle onde: il bisogno di pace mentale
Nel verso “Onde del mare come un rumore bianco”, Coez usa un’immagine che richiama pace e rilassamento. Il rumore bianco, infatti, è un suono uniforme che molti usano per dormire o calmare l’ansia. In questo contesto diventa un abbraccio sonoro che permette all’artista di “addormentarsi anche se non è stanco”. La stanchezza non è fisica: è mentale, emotiva.
Le onde diventano così una terapia naturale, un modo per spegnere i pensieri e trovare un attimo di silenzio tra le macerie.
Il bridge: puntare alle stelle, inciampare per strada
Nel bridge, Coez riflette su un altro tema centrale: la distanza tra ambizioni e realtà. “Siamo qui per puntare alle stelle” racconta il desiderio di migliorarsi, di arrivare lontano. Ma subito dopo dice: “Inciampare e rimettere a posto” perché il percorso non è mai lineare. Ogni passo avanti può portare una caduta, e ogni caduta richiede tempo per rialzarsi.
Il verso “Con chi parli mentre parli con me?” aggiunge un livello di frattura emotiva: la sensazione che l’altro non sia davvero presente, che la comunicazione sia piena di fantasmi e pensieri non detti.
Non tutto scivola: le cose che restano
“Non tutto scivola” è la frase che chiude il brano e riassume tutto il senso di “Terra bruciata”. Non tutte le ferite passano, non tutte le persone se ne vanno davvero, non tutti i ricordi si cancellano. Alcune cose restano attaccate alla pelle, anche quando cerchiamo di lasciarle andare.
Il tempo “non restituisce ciò che gli hai dato”: le occasioni perse, le parole non dette, le scelte sbagliate rimangono a segnare il cammino.
Il significato complessivo di “Terra bruciata”
Il brano è un viaggio emotivo attraverso colpa, nostalgia, desiderio di fuga e bisogno di guarire. La “terra bruciata” non è solo un luogo: è uno stato mentale, la sensazione di essere circondati da ciò che è andato perso. Ma è anche il terreno su cui ripartire, perché dopo un incendio la terra può tornare fertile.
Coez e Frah Quintale raccontano la fragilità con delicatezza, trasformando dolore e ricordi in melodie che bruciano ma illuminano. Un brano che parla di tutti noi, quando ci ritroviamo a correre senza sapere dove stiamo andando, sperando che qualcosa – o qualcuno – ci faccia finalmente fermare.
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