Testo e Significato di GIORNATA STORTA – Noyz Narcos


Testo e significato della canzone “GIORNATA STORTA” di Noyz Narcos contenuta nell’album musicale “FUNNY GAMES” di Noyz Narcos del 2025.

Cover dell'album 'FUNNY GAMES' di Noyz Narcos in cui è contenuta 'GIORNATA STORTA'
Cover dell’album ‘FUNNY GAMES’ di Noyz Narcos


Testo “GIORNATA STORTA”:

[Testo di “GIORNATA STORTA”]

[Intro]
Sine, dro-dro-drop that shit
Check, uno, eoh

[Strofa 1]
Uno m’ha detto: “Non voltarti indietro, tira dritto, vai, zì” (Vai, zì)
Tieni i conti a mente senza mai segnarli
Gli amici cambiano, i nemici no
Ecco perché so chi c’ho lontano e chi mi sta vicino no
Trusto la family che il sangue non mente
Credo in me perché lo so che c’ho in mente
Odio lo Stato perché non c’è mai quando serve
Ed odio chi lo serve
Guardo ‘na scritta sopra il muro: “Guardie merd–”
Non avverto amore, ecco perché triplico la dose
Ed odio le persone, cose preziose
Che collеzioni, che metti in cassetta, provarе l’ebrezza
Trovà un diamante puro in una pietra grezza

[Ritornello]
Vengo pe’ me perché c’ho il fegato che ancora brucia
Vengo per te, me paghi cash sulla fiducia
Vengo pe’ prendeme ‘sto posto che c’ho ancora inchiostro
Per scrivere sul muro vostro “Il mondo è nostro”
Vengo pe’ me perché c’ho il fegato che ancora brucia
Vengo per te, me paghi cash sulla fiducia
Vengo pe’ prendeme ‘sto posto che c’ho ancora inchiostro
Per scrivere sul muro vostro “Il mondo è nostro”

[Strofa 2]
Se penso a fra diec’anni, ho i brividi
Niente ripaga come i crimini (Oh), siamo già stati quelli che imiti (Seh, seh)
Completo grigio su camicia nera, John Gotti
Cresciuti in batteria, dai lotti a via Condotti (Oh)
Niente m’ha ripagato da pischello (Ah) a parte la grana
A parte il bordello, stecco un trip con mi fratello
Ancora strippo quando suona il campanello della porta (Oh)
La gente dorme, ‘sta gente è morta
Se crepa un papa, a chi importa? (Chi?)
Irrompo in Vaticano con un carro armato sfondando la porta
Giornata storta
Ho fatto un patto co’ n’amico mio (Secco)
Che stacchi la spina se me vole Dio

[Pre-Ritornello]
Vengo pe’ me perché c’ho il fegato che ancora brucia
Vengo per te, me paghi cash sulla fiducia
Vengo pe’ prenderme ‘sto posto che c’ho ancora inchiostro
Per scrivere sul muro vostro “Il mondo è nostro”

[Ritornello]
Vengo pe’ me perché c’ho il fegato che ancora brucia
Vengo per te, me paghi cash sulla fiducia
Vengo pe’ prendeme ‘sto posto che c’ho ancora inchiostro
Per scrivere sul muro vostro “Il mondo è nostro”
Vengo pe’ me perché c’ho il fegato che ancora brucia
Vengo per te, me paghi cash sulla fiducia
Vengo pe’ prendeme ‘sto posto che c’ho ancora inchiostro
Per scrivere sul muro vostro “Il mondo è nostro”

[Outro]
Vengo pe’ me perché c’ho il fegato che ancora brucia
Vengo per te, me paghi cash sulla fiducia
Vengo pe’ prendeme ‘sto posto che c’ho ancora inchiostro
Per scrivere sul muro vostro


Possibile significato del testo “GIORNATA STORTA”:

“GIORNATA STORTA”: testo e significato di una rivalsa scritta a spray

GIORNATA STORTA è una confessione a muso duro: Noyz Narcos mette in rima il corto circuito fra paranoia, ambizione e memoria di strada, su una produzione asciutta di Sine. Uscita il 28/11/2025 dentro l’album FUNNY GAMES, la traccia condensa in due minuti e mezzo il suo manifesto 2025: pochi elementi, immagini forti, frasi che diventano slogan. Il pezzo scorre come un piano sequenza nel giorno sbagliato – quello in cui tutto ti rema contro – ma con la lucidità di chi quel caos lo usa come carburante.

