20/02/2026
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Testo e Significato di Up – Low-Red
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Testo “Up”:
[Testo di “Up”]
[Intro]
Prima c’è sempre Mario, poi c’è Low-Red. La cosa che devi ricordare sempre amore mio: prima Mario.
What do you want me to say?
[Strofa 1]
Ci chiedevamo: “Quando andiamo up?”
Ora che un po’ lo siamo, penso quanto durerà
Questa carta colorata, non fa la felicità
Però almeno mi distrae da tutto quello che non va
Diretto al club dentro un van, chiamate perse da ma’
La mia sola eredità è stata la mia identità
Volevo un’opportunità per elevare la città
Vivo per ‘sta roba qua, muoio per ‘sta roba qua
Giuro che ero già una star da prima che se ne accorgеssero
Avevo tutto in testa, vеdevo già il disegno
Tre calendari all’estero, aspettavo il mio momento
Ho trustato il processo, ho una sola direction
[Ritornello]
Ho una sola way, la mia family
Più zeri nella bank, up
Designer, Purosangue Ferrari
Double, double cup
Una sola way, designer
Champs-Élysées, oro Cartier
Una sola way
La mia family, la mia legacy
Vado crazy up, up
[Strofa 2]
Crazy up, stiamo andando crazy up
Nel mio letto una bratz
Non ha il pass per restare più di 24h
Odio fare vincere la mia tossicità
Ma chi viene da giù fa di tutto per stare up
Tutto il giorno punto al top oppure muoio
Buste coi vestiti in Duomo
Primo sardo a fare soldi con la trap
Voglio ispirare la mia gente a spingersi oltre
Yeah, yeah, ad andare up, ah
[Ritornello]
Ho una sola way, la mia family
Più zeri nella bank, up
Designer, Purosangue Ferrari
Double, double cup
Una sola way, designer
Champs-Élysées, oro Cartier
Una sola way
La mia family, la mia legacy
Vado crazy up, up
Possibile significato del testo “Up”:
“Up”: ambizione, identità e riscatto nel manifesto di crescita di Low-Red
Up, prodotta da ilovethisbeat e pubblicata il 20 febbraio 2026 all’interno di MARIO III, è una delle tracce più dichiaratamente autobiografiche di Low-Red. Qui l’artista racconta la sua scalata – non solo musicale, ma personale – mettendo in fila paure, desideri, senso di missione e consapevolezza di provenire dal basso. “Up” non è un semplice flex: è un promemoria di quanto la crescita abbia un costo emotivo e un peso identitario enorme.
Il concetto di “andare up”: obiettivo, mantra e necessità
La domanda che apre il brano – “quando andiamo up?” – è il punto di partenza di tutto. Non è solo successo economico o numerico: “up” qui significa elevarsi, uscire dai limiti del quartiere, superare insicurezze, diventare più grandi di ciò che il contesto permetteva. Low-Red guarda indietro e riconosce che la fame che aveva allora è la stessa che lo muove oggi. La differenza è che ora ha risultati, e questi risultati lo spingono a chiedersi quanto dureranno. Il successo è instabile, fragile, e lui lo sa.
La carta colorata: soldi come distrazione, non soluzione
Quando dice “questa carta colorata non fa la felicità”, Low-Red smonta il cliché trap del denaro come panacea. Il denaro distrae, allevia, anestetizza, ma non guarisce. È una dichiarazione molto più matura di quel che potrebbe sembrare: la ricchezza non ha riparato ciò che c’era prima, ma lo ha reso più gestibile. È un pezzo che parla molto anche ai coetanei che vivono la tensione tra ricerca del successo e mantenimento della salute mentale.
La famiglia come “unica way”
Il ritornello ripete più volte “una sola way”: la family. È un concetto semplice ma potente, soprattutto nel rap italiano moderno. Per Low-Red la famiglia è bussola, fondamento e destinazione finale. In un mondo in cui tutto cambia, in cui i numeri sono instabili e la fama è volatile, la famiglia resta l’unica direzione stabile. Anche qui il flex – designer, Purosangue Ferrari, oro Cartier – è messo accanto a un valore primario affettivo: tutto ciò ha senso solo se condiviso con chi gli ha dato una base quando non aveva nulla.
