13/02/2026
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Testo e Significato di niagara – Mara Sattei
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Testo "niagara":
[Testo di "niagara"]
[Ritornello]
Chi se ne importa di soffrire
Quando mi addosso le colpe io peggio muoio
Nessuno guarda i miei soli dolori
Io quando respiro il mondo sconvolgo
Chi se ne importa di soffrire
Quando mi addosso le colpe io peggio muoio
Nessuno guarda i miei soli dolori
Io quando respiro il mondo sconvolgo
[Post-Ritornello]
E questo tempo che passa
Lascia che l'amore sembra che muoia
Io lascio un posto nell'anima
Quando capisco che il tempo non vola
Mi sento un'altra distante da te
Perché viviamo noi tra diverse storie
Chi se ne importa se poi io sto bene
Se quando lo vivo tutto m'annoia
[Strofa 1]
È che se piango, prego per essere una luce chiara
È che il suo troppo ego l'ha reso ciò che detestava
Io penso che sincera, non contano i soldi e la fama
Io con la musica sento che batte
Questo mio cuore anche in mezzo al Niagara
Non so se dirtelo adesso
Se dentro me tutto resta lo stesso
Un solito ingresso
Tutte le strade che mai hanno un senso
Io mentre cerco, quella che prima pensavo volessi
Io questa vita la vivo al contrario
Come i riflessi da dentro gli specchi
[Ritornello]
Chi se ne importa di soffrire
Quando mi addosso le colpe io peggio muoio
Nessuno guarda i miei soli dolori
Io quando respiro il mondo sconvolgo
Chi se ne importa di soffrire
Quando mi addosso le colpe io peggio muoio
Nessuno guarda i miei soli dolori
Io quando respiro il mondo sconvolgo
[Post-Ritornello]
E questo tempo che passa
Lascia che l'amore sembra che muoia
Io lascio un posto nell'anima
Quando capisco che il tempo non vola
Mi sento un'altra distante da te
Perché viviamo noi tra diverse storie
Chi se ne importa se poi io sto bene
Se quando lo vivo tutto m'annoia
[Strofa 2]
Dico, ripenso, scrivo un riflesso
Dentro una luce che trema per strada
Un fulmine sento, sto in mare aperto
Ti chiedi chi veramente ti ama
Mi cullano effetti, la solitudine
Solo una questione di abitudine
E dentro gli occhi ci vedo tutto
Come chi ti sorride perché sei utile
Penso che c'è, qualcosa che, mi inonda
Una luce, che mi tiene, se si affonda
Penso che c'è, qualcosa che, mi inonda
Mentre riprendo il respiro sento
Quello che riesce ancora a sorprendermi
[Ritornello]
Chi se ne importa di soffrire
Quando mi addosso le colpe io peggio muoio
Nessuno guarda i miei soli dolori
Io quando respiro il mondo sconvolgo
Chi se ne importa di soffrire
Quando mi addosso le colpe io peggio muoio
Nessuno guarda i miei soli dolori
Io quando respiro il mondo sconvolgo
[Post-Ritornello]
E questo tempo che passa
Lascia che l'amore sembra che muoia
Io lascio un posto nell'anima
Quando capisco che il tempo non vola
Mi sento un'altra distante da te
Perché viviamo noi tra diverse storie
Chi se ne importa se poi io sto bene
Se quando lo vivo tutto m'annoia
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Possibile significato del testo di "niagara":
Un flusso d’acqua e coscienza: perché “niagara” è un vortice emotivo
“niagara” è uno dei pezzi più intensi del progetto “CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO” di Mara Sattei, pubblicato il 13 febbraio 2026. La produzione firmata thasup, Dona (ITA) e Cripo crea un’atmosfera in cui la voce dell’artista diventa strumento liquido, capace di seguire lo scorrere delle immagini evocate. Il titolo richiama subito un luogo simbolico: le cascate, punto in cui l’acqua cade in modo violento e inarrestabile. Una metafora perfetta per descrivere l’intensità emotiva che attraversa tutto il brano, un fiume che si ingrossa, toglie equilibrio, ribalta i punti fermi. “niagara” è una canzone che parla di peso interiore, di colpa, di ricerca di luce e di identità: un viaggio tra fragilità e forza.
Il ritornello: il peso delle colpe e l’effetto terremoto delle emozioni
Il ritornello ripete l’idea di caricarsi addosso le colpe fino a “morire peggio”. È un’immagine chiara: quando ci si assume responsabilità anche dove non dovrebbero esserci, si rischia di crollare sotto il peso di ciò che non si riesce più a gestire. Nessuno guarda i “soli dolori” dell’artista, e questa solitudine accentua la sensazione di essere invisibile proprio quando si avrebbe più bisogno di essere vista. Il verso “quando respiro il mondo sconvolgo” ribalta tutto: c’è una forza dentro Mara che, nonostante la sofferenza, riesce a creare movimento, quasi fosse un’energia naturale capace di scuotere ciò che la circonda. Il ritornello diventa quindi un contrasto tra fragilità e potere.
