28/11/2025
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Testo e Significato di FUNNY GAMES – Noyz Narcos
Testo e significato della canzone “FUNNY GAMES” di Noyz Narcos contenuta nell’album musicale “FUNNY GAMES” di Noyz Narcos del 2025.

Testo “FUNNY GAMES”:
[Testo di “FUNNY GAMES”]
[Intro]
Eoh, check out
Yes, yo
Secco
Ah-ah
Sine, dro-dro-drop that shit
Eoh
[Strofa 1]
Entro nella villa di famiglia coi pentacoli negli occhi, tredici rintocchi
Quelle notti due, perso nelle strade buie
Ombre che s’allungano al passaggio mio (Oh)
Il machete ha sete, non comando io
Incatenati dentro le segrete
Se venite per il sangue, avrete quello che volete
Giusto fuori dal Korova Milk Bar, ‘sta città sotto Lattepiù
Sembra che si crеpano i palazzi, che cascano giù (Ah)
In testa c’ho n’idea strana, un brivido lungo la schiеna
Guarda come crepa un figlio di puttana questa sera (Oh)
Eccoci in dritto da venerdì sera
L’Audi si trasforma in un Durango
Troie nude lottano nel fango
Ciocca mi cugino che ti striscia in casa co’ una lastra
MI bastard, belli da Dio come ‘na Mazda
Questo gioco mi diverte sempre
Corro in pieno giorno co’ du’ ferri in mano urlando “Mo sparo” tra la gente (Eoh)
[Ritornello]
Funny how, come ‘n cazzo de clown ridi
Guarda il nulla negli occhi di chi uccidi
Funny games come i miei eroi preferiti
Scary movie, new blood, scum city
Funny how, come ‘n cazzo de clown ridi
Guarda il nulla negli occhi di chi uccidi
Funny games come i miei eroi preferiti
Scary movie, new blood, scum city
[Strofa 2]
Oh mio Dio, scoppia il drama
Ecco n’altro stronzo che m’infama, lui vorrebbe la mia fama
Non seguire i miei consigli, esce il nuovo album, coppa
Doppia N t’accoppa, kidnappa i tuoi figli
Pe’ ‘sti scrausi non mi faccio vent’anni
Psycho killer, Ted Bundy, Pacciani e Vanni
Funny games col mio buddy
Bitch, come to daddy, please
Venti g nei miei baggy jeans
Al mio tre dite tutti “Cheese”, poi sparo (Puh)
Non captavano i segnali nel mio diario
Non ho storie a lieto fine nelle mie rime (Ahahah)
Solo frammenti di carnefici–
Alexander DeLarge sparge blue blood
Non ho più paura di nessuno, ho solo fear of God
In missione per conto di Cristo, vuoi l’inferno? Ci sto
Mi faranno santo come Callisto
[Ritornello]
Funny how, come ‘n cazzo de clown ridi
Guarda il nulla negli occhi di chi uccidi
Funny games come i miei eroi preferiti
Scary movie, new blood, scum city
Funny how, come ‘n cazzo de clown ridi
Guarda il nulla negli occhi di chi uccidi
Funny games come i miei eroi preferiti
Scary movie, new blood, scum city
[Outro]
Scum city, scum city, scum city
Possibile significato del testo “FUNNY GAMES”:
“FUNNY GAMES”: testo e significato di un home invasion mentale
FUNNY GAMES è la traccia manifesto del disco omonimo di Noyz Narcos (28/11/2025), prodotta da Sine. Qui Noyz costruisce un vero e proprio film in cuffia: immagini taglienti, ritmo marziale, citazioni cinefile e un io narrante che alterna freddezza e delirio controllato. Il brano, non a caso posto nel cuore dell’album, è un biglietto da visita dell’estetica 2025 della coppia: suono essenziale, punchline cinematografiche, violenza come linguaggio simbolico e consapevolezza di parlare a un Paese stanco e iper-medializzato. Il testo è un labirinto di stanze: ogni barra apre una porta diversa – distopia, cronaca, ironia nera – ma il corridoio centrale resta uno: è un gioco (crudele) che la città ti impone.
