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Testo e Significato di Think About It – Cookin Soul, Guè


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Testo e significato della canzone "Think About It" di Cookin Soul, Guè ft. Freddie Gibbs pubblicata il 09/01/2026 contenuta nell'album "FASTLIFE 5 : Audio Luxury" del 09/01/2026.

Cover dell'album 'FASTLIFE 5 : Audio Luxury' di Guè, Cookin Soul
Cover dell'album 'FASTLIFE 5 : Audio Luxury' di Guè, Cookin Soul

Testo "Think About It":

[Testo di "Think About It" ft. Freddie Gibbs]

[Intro: Freddie Gibbs]
Check, check (I know you feelin' it)
Guè Pequeno
Ay, yo, think about your kids when you're fuckin' with me (Ah)
Cosimo, Milano
Bitch, check, check, ah
You better think about yo' kids when you're fuckin' with me (Think about 'em)
Ah (Think about), fuck nigga (Bitch-ass nigga), yeah
Cookin Soul
Slam

[Strofa 1: Freddie Gibbs]
Let me get back on my shit, I been drinkin' and druggin excessively (Yeah)
Got her snortin' the shit at the Beverly, fuck is you tellin' me?
I gotta get up and jump on the 8 a.m. flight, I been fuckin' all night
I can't fuck up the strategy (Fuck up the strategy)
Lifestyles of the insane, let this shit get the best of me
Devil be testin' me, but the Father keep blessin' me
Pussy shit ain't in my pedigree, haters gon' heckle me
Think they filled up with estrogen, I could just pull up they messages (For real, nigga)
Fool, you friendly as a box of puppies with a chopper to your dome (Bitch)
Make a fuck nigga call up his kids, tell 'em he ain't never comin' home
Dead beat, cook his soul, he was dead meat
European hoes, Game of Thrones
I should keep these bitches in the Red Keep
Went electric on the Benz Jeep, old school, got a 450
Baby mama, she was trippin' on a nigga
Fashion week is every picture, man, I had some hoes with me (Yes)
And some good grade A blow with me (Yeah)
Brought the snot box 'cross the globe with me
I can kill a nigga when the show's endin'
But it's funny you ain't doin' shows, nigga (Oh yeah)
Cook his soul, he was dead meat
Call his children up, I'll turn his daddy to a dead beat
Fuckin' European bitches in the castle, keep a ho up at the Red Keep
Fuck nigga
(You know what I'm sayin', like, like you saw them Game of Thrones niggas)
Pimp shit

[Ritornello: Freddie Gibbs]
She smokin' whole, throwin' bows in the place to be (Cook his soul, he was dead meat)
Yeah
She doin' drugs with the thugs in the place to be

[Interludio 1: Guè]
Siamo a Omotesandō, l'itamae prepara dei nigiri coi ricci (Think about)
Ah-ah, wow

[Strofa 2: Guè]
Ah, ah
Hittavo un'attrice di L.A. allo Chateau Martmont (Wow)
Alla festa non sento la bocca, coca, ero diventato di marmo (Ah)
Il collo era superghiacciato come se fosse un gennaio a Malmö, for real
Cento K sul mio palmo e, bitch, credici
Eravamo io e Marco e due colombiane ma in una barca da sedici (Ahahahah)
L'ho hittata in cabina prima che salpassimo e io ho fatto tredici (Uoh)
Abbiamo pagato quel conto da Nobu soltanto con guadagni illeciti (Seh)
Scemo, ti mando in deficit (Okay)
Aereo privato Citation, ero con la campionessa olimpionica
Stavo in completo Brioni, la bitch è bionica (Damn)
Se una tipa non chiava con G, la tipa è lesbionica (Ahahahah)
Dopo due giorni di sexting (What?)
Prendi il mio amore su un prendisole di un Pershing
Yo, pensa che hai dei figli, no, don't fuck with me
Se abbassiamo i finestrini del mio truck, oh shit
Non vedo perché sposarmi, never trust a bitch
Spendo a Shoreditch, bella Freddie Gibbs

[Interludio 2: Guè]
Atterro a Tirana
Mi viene a prendere un Benz direttamente in pista
Levels

[Ritornello: Freddie Gibbs]
She smokin' whole, throwin' bows in the place to be (Cookin Soul, he was dead meat)
Yeah
She doin' drugs with the thugs in the place to be (In the place to be)

