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Testo e Significato di Mamma – Nabi ft. Mama (ITA)


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Testo e significato della canzone "Mamma" di Nabi ft. Mama (ITA) pubblicata il 12/07/2024 contenuta nell'album "ZÉPECK" del 12/07/2024.

Cover dell'album 'ZÉPECK' di Nabi
Cover dell'album 'ZÉPECK' di Nabi

Testo "Mamma":

[Testo di "Mamma" ft. Mama]

[Intro: Nabi, Mama]
Ti svegli alle sette
E vai su in città
A far le otto ore
Al padrone, come sempre (Mhm, mhm, mhm)

[Strofa 1: Nabi]
Sono in 'sto gioco per scoparvi, non per competere
Vivo a mio modo e nel mio mondo, con le mie regole
L'ultimo buco e sono a posto, poi posso smettere
L'ultimo giorno in cui mi sporco, son pronto a splendere
Quando si ricorre alle armi è tardi per smettere
Ma lo capisci da più grande tra pacchi di siga' e lettere
Ne ho sprecati di anni solo per spеndere
Ripenso a quando prima non ci sеparava niente
Sanguinerò, l'ho messo in conto, goderò dopo
Come tutto ciò che va in tasca, ti arriva dopo
Penso a prendermi la mia fetta, al resto penso un altro giorno
Poi starò nel mio, basta che non mi stiate addosso
Qualunque problema lo risolvo da solo
Sono re nel mio mondo e me la vivo a mio modo
Basta guadagnare e tutti cambiano tono
Non mi serve, grazie, già sto per prendere il volo, eh

[Pre-Ritornello: Mama]
Deux s'condes et j'tombe dans le noir quando siamo da soli
C'est possible moi j'y crois si avvereranno i miei sogni
Forse non servirà urlare in un mondo di sordi
Niente mi fermerà, ci proverò a tutti i costi

[Ritornello: Nabi, Nabi & Mama]
Io che in testa ho un posto al caldo, mamma
I piedi in acqua nella baia, mamma
Sputo sangue, ingoio rabbia, mamma
Me la vivo, non mi stancherò mai
Io che in testa ho un posto al caldo, mamma
I piedi in acqua nella baia, mamma
So che un giorno toccherà a te, mamma
Me la vivo, non mi stancherò mai, eh

[Strofa 2: Nabi, Nabi & Mama]
Vita mi insegna, ho visto mille vostre facce, voi
Portate rispetto soltanto sotto minaccia
Non trovo un lato buono di voi che esca fuori in risalto
Io son troppo trasparente, non so fingere che vada bene
A volte fa bene sentirsi dire: "Sei un grande"
A volte fa bene poter togliere le maschere
A volte ci provo, credo di poterlo fare
Però ho così poco bene dentro, è meglio non sprecarne
Sarai la crisi, un giorno saprai di me
Ne ho mangiata di merda e ne è cambiata di gente
Ho ancora i brividi se ripenso a te
Grazie a Dio adesso ho il coraggio di non provare più niente
Sarai la crisi, un giorno saprai di me
Ne ho mangiata di merda e ne è cambiata di genteHo ancora i brividi se ripenso a te
Grazie a Dio adesso ho il coraggio di non provare più niente

[Ritornello: Nabi, Nabi & Mama]
Io che in testa ho un posto al caldo, mamma
I piedi in acqua nella baia, mamma
Sputo sangue, ingoio rabbia, mamma
Me la vivo, non mi stancherò mai
Io che in testa ho un posto al caldo, mamma
I piedi in acqua nella baia, mamma
So che un giorno toccherà a te, mamma
Me la vivo, non mi stancherò mai

[Outro: Mama, Nabi]
Vento che mi strappa il cuore
Quante cose avrei da dirti
Lacrime, pianti e dolore
Vorrei solo ritrovarmi
Mi sento così fragile
Il buio ci ha separati
Cerco tra le nuvole
Ricordi dei tuoi sguardi (Mhm, mhm, mhm)


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Possibile significato del testo di "Mamma":

Perché “Mamma” parla dritto allo stomaco: sangue, voce e riscatto

Dentro ZÉPECK (12/07/2024), “Mamma” è una pagina di diario che Nabi condivide con chi ascolta, ma prima ancora con sé stesso e con sua madre (Mama), presente in voce. È un brano che mette insieme radici guineane, vissuto in Italia e una fame di riscatto che si traduce in frasi nude. Il testo alterna ferocia e tenerezza: da una parte la strada e le sue regole, dall’altra la figura materna come faro. Il significato si gioca su questa soglia: diventare adulto senza perdere il filo con chi ti ha insegnato a stare in piedi.

