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Testo e Significato di Io sono il viaggio – Caparezza


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Testo e significato della canzone "Io sono il viaggio" di Caparezza pubblicata il 09/10/2025 contenuta nell'album "Orbit Orbit" del 31/10/2025.

Cover dell'album 'Orbit Orbit' di Caparezza
Cover dell'album 'Orbit Orbit' di Caparezza

Testo "Io sono il viaggio":

[Testo di "Io sono il viaggio"]

[Strofa 1]
(Go) Lenti o rapidi mezzi, (Go) venti cambi o diretti
(Go) Stessa meta fatale, sì, ma itinerari diversi
(Go) Sogno un viaggio di Melville, (Go) non un cargo di merci
(Go) La mia vita per Moby Dick e non per un paio di pesci
Gattonando mi metto in piedi, come sugli stemmi il gattopardo
Anche in alto mare l'arte è la polare, l'ho seguita per i cieli come un astrolabio
Giovane Aldobrando, lascio casa e corro il mondo
Nel vagone dormo in corridoio, sono passeggero come il broncio
Sogno e il punto di vista si allarga se dall'astronave mi sporgo
Imparo che non c'è disfatta se posso premiare lo sforzo
Comе lo pterosauro di Arzach, ho un personaggio sul dorso
Voglio levarlo di dosso, voglio vagarе nel cosmo
Sopporto le attese, imparo ad amare il raccolto e il maggese
Io, Corto Maltese che osserva i gabbiani dal porto in paese
Ho capito che per ogni capolinea
C'è un nuovo biglietto che fa capolino
Scriverò sul retro della cartolina

[Ritornello]
Io sono il viaggio
Sono il bagaglio
Sono il distacco
Sono il traguardo
Io sono il viaggio
Sono il bagaglio
Sono il distacco
Sono il traguardo
Io sono

[Strofa 2]
Sono un naufrago sfinito, faccia nella sabbia
Le sirene ancora strillano la mia condanna
Seguo croci sulla mappa di quest'audiogramma
Sono Atlantide che sta sprofondando sott'acqua
Non lasciarmi qui, per pietà, dammi ancora sfide e maree
Dio, sia fatta la tua volontà, ma fammi capire qual è
Io sono stato i sandali del pellegrino perso in un deserto come il Kalahari
Sono stato sabbia lungo il mio cammino quando inaridivo come certi intellettuali
Sono il mozzo e il capitano sul ponte
Sono morto e poi rinato più volte
Piccolo principe, giovane Holden
Sono il vecchio che va in mare e sfida ancora le onde
E imploro Prometeo che mi riporti il fuoco
In fondo ho da riversare otri d'inchiostro
Indosso i panni di Phileas Fogg e mi involo
Approdo per ripartire di nuovo

[Pre-Ritornello]
Io sono il viaggio
Sono il distacco
Io sono il viaggio
Sono il traguardo

[Ritornello]
Io sono il viaggio
Sono il bagaglio
Sono il distacco
Sono il traguardo
Io sono il viaggio
Sono il bagaglio
Sono il distacco
Sono il traguardo

[Outro]
New dream, new place, new goal, new destiny
New day, new life, new love, new identity
New sun, new star, new planetary landing
New sun, new star, new planetary landing
New dream, new place, new goal, new destiny
New day, new life, new love, new identity
New sun, new star, new planetary landing
New sun, new star, new planetary landing


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Possibile significato del testo di "Io sono il viaggio":

Con Io sono il viaggio, Caparezza apre l’universo narrativo di Orbit Orbit dichiarando fin da subito il cuore concettuale dell’intero progetto: il viaggio non è una meta da raggiungere, ma una condizione da abitare. Il testo, uscito il 9 ottobre 2025 come primo singolo dell’album, si presenta come una lunga cartografia esistenziale in cui la vita, la carriera, la crisi creativa e la rinascita coincidono. Il significato del brano emerge nella sua ambizione totale: raccontare l’essere umano come percorso in continuo mutamento, fatto di partenze, soste, naufragi, ripartenze e cambi di prospettiva.

Il viaggio come metafora della vita

L’idea portante del brano è che ogni esistenza sia un itinerario irripetibile. Caparezza mette subito in chiaro che l’arrivo finale è comune a tutti, ma le rotte sono diverse. C’è chi accelera, chi rallenta, chi devia, chi torna indietro. La vita non viene raccontata come una linea retta ma come un sistema di incroci, venti contrari e ripartenze continue. In questo senso, il viaggio non è solo uno spostamento fisico o spaziale, ma un processo di trasformazione interiore.

Arte come bussola

Nel pieno della navigazione, l’arte diventa il riferimento assoluto. Caparezza la descrive come una stella polare che orienta anche quando tutto intorno è instabile. Nei momenti di crisi, di smarrimento o di “alto mare”, la creatività resta l’unico punto fermo. Non è un’arte decorativa o consolatoria, ma un mezzo di orientamento che permette di non perdere la rotta, come uno strumento antico che guida fra cielo e mare.

Lasciare casa e crescere

Il viaggio inizia con il distacco dall’infanzia e dalla zona di sicurezza. Caparezza richiama l’idea del racconto di formazione: crescere implica partire, correre il mondo, attraversare difficoltà e prove. L’immagine del giovane che lascia casa restituisce un senso di bisogno vitale di movimento, di esplorazione, di scoperta di sé. Non si cresce restando fermi.