[Outro: Freddie Gibbs]
With the kill, on repeat (The future, future)
Pick it up, bitch, yeah
(Think about)


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Possibile significato del testo di "Think About It":

Guè x Freddie Gibbs: perché “Think About It” è un avviso, un codice e una visione

Think About It” mette in contatto due mondi rap: l’iconica penna di Guè e la narrativa ruvida di Freddie Gibbs. Dentro “FASTLIFE 5 : Audio Luxury” (uscito il 09/01/2026, produzione di Cookin Soul), la traccia è un ponte tra Italia e USA, fra lusso ostentato e regole della strada. Il titolo è un imperativo: pensaci. Pensaci alle conseguenze, ai legami, al prezzo di certi movimenti. Questo è il testo di un monito che diventa spettacolo, un significato che corre su immagini forti e riferimenti pop.

“Think about your kids”: minaccia e responsabilità

Fin dalle prime righe, Gibbs mette il tema sul tavolo: “pensa ai tuoi figli quando ti metti contro di me”. Non è solo intimidazione: è il modo in cui la strada ricorda che ogni azione ha un costo collettivo. L’outfit linguistico è diretto, americano, ma la logica parla chiaro anche al pubblico italiano: la reputazione è capitale, e infrangerla trascina dentro familiari e cerchie. Il significato è etico e spietato al tempo stesso: nel rap la responsabilità non è astratta, è concreta e spesso brutale.

Dipendenze, paranoia e strategia

Quando Gibbs ammette di “bere e drogarsi eccessivamente” e che “non può rovinare la strategia”, siamo nell’incrocio tra vulnerabilità e disciplina. La vita veloce non è solo glamour: è gestione di eccessi, orari assurdi, paranoia. Qui il testo racconta che persino dentro l’eccesso esiste un piano: il hustle non è improvvisazione, è tattica permanente. Il diavolo “mette alla prova”, ma “il padre benedice”: tra spiritualità e superstizione si costruisce una corazza mentale che regge pressioni e attentati.

Estetica della minaccia: immagini iperboliche

Le immagini “dead meat”, “chopper alla porta”, telefonate ai figli come ultimo saluto, sono cinema crudo applicato alla retorica rap. L’iperbole serve a posizionare il protagonista nel pantheon dei bad men: chi parla così reclama dominio. Ma dentro la performance c’è la denuncia di un ecosistema dove violenza e denaro si intrecciano. Il significato rimane: prendi sul serio ciò che fai, perché in questo circuito gli errori non si pagano in like, si pagano in sangue e assenze.

Europa, castelli e “red keep”: cultura pop come arma

Gibbs cita l’immaginario di Game of Thrones (castelli, “red keep”) per trasformare la conquista sociale in conquista territoriale. Il rap usa spesso la cultura pop come dizionario di potere: una fortezza diventa metafora di status, “vecchie” e “elettrico sulla Benz” mescolano passato e presente tecnologico. Si disegna una geografia della ricchezza che va da Beverly a fashion week, dal garage alla ribalta, con il tra-due-mondi che fa sorridere e alza l’asticella dell’iconografia.

Guè entra nel quadro: Milano, design e velocità

Nel suo verso, Guè sposta la lente su immagini di lifestyle: Chateau Marmont, colli ghiacciati “come gennaio a Malmö”, cene da Nobu, Pershing, Citation. Non è elenco sterile: è un collage che racconta il suo brand. L’Italia porta eleganza sartoriale (Brioni), il Mediterraneo porta barche e sole, Milano porta l’ordine estetico. Il testo mostra come il percorso “dal fondo al top” si celebri in dettagli, prezzi, itinerari. La scrittura si diverte a piegare luoghi e marchi dentro la grammatica del rap.

Denaro illeciti e moralità grigia

Quando Guè dice di “pagare il conto soltanto con guadagni illeciti”, il pezzo entra nel territorio della moralità grigia. L’ostentazione non è solo vetrina: è rivendicazione di un’origine sporca elevata a trofeo. Questo è il codice della fastlife: il lusso come prova e come alibi. Il significato si muove tra critica e auto-mitologia: rendere cool l’illegalità è una tradizione del rap, ma ribadisce anche la resilienza di chi ha dovuto scontrarsi con sistemi chiusi.

