31/10/2025
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Testo e Significato di Curiosity (oltre il bagliore) – Caparezza
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Testo "Curiosity (oltre il bagliore)":
[Testo di "Curiosity (oltre il bagliore)"]
[Intro: Caparezza]
È scritto!
Sia lodato ogni centesimo per le sonde e per i moduli
Per la gloria dei cosmologi, per chi studia le vere super star
Per i rover che, come superstar
Su fogli di roccia e polvere lasciano i loro autografi
A maiuscole è scritto:
"Sopporta i commenti retorici"
Tipo: "Si spenda per scopi più nobili, vergogna
Ma salviamo il pianeta, salviamo gli uomini!"
Anch'io vorrei salvarmi
[Strofa 1: Caparezza]
Ma un uomo senza curiosità (Ah) è già un uomo morto
Nell'universo-università (Ah) noi siamo fuori corso
Non è l'amore che muove il mondo ma la sete di conoscenza
L'amore è conseguеnza o un incidente di percorso
Abbiamo bisogno di bianchi scafandri, cuori е comandi pulsanti
Di preferire a carati e diamanti, alieni coi tratti da Mantis
Lì nella volta già fioccano i razzi, rotta sui monti di Tharsis
Contatto con luoghi distanti, io, quarto dottore nel TARDIS, invoco
[Ritornello: Caparezza]
Sirio, Rigel, Vega, Deneb, Alnilam
Ditemi cose che non so, prima che venga l'aldilà
Ho punti di domanda, Sirio, Rigel, Vega, Deneb, Alnilam
Ditemi cose che non so o inaridisco, Wadi Rum
Voglio sapere che c'è, oltre il bagliore che c'è
[Bridge: Caparezza]
È scritto, siamo tutti qui per imparare
Non per fare i conti in tasca agli astrofisici
Mentre gettiamo spicci nelle fontane
La curiosità non è un istinto, è un dovere morale
È un dovere morale perché in fondo è tutto scritto
E non abbiamo letto niente
Siamo fermi al capolettera di un firmamento amanuense
Centinaia di milioni di triliardi di pianeti e ci sentiamo senza eguali
[Strofa 2: Caparezza]
Non parlo di navicelle per i mecenati in vetrina
Ma di sapere, di scienze, dove la domanda è benzina
Curiosità big bang, niente sarà più come prima
Quando tutto perde di senso, ti fa come la fluoxetina
Respira
Strano che il posto più ostile alla vita mi renda sereno
Ma non ipocrita come chi vuole la fede bandita, poi prega in segreto
Giove, voglio tutti gli astri qui per me, spazi costellati di perché
Dammi nuovi scatti di James Webb, l'astronave a scacchi di Tin Tin
[Ritornello: Caparezza]
Sirio, Rigel, Vega, Deneb, Alnilam (Lam, lam, lam)
Ditemi cose che non so, prima che venga l'aldilà (La, la, la, la, la, la)
Ho punti di domanda, Sirio, Rigel, Vega, Deneb, Alnilam
Ditemi cose che non so o inaridisco, Wadi Rum
Voglio sapere che c'è, oltre il bagliore che c'è
Voglio sapere che c'è, oltre il bagliore che c'è
Curiosity!
[Interludio: Maurizio Cheli]
Con lo shuttle o con la stazione spaziale si va alle stesse quote, praticamente, tra i 380 e 400 km di quota. Si va a circa tre ore di macchina se uno potesse guidare verso l'alto e quello che colpisce è che si vedono le città e come cambia la morfologia del terreno a causa dell'uomo, ma non si vede l'uomo.
(Ma non si vede l'uomo)
E questo è qualcosa di emotivamente molto forte perché pensare che sia sufficiente una così limitata distanza perché tutta la nostra vita venga rimessa in una prospettiva completamente diversa rispetto alla dimensione dell'universo è qualcosa che colpisce veramente nel profondo.
[Outro: Caparezza]
Voglio sapere che c'è (Fuori da me), oltre il bagliore che c'è (Fuori da qui)
Voglio sapere che c'è (Fuori da me), oltre il bagliore che c'è (Fuori da qui)
Curiosity!
