🔥 Scopri Real Talk - Disme di Real Talk su Amazon Music / CD / Vinili
Testo e Significato di Real Talk – Disme – Real Talk ft. Disme
Testo "Real Talk - Disme":
[Testo di "Real Talk - Disme"]
[Parte I - prod. Exynos]
[Intro]
Siamo, siamo il risultato delle scelte che facciamo
Siamo, siamo
Yay, ah, ah, ah
Yo, Exy, what time is it?
[Strofa]
Siamo il risultato delle scelte che facciamo
Mi sdraiavo là per terra non sapendo se mi alzavo
Tutti vogliono una fetta quando là ce n'è sul tavolo
Il più ingordo ha la pancia sempre sazia e parla a caso
Dice che il sospetto viene da chi non si fida
Che non puoi spiegare un cuore con la geometria
Cercare di calmare gli animi nella diatriba
A volte l'alimenta solo ed è una follia
Come se per stare a posto fai più casino
Lacrimе mi sfiorano addosso, sono corrosive
Lei voleva una mia firma, l'ho fatta sеnza corsivo
Mentre mi si complimenta, non so cosa dire
Ho vissuto due/tre vite prima di questa, lo so
Tutti i guai che mi procuro non mi curano da un po'
Sto pensando a te che dici questo sì e questo no
Ritornerò più cattivo perché mi peggiorerò, ehi
Io da ragazzino non credevo in Dio
Questo tipo che mi parla come fosse amico mio
Sa come farmi male, tramutarsi nel nemico
Ancora gli sorrido e fingo di non sapere lui quanto è finto
La mia generazione si nasconde dietro un filtro
Un telefono, uno smartphone per sentirsi figo
Per sentirmi vivo non mi basta il mio respiro
A volte lo trattengo e sembra quasi che mi uccido
Questo è il mio delirio, non deve essere capito
E, se chiudo il capitolo, tu mi dai del fallito
Giocavamo in strada tra droghe e fare il bandito
Finché quel bambino spensierato è sparito
Poi quello di cui più ti fidavi t'ha tradito
Parla solo di quello che sai, sennò zitto
Disme, Flavor Gang, il barrio di piazza Brin
Questo è quanto
[Parte II - prod. BlueNotes]
[Intro]
Yeah, yeah, ehi
One, two, three, huh
Ehi, ehi, ehi
[Strofa 1]
Tu sei un uomo coi tentacoli, un polipo con due braccia
Non ci credo nei miracoli, bitch, non fai la santa
Rappo, sembro americano, vero con il flow nero
Meglio, frè, di questi bianchi, bianchi, bianchi
Sei una bufala come la mozzarella in Puglia
La tua donna la chiamiamo "cozza" perché è troppo brutta
Non voglio una tipa che fa rap ma una che lo succhia
Ed è l'unico motivo per il quale deve aprire bocca, ah
Maria, la vergine, è rimasta incinta
Te non ti alzi manco se dal basso ti danno una spinta
Salgo sopra il palco senza micro' con in mano un mitra
Sparo sulla folla mentre dico: "Dio vi benedica, amen"
Tale padre, tale figlio, tale e quale
Te hai tanti feat nel disco perché stai lì a leccare
Al tuo rapper preferito sembra che lo vuoi ficcare
Quando sento la tua merda, ti vorrei picchiare
Sono un signore, non lo faccio
Stai spettegolando come le signore sul terrazzo
Mi bucavano il pallone da bambino, le insultavo
Quando vendevamo il fumo, a te ti davamo il pacco
Ho grattato un muro bianco per usarlo come taglio
Delinquente dietro il banco, in paranoia sto imparando
Grazie a Dio che non ho un'arma sennò ti stavo sparando
[Ritornello]