“Vivere per questa roba, morire per questa roba”
La frase è iperbolica, ma racconta bene la mentalità grind che ha portato Low-Red fino a qui. La sua “roba” – il rap, la musica, il percorso – è ciò per cui ha rinunciato a molto. Significa restare sveglio per anni, lottare contro ansia, rifiuti, porte chiuse. Significa credere nel proprio talento quando nessuno lo vedeva. È anche un modo per dire che non ha piani B: la musica è la sua unica via di fuga e di ascesa.
Identità come unica eredità
“La mia sola eredità è stata la mia identità” è una barra che parla di radici. Low-Red non aveva capitali, non aveva agganci. Aveva solo la propria storia, le proprie cicatrici, la propria mentalità. E proprio quell’identità è ciò che ha trasformato in valore. È anche un commento sociale: molti giovani italiani che provengono da contesti difficili conoscono bene questa sensazione. Non erediti nulla se non te stesso.
La visione prima del successo
Quando dice “ero già una star da prima che se ne accorgessero” racconta una delle dinamiche più vere del percorso artistico: prima dei soldi, prima del pubblico, prima dei numeri, c’è la visione. La sicurezza. L’autoconvincimento. È quella forza mentale che permette di investire anni senza avere conferme immediate. La presenza di “tre calendari all’estero” indica quanta progettualità ci fosse già dietro al percorso, ben prima che esplodesse davvero.
Up come legacy: diventare riferimento per i propri
Nel ritornello e nella seconda strofa, Low-Red parla della propria legacy: “la mia family, la mia legacy”. Per lui andare up non è un atto individualista: è aprire strada a chi verrà dopo. Significa ispirare la sua gente, dare un modello, far vedere che è possibile arrivare in alto anche partendo dal basso. Da qui la barra “voglio ispirare la mia gente a spingersi oltre”: è più di un desiderio personale, è un obiettivo collettivo.
La doppia vita: Mario vs Low-Red
L’intro è fondamentale: “prima c’è Mario, poi c’è Low-Red”. Qui mostra chiaramente la distinzione tra persona e personaggio. Mario è l’uomo, Low-Red è l’icona. Ma è anche un avvertimento: non dimenticare l’uomo dietro l’artista. Il successo può deformare la percezione esterna: molti vedono solo Low-Red, non vedono più Mario. L’intro serve a ribadire la gerarchia identitaria.
Seconda strofa: tossicità, pressioni e auto-consapevolezza
La seconda strofa è più intima. Parla di “odio fare vincere la mia tossicità”: un’ammissione rara nel rap. Sa di avere lati problematici, sa che a volte li lascia prevalere. La frase “chi viene da giù fa di tutto per stare up” spiega tutto: quando vieni dal basso, il rischio di farti consumare dal bisogno di salire è enorme.
Le immagini del testo – la Bratz nel letto, i vestiti comprati in Duomo, il senso di correre sempre verso il top – costruiscono il ritratto di un ragazzo che sta cercando di vivere il suo sogno, ma paga il prezzo di una costante pressione interna.
Il ruolo del denaro nel brano
Il denaro appare ovunque, ma non come elemento di vanto. È uno strumento. “Più zeri nella bank” non è solo ricchezza: è sicurezza, stabilità, conferma che gli anni di sacrifici hanno avuto senso. Allo stesso tempo è una trappola: più cresce il successo, più cresce la paura di perderlo.
“Up” come mantra generazionale
Il brano parla a una generazione che vive in bilico tra ambizione e burnout. Una generazione che vuole salire, migliorare, generare valore, ma che allo stesso tempo non sa quanto costa davvero sentirsi “up”. Low-Red sintetizza perfettamente questo paradosso: euforia e ansia convivono, il successo è un sogno ma anche un rischio, e la strada per arrivarci non è mai semplice.
Perché “Up” funziona
“Up” funziona perché è vero. È sincero. È diretto. Non è un flex vuoto, ma un racconto di crescita durissimo, mascherato da pezzo trap energico. Low-Red si espone, si racconta, si analizza. E nel farlo crea un inno per chi sta provando a salire, per chi sogna di trasformare il proprio contesto, per chi non ha avuto nulla se non la propria identità.
“Up” è un grido di ambizione, ma anche un grido di umanità. È la colonna sonora di chi non vuole più stare giù.
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