Testo e Significato di Ancora Tra – Paky ft. Baby Gang, Shiva


Testo e significato della canzone “Ancora Tra” di Paky ft. Baby Gang, Shiva contenuta nell’album musicale “GLORIA” di Paky del 2025.

Cover dell'album 'GLORIA' di Paky in cui è contenuta 'Ancora Tra'
Cover dell’album ‘GLORIA’ di Paky


Testo “Ancora Tra”:

[Testo di “Ancora Tra” ft. Baby Gang & Shiva]

[Strofa 1: Paky]
Sono ancora tra (Ah-ah) mille sbatti giudiziari
Ho ancora fra’ (Ah) chiusi nei penitenziari
Fuori c’hanno figli che son diventati padri (Ah-ah)
Mentre son passati gli anni (Ah)
Ho preso un nuovo gingillo
Cinta, scarpa Zanotti in pelle di coccodrillo (Coccodrillo)
Cristo mi ha fatto due mani, ma mi basta un dito (Ah-ah)
Per rimandare da Lui chiunque mi ha tradito
O sei seguace o sei nemico (Brrah, brrah, brrah)
Se scendo da sopra un mezzo, è per salire sopra un altro
Cosicché chiunque ci segue non sa neanche in che auto stiamo (Uaum, uaum)
Ho incrociato lo sguardo con chi mi stava sul cazzo
Nessuno ha mai detto a, hanno sempre abbassato il capo
Merce chiusa dentro il cellofan (Ah-ah)
A quelli come me quaggiù è rimasto solo il cielo, fra’
A volte nemmeno quello
Se devi spararmi, stronzo, prendi il ferro e fallo adesso
Non quando mi giro dietro

[Ritornello: Shiva]
Sono ancora tra
Ispezioni, reclusioni, scusa, ma’
Ciò che voglio, ho fatto solo la metà
Prego un dio che non so se mi ascolta
Mentre sento che ‘sta vita si accorcia
Lo sai, fra’
Non son più lo stesso di qualche anno fa
Questa merda va molto più in là del rap
Quindi odiami o amami
Ma, se vuoi fermarmi, sparami

[Strofa 2: Baby Gang]
Sono ancora tra (Brr, brr) avvocati e magistrati
Ancora tra (Pow, pow) i quartieri disagiati (Eh)
Sono tra queste mura, Dio, perdona i miei peccati (Seh)
Il problema sono io o il problema sono gli altri? (Sono gli altri)
Che non sanno
Quanti colpi partiranno solo a Capodanno (Pow)
Ho una lista nera, anche una lista in bianco
Niente arma bianca grazie al mio cuore che è bianco (No)
Saltavano in aria tutti quanti, tutto quanto (Seh)
Vivo come Scarface, non sono Montana
Metto cagoule nella mia face (Ah), oggi a chi si spara?
Voglio sparare al nemico (Eh), ma c’è prima mio amico (Ah)
Quindi vada come vada, a chi becco prima in strada
A chi becco prima pow, pow, arrivederci
Due calibro .9 e, ciao ciao, analizza i testi
Fidati, non son gli altri, ma mo giro sui mezzi
E, quando passo, dici: “Wow, wow, chi sono questi?”

[Ritornello: Shiva]
Sono ancora tra
Ispezioni, reclusioni, scusa, ma’
Ciò che voglio, ho fatto solo la metà
Prego un dio che non so se mi ascolta
Mentre sento che ‘sta vita si accorcia
Lo sai, fra’
Non son più lo stesso di qualche anno fa
Questa merda va molto più in là del rap
Quindi odiami o amami
Ma, se vuoi fermarmi, sparami

[Outro: Shiva]
Tu chi sei? Dove sei? Quanto vuoi? Ah
Tu chi sei? Dove sei? Quanto vuoi? Ah
Tu chi sei? Dove sei? Quanto vuoi? Ah
Quanto vuoi? Ah, quanto vuoi? Ah
Tu chi sei? Dove sei? Quanto vuoi? Ah
Tu chi sei? Dove sei? Quanto vuoi? Ah
Tu chi sei? Dove sei? Quanto vuoi? Ah
Quanto vuoi? Ah, quanto vuoi? Ah


