1992
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Testo di Il pendolino – Assalti Frontali
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Testo "Il pendolino":
Mi hanno chiamato pendolino
Né un treno, né n'aereo
Progettato fra gli zeri messi in fila dei miliardi
Da Roma capitale a Milano da bere
Ogni giorno mezza Italia a 300 silenzioso
30.000 tonnellate di babbioni sui sedili
Ogni giorno ogni notte sono troppe!
Non sopporto più i telefoni portatili
Il doppiopetto e la cravatta, i panegirici
Di industriali emergenti o di vaticanisti
Odio i rossetti, i sorrisi educati, odio i trucchi
Le sentenze dall'alto
Le questioni di fica o di vita mondana
Quanti salotti sui sedili tutte le mattine
Oscene scuregge al "cacharel" sulle foderine
Ho un sogno: incrociare le braccia
Ah, ah, che dico, le rotaie incrociate come freccia
Quando passo non ho tempo è l'orario ferroviario
Ragazzi e ragazze colorano le mura c'è musica al binario
Ho un sogno guardo e non mi fermo
Raggi di sole nella corsa ruggisco
Veloce, veloce senza mai fermarmi
Le rotaie lì
Ma io non posso scordarli
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