Testo e Significato di Una Voce (Skit) – Caparezza

Testo e significato della canzone "Una Voce (Skit)" di Caparezza pubblicata il 07/05/2021 contenuta nell'album "Exuvia" del 07/05/2021.

Cover dell'album 'Exuvia' di Caparezza
Cover dell'album 'Exuvia' di Caparezza

Testo “Una Voce (Skit)”:

[Testo di “Una Voce (Skit)”]

[Strofa]
Spinto dalle mie orme ritrovo la guida
Guardo dietro le fronde, è di nuovo mattina
Nella testa una voce di tuono, antica
Sta dicendo: “Non correre uomo”


Possibile significato del testo “Una Voce (Skit)”:

Con Una Voce (Skit), Caparezza apre una frattura silenziosa all’interno di Exuvia, segnando il primo vero rallentamento dopo la tensione accumulata nelle tracce precedenti. Il testo, pubblicato il 7 maggio 2021, è brevissimo ma carico di significati, perché introduce il cambio di passo dell’intero disco. Qui non c’è fuga, non c’è corsa, non c’è sfogo: c’è ascolto. Il significato di questo interludio non risiede nella quantità di parole, ma nella loro funzione simbolica, che inaugura il cammino interiore dell’album.

Lo skit come soglia narrativa

Una Voce (Skit) non è una canzone tradizionale, ma una soglia. In Exuvia gli skit funzionano come pause respiratorie, momenti in cui il disco smette di spingere e inizia a camminare. Questo primo intermezzo arriva dopo l’incasellamento ossessivo di Canthology e la frenesia di Fugadà: due brani che raccontano una prigionia mentale e una fuga senza orientamento. Qui tutto cambia, perché la direzione non è più esterna, ma interiore.

Il bosco come spazio simbolico

L’ambientazione evocata è quella del bosco, luogo ricorrente in Exuvia. Non è solo uno spazio naturale, ma una zona liminale tra smarrimento e rivelazione. Il bosco è dove ci si perde per potersi ritrovare, lontani dal rumore del mondo produttivo e competitivo. Caparezza, fermandosi idealmente tra gli alberi, interrompe la corsa e crea uno scarto netto rispetto al passato immediatamente precedente.

Spinto dalle orme: il paradosso del ritorno

Il verso “spinto dalle mie orme” introduce un paradosso potente. Le orme, per definizione, indicano il passato. Normalmente le si segue tornando indietro, ma qui diventano la spinta verso un futuro diverso. Caparezza suggerisce che per cambiare davvero è necessario rimettere piede nelle proprie tracce, riconoscere dove si è stati e perché ci si è persi. Le orme non sono più memoria bloccante, ma forza propulsiva.

La guida ritrovata

Seguendo le proprie tracce, il protagonista ritrova una guida. Questa figura non viene nominata, ma la sua funzione è chiara: orientare, non comandare. È una presenza che non impone mete, ma invita a guardare. Questa dinamica richiama archetipi classici del viaggio interiore, in cui la guida appare solo dopo che l’eroe ha accettato di fermarsi e ascoltare.

L’alba come fine della notte

Il dettaglio della luce mattutina dietro le fronde racchiude un valore simbolico essenziale. L’alba segnala la fine di un incubo e l’inizio di una fase nuova. Non è una luce accecante o trionfale, ma una luminosità filtrata, delicata, coerente con l’idea di guarigione lenta che attraversa tutto Exuvia. La notte è finita, ma il giorno non è ancora pieno.

La voce antica

Nella testa del protagonista risuona una voce “di tuono, antica”. Non è una voce razionale né una presenza esterna, ma qualcosa di profondo, primordiale. Questa voce non urla ordini, non spinge all’azione, ma invita a rallentare. È un richiamo arcaico, più vicino all’istinto che alla logica, e rappresenta una forma di saggezza dimenticata.

Non correre

L’imperativo “non correre” è il cuore dello skit. In un’epoca che misura il valore delle persone in velocità, produttività e visibilità, fermarsi diventa un atto controcorrente. Caparezza suggerisce che la corsa perpetua non porta libertà, ma esaurimento. Questo invito verrà completato nel brano successivo, dove al “non correre” si affianca il verbo “cammina”, trasformando il blocco in movimento consapevole.

Dal rumore al silenzio

A livello sonoro, Una Voce (Skit) riduce al minimo l’impatto musicale. È una scelta coerente con il messaggio: per ascoltare davvero, bisogna abbassare il rumore. Qui Caparezza rinuncia alla densità di parole e soluzioni stilistiche per creare uno spazio di quiete, preparando l’ascoltatore a una nuova postura mentale.

Il primo passo del viaggio

Questo intermezzo rappresenta il primo vero passo del viaggio narrato in Exuvia. Non è ancora trasformazione, ma predisposizione alla trasformazione. È il momento in cui il protagonista smette di reagire e inizia ad agire consapevolmente, anche se l’azione è semplicemente il camminare.

Il legame con El Sendero

Una Voce (Skit) è strettamente legato alla traccia successiva. La frase troncata diventa un ponte, una frase sospesa che trova compimento subito dopo. Questo rafforza l’idea che lo skit non sia un riempitivo, ma una vera parte del racconto, indispensabile per comprenderne il senso.

La dimensione spirituale laica

Pur non richiamando esplicitamente il sacro, lo skit ha una dimensione profondamente spirituale. È un momento di ascolto interiore che non passa per dogmi o religioni, ma per il contatto diretto con se stessi. In Exuvia, la spiritualità non è fuga dal mondo, ma rientro in relazione con esso.

Il tempo lento

Il tempo suggerito da questo brano è dilatato. Non c’è urgenza, non c’è scadenza. Camminare implica attenzione, fatica e continuità. È il contrario della fuga descritta poco prima. Caparezza indica così una diversa concezione del cambiamento: non come scatto improvviso, ma come processo.

Identità e ascolto

Ascoltare una voce significa accettare che l’identità non sia monolitica. Dentro ogni individuo esistono più voci, ma solo alcune meritano attenzione. Qui Caparezza suggerisce che la vera guida non arriva dall’esterno, ma da una parte profonda del sé che spesso viene ignorata.

Una pausa necessaria

All’interno dell’album, questo skit funziona come pausa narrativa e terapeutica. Senza di esso, il passaggio verso la parte centrale di Exuvia sarebbe troppo brusco. Serve fermarsi per non portare con sé la frenesia precedente.

Il significato complessivo di Una Voce (Skit)

Il testo di Una Voce (Skit) insegna che non ogni cambiamento nasce dalla velocità. A volte serve fermarsi, tornare sulle proprie tracce e ascoltare una voce antica che invita a rallentare. In questo senso, lo skit è il vero atto fondativo di Exuvia: il momento in cui la fuga diventa cammino, e il rumore lascia spazio all’ascolto.




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