Villa, segrete, rintocchi: l’horror domestico come set
L’incipit (“villa di famiglia”, “segrete”, “tredici rintocchi”) mette subito la macchina da presa sull’horror d’invasione domestica: la casa smette di essere rifugio e diventa teatro. L’io lirico è insieme attore e regista: non “comanda” fino in fondo – “il machete ha sete” – perché la violenza, nel racconto, è una forza impersonale che attraversa i corpi. È una chiave con cui Noyz da sempre entra nella testa dell’ascoltatore: riduce le coordinate, ingrandisce i dettagli, blocca il frame su immagini che restano.
Korova Milk Bar e Lattepiù: la distopia di Burgess/Kubrick dentro Roma
“Giusto fuori dal Korova Milk Bar” e la città “sotto Lattepiù” spostano la scena nell’universo di Arancia meccanica: il bar dove Alex e i drughi bevono il latte+ addizionato di sostanze, preludio all’ultraviolenza. La citazione non è gratuita: Noyz porta il lessico di quel mondo dentro il nostro, suggerendo che la spettacolarizzazione della violenza è già routine. Era un rimando che aveva toccato anche in altri pezzi della sua storia; qui diventa impalcatura del brano. L’effetto è quello di un crossover culturale: la Roma contemporanea viene filmata con la lente di Kubrick, e la distopia diventa cronaca.
Durango 95, Audi che si trasforma e ultraviolenza pop
“L’Audi si trasforma in un Durango”: è un’altra freccia verso Arancia meccanica, dove la “Durango 95” è il nome affibbiato alla Adams Probe 16, coupé futurista usata da Alex per correre contromano. Qui l’auto quotidiana muta nello “strumento-sogno” del cinema: la strada reale slitta in estetica filmica. Noyz trasforma la velocità in metafora di escalation: il set si accende, la città reagisce, il ritmo del pezzo cambia marcia.
“MI bastard, belli da Dio come ’na Mazda”: doppio strato tra rap e cronaca
La barra incastra due livelli. “MI bastard” è un saluto/non-saluto a Milano e ai suoi “bastardi”, richiamando l’orgoglio ruvido di “M‑I Bastard” (Club Dogo). Subito dopo, il “belli da Dio come ’na Mazda” ribalta un’espressione divenuta virale dalla testimonianza di Andrea Alongi nel caso Bonsu, pestaggio a sfondo razziale che ha segnato la cronaca italiana: la frase, nella memoria collettiva, è simbolo di un’Italia che ride del dramma prima di capirlo. Noyz la piega in punchline per far rimbalzare l’assurdo sul beat: da un lato l’auto-citazionismo rap tra scene (Roma–Milano), dall’altro lo specchio sul Paese e sulle sue ferite.
Ritornello: “Funny how…” – ridere col coltello tra i denti
Il hook sfrutta la domanda-bomba di Goodfellas (il “funny how? Like I’m a clown?”): ridere e minacciare nello stesso istante. Noyz lo usa per dire che il gioco è crudele: “guarda il nulla negli occhi di chi uccidi”. Il divertimento è maschera – dietro ci sono vuoto, cinismo, alienazione. In quattro righe il ritornello tiene insieme gangster movie, horror (scary movie), sangue fresco (“new blood”) e degrado urbano (“scum city”): il suo modo di trasformare il cinema in lessico di strada.
“Scoppia il drama”: genealogia di una formula Truce
“Oh mio Dio, scoppia il drama” è più che un modo di dire: è un fil rouge che riporta ai Truceboys. Quel ritornello urlato, brutalista, è un frammento di memoria collettiva della scena romana: nel brano, diventa interruttore che accende il secondo atto. Il passato non è nostalgia: è un codice che ritorna, riscritto su un suono nuovo.
Ted Bundy, Pacciani e Vanni: la galleria dei mostri
Nel mezzo della strofa Noyz accosta nomi-simbolo del true crime (USA e Italia). Non è la fiera del macabro: è un catalogo di maschere che la tv ci ha scolpito nella testa. Il “gioco” del titolo – per quanto divertente su carta – parla di ossessioni mediatiche, di consumo di sangue come intrattenimento. È anche un modo per marcare la postura del narratore: “psycho killer” come maschera d’autore, non come confessione.
Alexander DeLarge e il “blue blood”: colpire i piani alti
“Alexander DeLarge sparge blue blood” chiude il cerchio Kubrick: Alex – il dandy dell’ultraviolenza – fa sanguinare il “sangue blu”. Noyz gira la camera su chi sta in cima: l’aggressione colpisce case eleganti, persone “di rango”. È la stessa torsione che il film usa per smontare l’ipocrisia delle élite: la città “bene” è ugualmente vulnerabile quando il caos bussa alla porta.
