05/12/2025
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Testo e Significato di SERPE – Emis Killa ft. Capo Plaza
Testo e significato della canzone “SERPE” di Emis Killa ft. Capo Plaza contenuta nell’album musicale “Musica Triste” di Emis Killa del 2025.

Testo “SERPE”:
[Testo di “SERPE” ft. Capo Plaza]
[Intro: Emis Killa]
(Uh-uh-uh)
Yeah, yeah (Yeah, yeah)
Tu sei (Tu sei)
Yeah
[Pre-Ritornello: Emis Killa]
Tu sei un’arma puntata alla tempie
Hai scritto il mio nome su un proiettile
Premi il grilletto come sempre, nessuno sente
Mi uccidi come fosse niente
[Ritornello: Emis Killa]
A letto sei calda e non è febbre
Ma dentro sei fredda come un rettile
Ti stringi a me come una serpe tra le copertе
Se a me fa male, a tе diverte (Ah)
[Strofa 1: Emis Killa]
Entrarti dentro (Huh) è stato come entrare in acqua fredda
Ma mi sono abituato con il tempo
Cuori a cento, da un’ora leggo in chat “Sta scrivendo”
Io in stanza d’albergo, morirò in ‘sto letto come Tenco (Ahahah)
Penso a quando ti ho conosciuta (Huh)
Meno insicura prima che iniziassi a farti, prima di rifarti tutta
Via dal party senza più niente da dirci
Complici a spogliarci, egoisti nel rivestirci
Come la luna in orbita giri su te stessa e mi attrai
Nel tuo cuore nessuno è stato mai
La tua natura è perfida, nel cuore hai le serpi
Ma continui a piacermi, sei bella, sei femmina
E troverò il coraggio per non sentirti più (Trr)
Tu andrai con un altro per non sentirti giù
Ma sei sempre tu, sì, la stessa serpe
Piena di veleno anche se cambi pelle
[Pre-Ritornello: Emis Killa]
Tu sei un’arma puntata alla tempie (Bang)
Hai scritto il mio nome su un proiettile (Rrah)
Premi il grilletto come sempre (Tu-tu-tu), nessuno sente (Shh)
Mi uccidi come fosse niente (Ah)
[Ritornello: Emis Killa]
A letto sei calda e non è febbre
Ma dentro sei fredda come un rettile
Ti stringi a me come una serpe tra le coperte
Se a me fa male, a te diverte
[Strofa 2: Capo Plaza]
Mi tratti come niente (Mi tratti come niente)
So che ‘sti soldi e amici se ne volano col vento
Fai finta di capirmi (Fai finta di capirmi)
E qua niente è diverso
È solo che non riconosco più chi sono adesso (Yeah, yeah, yeah)
Tu ancora che piangi
Tra ‘ste strade buie sbagli, come biasimarci? No
Non voglio impazzire come fanno tutti quanti (Yeah)
Tutto può finire, quindi devo concentrarmi, ma no (No)
Passa la paura (La paura)
So che c’è una strada oscura e me la faccio tutta, ma
Ho gli ultimi grammi e in una ce l’ho messa tutta
Scorre la clessidra, ma non troviamo fortuna
E mi hai messo alle strette (Mi hai messo alle strette)
E quello che mi è rimasto l’ho donato a te
Ma poi fai finta di niente (Ma poi fai finta di niente)
Finisce come sempre (E finisce come sempre), eh, eh
[Pre-Ritornello: Emis Killa, Capo Plaza & Emis Killa]
Tu sei un’arma puntata alla tempie (Bang)
Hai scritto il mio nome su un proiettile (Rrah)
Premi il grilletto come sempre (Tu-tu-tu), nessuno sente
Mi uccidi come fosse niente
[Ritornello: Emis Killa]
A letto sei calda e non è febbre
Ma dentro sei fredda come un rettile
Ti stringi a me come una serpe tra le coperte
Se a me fa male, a te diverte
Possibile significato del testo “SERPE”:
“SERPE” di Emis Killa ft. Capo Plaza: analisi del testo e del suo significato
“SERPE” è una fotografia al neon di una relazione tossica: seduzione, dipendenza, rimorsi. Emis Killa e Capo Plaza, con la regia sonora di Drillionaire e Cripo, costruiscono un brano che sta a metà tra Rap di confessione e Pop Rap notturno. Il testo mette in scena un tu magnetico e letale: caldo nel letto, freddo dentro, un rettile che stringe e soffoca. La «serpe» è una metafora centrale: parla di istinto, istigazione al desiderio e veleno emotivo che scorre sotto pelle.
Serpe, rettile, pelle che cambia: il bestiario dell’inganno
Il ritornello («a letto sei calda… ma dentro sei fredda come un rettile») definisce il paradosso di partenza: attrazione fisica e gelo emotivo. L’immagine della «serpe tra le coperte» concentra eros e minaccia in una sola scena. Il significato fa leva su un archetipo antico: il serpente come lusinga e pericolo, fascino e tradimento. Il cambio pelle rimanda alla capacità di mutare forma e mascherare le intenzioni.
Arma puntata e proiettile col nome: la violenza simbolica
Nel pre-ritornello la persona amata è «un’arma puntata alle tempie» che «ha scritto il mio nome su un proiettile». L’amore diventa esecuzione rituale: premi il grilletto «come sempre», nessuno sente. Il testo traduce in immagini criminali la ripetizione di schemi tossici: è un dolore seriale, imparato e subito.
Entrare in acqua fredda: abitudine al male che anestetizza
«Entrarti dentro è stato come entrare in acqua fredda, ma mi sono abituato con il tempo»: Emis Killa racconta la normalizzazione del disagio. L’innesco è traumatico, poi ci si adatta. Il significato lavora sul meccanismo della dipendenza affettiva: più resiste, più fa male – e proprio per questo si ripete.