Disme, Disme, Disme è il nome, ora in giro lo sanno
Io ho preso schiaffi e ho imparato a comportarmi
Disme, Disme, Disme è il nome, ora in giro lo sanno
Te non ne hai mai presi, qualcuno dovrà educarti
Disme, Disme, Disme è il nome, ora in giro lo sanno
Io ho preso schiaffi e ho imparato a comportarmi
Disme, Disme, Disme è il nome, ora in giro lo sanno
Te non ne hai mai presi, qualcuno dovrà educarti
[Strofa 2]
Disme, Disme è il nome, ora in giro lo sanno
Se lo dici a mezzanotte, sembra un rito satanico
'Sti rapper me li fumo come Tooka Chicago
Dentro un big blunt largo, sembri handicappato
Maleducato, a me i miei mi picchiavano
A te non ti hanno sfiorato e sembra che ti piace il cazzo
Un'altra pianta dell'industria vuole acqua e io l'annaffio
So fare soldi solo quando rappo, quando spaccio
Non la passo, non la passo, me la fumo quella Mary
Metto molly nel Campari, faccio mafia con i compaesani
Qua non c'è nessun consiglio, io non sono Gemitaiz
Forse sarà troppo tardi quando te mi capirai
Soldi veri dalla SNAI, corse dei cani virtuali
Corrono come cavalli, vuoi stare tra i vincitori
Io odio l'algoritmo quando dice che non puoi
Però vinco io perché è Glory, boy
[Outro]
Yeah, yeah, yeah
[Parte III - prod. ProdByTaz]
[Intro]
Yo, yo, bella Caled, bella Kuma, bella Bosca
Yo, Taz, run it up
Un saluto a Real Talk, siamo qua per spaccarla
Yeah
Piazza Brin, il barrio di piazza Brin, La Spezia
Ehi, ehi, ehi
(Yo, Taz, run it up)
Yeah, yeah, ehi, ehi
[Strofa]
Metti le scarpe che c'ho ai piedi, fatti qualche passo
Tanto poi ritorna il karma che ti mette a posto
E non sbagliarti, prima lo impari, meno paghi
Dovrei prenderti a schiaffi per come stai comportandoti
Tutto è passeggero, il bello è che peggiora pure
Degrado per le strade, sangue per le fognature
Violenza familiare, lacrime al posto di scuse
Ho l'anima bucata scappando dalle pattuglie
Chiamate un'ambulanza, ognuno fa sempre le sue scelte
Fino a che non fa quella che lo cambierà per sempre
A volte non ragiono, è come se non fossi cosciente
Che ti parlo più nervoso e meno cortese
Una parola dopo l'altra come avesse senso
E si materializza ciò che penso, contento zero
Il contenuto è più importante di come ti sta apparendo
Il banco vince sempre le puntate che stai scommettendo
Io non credo che qualcuno ci guardi dal cielo
Faccio a meno, quando mi vendo, accetto il compromesso
E non prego, solo io sono il peggior nemico di me stesso e non sto vincendo
Abituato al peggio finché il peggio non è bello
E, se non sai come è fatto l'amore, non riesci a vederlo
Parole di dolore le dicono sorridendo
Un messaggio di speranza per chi ancora sta sentendo, stai sentendo?
La musica è magia, è un incantesimo
Acqua santa in fronte come il giorno del battesimo
La natura è finta, il parco, l'albero è sintetico
Ho danni permanenti che non so come li medico
Ho parenti che non vedo come fossero fantasmi
E non cedo, finché mi vanno le gambe, scalo i piani
Il paradiso è vuoto, nessuno è mai stato buono
Ho lo stomaco sconvolto, sbocco l'anima, non muoio
[Parte IV - prod. Nebbïa]
[Intro]
Okay, tengo
Ueh, ueh, ¿qué lo que, Nebbïa?