Una madre in studio: non un campionamento, una presenza

Il pezzo ha una particolarità rara: la voce femminile non è un featuring di rito, ma la mamma di Nabi. Il timbro caldo che apre e chiude il brano non è un orpello: è l’origine del racconto. L’idea che quell’intro riprenda canti di gioventù della madre illumina un dettaglio decisivo del testo: qui non si sta ricreando un personaggio, si sta registrando una relazione. Il significato esce dal formato rap standard e allarga il campo: il rap come luogo dove l’intimità familiare si fa patrimonio pubblico, con rispetto.

“Ti svegli alle sette… al padrone”: lavoro, sacrificio e memoria

Le primissime frasi dipingono una scena operaia: sveglia presto, otto ore “al padrone”, la routine che macina. Questa immagine incolla la canzone a un’Italia concreta, popolare. Non è nostalgismo: è memoria di una fatica reale che ha pagato il biglietto per i sogni del figlio. Nel testo, la madre non è solo affetto: è struttura, turno, autosacrificio. Il significato è una dichiarazione di riconoscenza: se oggi il figlio corre, è perché qualcuno prima ha tenuto fermo il volante.

Strofa 1: sete di ascesa, errori e conti aperti

La prima strofa entra a gamba tesa: “sono in ‘sto gioco per… non per competere”. È il frame di una scrittura frontale, senza diplomazia. Ci sono le “regole” personali, l’ultimo “buco” prima di smettere, il desiderio di brillare dopo essersi sporcato. Nel testo passano pacchi di sigarette, lettere, anni spesi male: l’educazione sentimentale di chi ha pagato pegno alle scorciatoie. Il significato non è l’apologia del rischio, ma la presa d’atto: si sanguina adesso per godere dopo, come in ogni risparmio durissimo fatto in famiglia.

Autocitazione e continuità narrativa

C’è un dettaglio nerd che i fan hanno notato: l’attacco della strofa riprende, quasi barra per barra, l’inizio di “Raccontami una bugia”, il brano successivo in tracklist. Nel testo cambiano piccole parti, ma la spina dorsale resta. Questo eco interno non è pigrizia, è progetto: significa piegare la stessa materia verbale per raccontare due angolature dello stesso nodo. Il significato che ne esce è la volontà di costruire un arco narrativo: la fame, il compromesso, la pulizia, ripetuti come un mantra finché non diventano fatti.

“Prendermi la mia fetta”: soldi, autonomia, confini

Nabi pretende la sua parte e al tempo stesso chiede spazio: “starò nel mio, basta che non mi stiate addosso”. È la dialettica classica tra desiderio di riconoscimento e bisogno di confini. Nel testo i soldi non sono feticcio: sono leva per cambiare facce e toni di chi ti circonda. Il significato è pragmatico: senza indipendenza economica non c’è pace mentale, e senza pace mentale non si scrive la propria traiettoria.

Pre‑ritornello: francese e italiano, due alfabeti per lo stesso sentimento

La voce della madre attraversa lingue e stati d’animo: francese e italiano si intrecciano per dire paura, speranza, fede nei sogni. “Due secondi e cado nel buio… ma ci credo”: è la confessione di chi ha visto il mondo voltarsi contro e non ha smesso di credere. Nel testo questa commistione linguistica è un ponte identitario tra Guinea e Italia, tra diaspora e casa. Il significato: nessun riscatto senza dubbio, nessun coraggio senza tremore.

Ritornello: la baia come paradiso mentale

L’immagine di un “posto al caldo” nella testa e dei “piedi in acqua nella baia” è un autosoccorso poetico. È la cartolina mentale a cui torni quando fuori non regge. “Sputo sangue, ingoio rabbia”: fisiologia dello sforzo. Nel testo il mantra “mamma” scandisce una promessa: non stancarsi mai finché quel fotogramma non diventa reale. Il significato è aspirazionale senza diventare motivazionale: sogno concreto, pagato a rate.

