15/11/2024
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Testo di Me ne andavo da quella Roma (Mamma Roma addio reloaded) – Piotta, Remo Remotti
Testo "Me ne andavo da quella Roma (Mamma Roma addio reloaded)":
[Verso 1: Carlo Verdone]
Negli anni cinquanta io me ne andai, come oggi i ragazzi vanno in India, vanno via, anch'io me ne andai nauseato, stanco, da... da questa Roma del dopoguerra, io allora, a vent’anni, mi trovavo di fronte a questa situazione, andai via da questa Roma anni cinquanta
[Verso 2: Carl Brave]
E me andavo da quella Roma addormentata, da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, quella Roma del volemose bene, annamo avanti, quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei sali e tabacchi, degli erbaggi e frutta, quеlla Roma dei mostaccioli e carammellе, dei supplì, dei lupini, dei maritozzi colla panna, senza panna, delle mosciarelle
[Verso 3: Mannarino]
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali
[Verso 4: Valerio Mastandrea]
Dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva ‘na raccomandazione
[Verso 5: Ditonellapiaga]
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, quella Roma della circolare destra e della circolare sinistra, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti
[Verso 6: Daniele Silvestri]
Me ne andavo da quella Roma co' gli attici co la vista, la Roma di piazza Bologna, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella eterna, quella di giorno, quella di notte, quella turistica, la Roma dell'orchestrina a piazza Esedra, la Roma di Propaganda Fide, la Roma fascista di Piacentini
[Verso 7: Piotta]
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori imperiali, di piazza Venezia, dell'altare della patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre cor sole estate e inverno, quella Roma che è mejo de Milano
[Verso 8: Luca Barbarossa]
Me ne andavo da quella Roma dove la gente orinava per le strade, quella Roma fetente e impiegatizia, dei mille bottegai, de Iannetti, di Gucci, di Ventrella, di Bulgari, di Schostal, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c'è lavoro, dove non c'è 'na lira, quella Roma der core de Roma
[Verso 9: Emanuela Fanelli]
Me ne andavo da quella Roma della Banca Commerciale Italiana, del Monte di Pietà, di campo di Fiori, di Piazza Navona, quella Roma che "c'hai 'na sigaretta?", "e prestame cento lire", quella Roma del Coni, del concorso ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, me ne andavo da quella Roma di merda!
Mamma Roma, addio
[Verso 10: Remo Remotti]
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, der Colosseo, dei Fori imperiali, di piazza Venezia, dell'Altare della patria, dell'Università di Roma
Me ne andavo da quella Roma della Banca Commerciale Italiana, del Monte di Pietà, di campo di Fiori, di Piazza Navona, quella Roma che "c'hai 'na sigaretta?", "e prestame cento lire", quella Roma del Coni, del concorso ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, me n'andavo da quella Roma di merda!
Mamma Roma, addio!
[Outro: Remo Remotti]
E poi so tornato
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