Tengo i soldi stropicciati dentro le mie tasche
Yeah, yeah, ehi, ehi
[Strofa]
Tengo i soldi stropicciati dentro le mie tasche
Questa weed sa di mango come la cantante
Odio anche queste banche, pagami in contanti
Proveranno a distrarti con le cose materiali
Quello di cui ti fidavi poi ti sta tradendo
Io non ho un piano B, tu hai tutto l'alfabeto
Vorrei rivedermi da piccolo, tornare indietro
Prima o poi sei morto, certo, non lo fermi il tempo
Litigo con me stesso
Voci di corridoio le sento che spettegolano, ma le zittisco
Tutti ti supportano solo quando sali
Ti commentano al post, poi sperano che cadi
Dio a me mi ha dato le chiavi per aprire quel lucchetto
A volte ho detto cose che non pensavo nemmeno
Dinero è solo carta, me ne frego se lo spendo
Ho visto ragazzini fare il tuo stipendio
Per le cose che ti inventi, che non mi sembri vero
Ancora cerchi il difetto dentro quello che è perfetto
Dalla culla al cimitero, dal cielo al pavimento
Attento che ti fregano, ne compri una e ne paghi cento
🧩 Scopri remix, versioni e bundle di Real Talk - Disme di Real Talk su Amazon
Possibile significato del testo di "Real Talk - Disme":
Un flusso di coscienza che diventa manifesto
Real Talk - Disme è uno degli episodi più intensi e autentici della Season #7 del progetto Real Talk. Disme porta nel booth la sua identità senza filtri, trasformando ogni strofa in uno sfogo, una confessione e un attacco diretto contro ipocrisie, rivalità e fantasmi personali. Il testo mette subito in chiaro il cuore del significato: siamo il risultato delle nostre scelte, e quelle scelte non sempre conducono verso percorsi luminosi. Tra spiritualità distorta, nostalgia di strada e sarcasmo tagliente, Disme costruisce un racconto che brucia della stessa energia grezza che ha reso Real Talk un format culto.
“Siamo il risultato delle scelte che facciamo” – la filosofia del vissuto
L’incipit della prima parte è quasi un motto esistenziale. Disme riflette sulle scelte compiute durante la giovinezza, tra cadute reali (“mi sdraiavo là per terra non sapendo se mi alzavo”) e il peso di un contesto che non regala nulla. L’immagine del tavolo dove “tutti vogliono una fetta” descrive la competizione feroce che accompagna chi cerca di farsi strada nella musica, nella strada, nella vita. Il più ingordo – chi prende tutto senza meritarselo – è anche quello che parla a caso. È una critica implicita alla scena rap attuale, spesso piena di voci che pretendono rispetto senza guadagnarselo davvero.
Cuore, sospetto e ansia generazionale
Disme parla di diffidenza: “il sospetto viene da chi non si fida”. È un concetto che spiega la paranoia diffusa tra giovani cresciuti in quartieri difficili o in contesti dove la fiducia è un lusso. L’autore sa che i litigi spesso non si calmano con le parole, anzi possono peggiorare il clima. Il riferimento alle lacrime “corrosive” racconta un dolore che non passa, che scava. Quando una ragazza gli chiede la firma, lui la fa “senza corsivo”, come se l’atto di concedere qualcosa fosse ormai privo di poesia. La sua disillusione lo porta ad ammettere di aver “vissuto due/tre vite prima di questa”, un modo per dire che l’età non determina la maturità: il vissuto sì.
La lotta con sé stessi e con la spirale autodistruttiva
Nella parte centrale della prima strofa appare una delle linee più importanti: “ritornerò più cattivo perché mi peggiorerò”. È una dichiarazione brutale, un’ammissione di essere consapevole del proprio deterioramento emotivo. Disme si confronta con una voce che parla come un amico ma sa fargli male come un nemico. È la personificazione dell’autosabotaggio. Questa voce è un tema ricorrente in tutta la Season #7: gli artisti mettono a nudo la battaglia interna tra ambizione e autodistruzione.
Generazione filtro: la maschera digitale
“La mia generazione si nasconde dietro un filtro” è un colpo diretto alla cultura contemporanea dell’apparenza. Chi cresce oggi spesso vive la propria identità attraverso lo schermo: smartphone, social, filtri, pose. Disme confessa che per sentirsi vivo non bastano respiro e presenza fisica. A volte trattiene il fiato e sembra quasi che si stia uccidendo: un’immagine potente della tensione psicologica in cui tanti giovani si sentono intrappolati. Non è un invito all’autolesionismo, ma la rappresentazione di una pressione soffocante.
Infanzia rubata e tradimento
La prima parte si chiude con un riferimento all’infanzia in strada, tra giochi, sostanze e microcriminalità. “Quel bambino spensierato è sparito” è una frase amara che racconta la perdita di innocenza. La linea sul tradimento di chi più si fidava è una confessione che molti possono riconoscere: crescere in un ambiente ostile significa mettere in conto che anche le persone vicine possono ferire. Disme saluta “il barrio di piazza Brin”, un riferimento alle sue radici liguri, che riappare come firma identitaria.
