Testo e Significato di Poseidone – En?gma


Testo e significato della canzone “Poseidone” di En?gma contenuta nell’album musicale “Tèmpora” di En?gma del 2025.

Cover dell'album 'Tèmpora' di En?gma in cui è contenuta 'Poseidone'
Cover dell’album ‘Tèmpora’ di En?gma


Testo “Poseidone”:

[Testo di “Poseidone”]

[Intro]
Uoh

[Strofa 1]
Mattina presto, ho raggiunto il gate correndo
La voce dello specchio mi gridava disprezzo
È cambiato tutto da quando ti cerco e non ti trovo più nel letto
(Pensavo) Che non fuggissi da te ma da me stesso
(Ecco) parlo da solo ma per capirmi a stento (Perso)
Lacrime perplesso, gioco dell’ego perverso, ciò che ero l’ho dato per perso
Son quello fra le lande delle domande, tengo il mondo mio ma pure il tuo sulle spalle
Atlante, m’hai mangiato la testa tipo mantidе, io che t’avrei recupеrato in un punto a caso dell’atlante
Ma tra noi ormai non montagne, proprio tutte le cazzo di Ande
Scheletri bussano ante, qui ad Atlantide non c’è più un abitante
Fuga da qui come Carpenter

[Ritornello]
Oh no no, io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo, invece oh, no, no
Siamo soli, oh, no, no
Io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo, invece oh, no, no
Siamo soli

[Strofa 2]
Insegnami alla Don Juan, camminando fisso nubi che sporcano il cielo per farlo a pois
In cerca di un’altra città, Tenochtitlán, buco nero, scorciatoia ed altri mondi, Gargantua
Perso persone, spesso pressione
Non vuoi un compagno, tu vuoi un possessore
Non vuoi un amico, no, vuoi un professore
Parli di abissi mentali ma sono Poseidone
Backpacker, nello zaino meno pregi e più pecche, io underrated come Tom Baker
Tempo tiranno, la pazienza in camerino
Si va in scena, bruci tutto, cerchiamo col lanternino (L’hai capito)
Quella linea tra consigli e paternale, bisbigli l’infernale dentro la mia testa cattedrale
Penso ad ogni linea temporale, piedi nudi sotto il temporale
Guardo ogni cosa a cui tengo che cade

[Ritornello]
Oh no no, io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo, invece oh, no, no
Siamo soli, oh, no, no
Io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo, invece oh, no, no
Siamo soli, oh, no, no
Io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo, invece oh, no, no
Siamo soli, oh, no, no
Io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo, invece oh, no, no
Siamo soli


Possibile significato del testo “Poseidone”:

“Poseidone”: testo e significato di un mare interiore in burrasca

Poseidone di En?gma (da Tèmpora, 05/12/2025) è un viaggio nelle acque agitate dell’identità. Il testo mette in scena una fuga che non riguarda solo l’altro, ma soprattutto se stessi: correre al gate all’alba, guardarsi allo specchio e sentire disprezzo, cercare nel letto un’assenza che pesa come un’onda. La figura mitologica del dio del mare diventa allegoria di potere e abissi mentali: quando dici “parli di abissi mentali ma sono Poseidone” rivendichi il controllo di un oceano interiore che però non smette di inghiottire.

L’epica personale: Atlante, Atlantide e fuga da Carpenter

En?gma costruisce un universo mitologico-cinematografico per parlare di responsabilità e crolli. “Tengo il mondo mio ma pure il tuo sulle spalle” è un’immagine da Atlante: sopporti pesi che non ti competono. “Qui ad Atlantide non c’è più un abitante” fa pensare a civiltà sommerse – ricordi affondati, città emotive deserte. “Fuga da qui come Carpenter” ribalta il frame in linguaggio pop: citazione che suona come un’uscita d’emergenza dal proprio labirinto. L’epica serve a dare forma al caos.

“Son quello fra le lande delle domande”: le bugie bianche e lo specchio

La barra che ti definisce “fra le lande delle domande” richiama il mondo fiabesco in cui cerchi risposte dietro tende e macchine di scena. Non è un labirinto senza scopo: quelle bugie bianche che racconti a chi ami – per proteggerla, per proteggervi – sono espedienti narrativi per superare paure e ostacoli. Il punto è che allo specchio la voce grida disprezzo: il trucco regge male se non allinei personaggio e persona.

Possesso, paternale e confini: la grammatica tossica delle relazioni

Nella seconda strofa la dinamica affettiva si fa chirurgica: “Non vuoi un compagno, tu vuoi un possessore” – la differenza tra amare e possedere è la crepa da cui entrano tutte le correnti. “Quella linea tra consigli e paternale” segna il punto in cui la cura diventa controllo. Quando il bisbiglio “infernale” riempie la “testa cattedrale”, la voce esterna finisce per occupare il tempio interno: l’io perde autonomia.

