Caricamento in corso
×

Testo e Significato di DATABANK – Khodi


🔥 Scopri DATABANK di Khodi su Amazon Music / CD / Vinili

Testo e significato della canzone "DATABANK" di Khodi pubblicata il 06/03/2026.

Foto di Khodi, artista con ruolo nel rap italiano
Khodi - profilo e contributo alla scena rap italiana

Testo "DATABANK":

[Testo di "Databank"]

[Intro]
Ddusi mi dà un beat, lo prometto glielo fumo (Uuh)
Ah ah, ah-ah, ah-ah
Ah, ah

[Strofa 1]
Roulotte e cucine, monto il gancio traino
Sedile a due fodere e imbosco lo zaino
Un Thompson, un Williamson lo chiamo Zion
Si suonando come Michael, si suonando
Si, si, facciamolo io e Manny fanno, vuol dire facciamolo
Amo così tanto il Wockhardt che so scriverlo al contrario
Rotti come un ottamaio
Tiro fuori i numeri dal dizionario
Serviva uno spacciatore e mi sono offerto volontario
Ho più gas di un benzinaio
Più troie di un miliardario
Lavoro come un operaio
Mi serviva arrotondare, ne ho messo un centinaio
Grizzly si muove come un vespaio
Verserò in tasse come un tributario
Emetto sentenze come un tribunale
Vendo le pillole senza triennale
Tar, tar, tram, tram, ho cose da fare
Lexus, Lexus, Nexus, mi lavo le mani prima di contarli
Perché non li voglio più sporcare (Aah)

[Ritornello]
Prendo la bag, svolto la bag
Riempo la bag, sono selfish
Il money counter fa lo spelling
Il giro è sporco, non è rally
Nelle case rosse, nelle case rotte
Nelle case come Jimi Hendrix
Alle favelas come Endrick
Illuminato come Frederick

[Post-Ritornello]
Sotto perc, sotto blue, sotto meth, sotto tune
[?] block su YouTube da broke alle biggie news
Grizzly è dentro il databank c'ho più file di Epstein
Grizzly è dentro il databank c'ho più file di Epstein

[Strofa 2]
Sono cauto perché non c'è la cauzione
Fumo e recco col pastone
Bevo come un ubriacone
Salgo come un ascensore
Prendo come un usurpatore
La sto scegliendo come un fonditore
Sopra i treni come un controllore
Stiamo entrando nei telefoni come un gestore (brr)
Ike Bird, sto volando in alto come Larry
Tyron, cinta bag, più polo Fred Perry
IPhone, li tengo chiusi come BlackBerry
Nylon, blu, blu chelsea come John Terry
Derby, nel club sembro un terminale perchè ho il braccialetto rosso
Ora la merda è virale, sta girando come un pollo
Al confine doganale con tutta la droga addosso
Fermo in perquisa stradale multa il doppio il super bollo

[Ritornello]
Prendo la bag, svolto la bag
Riempo la bag, sono selfish
Il money counter fa lo spelling
Il giro è sporco, non è rally
Nelle case rosse, nelle case rotte
Nelle case come Jimi Hendrix
Alle favelas come Endrick
Illuminato come Frederick

[Post-Ritornello]
Sotto perc, sotto blue sotto meth, sotto tune
[?] block su Yt da broke alle Biggie News
Grizzly è dentro il databank c'ho più file di Epstein
Grizzly è dentro il databank c'ho più file di Epstein

[Outro]
Sotto perc, sotto blue sotto meth, sotto tune
[?] block su Yt da broke alle Biggie News
Grizzly è dentro il databank c'ho più file di Epstein


🧩 Scopri remix, versioni e bundle di DATABANK di Khodi su Amazon

Possibile significato del testo di "DATABANK":

Una traccia che racconta strada, caos e autocontrollo

“DATABANK” di Khodi, prodotta da Ddusi e pubblicata nel 2026, è un brano che cattura l’essenza più ruvida del rap italiano contemporaneo. Il titolo rimanda a un archivio digitale, un luogo dove informazioni, nomi e segreti vengono registrati come file. Nel contesto della canzone, il “databank” diventa una metafora del passato, delle esperienze accumulate e delle tracce lasciate dal protagonista nel suo ambiente. Ciò che emerge fin da subito è un racconto fitto di immagini, riferimenti culturali e vita di strada, narrato con un’energia frenetica e un linguaggio diretto, tipico dello stile di Khodi.