Il tempo che passa e gli spazi vuoti dell’anima
Nel post-ritornello arriva un’altra grande protagonista del disco: il tempo. Mara riflette su come il passare dei giorni faccia sembrare l’amore qualcosa che sbiadisce lentamente. L’immagine di un “posto nell’anima” lasciato libero suggerisce una mancanza che non è solo assenza, ma anche disponibilità: uno spazio lasciato aperto per ciò che non c’è più oppure per ciò che potrebbe tornare. Il tempo non vola, dice l’artista, e questo rallentamento emotivo produce una sensazione di distacco, come se lei stessa si percepisse diversa, lontana da qualcuno che prima era centrale. “Chi se ne importa se poi io sto bene, se quando lo vivo tutto m’annoia” è una frase chiave: stare bene non basta se ciò che si vive non ha più senso.
Strofa 1: il Niagara come metafora di identità e instabilità
La prima strofa è un viaggio nella mente di chi cerca una versione più luminosa di sé. “Se piango, prego per essere una luce chiara” è un desiderio di chiarezza interiore dopo momenti di buio. L’immagine dell’ego altrui che distrugge ciò che tocca, e quella del successo che non conta davvero, mostrano una grande maturità emotiva: Mara mette al centro la sincerità, non la fama. Il verso più potente è “questo mio cuore anche in mezzo al Niagara”: il cuore resta vivo anche nel caos totale, anche quando tutto attorno è rumore e caduta libera. Il riferimento agli specchi, ai riflessi invertiti, alla vita vissuta “al contrario”, suggerisce un’identità che cambia forma, che non si riconosce sempre, che si osserva da angolazioni impreviste.
La frammentazione del sé e il bisogno di ritrovarsi
Quando l’artista parla di “tutte le strade che mai hanno un senso”, racconta un disorientamento condiviso da molti: la sensazione di camminare senza una direzione chiara, cercando un segnale che permetta di tornare in sé. Il brano gioca molto sul tema del riflesso: ciò che si vede non coincide mai completamente con ciò che si sente. È una dinamica frequente nel percorso di crescita emotiva, dove ogni passo sembra una lotta contro il proprio stesso specchio.
Strofa 2: luce, solitudine e ripartenze
La seconda strofa introduce un’energia diversa, più istintiva. Mara parla di scrivere “un riflesso dentro una luce che trema per strada”: la luce non è stabile, come non lo sono le certezze. Il fulmine e il mare aperto sono immagini potenti, simboli di vulnerabilità e ampiezza: ci si sente esposti, in balìa degli eventi. L’artista si chiede chi ama davvero, un dubbio antico e umano, mentre parla della solitudine come di “una questione di abitudine”. La frase “come chi ti sorride perché sei utile” è una critica sottile ma intensa ai rapporti superficiali, dove l’affetto viene sostituito dal bisogno. Eppure, c’è anche qualcosa che “inonda” e permette di riprendere il respiro: una forza interna che continua a sorprenderla.
La metafora dell’acqua: un simbolo che scorre in tutto il pezzo
L’acqua in “niagara” non è solo paesaggio, ma linguaggio emotivo. Le cascate rappresentano il crollo, la vertigine, il lasciarsi andare. Il mare aperto rappresenta la vastità delle domande interiori. L’inondazione è la potenza dei sentimenti che non si controllano. Tutto il brano è costruito come un movimento continuo: l’acqua scorre, trascina, cambia forma. Anche la protagonista cambia con essa.
Una produzione che esalta la vulnerabilità
La mano di thasup, Dona (ITA) e Cripo costruisce un ambiente sonoro sospeso: synth morbidi, percussioni leggere ma profonde, voci che si stratificano come se fossero eco nell’acqua. La produzione non invade, ma sostiene. È un lavoro che lascia respirare il testo, permettendo alla voce di Mara di portare in primo piano la sua fragilità non come debolezza, ma come identità.
L’essenza del brano: una confessione senza maschere
“niagara” è una canzone che parla di sofferenza, ma rifiuta la tragedia. È un viaggio dentro la consapevolezza che fa paura ma libera. Racconta il modo in cui la colpa, l’amore, la solitudine e il cambiamento entrano in collisione dentro una persona che sente profondamente. È un brano che non cerca di essere perfetto, ma vero. E proprio per questo arriva forte, come una cascata.
Perché “niagara” rimane nella memoria
Nell’album, “niagara” rappresenta il momento in cui Mara Sattei decide di mostrarsi senza filtri. La sua scrittura diventa trasparente, l’acqua diventa specchio e il rumore emotivo diventa paesaggio. Il pezzo resta impresso perché unisce vulnerabilità, forza e poesia, trasformando una sensazione complessa in un’immagine chiara e potente. È una confessione che scorre, cade, si rialza.
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