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Possibile significato del testo di "Curiosity (oltre il bagliore)":
Con Curiosity (oltre il bagliore), Caparezza firma un inno alla conoscenza che si incastra alla perfezione nell’universo narrativo di Orbit Orbit (31 ottobre 2025). Il testo mette in scena una liturgia laica: lode a sonde, moduli, cosmologi, rover che “firmano” il suolo marziano come vere superstar. L’artista ribalta l’ovvietà dei commenti moralisti e afferma una tesi netta: a spingere il mondo non è il sentimentalismo, ma la curiosità. “Oltre il bagliore” non è solo l’eco della scia di un’astronave, è un programma di vita: guardare oltre l’abbaglio, oltre l’ideologia, oltre i limiti autoimposti.
Oltre il bagliore: titolo, immaginario e rotta
Il titolo evoca il rover Curiosity e, insieme, un gesto mentale: andare dove finisce la luce e iniziano le domande. Nel fumetto associato, l’atterraggio di emergenza genera un “bagliore” che viene scambiato per segno divino da un popolo che attende un Messaggero. Caparezza mette così in corto circuito fede cieca e ricerca empirica. L’esortazione è chiara: non fermarsi al fenomeno ma leggerne le cause, non idolatrare l’ignoto ma studiarlo. Il significato del brano vive qui: trasformare lo stupore in metodo, la meraviglia in indagine.
Il ritornello come bussola: stelle e sete di sapere
Invocare Sirio, Rigel, Vega, Deneb, Alnilam è convocare il cielo come enciclopedia vivente. Prima dell’aldilà, il rapper vuole risposte: “ditemi cose che non so”. L’immagine del Wadi Rum - deserto rosso, arido e lunare - funziona da metafora: senza scoperte l’anima si secca. Chiedere alle stelle è poetico, ma anche pragmatica aspirazione a uscire dall’ignoranza. Le stelle diventano letteralmente “punti di domanda”, segni luminosi sospesi su un quaderno infinito che aspetta di essere letto pagina dopo pagina.
Conoscenza come motore primo
Caparezza rovescia la tradizione che vuole l’Amore come forza che muove il cosmo e elegge la curiosità a carburante dell’esistenza. L’Amore non scompare, ma diventa esito, inciampo, effetto collaterale di un viaggio più grande. È una provocazione filosofica: non c’è etica senza conoscenza, non c’è progresso senza ricerca. In questo quadro la spinta a “sapere” diventa dovere morale, non capriccio intellettuale. Il testo intero ribadisce: finché chiediamo, viviamo; quando smettiamo, ci spegniamo.
Universo-università: siamo fuoricorso
La barra che accosta universo e università funziona da specchio umile: se l’universo fosse un corso di laurea, saremmo in colpevole ritardo. Abbiamo letto appena l’iniziale di un manoscritto cosmico, fermi al capolettera di un “firmamento amanuense”. Da qui la predica: smettiamola di fare i conti in tasca agli astrofisici mentre buttiamo monetine in fontane per superstizione. La curiosità non è un vizio, è un’obbligazione etica perché il libro è aperto e noi lo ignoriamo.
Overview Effect: vedere la Terra e non vedere l’uomo
La voce dell’astronauta che racconta la vista da orbita bassa imprime una scossa emotiva: città e morfologie si distinguono, l’individuo scompare. Bastano poche centinaia di chilometri per rimettere la vita in prospettiva. È la definizione pratica di ciò che molti chiamano “effetto della veduta d’insieme”: la consapevolezza che il nostro dramma privato è un pixel in un quadro sterminato.
Questa distanza non anestetizza, anzi: motiva a capire, a prendersi cura, a smettere di litigare su piccole cose e fare domande grandi.
Pop culture come bussole: TARDIS, Mantis, Tintin
Nel brano compaiono riferimenti pop che non sono citazioni casuali. Il TARDIS è la cabina che viaggia nel tempo e nello spazio, “più grande dentro che fuori”: perfetta metafora della mente umana, capace di espandersi oltre il guscio. Mantis, creatura empatica dell’universo Marvel, incarna l’auspicio di incontrare alterità gentili. L’“astronave a scacchi” di Tintin rimanda all’infanzia della fantascienza europea e al sogno di andare oltre il punto più lontano. Sono icone che trasformano la curiosità in estetica e carattere.
Marte, Tharsis e i rover come superstar
Il lessico è spaziale, ma palpabile: scafandri bianchi, comandi pulsanti, razzi che fioccano. La rotta verso i monti di Tharsis evoca il Marte vulcanico che conosciamo dalle missioni. I rover sono protagonisti che lasciano “autografi” su rocce e polveri: linee e tracce che per noi sono storia, per il pianeta sono il primo alfabeto terrestre.
