05/12/2025
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Testo e Significato di Vergogna – En?gma
Testo "Vergogna":
[Testo di "Vergogna"]
[Strofa 1]
Oggi ho messo quel maglione che mi regalasti
Forse quasi quasi che speravo di incontrarti
Poi che ti girassi, poi che mi guardassi
Poi che pensassi magari di tornare sui tuoi passi (Uoh)
Sguardi come dardi, guarda com'è tardi
Eravamo belli, ma forse eravamo falsi
Intenti dannati con i sentimenti santi, vorrei parlarti
Giravamo i bar d'estate come pazzi
[?] cardiopalma se ci sfioriamo i palmi
Vestiti da spiaggia non torniamo a cambiarci
Solo il tuo sorriso non sai quanto mi basti
Baci bastardi
Pizzichi al culo dopo mani sui fianchi
Cazzo che istanti, ricordi stanchi
Ora vado in giro con in testa conficcate le schegge dei nostri cuori infranti
[Ritornello]
E io penserò a te, ma non è vergogna, non è vergogna
E pure tu so che penserai a me, ma non è vergogna, non è vergogna
E pure oggi so che penserò a te, ma non è vergogna, non è vergogna
E pure tu so che penserai a me, ma non è vergogna, non è vergogna
[Strofa 2]
Non è vergogna
No, non sono vegan, però mangio la foglia
Non ci salutiamo, però so che c'hai voglia
Quello che proviamo è come il quadro di Dorian
Eccoci alle prese (Ehi) con le emozioni sospese (Ehi)
Che i nostri amici già lo sanno cosa si nasconde dietro questo fare cortese
Fato palese, perfetti sconosciuti, Genovese (Ah)
C'è qualcosa che ci blocca (Ah), ma ci attira l'amarcord (Oh)
Forse basterà una volta (Ah), ma che cazzo forse no
[Pre-Ritornello]
Penserò a te (Eh)
Manco sono uscito dal locale che ti ho scritto in DM (Ehi)
Penserò a te
Perché la vita da distante non è stata un granché
[Ritornello]
E io penserò a te, ma non è vergogna, non è vergogna
E pure tu so che penserai a me, ma non è vergogna, non è vergogna
E pure oggi so che penserò a te, ma non è vergogna, non è vergogna
E pure tu so che penserai a me, ma non è vergogna, non è vergogna
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Possibile significato del testo di "Vergogna":
“Vergogna”: testo e significato di un ritorno che brucia
Vergogna è una delle tracce più intime di En?gma nell’album Tèmpora (uscito il 05/12/2025), prodotta da Verano. Il brano racconta il peso dei ricordi e il desiderio di riprendere ciò che è stato perso, senza mascherare la fragilità. Il testo è un mosaico di immagini che oscillano tra nostalgia e consapevolezza: non è vergogna pensare a chi hai amato, anche quando il tempo ha scavato distanze.
Il titolo come dichiarazione: pensare non è peccato
Il ritornello ripete “non è vergogna” come mantra: ammettere che il pensiero corre verso l’altro non è colpa, è umanità. In un contesto sociale che spinge a mostrarsi sempre forti, En?gma ribalta la logica: la vulnerabilità è verità. La ripetizione crea ritmo e sottolinea il concetto: non c’è nulla di sbagliato nel ricordare, anche se il ricordo punge.
Prima strofa: maglione, bar e schegge
L’apertura è cinematografica: “ho messo quel maglione che mi regalasti” è gesto che riaccende il passato. Le immagini scorrono tra bar estivi e notti cardiopalma, vestiti da spiaggia e sorrisi che bastavano a riempire il mondo. Poi il tono si fa crudo: “schegge dei nostri cuori infranti” conficcate in testa. È la poetica di En?gma: partire dal dettaglio per arrivare alla ferita.
Baci bastardi e ricordi stanchi: la grammatica del rimpianto
Le barre elencano istanti che oggi pesano come macigni: pizzichi, mani sui fianchi, risate sporche. Non c’è idealizzazione: il passato è raccontato con le sue contraddizioni, tra dolcezza e eccesso. La vergogna, qui, non è per ciò che si è fatto, ma per ciò che si prova ancora. Il brano diventa confessione senza filtri.
Seconda strofa: foglie, quadri e sospensioni
“Mangio la foglia” è espressione popolare che indica intuizione: capisci che l’altro prova lo stesso, anche se il silenzio domina. Poi arriva il colpo di classe: “quello che proviamo è come il quadro di Dorian”. Il riferimento al romanzo di Wilde è potente: emozioni che restano giovani e intatte, mentre fuori tutto invecchia e si corrompe. È la fotografia di un sentimento che sfida il tempo, ma porta con sé ombre.
Perfetti sconosciuti e Amarcord: cinema e autoriferimenti
“Perfetti sconosciuti, Genovese” è citazione al film cult di Paolo Genovese, dove segreti e verità esplodono attorno a un tavolo. En?gma usa il rimando per dire che dietro la cortesia si nasconde un magma di emozioni. Subito dopo, il richiamo ad “Amarcord” (settima traccia dell’album) chiude il cerchio: il tema della memoria attraversa tutto il progetto. Ricordare non è vergogna, è ossessione che torna come onda.
Bridge: DM e distanza
Il ponte è attualissimo: “manco sono uscito dal locale che ti ho scritto in DM”. La dinamica digitale entra nel racconto senza stonare: la distanza fisica si colma con messaggi che però non bastano. “La vita da distante non è stata un granché” è la resa di chi ha provato a sostituire la presenza con pixel e ha perso la partita.
Produzione di Verano: elettronica che accarezza
Il beat firmato Verano è un tappeto elettronico morbido, con synth che avvolgono e percussioni leggere. La scelta sonora amplifica il tono confidenziale del brano: non serve rumore, serve spazio per le parole. La voce di En?gma resta centrale, con sfumature che oscillano tra sussurro e dichiarazione.
Periodo storico: fine 2025, tra hype e fragilità
Pubblicare “Vergogna” a dicembre significa chiudere l’anno con un brano che parla di verità emotive. In un’epoca di performance costante, En?gma sceglie la lentezza: racconta il coraggio di ammettere il pensiero, di non mascherare il rimpianto. È rap che si fa diario, che usa la lingua per scavare invece che per coprire.
Immagini chiave e decodifica rapida
• Maglione – oggetto come detonatore di memoria.
• Quadro di Dorian – eternità del sentimento, corruzione del contesto.
• Perfetti sconosciuti – segreti sotto la superficie.
• Amarcord – autoriferimento al tema del ricordo.
Lettura barra per barra: highlights
“Intenti dannati con i sentimenti santi” – ossimoro che racconta la tensione tra desiderio e purezza.
“Schegge dei nostri cuori infranti” – dolore fisico come metafora di pensieri fissi.
“Non ci salutiamo però so che c’hai voglia” – il non detto che urla più delle parole.
Significato complessivo
Vergogna è un brano che smonta il tabù del pensiero nostalgico: non è debolezza, è traccia di ciò che ha contato. Il testo intreccia ricordi, citazioni letterarie e cinematografiche per dire che la memoria non si cancella con un click. En?gma firma una canzone che vibra tra confessione e cultura pop, capace di far sentire il peso di un DM e la leggerezza di un sorriso che torna in mente. Non è vergogna: è verità.
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