31/12/2025
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Testo e Significato di PHANTOM – Geolier ft. 50 Cent
Testo e significato della canzone “PHANTOM” di Geolier ft. 50 Cent contenuta nell’album musicale “TUTTO È POSSIBILE” di Geolier del 2026.

Testo “PHANTOM”:
[Testo di “PHANTOM” ft. 50 Cent]
[Intro: Geolier & 50 Cent]
Oh, fra’, i’ mo te dico na cosa: i’ so’ comme a 50 Cent, a me pure si m’abboffano ‘e botte, i’ nun moro.
Geolier, 50 Cent, PHANTOM
Yeah
[Strofa 1: Geolier]
Buche ‘int’ê porte d”e SUV, coca raccolta dê sub
Guardie che tirano ‘o runfo mentre s’aiza ‘a Triumph
Sudo, ‘stu sole m’asciutta, songo ‘a bandiera d”o Sud
Songo ‘o carrello d”a 9 ca te permette ‘e fà poh
Proiettile passate ‘int’ê cartielle autostradale
Sto cu essa sorvolanno tutt”a Costiera amalfitana
Sto rignenno ‘e molotov, ‘doppo a una a una ‘e coglie, anzi no
Se l’hann”a bere accussí ce fa cchiù malе ancora, Napule m’applaude
Stanno diecе grade e c”o giubbino faccio a sauna (Puah)
Si ce steva mo Pino Daniele, m”ess”a data
Na pacca ‘ncopp’â spalla e m”ess”a ditto: “Bravo”
A te sicuramente te mannasse a fà ‘e marenne
‘E sorde serveno sulo a fà cchiù belle ‘e figure
Già tengo nu Nadal, pure ‘o Bubba, sto aspettanno nu Sinner
Chi fa ‘o reato primma se pripara na via ‘e fuga
[Ritornello: Geolier]
Guarda, stongo chiuso dint’ô Phantom
Pecché, si ‘o tiene, hê ‘a tené chi ‘o guida
Me fa vení cchiù sete ‘a Moët & Chandon
Pecché in estate pare ‘e stà ô Brasile
Femmene e femmene mannano ‘e bacie
Uommene e uommene sparano in aria
Guardie e ladre se fanno ‘e piacere
Mamma e pate se fanno ‘e dispiette
[Post-Ritornello: 50 Cent]
These bitch stash box in the back of the Phantom (Pow, pow)
Niggas think you ain’t got the pole until you pop out with the switch
Then get to hitting, you can hit if it’s a man down
Ain’t no stoppin’ in the phone to see who did that shit
[Strofa 2: 50 Cent]
Murder, murder puttin’, working, shawty twerking, opps lurking
Start to feel like everybody on gang time
I don’t give a fuck what she fucking on and she sucking on
What’s going on? That bread, niggas was blowing, is gone
One minute I’m up, next minute I’m getting back
But I’m never down and out man, what kind of shit is that?
I’m from the gutter, I take nothing to make something
I made something out of nothing, now look at me now
Niggas been fronting like they going through me something
For so long the old school threat sound played out
Saying they gon’ do shit, they ain’t gon’ do shit
Boy, I fuck you over and everybody you cool with (Ah)
[Ritornello: Geolier]
Guarda, stongo chiuso dint’ô Phantom
Pecché, si ‘o tiene, hê ‘a tené chi ‘o guida
Me fa vení cchiù sete ‘a Moët & Chandon
Pecché in estate pare ‘e stà ô Brasile
Femmene e femmene mannano ‘e bacie
Uommene e uommene sparano in aria
Guardie e ladre se fanno ‘e piacere
Mamma e pate se fanno ‘e dispiette
[Post-Ritornello: 50 Cent]
These bitch stash box in the back of the Phantom (Pow, pow)
Niggas think you ain’t got the pole until you pop out with the switch
Then get to hitting, you can hit if it’s a man down
Ain’t no stoppin’ in the phone to see who did (Did)
Possibile significato del testo “PHANTOM”:
“PHANTOM” di Geolier ft. 50 Cent: una lettura approfondita del testo e del suo significato
“PHANTOM” arriva a cavallo di fine anno e diventa subito un evento: Geolier svela la sua collaborazione con 50 Cent proprio nel momento in cui l’attenzione sul rap italiano è al massimo. Pubblicato il 31 dicembre 2025, il brano anticipa l’album TUTTO È POSSIBILE (in uscita il 16 gennaio 2026) e nasce su una produzione firmata da Lazza e Low Kidd. Questo timing non è casuale: il rilascio in anticipo risponde al leak che aveva già acceso la rete, trasformando la traccia in un tema caldo tra fan e addetti ai lavori. In questo contesto, “PHANTOM” si presenta come ponte tra Rap Napoletano e New York Rap, tra italiano, napoletano e inglese, con un immaginario che mescola lusso, strada e mentalità da sopravvissuti.