Il beat di Ddusi e l’atmosfera che apre il brano

L’intro mette subito in chiaro il mood: Khodi riceve il beat e promette di “fumarlo”, un’espressione che nel gergo rap indica il far proprio un suono e dominarlo con il flow. Le vocali spezzate e le risate nel background creano un clima caotico e adrenalinico. È l’anticamera perfetta per una strofa serrata, piena di riferimenti a oggetti, persone, situazioni che costruiscono l’immaginario dell’artista. Il beat di Ddusi è scuro, ritmato, tagliente, e al tempo stesso lascia spazio alle parole, facendole emergere con ancora più forza.

La prima strofa: un mosaico di immagini e ruoli

La strofa d’apertura è un vortice di dettagli: roulotte, cucine, zaini nascosti, sedili con doppia fodera. Khodi evoca un mondo di movimento continuo, quasi nomade, dove l’essenziale sta nello zaino e tutto il resto è accessorio. Le citazioni a Thompson e Williamson, ribattezzati “Zion”, potrebbero rimandare a figure atletiche o simboliche, usate come metafore di forza e ascensione. Il paragone con Michael (presumibilmente Michael Jordan o Michael Jackson) aggiunge un altro livello di grandezza e sicurezza nel proprio talento.

La frase “Amo così tanto il Wockhardt che so scriverlo al contrario” è una provocazione ironica sul tema degli sciroppi e delle sostanze, un cliché del rap trap contemporaneo che Khodi inserisce con leggerezza ma consapevolezza. Le immagini successive oscillano tra umorismo (“rotti come un ottamaio”) e riferimenti alla strada (“serviva uno spacciatore e mi sono offerto volontario”). È un racconto che alterna verità, esagerazione, autoironia e voglia di mostrare come la propria vita sia stata sempre un mix di lavoro, caos e sopravvivenza.

Gas, soldi e lavoro: la doppia faccia della strada

Versi come “ho più gas di un benzinaio”, “più troie di un miliardario” e “lavoro come un operaio” raccontano una contraddizione tipica del rap moderno: la volontà di emergere, di fare soldi, di cambiare vita, ma allo stesso tempo l’impossibilità di staccarsi del tutto dalla fatica quotidiana. Khodi descrive un ritmo di vita che non concede pause. Lavoro manuale, street hustle e necessità economiche convivono senza soluzione di continuità.

La frase “mi serviva arrotondare, ne ho messo un centinaio” enfatizza quella sensazione di doversi arrangiare sempre, aggiungere qualcosa per chiudere il mese, inventarsi modi per sopravvivere. È un riflesso di una realtà economica italiana spesso dura, soprattutto per chi cresce in certi quartieri. Khodi racconta questa frenesia senza vittimismo, come se fosse semplicemente una componente naturale della sua vita.

La costruzione del personaggio “Grizzly”

“Grizzly” compare più volte nel brano ed è rappresentato come una figura pesante, minacciosa, sempre attiva. Si muove “come un vespaio”, è dentro il databank, ha “più file di Epstein”. L’analogia con Epstein non va letta in senso letterale, ma come immagine d’impatto: un archivio pieno, fitto, che contiene tutto quello che Grizzly ha fatto, visto e vissuto. È come dire: ho una storia enorme, ho materiali e ricordi che nessuno può capire fino in fondo.

Il databank diventa quindi un contenitore simbolico del passato di Khodi e delle persone che lo circondano. Non un archivio digitale reale, ma un archivio mentale, un insieme di dati che raccontano la sua strada.

