07/11/2025
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Testo e Significato di Un giorno triste – Venerus ft. Gemitaiz
Testo e significato della canzone “Un giorno triste” di Venerus ft. Gemitaiz contenuta nell’album musicale “Speriamo” del 2025.

Testo “Un giorno triste”:
[Testo di “Un giorno triste” ft. Gemitaiz]
[Intro: Venerus & Gemitaiz]
Io vorrei soltanto uscire da qui
Tra tutte ‘ste voci non riesco a dormire
Forse pioverà, forse sono io
O forse è soltanto un altro giorno triste (Yeah)
[Strofa 1: Gemitaiz]
Oggi è un giorno triste, baby
Sì, tra i problemi faccio zig-zag, ah, ah
Sogno i poteri come gli X-Men, ah
Non piangere, ti cola il rimmel, no, no
Più vado avanti in questa vita, stella, più mi perdo
Non riesco più a capire bene l’universo, ah
Proietta i miei errori, sì, mi guardo il best of, no
A tornare da te faccio presto, ma
[Pre-Ritornello: Gemitaiz]
Le parole mi sembrano stupide
Sono troppe le volte che guardo le nuvole
Non lo so se stare male è l’abitudine
Non ho colpe, tutto mi sembra inutile
Però forse
[Ritornello: Venerus]
È solo un altro giorno triste, triste, triste
Che non finisce mai
Sembra di non sentire più niente, niente, niente
[Strofa 2: Venerus]
Ho fatto a botte col mio umore, indovina chi ha vinto?
Ora mi trovo faccio a terra, a un angolo del ring
Non posso fare un’altra notte solo in questo letto
Perché appena chiudo gli occhi ricomincia il trip
Non so se voglio essere fatto, mi può fare male
Metto la testa tra le mani, una sega mentale
Devo stare attento a pensare troppo al mio futuro
Con le dita una pistola, poi sparo nel muro
Puh
[Pre-Ritornello: Venerus & Gemitaiz, Gemitaiz]
Le parole mi sembrano stupide
Sono troppe le volte che guardo le nuvole
Non lo so se stare male è l’abitudine
Non ho colpe, tutto mi sembra inutile
Però forse
[Ritornello: Venerus]
È solo un altro giorno triste, triste, triste
Che non finisce mai
Sembra di non sentire più niente, niente, niente
[Outro: Venerus]
Io vorrei soltanto uscire da qui
Tra tutte ‘ste voci non riesco a dormire
Forse pioverà, forse sono io
O forse è soltanto un altro giorno triste
Possibile significato del testo “Un giorno triste”:
Perché “Un giorno triste” di Venerus e Gemitaiz è un racconto di fragilità (tra testo e significato)
Quando Venerus pubblica “Un giorno triste” il 7 novembre 2025, nell’album Speriamo, porta in scena una narrazione che intreccia malinconia, ansia e ricerca di equilibrio. Il testo è un viaggio dentro la mente di chi affronta le proprie ombre, con immagini che oscillano tra poesia e crudezza. Il significato non si ferma alla tristezza: parla di consapevolezza, di lotta interiore e di quel bisogno di uscire dal loop mentale che imprigiona.
Il contesto: una collaborazione che sorprende
Il brano nasce dall’incontro tra due mondi: quello visionario di Venerus e quello diretto di Gemitaiz. La produzione di Venerus e Filippo Cimatti mescola chitarre dal sapore rock con beat hip hop, creando un ibrido sonoro che riflette il tema del pezzo: la contaminazione tra opposti. In un periodo storico segnato da incertezze e pressioni sociali, “Un giorno triste” diventa specchio di una generazione che cerca risposte senza trovarle.