Intro: dichiarazione di intenti e meccanismo di specchio
L’intro colloca subito la narrazione: Geolier si paragona a 50 Cent, un’icona che ha costruito la sua leggenda su resilienza e street credibility. La frase in napoletano (“ij so’ com a 50 Cent”) non è mera fan service, ma un dispositivo di specchio: il rapper di Secondigliano rivendica una durezza che trascende il contesto locale, affermando di resistere ai colpi – metaforici e non – proprio come ha fatto Fifty nella sua storia. L’ingresso del nome “phantom” – oltre a rimandare alla Rolls-Royce Phantom e a un immaginario luxury – prepara il campo al tema centrale: la chiusura dentro l’auto come bolla identitaria, status symbol e protezione.
Strofa 1 di Geolier: immagini napoletane, codici di strada e simboli
La prima strofa è un mosaico di immagini da Napoli: riferimento ai porti e ai suv, all’odore del sud e al sole che asciuga, fino alla Costiera Amalfitana sorvolata come orizzonte mentale. L’uso dei colpi (pow) e dei molotov punta la lente su una realtà dove la violenza è codice e memoria. Geolier alterna micro-dettagli di quotidiano – cartelloni autostradali, il giubbotto che fa “sauna” nei dieci gradi – a segni identitari forti: la bandiera del Sud, il carrello del ’9 come metafora di spinta e riscatto. L’eco a Pino Daniele («si c stev mo Pino Daniele…») crea un ponte culturale: la città applaude, ma conserva contraddizioni e frizioni; la nostalgia diventa carburante e non freno.
Ritornello: isolamento, desiderio e citazioni implicite
Il ritornello sottolinea la clausura: «Guard stong chius rind o Phantom», cioè “sto chiuso dentro la Phantom”. Qui la Phantom non è solo auto: è capsula che separa il protagonista dal caos esterno. L’idea che “se la tieni, io tengo chi la guida” ribadisce potere e controllo. Il richiamo allo champagne – «Moët & Chandon» – apre al tema del desiderio e della celebrazione, mentre «in estat par e sto Brasil» evoca un immaginario di evasione, caldo e tropicale, contrapposto alla durezza dell’inverno urbano. La prima metà del hook suona come omaggio alla wave di New York: il ritmo e la scansione richiamano il flow del ritornello di “Gangstas” di Pop Smoke – artista legato a 50 Cent – dove l’auto Phantom è simbolo bersaglio e status. Il punto non è copia-incolla, ma risonanza: Geolier prende quell’energia e la incastra nel suo dialetto, spostando l’asse dall’attacco all’introspezione.
Post-ritornello e Strofa 2 di 50 Cent: manuale di sopravvivenza old school
Nel post-hook, 50 Cent inserisce lessico da strada contemporaneo: stash box nel retro della phantom, switch e la dinamica “man down“. È un linguaggio da manuale che rimanda alla sua tradizione – pragmatismo, minacce concrete, niente romanticismi. La sua strofa è un flusso di work ethic (“take nothing to make something”) e di rifiuto delle pose (“they gonna do shit, they ain’t gonna do shit”). In mezzo, un mantra: su e giù capitano, ma non c’è mai “down and out“. È l’etica del Queens: trasformare il vuoto in sostanza, costruire dal fango. Il tono è ruvido, quasi didascalico, e serve da controcampo alla teatralità di Geolier: due scuole diverse che si parlano.
Il motore sonoro: la firma di Lazza e Low Kidd
La produzione di Lazza e Low Kidd amalgama due mondi. Piano e archi (l’eredità del duo), bassi densi e batteria secca si intrecciano con textures più elettroniche: il beat resta solido, ma respira. Sul fronte dinamico, la scelta di lasciare spazio ai registri vocali diversi – napoletano con autotune calibrato, inglese diretto – crea una stratificazione che funziona perché mette in dialogo Italia e USA senza forzature. La sound design marca le pause, valorizza l’hook e rende la Phantom un ambiente sonoro: si sente il velluto, il vetro che isola, la strada che pulsa dietro i finestrini.
Temi chiave: lusso, protezione, solitudine
Il significato del testo gira attorno a tre nuclei. Primo: il lusso come armatura. La Phantom è scudo e teatro; lo champagne è rituale d’auto-legittimazione. Secondo: la protezione come distanza emotiva. Chiudersi nell’auto non è solo evitare i guai, è schermarsi dal rumore sociale – invidia, hype, leak, commenti. Terzo: la solitudine del successo. Il protagonista può comandare e brindare, ma il suo inner circle è ristretto; il riconoscimento pubblico («Napl m’applaude») convive con la diffidenza privata. Tutto questo si incastra col periodo storico: fine 2025 è momento di saturazione mediatica, di esposizione continua; reagire è creare una bolla mobile, un’icona in movimento.
Dialetto napoletano e identità: un confine che diventa stile
Il napoletano di Geolier non è semplice localismo. È codice estetico e geografico che rende le immagini più taglienti e concrete. Termini come «song a bandier ‘ro Sud», «sto rignenn e’ molotov» funzionano per densità sonora e per il loro peso culturale. L’uso alternato di italiano e napoletano crea commutazione di codice: quando il racconto si fa più intimo, Geolier chiama la lingua madre; quando la visione si apre (champagne, viaggi), l’italiano fa da ponte. È anche un modo per mettere alla prova la tenuta della Phantom: l’auto come luogo dove tutte le lingue convivono, ma non si mescolano a caso.