“In missione per conto di Cristo”: l’ironia sacra dei Blues Brothers
Il riferimento ai Blues Brothers ribalta il tema della missione: non c’è redenzione, non c’è orfanotrofio da salvare – c’è un anti-eroe che usa la frase come giaccone da indossare. “Fear of God” e “mi faranno santo” completano l’icona: sacro e profano nello stesso scatto. È il modo di Noyz di far convivere blasfemia e catechismo pop, senza moralismi.
Produzione di Sine: minimalismo che pesa
La base di Sine lavora per sottrazione: cassa e rullante scavati, basso che serra, sample ridotti all’osso. È il telaio perfetto per un brano da immagini: ogni colpo di batteria è uno stacco di montaggio, ogni pausa un respiro che fa crescere la tensione. L’andamento medio-lento (da marcia più che da pogo) valorizza il parlato “cinematografico” di Noyz: la voce resta in primo piano, la city-noir dietro lampeggia.
“Funny games” come concetto: il gioco crudele della società dello spettacolo
Il titolo fa l’occhiolino al cinema d’autore che mette a nudo carnefici e vittime e interroga la nostra voglia di guardare. Nel brano, però, il gioco non è metafora astratta: è prassi quotidiana. La città è una sala prove – c’è chi ride, chi filma, chi sanguina. Il narratore sa cambiare ruolo: clown, boia, spettatore. E proprio in questo continuo scambio sta il significato chiave della traccia: la violenza non è solo atto, è performance, merchandising, feed.
Periodo storico: fine 2025, tra paura e intrattenimento permanente
Ambientare questa estetica nell’Italia di fine 2025 significa respirare un’aria satura: crisi lunghe, polarizzazioni, cronaca nera che diventa saga, social che trasformano ogni dramma in clip. FUNNY GAMES non pretende di “denunciare”: si limita a mostrarci allo specchio. È per questo che il brano vibra: perché siamo noi – pubblico – a dire “play”.
Dal dettaglio al mosaico: come leggere le barre
• Korova/Lattepiù – porta dentro il brano la grammatica dell’ultraviolenza di Burgess/Kubrick, con la bevanda “potenziata” come benzina del caos.
• Durango – l’auto cult della pellicola diventa simbolo di una trasformazione: dal quotidiano all’iconico, dalla guida alla corsa.
• “MI bastard… Mazda” – saldatura tra rap italiano (orgoglio milanese) e memoria virale di un processo che ha diviso l’opinione pubblica: la barra funziona perché fonde alto/basso, serio/assurdo.
• “Funny how” – citazione precisa del momento più teso/ironico del gangster movie per eccellenza: la risata che cambia in minaccia in un secondo.
• “Scoppia il drama” – ritorno di fiamma della stagione Truce: il marchio di fabbrica di un certo immaginario romano.
• Alex DeLarge – l’antieroe perfetto per raccontare il fascino tossico del potere e della violenza estetizzata.
• “Mission from God” – iconografia pop-sacra rovesciata: una divisa da indossare per fare il contrario della carità.
Che cosa racconta davvero: identità, controllo, spettro del caso
Dietro i rimandi cinefili c’è un tema che regge tutto: il controllo è un’illusione. L’io entra “nella villa” ma non comanda il machete; guida ma l’auto è “altra” (Durango); ride ma la risata è un’arma; prega ma la missione è sbilenca. È l’identità del rapper romano nel 2025: autore consapevole, spettatore disincantato, personaggio che si fa carico del buio senza trasformarlo in morale. E il caso – “scoppia il drama” – resta il vero regista.
Perché spacca nell’album
Nel tracklist il brano fa da perno: riassume l’estetica di FUNNY GAMES (album) e ne mette a fuoco le ossessioni. La firma di Sine e la delivery di Noyz danno uniformità a un disco pieno di ospiti e fotogrammi di generi (“hardcore”, punte horrorcore, rap classico). Qui non servono featuring: serve un protagonista che regge lo sguardo. Missione compiuta.
Significato in tre righe (per chi ha fretta)
FUNNY GAMES mette in scena la città come set di un gioco crudele in cui ridere, colpire e filmare coincidono. Il testo usa cinema e cronaca come lessico per parlare di alienazione, potere e performance. La produzione di Sine sostiene un monologo visivo che ti accompagna stanza per stanza, “fino a quando scoppia il drama”.
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