Testo e Significato di WE TAKIN OVA – Lito

Testo e significato della canzone "WE TAKIN OVA" di Lito pubblicata il 16/01/2026 contenuta nell'album "LA TRAP NON MUORE MAI" del 16/01/2026.

Cover dell'album 'LA TRAP NON MUORE MAI' di Lito
Cover dell'album 'LA TRAP NON MUORE MAI' di Lito

Testo “WE TAKIN OVA”:

[Testo di “WE TAKIN OVA”]

[Intro]
(Yeah)
It’s Lito, baby
(Pow)
Hahahahaha
(Ahahahah)
The fucking glo boys
(Grreh, grreh)
This is the type of music that makes the roof falling over your fucking head

[Ritornello]
Il mio amico fa roba [?] il tuo amico è tutto in roba (Pow)
Sono Mr. Glo, piacere, tu sei Mr. cosa? (Chi cazzo sei?)
We taking over, facciamo la storia (Let’s go)
Non ho quindic’anni, cazzo, non sporco la soda (Yeah, yeah, yeah, yeah)
Sloppy così forte, tremo, ma non sono in roba (Muah)
Sono Mr. Glo, piacere, tu sei Mr. cosa? (Chi cazzo sei?)
“È un po’ vergognoso non aver finito scuola” (What?)
Sì, ma sai che cosa? (Ah) La mia carta è viola (Ahahahah)

[Strofa]
E sto sulla mia merda, baby, sto sulla mia gloria (You know)
Questo struggle pesa, sembra un cavallo da soma (Cazzo se pesa)
Se apro FL Studio, il tuo producer va in coma (Chi? Chi?)
Ho fatto solo un EP, in giro c’ho più di un sosia (Bang, bang, bang, bang)
Mercedes nero nella via, no Toyota (Skrrt, skrrt)
Tu mi sembri proprio un cazzo di Giuda Iscariota (Sembri un infame)
Per rintracciarmi non ti basterà un sonar (Nah, nah, nah, nah)
Ho barre così calde che quest’Aston si infuoca (Poh, poh, poh)
Volevi cambiar l’industria e ora sei la sua troia (Come mai?)
Vengo da via Padova, non vengo da Moscova (No, non ci vado)
We taking over, facciamo la storia
Real trap music, mo tutta l’Italia copia (Bang, bang, bang)

[Ritornello]
Il mio amico fa roba [?] il tuo amico è tutto in roba (Pow)
Sono Mr. Glo, piacere, tu sei Mr. cosa? (Chi cazzo sei?)
We taking over (Pow), facciamo la storia (Let’s go)
Non ho quindic’anni, cazzo, non sporco la soda (Yeah, yeah, yeah, yeah)
Sloppy così forte, tremo, ma non sono in roba (Muah)
Sono Mr. Glo, piacere, tu sei Mr. cosa? (Chi cazzo sei?)
“È un po’ vergognoso non aver finito scuola” (What?)
Sì, ma sai che cosa? (Ah) La mia carta è viola (Ahahahah)


Possibile significato del testo “WE TAKIN OVA”:

“WE TAKIN OVA”: dichiarazione di dominio e identità trap

“WE TAKIN OVA” è un manifesto di potere, appartenenza e rivalsa, nel quale Lito rivendica il proprio posto nella scena rap italiano. Pubblicato il 16 gennaio 2026 come parte dell’album LA TRAP NON MUORE MAI, il brano arriva in un momento in cui la trap italiana sta vivendo un nuovo ciclo evolutivo, più crudo, più diretto, più identitario. Lito, unico autore e produttore del pezzo, costruisce un racconto che mescola tono aggressivo, autoaffermazione e riferimenti alla sua quotidianità. A differenza di altri artisti che attenuano i propri testi per ampliarsi al mainstream, Lito sceglie un linguaggio senza filtri, coerente con la tradizione del genere. Questa scelta rispecchia ciò che l’artista aveva già mostrato in tracce come la title track dell’album, dove la trap è presentata come linguaggio di resistenza e sopravvivenza.

L’idea di “taking over”: potere, visibilità e status

Il ritornello introduce subito il cuore del brano: il concetto di “taking over”, ovvero prendere il controllo. Qui non si parla solo di notorietà, ma di credibilità costruita dal basso, attraverso un percorso reale e riconoscibile. Lito contrappone il suo “amico che fa roba” alla superficialità “del tuo amico tutto in roba”, distinguendo la vita autentica dai cliché. La figura di Mr. Glo funziona come maschera identitaria, richiamando l’estetica delle gang americane e la tradizione della Glo Gang di Chief Keef, già presente come influenza nell’intero album.