Riferimenti e rimandi: da Pop Smoke a Pino Daniele
La prima metà del ritornello richiama il flow di “Gangstas” di Pop Smoke – pupillo di 50 Cent – dove il Phantom è citato come bersaglio in un contesto di rivalità di strada. Qui l’allusione è ribaltata: la Phantom di Geolier è rifugio, non obiettivo. In controluce, l’omaggio a Pino Daniele inserisce il brano dentro la tradizione partenopea: la città e i suoi simboli non sono solo scenografia, ma trama che tiene insieme presente e memoria. Il dialogo fra queste due linee – drill/NYC e Napoli/cantautorato – dà l’originalità del pezzo.
Il leak e la cultura del tempo reale
“PHANTOM” nasce anche come risposta al presente: la pubblicazione anticipata dopo il leak ribadisce un fatto del nostro tempo – la musica vive in tempo reale, spesso prima delle uscite ufficiali. La reazione dell’artista (tra like, interazioni e piccoli segnali) racconta una frustrazione diffusa: il valore della sorpresa come parte dell’opera. Inserire tutto questo nel testo – l’idea di chiudersi, di isolarsi – è una scelta narrativa che rispecchia la tensione tra accesso e controllo. La Phantom diventa metafora di privacy girevole nell’era degli screenshot.
Struttura del testo: alternanza di visioni e codici
L’architettura del brano alterna strofe panoramiche a hook ossessivi. Geolier impila immagini e codici (Napoli, strada, famiglia, simboli), 50 Cent razionalizza con il suo workman rap. Il post-ritornello in inglese è ponte che rafforza il concetto: stessa auto, stessa tensione, ma due grammatiche. Il ritmo è binario e fisico, pensato per restare in testa; la ripetizione dell’idea di chiusura (“chiuso dentro”) serve a costruire keyword semantiche che il pubblico riconosce e ripete.
Parole chiave e immagini dominanti nel testo
Phantom come bolla di lusso e protezione; Moët & Chandon come rito; Napoli come platea e radice; Queens/New York come scuola di sopravvivenza; molotov e cartelloni come segni realistici; estate/Brasile come fuga mentale. Ogni elemento torna come tag e rafforza la cornice: rap identitario, Italia vs USA, in English e in Napoletano che convivono senza perdere la loro specificità.
Una lettura del ritornello riformulata
La sequenza «sto chiuso nella Phantom, se l’hai io ho chi la guida, mi fa venire più sete di Moët, in estate sembra Brasile» funziona come quatrain di status e desiderio. Nella prima metà il flow rimanda alla costruzione ritmica di “Gangstas”: la ripetizione del nome dell’auto e la cadenza a colpi sono segnali chiari. Geolier prende quell’andamento e lo piega al suo codice, trasformandolo in mantra di isolamento più che di attacco.
Dimensione sociale: spettatore, famiglia, città
Il brano apre uno sguardo sugli attori che circondano l’artista: ladri, uomini che sparano in aria, mamm’ e pat’ che si fanno dispetti. È teatro popolare e, insieme, immaginario street. La città applaude ma resta complessa; la famiglia è calore, ma anche campo di tensione. L’auto sigilla e separa: il successo complica i rapporti e il testo lo racconta con immediatezza.
Perché “PHANTOM” parla al pubblico rap
Perché mette insieme codici universali (soldi, auto, sopravvivenza) e specificità locali (Napoli, dialetto, riferimenti culturali). Perché riattiva una memoria NYC legata a 50 Cent e a Pop Smoke, ma la reinterpreta con la cadenza e la grammatica di Geolier. Perché suona contemporanea senza perdere identità. E perché comprende il nostro tempo: tra leak e hype, l’artista sceglie controllo e isolamento come narrativa dominante.
Inquadramento nell’album “TUTTO È POSSIBILE”
Essendo il nono brano dell’album, “PHANTOM” si colloca nella parte centrale del progetto dove la visione internazionale è esplicita. L’incontro con 50 Cent è messaggio: tutto è possibile quando la lingua e la città trovano una forma che dialoga con il mondo. La produzione di Lazza e Low Kidd sigilla il ponte Italia-USA, e la scelta di far convivere inglese e napoletano ribadisce l’ambizione: portare Rap Italiano e Rap Napoletano dentro coordinate globali senza snaturarli.
Considerazioni finali sulla poetica del brano
“PHANTOM” è un racconto di chiusura che parla di apertura. Nella capsula di lusso scorrono strada, memoria, desiderio. Geolier arma le immagini con il napoletano; 50 Cent porta il manuale della sopravvivenza; Lazza e Low Kidd costruiscono il contesto sonoro. Il testo non inventa una nuova lingua, ma ne fa convivere due con stile, e il significato sta proprio lì: la protezione ha un prezzo, l’isolamento è scelta, e il successo – ieri nel Queens, oggi a Napoli – resta un esercizio di equilibrio.
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