Possibile significato del testo “Ancora Tra”:

“Ancora Tra” di Paky ft. Baby Gang & Shiva: lettura del testo e del suo significato

Ancora Tra” arriva il 12 dicembre 2025 dentro GLORIA, con un suono cupo e cinematografico che porta la firma di Night Skinny (con contributo autoriale di Finesse). Il brano unisce tre traiettorie della scena Rap Italiano – Paky, Baby Gang, Shiva – e le fa convergere in un racconto di sopravvivenza, orgoglio e stanchezza. Il testo è un mosaico di immagini: sbatti giudiziari, penitenziari, liste nere, preghiere incerte. “Ancora tra” diventa formula-test, un ritornello concettuale che significa: siamo ancora dentro la stessa guerra, eppure in piedi.

La formula del titolo: “ancora tra” come status esistenziale

Ripetere «ancora tra» vuol dire dichiarare un presente che non passa. Non è nostalgia né auto-celebrazione: è constatazione. Paky apre ricordando «mille sbatti giudiziari» e amici «chiusi nei penitenziari», mentre fuori «i figli sono diventati padri». Il significato è chiaro: il tempo scorre, ma il sistema di vincoli resta, e costringe a una maturità forzata.

Paky: gerarchia, lealtà e paranoia di strada

Nella prima strofa, Paky alterna ostentazione (Zanotti, coccodrillo) a codici d’onore. «Cristo mi ha fatto due mani, ma mi basta un dito per rimandare da Lui chiunque mi ha tradito» fonde sacro e violento: l’idea è che la lealtà valga più del brand. «O sei seguace o sei nemico» esplicita una logica binaria – dentro o contro – tipica dei contesti ad alta pressione. La strategia di salire e scendere da mezzi diversi, «cosicché chiunque ci segue non sa neanche in che auto stiamo», è paranoia lucida: difendersi significa disorientare chi ti osserva.

Merce, cellofan e cielo: verticalità del racconto

«Merce chiusa dentro il cellofan» è la materia cruda della strada; «a quelli come me quaggiù è rimasto solo il cielo» rovescia la prospettiva. Sotto c’è traffico e rischio; sopra resta una speranza astratta. Se «a volte nemmeno quello», la barra avverte che l’orizzonte può oscurarsi del tutto. Il testo si muove così in verticale: sotto – merce, armi; sopra – giudizio, destino.

La chiamata al coraggio: «se devi spararmi, fallo adesso»

La chiusura di strofa – «prendi il ferro e fallo adesso» – rifiuta l’agguato alle spalle. È un’etica storta ma netta: meglio l’attacco frontale che la viltà. In questo c’è la poetica di Paky: orgoglio come armatura, lucidità come arma.

Shiva al ritornello: preghiera, scadenze e trasformazione

Il ritornello di Shiva cambia il registro: «prego un dio che non so se mi ascolta» mette insieme scetticismo e bisogno. «Sento che ’sta vita si accorcia» porta il tema del tempo che stringe: «non sono più lo stesso di qualche anno fa». Il significato si allarga oltre il rap: «questa merda va molto più in là del rap» – cioè le dinamiche di strada non finiscono nel microfono, condizionano affetti, scelte, futuro.

Baby Gang: bilanci, liste e bersagli

La seconda strofa è la più esplosiva. «Ancora tra avvocati e magistrati» incastra pubblico e privato; «quartieri disagiati» riporta al paesaggio sociale. L’ossimoro morale – «il problema sono io o il problema sono gli altri?» – espone il conflitto identitario. Le «liste» (nera e bianca) sono due registri emotivi: debiti e perdoni. «Vivo come Scarface, non sono Montana» rifiuta l’equivalenza cinema-vita: la postura è iconica, ma la biografia resta concreta, con «cagoule» e incognite.