La carta viola e la scuola: il tema del riscatto

Una delle barre più evidenti nel ritornello è: “È un po’ vergognoso non aver finito scuolama la mia carta è viola”. In due righe Lito mette in opposizione morale sociale e successo economico. La “carta viola” (una carta di credito di fascia alta) diventa simbolo di redenzione e prova materiale del riscatto: nella visione dell’artista, il sistema non ha dato nulla, ma lui ha trovato un modo, tramite la musica, per ribaltare la narrativa. Questo riflette il discorso che attraversa tutto l’album, in cui la trap è presentata come via alternativa e reale per emergere da contesti complessi.

Strofa: il peso dello “struggle” e la tecnica del dominio

La strofa inizia con una dichiarazione identitaria: “sto sulla mia merda”, cioè sto sulla mia strada, sul mio mondo. Il termine “struggle” viene associato a un “cavallo da soma”, immagine estremamente concreta che sottolinea quanto il percorso dell’artista sia stato faticoso. Entra poi in gioco la competizione tecnica: “Se apro FL Studio, il tuo producer va in coma”, barra che oltre a vantarsi del proprio talento, ribadisce il ruolo attivo di Lito come produttore del brano stesso. L’intera traccia vuole dimostrare che non c’è nulla di costruito: tutto quello che si sente arriva dalla sua mano, dalla sua storia, dal suo vissuto.

Via Padova vs Moscova: due mondi opposti

Quando Lito dice “Vengo da via Padova, non vengo da Moscova” contrappone due zone simboliche di Milano: una popolare, multiculturale, dura; l’altra ricca, patinata e borghese. È un modo per ribadire autenticità, distacco dalla Milano benestante e orgoglio delle sue radici. Queste immagini territoriali sono fondamentali per comprendere il significato del pezzo: Lito non vuole essere confuso con chi “gioca” a fare il rapper. La provenienza è un marchio di credibilità.

Tradimento e industria: “volevi cambiare l’industria…”

Nella barra “Volevi cambiar l’industria e ora sei la sua troia”, Lito parla del tema dell’integrità. Critica chi, partito con ideali rivoluzionari, finisce poi per diventare prodotto dell’industria stessa. In un periodo in cui molti artisti sono accusati di essersi “venduti” per mantenere numeri e rilevanza, questa frase diventa uno statement preciso: Lito rivendica di non essersi piegato, mantenendo un’identità cruda e indipendente.

Real trap music: l’eredità e la copia

Real trap music, ora tutta l’Italia copia” è la linea che lega il brano al progetto più ampio. Nell’album LA TRAP NON MUORE MAI il discorso è chiaro: Lito considera la trap un linguaggio originale, nato per raccontare il reale, e accusa l’industria di replicare formule vuote. Questa critica è coerente con molte review che riconoscono il legame del rapper con sonorità aggressive, vicine alla scuola di Chicago e alla scena drill.

Autoironia, clone e successo: “in giro c’ho più di un sosia”

Il riferimento ai “sosia” è ironico e rappresenta insieme successo e saturazione dell’immagine. Più sali, più la gente prova a imitarti. Nella logica del rap, essere imitato è un segnale di dominio culturale.

Velocità, lusso e identità visiva

L’Aston che “si infuoca”, la Mercedes nera, l’opposizione alla Toyota: tutto dialoga con l’immaginario visivo tipico della trap, che usa veicoli costosi come metafora di potere. Qui però l’estetica non è fine a sé stessa: ogni elemento serve a raccontare uno stile di vita ottenuto contro ogni pronostico. Anche elementi come “sloppy”, “soda”, “roba” derivano dal linguaggio della trap americana, ma vengono riadattati al contesto milanese.

“We taking over”: un gancio generazionale

La frase che dà titolo al brano non è solo un hook: è un motto generazionale, un “noi” che unisce chi è cresciuto nella scena e oggi sta reclamando spazio. Nel 2026 la trap è tornata centro della cultura urban italiana, nonostante anni di critiche. Lito incarna questa resilienza, mostrando che la trap non solo non è morta, ma sta “riprendendo” la scena – concetto in linea con le dichiarazioni del progetto intero.

Temi ricorrenti e lettura complessiva

L’intero testo ruota intorno a tre assi: autenticità, lotta, dominio. Le barre non cercano di insegnare nulla, ma testimoniano la strada percorsa dall’artista. La produzione minimale ma incisiva (firmata dallo stesso Lito) contribuisce a tenere le parole in primo piano.

Perché il brano funziona

Lito riesce ad allineare estetica, linguaggio e credibilità. Ogni immagine è un mattone nella costruzione di un’identità forte, coerente e riconoscibile. In un’Italia dove la trap si è spesso annacquata, “WE TAKIN OVA” si presenta come dichiarazione d’assedio: non solo un brano, ma un simbolo di riappropriazione culturale.




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