Chat che lampeggiano e attese infinite
«Da un’ora leggo in chat “sta scrivendo”»: dettaglio contemporaneo, fotografico. L’ansia del messaggio che non arriva, la stanza d’albergo come bolla di isolamento: «morirò in ’sto letto come Tenco», spara Emis. La barra non va letta come glamourizzazione del gesto estremo, ma come iperbole tragica sullo sconforto dell’attesa e sul peso del giudizio pubblico che logora gli artisti.
Il riferimento a Luigi Tenco: memoria culturale e dolore pubblico
Il richiamo a Luigi Tenco, morto nel 1967 in una stanza d’albergo durante il Festival, porta dentro il brano una memoria collettiva di fragilità e sconfitta. Qui funziona come segnale di allarme: la linea tra spettacolo e abisso è sottile. Il testo usa quel nome per dare gravità al vuoto, non per estetizzarlo: è il promemoria che dietro la scena c’è sempre una persona che può crollare.
Prima si spogliare, poi rivestirsi: complicità a metà
«Complici a spogliarci, egoisti nel rivestirci»: la barra inchioda il rapporto al suo cortocircuito. L’intesa esiste solo nella fase del desiderio; al momento di tornare persona – rivestirsi – prevale l’ego. Il significato segna il confine tra intimità e responsabilità, dove la coppia non regge.
Orbita e attrazione: meccanica celeste del desiderio
La «luna in orbita» che «gira su se stessa» rende il moto perpetuo della tentazione: l’altro attrae per inerzia, a prescindere da ragioni e promesse. «Nel tuo cuore nessuno è stato mai» introduce l’idea di una corazza che nessuno ha scalfito: la «serpe» diventa anche metafora di autodifesa che graffia per non farsi toccare.
Sabbia, fuga e inferni d’albergo
Quando Emis dice «tu sei come sabbia e scappi per mano mia», mette a fuoco l’effetto paradosso del controllo: più stringi, più perdi. «Che io sia all’inferno o in camera d’albergo» unisce due scenari – metafisico e quotidiano – per dire che l’ossessione segue ovunque. Il significato è chiaro: non esiste spazio neutro quando il veleno è già in circolo.
Capo Plaza: identità che si sfalda e fortuna che non arriva
La seconda strofa cambia prospettiva: Capo Plaza entra nella crepa. «È solo che non riconosco più chi sono adesso»: il rapporto tossico diventa perdita di sé. I soldi e gli amici «se ne volano col vento», la clessidra scorre, la fortuna non arriva. Il testo racconta la tentazione di anestetizzarsi («ho gli ultimi grammi»), ma la barra non esalta: mette in chiaro la fragilità di chi prova a restare in piedi nel buio.
Stringere alle strette, dare tutto, ricevere niente
«Mi hai messo alle strette… quello che mi è rimasto l’ho donato a te, ma poi fai finta di niente»: la dinamica di sfruttamento emotivo si completa. La serpe stritola e, una volta succhiata la linfa, finge indifferenza. Il significato smaschera il ciclo: seduzione – consumo – scarto.
Produzione: Drillionaire & Cripo, atmosfera crepuscolare
La strumentale unisce cassa compatta, basso gommoso e synth che scoloriscono i bordi. È un tappeto notturno che esalta i timbri – graffiato Emis, vellutato Plaza – e lascia largo al testo. Le pause respirano, gli ad‑lib marcano i colpi («bang», «rrah»), il ritornello si stampa grazie alla linea vocale pulita: tutto suona come una stanza con le tende tirate e i neon fuori.
Serpenti nel cuore: trauma e memoria
«Nel cuore hai le serpi»: non solo malizia, ma ferite. La cattiveria può essere anche difesa. Il significato non assolve, ma suggerisce che dietro l’aggressività c’è spesso un passato che morde. È per questo che l’io narrante torna sempre: perché vede nella «serpe» il riflesso del proprio veleno.
Temi chiave
Tossicità: rituali che si ripetono anche quando fanno male. Dipendenza: adattarsi al freddo finché non lo senti più. Identità: perdersi nell’altro fino a non riconoscersi. Memoria: i nomi scritti sui proiettili, i neon d’albergo, la clessidra che scorre. Il testo di “SERPE” è lessico di sopravvivenza, non di eroismo.
Parole chiave e immagini dominanti
Serpe come abbraccio che stritola; rettile come freddezza; proiettile con il nome come destino; acqua fredda come shock iniziale; luna/orbita come attrazione; clessidra come tempo che finisce; camera d’albergo come solitudine. Ogni immagine incastra il significato in una scena facile da ricordare.
Chiavi d’ascolto per le prossime play
1) Segui il passaggio Emis→Plaza: cambia il fuoco, non l’atmosfera. 2) Nota come i colpi onomatopeici («bang», «rrah», «tu‑tu‑tu») enfatizzano il frame dell’arma. 3) Ascolta le pause prima del ritornello: la tensione cresce e poi si chiude come un morso. 4) Riconosci i riferimenti culturali (la citazione di Tenco) come segnali di profondità emotiva.
In sintesi
“SERPE” è un testo sull’amore che morde e avvelena: la passione che riscalda e il cuore che congela. Emis Killa e Capo Plaza lo raccontano con immagini nitide e una produzione che fa buio e luce nei punti giusti. Il significato non offre soluzioni morali: fotografa l’incantesimo e l’intossicazione, e lascia all’ascoltatore la scelta più difficile – sciogliere l’abbraccio della serpe.
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