La spirale della violenza: etica del “chi becco prima”

«Voglio sparare al nemico, ma c’è prima mio amico… a chi becco prima in strada»: la barra espone il paradosso tossico della ritorsione. Priorità e legami si accavallano, il confine tra giustizia e vendetta collassa. Il pezzo non giustifica: registra il corto circuito di un ecosistema in cui la pressione produce scelte senza uscita.

Lingua e identità: il codice ibrido del brano

Tra italiano, slang e onomatopee («brr», «pow», «uaum»), «Ancora Tra» costruisce un idioma che mescola locale e globale. Le origini marocchine di Baby Gang affiorano nei riferimenti e nell’energia vocale, mentre Shiva porta il suo marchio di fabbrica – ritornelli incisivi e lessico schietto. La voce di Paky resta l’ancora narrativa: sguardo di quartiere, memoria lunga, cinismo protettivo.

Night Skinny e Finesse: tappeto sonoro e regia emotiva

La produzione di Night Skinny lavora per sottrazione: cassa asciutta, basso scuro, tappeti minimali che lasciano spazio alle voci. I dettagli melodici aprono spiragli (specie nel ritornello), ma l’atmosfera resta compressa, come se ogni colpo potesse arrivare da un momento all’altro. È una regia che privilegia storytelling e impatto delle barre.

Religione, fatalismo, contratti non scritti

La traccia mette continuamente in contatto Dio e la strada: si prega senza garanzia d’ascolto, si invoca il cielo anche quando «non resta nemmeno quello». Sono contratti non scritti – di lealtà, di difesa, di rappresaglia – che sostituiscono una legalità percepita come lontana o ostile. Il significato è un misto di fatalismo e agency: non decido dove nasco, ma decido come resto in piedi.

Immaginario visivo: cellofan, mezzi, capi abbassati

Il testo è ricco di gesti concreti: «incartare la merce», «salire e scendere dai mezzi», «abbassare il capo». Sono fotogrammi che rendono fisico il racconto. Lo sguardo incrociato con chi «stava sul cazzo» e la scelta di evitare l’escalation («nessuno ha mai detto a») mostrano che la violenza è codice ma anche deterrente.

“Ancora tra” oltre il rap: sociale, giuridico, culturale

Il refrain «ancora tra ispezioni e reclusioni» cita un perimetro che non è solo musicale. Il linguaggio del brano racconta il rapporto con le istituzioni (polizia, tribunali), con l’economia informale (merce, cellofan), con i media (tiktokers, hype). La traccia registra come una body-cam: niente filtri, niente alibi.

Etica della responsabilità e del rischio

Quando Shiva dice «odiami o amami, ma se vuoi fermarmi sparami», spinge il discorso a un bivio netto: nessuna diplomazia. È un’etica dura, che privilegia la coerenza alla mediazione. In controluce, però, si sente il peso della stanchezza: «non sono più lo stesso di qualche anno fa». La maturazione è amara, ma reale.

Parole chiave e immagini dominanti

Ancora come ritorno coattivo; tra come sospensione; penitenziari e ispezioni come cornice istituzionale; cellofan, mezzi, ferro come strumenti; preghiera come gesto ambiguo. Queste icone fissano la mappa semantica del brano e ne sostengono il significato.

Chiavi d’ascolto: cosa cercare nelle prossime play

1) Ascolta il passaggio di prospettiva tra le tre voci: Paky osserva e ordina, Shiva sintetizza, Baby Gang incendia. 2) Nota gli appoggi della produzione (pausa-basso-pausa) su certe parole-chiave, specie nel ritornello. 3) Segui le antitesi: cielo/cellofan, fede/arma, nemico/amico. 4) Domandati dove, nella tua città, quei fotogrammi trovano specchio.

In sintesi

Ancora Tra” è un testo di realismo e resistenza: tre voci che non chiedono sconti, una produzione che mette le barre al centro, un racconto che non promette redenzione ma pretende riconoscimento. Il significato non è l’apologia della violenza: è l’anatomia di un ecosistema dove le scelte sono quasi sempre di sopravvivenza. Restare «ancora tra» non è una posa: è la fotografia di oggi.

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