“Tira dritto”: l’autocitazione che apre il varco

L’incipit (“Non voltarti indietro, tira dritto, vai zì”) suona come un promemoria inciso sulla pelle. È una ripresa aggiornata di un mantra che Noyz aveva già scolpito anni fa, quando invitava a “tirare avanti a barra dritta”: la coerenza come postura, la diffidenza come cintura di sicurezza. Qui quell’energia viene rimessa in circolo in un presente più adulto: meno mitologia, più igiene mentale. L’idea è semplice – non fermarti, non girarti – ma detta con l’urgenza di chi ha visto quanto costa distrarsi in un ambiente che non perdona.

Amici e nemici: la bussola nei rapporti

Gli amici cambiano, i nemici no” è una delle barre più citabili del brano: chi viene dalla strada sa che la mappa degli affetti è instabile, mentre l’attrito resta. L’immagine è retroilluminata da un topos rap internazionale: chi ti ostacola, nel lungo periodo, è più prevedibile di chi ti abbraccia. In “GIORNATA STORTA” questa linea non è cinismo gratuito ma settaggio di sopravvivenza: fidati del sangue (“la family”), fidati di te, prendi nota a mente e non su carta perché i conti veri si fanno nel silenzio.

Odio istituzionale, overdose emotiva

Quando Noyz dice di “odiare lo Stato” perché assente “quando serve”, sta fotografando un sentimento diffuso in quartieri che si sentono visti solo per reprimere. Il dettaglio della scritta sul muro (“guardie…”) è il graffito che trasforma il disagio in segnale. Subito dopo c’è la valvola di sfogo: triplico la dose, anestetizzo l’assenza di amore. Non è un invito allo sballo ma un’ammissione: la fuga è parte del quadro, e la barra successiva (il “diamante nella pietra grezza”) dice che anche dentro una giornata marcia puoi trovare qualcosa che luccica.

Il ritornello come manifesto: “Il mondo è nostro”

Il ritornello è uno slogan da muro: “Vengo per me… c’ho ancora inchiostro / per scrivere sul vostro muro: il mondo è nostro”. Non è solo spavalderia. È un frame culturale che richiama l’immaginario delle periferie filmate in bianco e nero: scritte che rivendicano spazio, identità, appartenenza. La frase suona come un timbro sullo stesso concetto: finché ho voce e penna (inchiostro), mi prendo il mio posto e lo lascio scritto dove tutti vedono. Il gesto è politico e personale insieme.

Seconda strofa: brividi sul futuro e memoria criminale

La seconda strofa si apre con un’interrogazione senza filtro: “Se penso a fra diec’anni, ho i brividi”. È l’ammissione di quanto l’incertezza mastichi anche chi ha fatto carriera. Subito dopo arriva la frase più tagliente: “Niente ripaga come i crimini”. Detto da chi ha costruito un immaginario gangster, suona come una smorfia amara: la scorciatoia paga, ma presenta il conto. Il riferimento a John Gotti veste l’ego di un completo anni 80, più icona che cronaca; i passaggi “dai lotti a via Condotti” traducono l’ascensore sociale in immagini di Roma: palazzi popolari vs vetrine di lusso.

Il campanello che suona: ansia, porte e memoria

Ancora strippo quando suona il campanello” colpisce perché è realismo puro. Per chi è cresciuto nel sospetto, la soglia di casa è un punto di rottura: lì può entrare tutto – l’amico, la polizia, il passato. La barra fa suonare l’allarme e definisce il tono della traccia: non è un pezzo da club; è il giorno storto raccontato come si vive, con i nervi tesi anche quando tutto intorno dorme.

“Irrompo in Vaticano”: iperbole sacrilega e rabbia civile

La fantasia di sfondare una porta sacra con un carro armato è un’iperbole programmatica: non è un piano d’azione, è un’immagine che scardina simboli di potere e dice quanto la frustrazione possa diventare bestemmia sociale. Dentro la poetica di Noyz questo tipo di shock value serve a far crollare i muri del perbenismo e tenere alta la tensione narrativa: l’io non chiede permesso, si autoelegge irregolare e ti costringe a guardare.