Backpacker con zaino di difetti: tempo e pazienza sul palco

Backpacker, nello zaino meno pregi e più pecche” è autoanalisi senza maquillage: ti definisci in deficit, ma continui il cammino. Il tempo è “tiranno” e la “pazienza in camerino”: si va in scena e ogni esitazione brucia. La ricerca “col lanternino” rimanda alla luce minima che ciascuno usa per orientarsi nella notte – un faro personale che illumina solo pochi passi alla volta, non l’intera rotta.

Poseidone: dominio degli abissi come metafora di controllo

Quando En?gma si proclama Poseidone, non è solo grandeur: è il paradosso di chi pretende di tenere in pugno l’oceano dei pensieri, mentre tutto attorno è temporale. Essere il dio del mare significa gestire maree, correnti, frangenti – tradotto: umori, traumi, nervi. Il ritornello (“io che pensavo di portarti per mano dentro il mio mondo…”) confessa il fallimento del progetto: la guida si spezza, restano “siamo soli”. Dominio e solitudine sono due lati dello stesso tridente.

Atlante vs. Ande: geografia sentimentale

Le “cazzo di Ande” tra voi non sono monti casuali: sono catene che dicono distanza vera, ostacoli alti, fatiche da valicare. L’atlante, invece, era l’illusione di un punto qualsiasi in cui ritrovarsi: la mappa come promessa di ripartenza. È la geografia di una relazione: da coordinate “ovunque” a altipiani invalicabili, fino alle terre sommerse di Atlantide.

Don Juan, Tenochtitlán, Gargantua: cultura come specchio dell’io

La richiesta “insegnami alla Don Juan” porta dentro il tema della seduzione – non per gioco, ma come competenza emotiva da reimparare. Tenochtitlán diventa città-idea: cercare un altrove che somiglia a una scorciatoia (un “buco nero” verso “altri mondi”). Gargantua non è solo un titolo evocativo: è iperbole di fame e grandezza – la misura esagerata del desiderio quando provi a colmare mancanze.

Lanterna, cattedrale, temporale: tre immagini per tre stati

La lanterna rappresenta la coscienza individuale limitata, una lampada che illumina solo il proprio cerchio. La “testa cattedrale” è la mente come luogo sacro, invaso da sussurri esterni. Il temporale (piedi nudi sotto la pioggia) visualizza vulnerabilità concreta: il freddo addosso, le cose a cui tieni che “cade”. Tra questi tre piani si muove il brano: introspezione, invasione, esposizione.

Ritornello: la promessa mancata e il realismo dell’isolamento

Il hook ripete l’aspettativa (“portarti per mano dentro il mio mondo”) e la realtà (“siamo soli”). La forza emotiva sta nella frizione tra progetto e esito: vuoi condividere il tuo universo, ma il mare è troppo mosso per navigare in due. La ripetizione “oh no no” è onomatopea di resa, un colpo di cassa che ogni volta ribadisce il finale.

Produzione: Kaizén, Marco Azara, Carmine Iuvone, Macaboro

Il paesaggio sonoro è scuro e dinamico: batteria dal respiro largo, bassi che ondeggiano, synth che mimano correnti e risacche. La voce galleggia sopra il mix senza perdersi, con ad-lib che fanno da boe. È una scelta coerente con il tema: non un banger da porto, ma una traversata in cui il beat è oceano e le barre sono remi.

Periodo storico e sociale: fine 2025, l’ansia condivisa

Uscire con Poseidone a dicembre 2025 significa intercettare un clima di stanchezza collettiva: relazioni in bilico, corpi che chiedono pausa, testa che corre. Il brano si inserisce nella traiettoria di un rap italiano sempre più ibrido: letterario e urbano, pop ma denso. La figura del dio non è status, è metafora: chiunque oggi si sente custode di un mare difficile da domare.

Immagini chiave e decodifica rapida

Poseidone – controllo degli abissi mentali, potere fragile.
Atlante/Atlantide – peso e naufragio della memoria.
Lanternino – luce interiore che orienta nel buio.
Ande – distanza fisica e simbolica tra due mondi.
Carpenter – fuga dal labirinto attraverso immaginario filmico.

Lettura barra per barra: highlights

“Parlo da solo ma per capirmi a stento” – autoanalisi senza rete, linguaggio che inciampa.
“Non vuoi un compagno, tu vuoi un possessore” – frattura tra amore e controllo.
“Si va in scena, bruci tutto” – pressione della performance, identità che si consuma.
“Piedi nudi sotto il temporale” – estetica della fragilità concreta.

Significato complessivo

Poseidone è un racconto di dominio e resa: provi a governare il mare dentro, ma il temporale ti ricorda che il controllo è relativo. Il testo mescola miti, città perdute, cinema e filosofia per scandire una verità semplice: alcune distanze non si colmano, si attraversano. En?gma firma una canzone che vibra tra letteratura e strada, capace di far sentire il rumore delle onde anche quando la stanza è silenziosa.

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