Parte II – l’arroganza come corazza
Con la produzione di BlueNotes cambia il tono. Disme diventa più ostile, sarcastico, pronto a colpire chiunque ostenti senza meriti. Chiama “bufala” un rapper fasullo e definisce “cozza” la donna del rivale, usando un linguaggio volutamente eccessivo e provocatorio tipico del battle rap. La frase “salgo sul palco con un mitra” è un’iperbole violenta che mette insieme spiritualità e distruzione: “Dio vi benedica” diventa un paradosso studiato per scioccare.
Street credibility e vita vissuta
Il ritornello di questa parte ribadisce l’idea centrale: Disme è conosciuto perché ha preso schiaffi e imparato. Chi non ha sperimentato sconfitte reali, secondo lui, non ha ancora imparato a rispettare il mondo. È un discorso che affonda nella cultura rap più autentica: il rispetto si conquista, non si pretende. Se sei cresciuto in un ambiente difficile, la violenza è stata un’educazione forzata, non un’estetica da imitare.
Parte III – tra karma, criminalità e consapevolezza
ProdbyTaz introduce una strumentale che accompagna Disme verso toni più introspettivi. La prima immagine è il karma che “ti rimette a posto”. Un invito implicito a non comportarsi da stupidi: ogni azione ha una conseguenza. Quando dice “tutto è passeggero, il bello è che peggiora pure”, costruisce un’immagine crudele della realtà: nulla è stabile, e spesso il cambiamento porta problemi più grandi. La menzione di “violenza familiare” e lacrime al posto delle scuse apre uno squarcio sulle cicatrici emotive di cui raramente si parla nei pezzi rap ad alta intensità.
Fuga dalle pattuglie, fuga da sé stessi
“Ho l’anima bucata scappando dalle pattuglie” è un’immagine cinematografica ma reale. Disme racconta un passato di corse, sirene e paura costante. Non c’è romanticismo: la fuga lascia ferite. Il concetto che le parole di dolore vengono dette sorridendo descrive un trauma così interiorizzato da sembrare normalità. Nella seconda parte della strofa riflette sul fatto che nessuno è davvero buono e che il paradiso è vuoto: una visione nichilista, ma coerente con tutto il percorso della traccia.
Parte IV – Nebbïa e la crudezza delle rivelazioni finali
Nell’ultima parte prodotta da Nebbïa, Disme diventa ancora più diretto. I soldi “stropicciati nelle tasche” indicano guadagni veloci e disordinati, tipici della vita di strada. La weed “che sa di mango” è un tocco ironico che aggiunge colore alla scena. Odio verso le banche, preferenza per il contante, sfiducia verso chi mente: tutto rientra nella mentalità antisistema del protagonista.
Tradimento, risentimento e resilienza
“Quello di cui ti fidavi poi ti sta tradendo” riprende uno dei temi più forti della prima parte. Disme poi dichiara di non avere un piano B, mentre altri hanno tutto l’alfabeto: è un modo per dire che la sua strada è una sola e non prevede alternative. Litiga con sé stesso, sente voci che spettegolano, ma le zittisce con la volontà e con la musica. La critica all’algoritmo è un riferimento moderno: il sistema decide chi può o non può emergere.
Una chiusura amara ma lucida
Le ultime barre parlano di bambini che fanno stipendi con attività illecite, della tendenza della gente a cercare difetti ovunque, e del rischio costante di essere fregati. Disme conclude mettendo in guardia l’ascoltatore: nella vita paghi sempre più di quello che compri. È la sintesi perfetta del significato del brano: la vita è dura, violenta, ingiusta, ma la musica diventa uno spazio dove dire tutto ciò che altrove non trova voce.
Se vuoi leggere altri testi e significati delle canzoni visita la nostra sezione dedicata ai testi di canzoni rap. Scopri discografie, album, crediti e molto altro di Real Talk, Disme ed altri artisti. Non perderti i contenuti extra: seguici subito su Facebook e Instagram!
🛍️ Esplora Real Talk - Disme ed altre canzoni di Real Talk su Amazon