Quando Caparezza brinda a “ogni centesimo” investito in sonde e moduli, non idolatra i budget: esalta la sete di sapere che quelle macchine incarnano.
Scienza vs vetrina: niente turismo spaziale, più ricerca
L’artista distingue la corsa ai razzi per miliardari dal percorso della scienza. Non parla di navicelle in vetrina per mecenati, parla di sapere che usa le domande come benzina. La tirata contro il moralismo è chirurgica: smettiamola di biasimare gli astrofisici e, insieme, spendere in riti superstiziosi. La curiosità non è un hobby d’élite, è una competenza civica. Se c’è un lusso, è quello di restare ignoranti mentre l’universo aspetta solo di essere studiato.
Space rock e space music: il suono dell’altrove
Musicalmente, Curiosity (oltre il bagliore) attinge a estetiche spaziali anni 70 e al rock cosmico, innestandole nel rap. Il tappeto sonoro mira a evocare vastità e sospensione: strumenti e synth disegnano traiettorie come scie di comete. È una produzione che non si limita a parlare di spazio, ma lo fa sentire. Quando la voce invoca costellazioni, il beat apre il cielo e il brano si fa finestra: lo spazio non è sfondo, è protagonista.
Psiche e serotonina: curiosità come antidepressivo
“Quando tutto perde di senso”, la curiosità agisce come una fluoxetina dell’anima. L’immagine è audace ma limpida: conoscere non risolve il dolore, però ridà respiro, riallinea, riapre valvole. A volte ci salva il fatto stesso di indagare. La curiosità è un muscolo che, se allenato, tiene insieme le giornate. È per questo che il deserto metaforico del Wadi Rum funziona: senza domande ci inaridiamo, con le domande torniamo a scorrere.
Giove, James Webb e l’umiltà statistica
Invocare Giove è parlare sia al dio che al pianeta, chiedendo uno sguardo largo. Le immagini del telescopio spaziale James Webb non sono gadget da social: sono finestre su epoche lontanissime, su polveri che diventano stelle, su mondi forse abitabili. Dentro questa immensità, sentirsi “senza eguali” è quanto meno azzardato. L’ipotesi più onesta è che siamo una possibilità tra miliardi di miliardi: proprio per questo vale la pena continuare a cercare.
Religione, ideologia e l’eresia del dubbio
Nel capitolo “Insidia” del fumetto parallelo, una popolazione scambia il bagliore per segno divino e vive di dottrine calate dall’alto. Caparezza non disprezza la spiritualità, ma critica l’uso della fede come bavaglio alla realtà. “È scritto!” ritorna come ritornello ironico: se è tutto già deciso, perché studiare? La sua risposta è opposta: proprio perché “è scritto” in lingua matematica e naturale, tocca a noi imparare quell’alfabeto e tradurlo, senza intermediari interessati.
Etica della curiosità: dovere, non capriccio
“Non siamo qui per fare i conti in tasca” a chi studia il cosmo: siamo qui per imparare. Il brano insiste sul concetto di dovere morale. La curiosità accende responsabilità sociali: più capiamo, meglio decidiamo. Difendere la ricerca pubblica e chi la porta avanti non è idolatria scientista, è pragmatismo. La scienza non risponde a tutte le domande, ma pone quelle giuste, sposta i confini, allarga il campo, ci rende meno soli nel buio.
La rotta personale di Caparezza
Anche sul piano biografico, Curiosity (oltre il bagliore) fotografa la fase di un artista che ha scelto di ridurre il rumore per aumentare il senso. Dopo anni difficili legati all’udito e alla fatica di stare sotto i riflettori, qui emerge una voce limpida che chiede spazio mentale. La curiosità diventa bussola per ricomporre il rapporto con l’arte: meno posa, più sostanza. È una scelta di rotta che parla anche a chi ascolta: tenere gli occhi sul cielo per capire meglio la Terra.
Oltre me, oltre qui
Nell’outro, la ripetizione “fuori da me, fuori da qui” chiude il cerchio: l’altrove non è evasione, è prospettiva. Guardare il mondo da fuori serve a rientrare più lucidi dentro se stessi. In questo senso l’intero brano è un esercizio spirituale dal taglio scientifico: mettere distanza per mettere a fuoco.
Curiosity (oltre il bagliore) consegna così un significato operativo: coltiva domande, taglia le superstizioni, studia i fenomeni. Il resto è abbaglio.
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