Testo e Significato di Intro – Guè ft. Lil Mo Mozzarella


Testo e significato della canzone “Intro” di Guè ft. Lil Mo Mozzarella contenuta nell’album musicale “FASTLIFE 5 : Audio Luxury” di Guè del 2026.

Cover dell'album 'FASTLIFE 5 : Audio Luxury' di Guè in cui è contenuta 'Intro'
Cover dell’album ‘FASTLIFE 5 : Audio Luxury’ di Guè


Testo “Intro”:

[Testo di “Intro”]

[Intro: Lil Mo Mozzarella]
Yo Guè
What you wanna do?
Welcome to the neighbour, cugè
Everybody give you [?]
Oh what [?] do with blue cheese
‘Cause we get that cheese
You know what I’m sayin, aight [?]
Cookin Soul

[Strofa]
Vengo da MI, dove i fratelli vendono i pacchi
Dove le sorelle menano altre tipe coi tacchi
In palestra con Paolone, centotrenta di stacchi (Uh)
Italian star, sto sempre montando in questa trap shit
Dall’essere nessuno, ad essere qualcuno (Ah)
Selfmade, se aspettavo mio padre sarеi a digiuno
Coupé, sto sul retro, macchina contasoldi
Fogli nei portafogli (Ah), scaglie piccoli scogli
Io non tradisco (Ah), sеrvo vendetta al bistrò
Tra cinque-sette python, fa di te un fritto misto (Rrah)
Vuoi fare la vita buona (Ah-Ah) quella collana nuova
Vuoi che la tua merda suona lavora, bitch, lavora
I’m the man, in Oman, a [?] sono at home
A Vuitton, [?] big bang, back in business
Lei mi strofina non sono Aladino, Sandro ti rovina
Resti aperto come un bangladino (Uoh)
Sono il capo sul microphone, il mago sul microonde (So big)
In un boutique entro e fanno le giravolte
Yes-Yes oh, me la porto appresso nella mansion in conto
Con Francesco, double G, D’Alessio
Da big steppa macchieremo la tua t-shirt (Brrah)
Sei solo un altro scemo che non rappa, squittisce (Ah)
Volo in first con Armando, nemmeno sa che rappo
E non mi chiede le canzoni ma solo quanto guadagno
Ventiquattro h, sette su sette
Vado a due gambe in mezzo, pushando il Bentley
Dentro due sorelle, caffè e leche
Sto stringendo mani, tu stai stringendo manette
Yo, living fast, dripping hard, per davvero
Sono il rap italiano, lo sarò e lo ero
Lo yacht t’è salpato
Ho un soldato ha anche sparato
La tua bitch in riva al mare, a cena ed il conto è salato

[Outro]
Uoh, Cookin Soul
La G, la U la motherfucking E
Welcome to the Fastlife baby
È per la quinta volta per la precisione
Audio Luxury
È questa è solo l’introduzione
Finisco di allestire la mia cantina vini
E siamo pronti, let’s go


Possibile significato del testo “Intro”:

Intro” come manifesto di Fastlife: Guè mette sul tavolo codici e coordinate

In “Intro” Guè imprime il tono dell’intero progetto “FASTLIFE 5 : Audio Luxury”: identità forte, lessico di strada e lifestyle curato. La presenza vocale di Lil Mo Mozzarella accende subito un clima da warm-up di quartiere, tra inglese e slang, mentre il timbro di Cookin Soul incornicia tutto con un tappeto elegante e incisivo. Il testo è un biglietto d’ingresso: chi ascolta capisce subito con quali regole si gioca, e perché questa intro è più di un’introduzione – è una dichiarazione di status.

Voce di quartiere: il ruolo di Lil Mo Mozzarella

L’apertura (“Yo Guè… Welcome to the neighbour, cugè… ‘Cause we get that cheese”) è la grana perfetta per un intro rap: tono amichevole, ironia sul denaro (“cheese”) e invito esplicito alla fastlife. La presenza di Lil Mo Mozzarella rende Intro una porta che si apre dall’interno: chi parla non è un narratore neutro, ma uno del giro che certifica l’ingresso del protagonista. Il significato è chiaro: la credibilità parte dalla voce del blocco, non dai comunicati stampa.

Milano come matrice: “vengo da MI”

Guè ribadisce subito le coordinate: “vengo da MI”. È la sua firma geografica, un marchio che colloca il racconto tra fratelli che “vendono i pacchi” e sorelle che “menano altre tipe coi tacchi”. La città non è sfondo, è dispositivo narrativo. Il testo lega palestra, strada e sala – con Paolone allo stacco, i tacchi come arma, e il club come rito – per ricordare che il corpo e il territorio sono parte della storia.

Selfmade, conti e scaglie: economia personale

Tra le prime barre compaiono le parole chiave di una poetica ormai matura: “selfmade”, “macchina contasoldi”, “fogli nei portafogli”, “scaglie piccoli scogli”. È la grammatica di un’autonomia che non chiede permesso, contrapposta a un padre che non avrebbe garantito niente (“se aspettavo mio padre sarei a digiuno”). Il significato è netto: la cifra del personaggio non è l’eredità, ma l’operatività.