Strofa 2: maschere, ferite e un cuore a risparmio

La seconda strofa sposta il focus sugli altri: “portate rispetto solo sotto minaccia”. Nabi parla di trasparenza come difetto competitivo: chi non sa fingere paga il prezzo della sincerità. A volte fa bene sentirsi dire “sei un grande”, a volte togliere le maschere. Nel testo, però, c’è anche il timore di sprecare il poco bene rimasto: il serbatoio emotivo non è infinito e il cinismo è una cintura di sicurezza. Il significato è lucidità: proteggere il poco buono che resta per investirlo dove serve davvero.

“Ho mangiato merda”: sopravvivere e diventare impermeabili

Tra le righe emerge la pedagogia della sconfitta: fallimenti, zavorre, persone cambiate con le stagioni. L’io narrante ringrazia perfino il vuoto: “adesso ho il coraggio di non provare più niente”. Non è nichilismo totale, è anestesia tattica. Nel testo, smettere di reagire a tutto è una forma di autodifesa. Il significato è crudo: per non farsi disintegrare, a volte devi spegnere qualche interruttore.

Produzione: due mani esperte per una confessione scarnificata

Enrico Brun e Marco Zangirolami firmano una base che lascia spazio alla voce e al testo: cassa asciutta, armonie rade, aria tra le frasi. È un impianto pensato per non ingombrare: la protagonista è la relazione madre‑figlio, non il virtuosismo. Nel testo questa scelta sonora amplifica ogni sillaba di Mama e ogni pausa di Nabi. Il significato musicale è chiaro: quando hai qualcosa di vero da dire, servono pochi colori, e quelli giusti.

Identità doppia: Guinea, Italia e la grammatica del rap

Mamma” porta in primo piano una doppia appartenenza. Le inflessioni, il mix di lingue, i riferimenti di vita fanno da tela su cui il rap italiano scrive ormai da anni: migrazione, periferie, lavoro. Nel testo non c’è retorica etnica, c’è biografia. Il significato è la normalità del meticciato: essere di più posti, parlare più alfabeti, farsi ponte con la musica.

Una genealogia musicale: la madre come prima maestra

Il ruolo della madre non è solo affettivo: è artistico. All’interno del racconto di Nabi, è lei a spingerlo verso la musica, a portargli dischi, a mostrargli cosa sia una voce che vibra. Questo dettaglio cambia il peso del brano: non è un tributo generico, è un passaggio di testimone. Nel testo, quando la madre canta, non fa la comparsa: ricorda da dove viene tutto. Il significato è la riconsegna della gratitudine al mittente.

Ripetizioni, doppi ritornelli, piccole imperfezioni

La composizione lascia volutamente tracce di “vita vera”: riprese di frasi, refusi emotivi, iterazioni che su disco diventano stile. Anche la ripetizione di alcuni versi nella seconda strofa, quasi come un eco, dà la misura di un pensiero che torna allo stesso punto. Nel testo questo non è difetto ma scelta: suonare umano, non lucido di plastica. Il significato è che certe cose le dici due volte perché la prima non basta a farle uscire davvero.

L’ultimo fotogramma: vento, lacrime e memoria

L’outro di Mama chiude il cerchio: vento che strappa, lacrime e desiderio di ritrovarsi. Il buio che separa madre e figlio è lo stesso che apre il brano. Nel testo le nuvole diventano archivio: lì dentro si cercano gli sguardi di ieri per non perdere la rotta domani. Il significato finale è umile e grande: non c’è ascesa senza radici, non c’è successo senza chi ti ha messo in mano la prima scintilla.

Coordinate essenziali: data, crediti, cornice

Uscita il 12/07/2024, scritta da Nabi insieme a Enrico Brun e Marco Zangirolami, “Mamma” vive nella cornice di ZÉPECK, un progetto che alterna tagli ruvidi e momenti confessionali. Nel testo la presenza di Mama non è cameo ma co‑autorialità emotiva. Il significato è un patto: raccontare la fame, ma anche dire grazie a chi ha insegnato a trasformarla in musica.



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