Dentro il testo: immagini che pesano
L’incipit è già confessione: “Io vorrei soltanto uscire da qui, tra tutte ‘ste voci non riesco a dormire”. È il ritratto di chi si sente intrappolato, bombardato da pensieri e rumori interiori. Subito dopo, la frase “Forse pioverà, forse sono io” introduce il dubbio come compagno costante. Il significato è chiaro: la tristezza non è evento esterno, è condizione che nasce dentro e si proietta fuori.
La strofa di Gemitaiz: alienazione e desiderio di fuga
Gemitaiz entra con barre che raccontano la fatica di stare al mondo: “Tra i problemi faccio zig-zag” è immagine di sopravvivenza, mentre il riferimento agli X-Men è metafora di poteri che vorrebbe avere per affrontare la vita. Il testo alterna ironia e verità: il rimmel che cola è dettaglio di fragilità, il “best of” degli errori è autocritica spietata. Qui il significato si allarga: non è solo un giorno triste, è il peso di aspettative e fallimenti che si accumulano.
Il pre-ritornello: parole che sembrano vuote
“Le parole mi sembrano stupide”: quando il dolore è troppo, il linguaggio perde senso. Il testo fotografa quel momento in cui tutto appare inutile, in cui anche il cielo diventa schermo per pensieri pesanti. È una riflessione che tocca chiunque abbia sperimentato la sensazione di impotenza di fronte alla propria mente.
Il ritornello: la ripetizione come eco emotiva
“È solo un altro giorno triste” ripetuto tre volte è più di un verso: è un mantra che amplifica la sensazione di immobilità. Il significato è la ciclicità del malessere: quando sembra non finire mai, quando ogni giorno si confonde con il precedente. La ripetizione diventa suono ipnotico, specchio di un loop mentale che non concede tregua.
La seconda strofa: lotta con se stessi
Venerus porta il discorso su un piano più crudo: “Ho fatto a botte col mio umore, indovina chi ha vinto?”. La metafora del ring è potente: il nemico non è fuori, è dentro. Il testo racconta la fatica di gestire pensieri ossessivi, la paura di proiettarsi nel futuro, il gesto estremo immaginato come sfogo (“Con le dita una pistola, poi sparo nel muro”). Non è spettacolarizzazione, è confessione di un disagio reale.
Produzione e mood
La base alterna momenti sospesi a colpi secchi di batteria, creando un contrasto che rispecchia il tema: quiete e tempesta nello stesso spazio. Le chitarre aggiungono tensione emotiva, mentre il beat hip hop mantiene il legame con la radice rap. Il risultato è un brano che suona come diario aperto, ma con la forza di una hit.
Parole-chiave e simboli
“Un giorno triste”: condizione mentale, non evento isolato.
“Ring”: lotta interiore, conflitto invisibile.
“Nuvole”: pensieri pesanti, fuga immaginaria.
“Pistola con le dita”: gesto simbolico, bisogno di sfogo.
“Aurora”: speranza che tarda ad arrivare.
Il periodo storico e il riflesso sociale
Nel 2025 la pressione sociale è alta: performance, numeri, visibilità. “Un giorno triste” si inserisce come voce fuori dal coro: parla di fragilità, di ansia, di bisogno di rallentare. È un messaggio che risuona in una generazione che alterna picchi di successo a vuoti emotivi, e che cerca nella musica un rifugio.
Una lettura per chi ascolta rap e pop
Anche se il brano mescola pop e rap, la sua sincerità lo rende universale. Chi viene dal rap riconosce la verità nuda, la mancanza di filtri, la scelta di raccontare il dolore senza maschere. È questa trasparenza che rende la canzone trasversale: non importa il genere, importa la capacità di colpire dove fa più male.
Cosa ci lascia “Un giorno triste”
Che la tristezza non è vergogna, è parte del percorso. Che affrontarla è atto di coraggio. Che la musica può trasformare il silenzio in parola e la parola in cura. “Un giorno triste” è questo: un invito a riconoscere le proprie ombre e a non temere di parlarne. Perché, alla fine, è così che si ricomincia.
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