Il ritornello: soldi, movimento e luoghi che definiscono identità

Il ritornello è costruito su un linguaggio diretto: prendere la bag, riempirla, svoltarla. È un ciclo continuo di guadagno, spesa e reinvestimento, una routine tipica del rap trap, ma qui raccontata con un tono più sporco e reale. Khodi si definisce “selfish”, cioè egoista, non in senso morale ma come affermazione di sopravvivenza: nella sua realtà bisogna pensare prima a sé stessi per non farsi schiacciare.

I riferimenti alle “case rosse”, “case rotte”, Jimi Hendrix e Endrick costruiscono un immaginario di contrasti: dai palazzi popolari alla grande musica, dalle periferie alle nuove star del calcio. Ciò che unisce tutto è la volontà di emergere, di brillare anche quando il contesto sembra remarti contro. “Illuminato come Frederick” potrebbe essere un riferimento semi-ironico a figure iconiche di determinazione.

Il post-ritornello e la dimensione tossica del contesto

La parte successiva elenca una serie di sostanze (“perc, blue, meth”) che dipingono un ambiente in cui è normale vedere persone sotto effetti di droghe, tune e suoni distorti. La frase su YouTube, dal “broke alle biggie news”, descrive la crescita improvvisa, la visibilità che arriva all’improvviso, spesso per motivi passeggeri. Il passaggio dal nulla alla notorietà digitale è raccontato come un salto brusco, quasi incontrollabile.

L’idea del databank che contiene più file di Epstein è ripetuta per sottolineare come Khodi abbia un passato pieno di episodi, dettagli e storie da raccontare. Ogni file è una parte di sé, un’esperienza lasciata indietro ma sempre accessibile.

La seconda strofa: cautela, scalata e identità street

La seconda strofa si apre con la parola “cauto”: Khodi sa che quello che fa comporta rischi reali. Non c’è cauzione, non c’è via d’uscita facile. La sua vita è un equilibrio costante tra lavoro, pericoli e scelte sbagliate da evitare. L’uso di metafore come “salgo come un ascensore” o “prendo come un usurpatore” esprime l’ambizione di scalare posizioni, anche quando il percorso è tortuoso.

I riferimenti a marchi, squadre e personaggi famosi (Larry Bird, Fred Perry, John Terry) creano un immaginario di stile e forza, mescolando sport, moda e personalità forti. Quando dice di sembrare “un terminale con il braccialetto rosso”, probabilmente allude a uno stato di controllo, monitoraggio o malessere, una condizione di sorveglianza continua che accompagna chi vive realtà complicate.

La chiusura: droga, confini e conseguenze

Khodi chiude il brano con una serie di immagini molto crude: droga alla dogana, perquisizioni stradali, multe salate. È il lato finale della vita di chi si muove in certi ambienti, il momento in cui tutto può crollare. Non c’è romanticismo, solo consapevolezza dei rischi. La ripetizione del post-ritornello nell’outro serve a ribadire il peso del contesto: chi è “sotto” non vede alternative, naviga tra caos, sostanze e tentativi di emergere.

Il significato complessivo di “DATABANK”

“DATABANK” è un brano ruvido, diretto, una fotografia grezza della realtà vissuta da Khodi e dal suo cerchio. Il databank non è un archivio digitale, ma una memoria collettiva di esperienze dure, errori, rischi e momenti che hanno lasciato segni profondi. La produzione di Ddusi accompagna perfettamente il racconto, creando un ambiente sonoro cupo e sincopato in cui Khodi può esprimere senza filtri la sua autenticità. È una traccia che parla a chi conosce certe dinamiche, ma anche a chi vuole capire cosa si nasconde dietro la superficie del rap italiano più crudo.



Se vuoi leggere altri testi e significati delle canzoni visita la nostra sezione dedicata ai testi di canzoni rap. Scopri discografie, album, crediti e molto altro di Khodi ed altri artisti. Non perderti i contenuti extra: seguici subito su Facebook e Instagram!


🛍️ Esplora DATABANK ed altre canzoni di Khodi su Amazon