Vendetta al bistrò: estetica criminale in mise elegante

“Io non tradisco, servo vendetta al bistrò”: la vendetta, invece che in un vicolo, viene servita in un locale chic. La barra fonde codice di strada e mise borghese: python e fritto misto diventano immagini di minaccia vestita bene. Il testo mette in scena un gangster raffinato, coerente con l’idea di Audio Luxury: la violenza è implicita, ma la forma è alta.

La doppia lingua di chi gira il mondo

“I’m the man, in Oman… A Vuitton… back in business” – l’inglese entra e esce alternandosi all’italiano. Non è sfoggio sterile: è un registro necessario per chi muove affari e codici fuori dai confini. Il testo segnala mondi (Medio Oriente, boutique di fascia alta) e accosta totem come Aladino e brand come Sandro o Vuitton. La fastlife qui non è solo milanese: è itinerario.

Capo al microfono, mago al microonde: ironia come arma

L’autodescrizione “sono il capo sul microphone, il mago sul microonde” gioca su assonanze e contrasti, confermando l’attitudine tongue-in-cheek di Guè. Le immagini di boutique che “fanno le giravolte” al suo ingresso completano il quadro: il protagonista è riconoscibile, atteso, e trasforma luoghi in scena. Il testo usa l’iperbole come dispositivo identitario.

“Double G”: tra sigle e cognomi

Il passaggio “Con Francesco, double G, D’Alessio” stratifica: può alludere a iniziali, amicizie, rimandi pop. L’effetto è da citazione veloce, utile a cementare appartenenze e a lanciare inside jokes a chi segue da anni. Il significato è la rete: dietro i nomi ci sono legami, e l’intro li fa intravedere.

Prima classe e contabilità: il volo come routine

“Volo in first con Armando… e non mi chiede le canzoni ma solo quanto guadagno”: il volo non è vacanza, è business-as-usual. Il dettaglio sull’interlocutore interessato ai numeri più che alla musica svela un retroscena del successo: quando sali di quota, il denaro diventa tema di conversazione dominante. Il testo ricorda che il rapporto tra arte e contabilità è continuo e a volte invasivo.

24/7: continuità operativa

“Ventiquattro h, sette su sette”: la ripetizione scandisce la metrica della fastlife. Tra “pushando il Bentley”, “caffè e leche” e “stringendo mani” si definisce un workflow che non si ferma. Il significato è programmatico: il mito personale si mantiene solo se la routine non salta – e l’intro serve proprio a stabilire questa regola.

Io sono (e sarò) il rap italiano

“Sono il rap italiano, lo sarò e lo ero” è la frase manifesto di Intro. È un atto di proprietà sul genere, ma anche un modo di prendere responsabilità su una scena di cui Guè conosce regole e pubblico. Il testo vibra di autoaffermazione: l’intro non chiede pareri, definisce uno standard.

Yacht, soldati, conti salati: la fotografia del lusso

Lo yacht che “salpa”, il “soldato” che “ha anche sparato”, la cena sul mare “con il conto salato”: il trittico incolla potere, rischio e estetica. L’significato dilata l’orizzonte: il lusso non è innocuo, è un contesto dove gravitano sicurezza e responsabilità. Guè non sterilizza il racconto: mostra luci e ombre, senza didascalie.

Cookin Soul e la cornice sonora dell’Audio Luxury

Il timbro di Cookin Soul è riconoscibile: batteria precisa, spazio alla voce, dinamiche pulite. In “Intro” la produzione enfatizza il parlato iniziale e le punchline centrali, evitando orpelli. Il testo respira, le immagini scorrono su binari netti. È la filosofia dell’album: audio di pregio al servizio di storie che restano ruvide.

“Welcome to the Fastlife”: quinto capitolo, stessa fame

L’outro ribadisce la saga: “È per la quinta volta per la precisione… Audio Luxury… E questa è solo l’introduzione”. Qui Guè richiama il format Fastlife e certifica il settaggio del capitolo 5: vini da allestire, pronti a partire. Il significato è rito e promessa: chi entra con l’intro sa che lo spettacolo sta per aprirsi, e che il mood sarà coerente con la firma di sempre.

Perché “Intro” funziona nel 2026

Nel 2026 il rap italiano è un ecosistema adulto, con pubblico abituato a vibrare tra slang locale e codici globali. “Intro” risponde: conferma Milano come fonte, accenna rotte internazionali, unisce ironia e disciplina. Il testo assume che chi ascolta sappia leggere i segni (brand, routine, nomi propri), e li usa per posizionare subito il baricentro del disco.

In poche parole: il significato che resta

Intro” è un statement: mi riconosci dalla voce del blocco, dal suono, dai nomi che cito, dagli orari che rispetto. Guè non chiede spazio, se lo prende; Lil Mo Mozzarella lo introduce; Cookin Soul lo fa brillare. Il testo fissa un patto: questa è la fastlife, e tu sei invitato – a patto di capire che qui il ritmo non si mette in pausa.

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