Essere passeggeri scomodi

Nel vagone della vita, Caparezza non occupa un posto comodo. Si definisce passeggero, non conducente, spesso relegato ai margini. Questa posizione scomoda riflette la sua carriera musicale: mai completamente allineato, mai davvero contenibile in un genere o in un format. Essere passeggeri significa osservare, attraversare, ma anche sopportare l’instabilità e l’assenza di controllo.

Cambiare punto di vista

Quando il protagonista si sporge dall’astronave, il punto di vista si allarga. È il primo accenno al distacco necessario per comprendere davvero ciò che si vive. Guardare da lontano permette di cogliere connessioni invisibili da vicino. Questo gesto racconta il valore del coraggio: sporgersi significa rischiare, ma anche accedere a una visione più ampia.

Lo sforzo come vittoria

Uno dei messaggi più maturi del brano riguarda il fallimento. Caparezza afferma che non c’è vera disfatta quando si è stati capaci di premiare il proprio impegno. Il successo non coincide con il risultato finale, ma con l’energia investita nel percorso. Questa visione sottrae potere al giudizio esterno e restituisce centralità alla relazione con se stessi.

Il personaggio come peso

Il riferimento al personaggio da portarsi sul dorso mette a fuoco uno dei temi più ricorrenti nella discografia di Caparezza: il rapporto conflittuale con l’immagine pubblica. Qui il personaggio è un ingombro, non un’identità. Liberarsene non significa negare il passato, ma smettere di aderire a un ruolo imposto o autoimposto per essere accettati.

L’attesa e il maggese

Caparezza rivendica il valore delle pause. Come la terra lasciata a riposo, anche l’essere umano ha bisogno di tempi morti per tornare fertile. Le attese non sono vuoti, ma preparazioni. È una riflessione che riguarda il ciclo creativo, ma anche la vita in generale: non tutto produce frutto subito.

Corto Maltese e lo sguardo sul mondo

Il riferimento a Corto Maltese rafforza l’immaginario del viaggiatore libero e solitario. Osservare i gabbiani dal porto significa essere sempre sul confine tra la partenza e la permanenza. Caparezza si colloca in quello spazio intermedio, mai completamente ancorato, mai definitivamente in fuga.

Ogni fine è un inizio

Il capolinea non è una chiusura, ma un’occasione per acquistare un nuovo biglietto. Ogni trasformazione genera un’altra fase del viaggio. Questo concetto attraversa tutta la carriera dell’artista e trova qui una formulazione esplicita e luminosa.

Il naufragio come passaggio

La seconda strofa introduce il naufragio. Essere sconfitti, stanchi, con il volto nella sabbia non è la fine, ma un momento di attraversamento. Il naufrago è colui che ha lottato e ora deve trovare nuove forze. In questo stato emergono le sirene, intese come tentazioni, condanne, ma anche come rumori interiori persistenti.

Udito, memoria e orientamento

Seguire le croci su una mappa che richiama un audiogramma trasforma una condizione fisica in geografia simbolica. La perdita uditiva diventa parte dell’itinerario, segnata come un percorso da attraversare. Anche il limite fisico entra nel racconto del viaggio.

Atlantide che affonda

Paragonarsi ad Atlantide che sprofonda significa raccontare una fase di perdita e di isolamento. L’acqua ovatta i suoni, come accade quando l’udito viene meno. È un’immagine potente che fonde mito, esperienza personale e percezione sensoriale.

Invocare nuove prove

Nel momento più fragile, Caparezza non chiede salvezza, ma nuove sfide. Vuole maree, movimento, cambiamento. Anche il riferimento al divino è privo di sottomissione passiva: accettare il destino non significa rinunciare alla comprensione.

Essere strumento del cammino

Identificarsi con i sandali del pellegrino e con la sabbia del deserto significa riconoscersi come parte attiva e passiva del proprio percorso. Si è allo stesso tempo mezzo e ostacolo, sostegno e difficoltà. Questa ambivalenza compone un’immagine estremamente umana.

Mozzo e capitano

Essere entrambi sul ponte racconta l’alternanza di controllo e impotenza che caratterizza la vita. A volte si guida, altre si obbedisce agli eventi. Il viaggio non è mai governabile al cento per cento.

Il fuoco creativo

L’invocazione a Prometeo riporta al centro la creatività. Il fuoco rappresenta l’energia vitale, la voglia di dire, di creare, di immaginare. Caparezza sente di avere ancora molto inchiostro da versare e chiede a se stesso di non rinunciare a quella fiamma.

Tutte le età in una sola voce

Piccolo Principe, Holden e il vecchio in mare rappresentano infanzia, adolescenza e maturità. Caparezza le incarna tutte insieme, mostrando come il viaggio umano non cancelli le fasi precedenti ma le sommatoria.

Identità in movimento

Nel ritornello l’artista si definisce viaggio, bagaglio, distacco e traguardo. È insieme ciò che si muove, ciò che si porta, ciò che si lascia e ciò che si diventa. L’identità non è fissa, è processo.

L’outro come nuovo inizio

La ripetizione ossessiva di “new” nell’outro sancisce una ripartenza netta. Nuovi sogni, luoghi, obiettivi e identità. Il viaggio non si chiude, cambia coordinate. Il brano si spegne non su una fine, ma su un atterraggio pronto a diventare decollo.

Il significato complessivo di Io sono il viaggio

Il testo di Io sono il viaggio è un manifesto adulto sulla trasformazione. Caparezza non cerca risposte definitive, ma accetta la complessità del divenire. Essere il viaggio significa farsi carico di tutte le proprie tappe, senza negare nulla. Il significato del brano è questo: non siamo diretti verso qualcosa, siamo già dentro ciò che conta.



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