Il patto col fratello: controllo dell’uscita

Ho fatto un patto co’ n’amico mio / che stacchi la spina se me vole Dio”. La rima è cupa ma lucidissima: giocare con la morte per riprendersi il controllo sulla fine. È uno di quei lampi che rendono il pezzo più che una sfilata di punchline. Dentro una GIORNATA STORTA, Noyz mette il tema della dignità: meglio accordarsi prima con chi ami che farsi decidere da altri quando si chiude il sipario.

Gli echi che amplificano il senso: richiami e genealogie

Il brano lavora per rimandi. L’incipit dialoga con una vecchia stagione del catalogo di Noyz, quando la parola d’ordine era “stringi i denti e vai”. Lo slogan “Il mondo è nostro” suona come la targhetta di tante culture hip hop di periferia: rivendicare lo spazio con il lettering è pratica storica. E quella barra sugli amici che cambiano mentre i nemici restano è un luogo comune del rap globale che qui viene piegato allo sguardo romano: poche facce fidate, tante maschere riconoscibili.

Produzione di Sine: battito secco, spazio per la voce

La beatmaking di Sine gioca in sottrazione: cassa e rullante come colpi di scena, basso a tenuta e pochi elementi per far respirare l’interpretazione. È un minimalismo “di servizio” che inquadra il testo: la voce resta altissima nel mix, e ogni pausa tra le frasi ha il tempo di sedimentare. In un disco pieno di film mentali, “GIORNATA STORTA” è la scena dove la macchina da presa resta fissa sul volto.

Periodo storico: fine 2025, Italia stanca ma iper-connessa

Ambientare questo racconto nell’autunno 2025 significa parlare a un paese che macina in loop crisi, sfiducia, polarizzazione, e intanto scrolla news ogni tre secondi. In questo clima, la posa “vengo per me / paghi cash sulla fiducia” suona come risposta a un’economia emotiva e reale dove l’anticipo è tutto e i conti dell’anima te li fai da solo. Il graffito “Il mondo è nostro” è anche una spinta a riprendersi spazio in un feed che ti schiaccia.

Decodifica rapida delle immagini chiave

“Tira dritto” – disciplina, tunnel vision, continuità con la poetica storica di Noyz.
“Gli amici cambiano / i nemici no” – bussola relazionale: fiducia minima, radar sempre acceso.
“Triplico la dose” – anestesia emotiva: quando l’amore manca, si alza il volume degli stimoli.
“Il mondo è nostro” – slogan di appropriazione: la città come lavagna su cui scrivere identità.
“John Gotti / via Condotti” – crime icon + Roma glamour: ascesa sociale raccontata come montaggio parallelo.
“Campanello” – trauma sonoro: la soglia di casa come detonatore d’ansia.
“Carro armato in Vaticano” – iperbole: ribellione immaginifica contro i palazzi del potere.
“Staccare la spina” – controllo del destino: chiusura del cerchio con un amico, non con lo Stato.

Perché funziona nell’album “FUNNY GAMES”

Nel mosaico del disco, GIORNATA STORTA è la tessera realista: niente cameo, niente fuochi d’artificio, solo voce, beat e scritte sui muri. Fa da contrappeso ai brani più cinematografici: qui l’horror è interiore, il “gioco” è cercare di rimanere lucidi quando tutto gira storto. È anche uno dei pezzi che più chiaramente raccontano l’alleanza Noyz–Sine: rap diretto, produzione chirurgica, zero fronzoli.

Dal rap al cinema e ritorno: l’immaginario che attraversa il pezzo

La frase “scrivere sul vostro muro” attiva, anche senza citarlo, l’immaginario delle periferie filmate nei 90: tag che sfidano l’ordine, slogan contro le guardie, toni da reportage. “GIORNATA STORTA” usa quello spirito per dire che nel 2025 il gesto non è passato di moda: è ancora una forma di occupazione simbolica. La città resta il luogo del conflitto, reale e mentale.

Significato in breve (per chi ha poco tempo)

GIORNATA STORTA mette in scena la resistenza di chi, in una giornata nera, sceglie di non piegarsi: stringe i ranghi, si fida del sangue, trasforma il nervo in linguaggio e lascia il messaggio scritto dove conta. Il testo è un vademecum per attraversare il caos senza perderti, scandito da un beat che ti riporta sempre al punto: “vengo per me, vengo per prendermi il mio”.

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