“Never trust a bitch”: cinismo relazionale

Il rifiuto del matrimonio e la sfiducia generalizzata nelle relazioni sono in linea con uno stereotipo del genere, ma hanno un senso dentro questo brano: proteggere capitale, immagine e libertà di movimento. La vita su jet privati e yacht ha poco spazio per la vulnerabilità. Il testo assume un cinismo programmato: meglio rinunciare all’idea di stabilità piuttosto che esporsi a ricatti emotivi o economici.

Lingua mista: inglese e italiano come doppio passaporto

Think About It” suona bilingue: Gibbs porta la matrice USA, Guè alterna italiano e inglese. Questa miscela amplia il raggio d’ascolto e certifica l’ambizione del progetto: non è un featuring di cortesia, è una saldatura culturale. L’italiano mantiene la cifra della città (Milano, Nobu, brand), l’inglese tiene la cadenza globale. Per chi cerca il significato profondo, la lingua doppia dice che il racconto appartiene a più community e parla codici riconoscibili da entrambi i lati dell’Atlantico.

Cookin Soul: cornice “audio luxury” per la narrazione

La mano del produttore scolpisce una cornice elegante: batteria pulita, spazio alla voce, texture morbide. Il beat lascia respirare i tagli di Gibbs e le cartoline di Guè, mantenendo un tempo che suggerisce esclusività ma non perde la ruvidità di base. È l’ideale per l’album da cui proviene: “Audio Luxury” è proprio la missione sonora - lusso come stereo, strada come subwoofer. Qui il testo vibra meglio perché appoggiato su un tappeto che valorizza punchlines e immagini.

Riferimenti geografici: la mappa del prestigio

Chateau Marmont, Malmö, Nobu, Shoreditch, Tirana: la mappa attraversa club, città fredde, quartieri cool e aeroporti. Ogni luogo è segnale: chi ha camminato il mondo riconosce le coordinate e capisce il tono. La geografia è un altro modo per dire “status”: quando atterri e il “Benz” ti prende “direttamente in pista”, non stai solo raccontando un tragitto, stai mostrando un livello.

Moda e hardware: Brioni, collane, truck, jet

La moda sartoriale e i veicoli diventano estensioni del personaggio. Il completo Brioni parla di disciplina e gusto; il “collo super ghiacciato” racconta vittoria; il truck dai finestrini abbassati suggerisce pericolo sempre pronto; il jet Citation è la scorciatoia tra un affare e l’altro. Il significato si legge nei dettagli materiali: l’oggetto non è mai neutro, è simbolo e arma.

Ironia e doppi sensi: giochi di parole e punchlines

Tra “lesbionica”, “sex thing”, references pop e l’auto-citazione della “G”, Guè usa un registro ironico che alleggerisce il peso delle minacce. Il sorriso non è innocuo: è un modo per rimanere cool mentre si parla di cose serie. Anche Gibbs alterna sarcasmo e durezza. Questo impasto rende “Think About It” fruibile e riascoltabile: la punchline che fa ridere al primo ascolto svela un dettaglio nuovo al secondo.

Padri e figli: genealogie spezzate

Il tormentone “dead beat” (padre assente) ha due letture: insulto diretto al nemico e ritratto sociale di una realtà dove le figure paterne saltano spesso. Il testo gioca con l’idea di trasformare qualcuno in “dead beat” per la violenza del contesto; ma allo stesso tempo ricorda che la strada produce famiglie spaccate. È un riflesso duro che l’hip hop ha raccontato da sempre.

Lusso vs colpa: la contraddizione come cifra

Think About It” vive nel paradosso: ostentazione e sensi di colpa, piacere e paranoia, festa e allerta. È proprio questa frizione a dare sostanza al brano. Il significato non è moraleggiante: invita a riflettere sui pesi che portiamo mentre corriamo. Chi ascolta rap riconosce l’equilibrio instabile: si sceglie il rischio per non tornare indietro.

2026: l’hip hop italiano maturo e connesso

Nel 2026 il rap italiano ha rete e ambizioni globali. Guè chiama Freddie Gibbs non solo per il nome, ma per allacciare estetiche compatibili: strada, tecnica, lifestyle. L’album da cui proviene il pezzo celebra vent’anni di una saga e affida la regia sonora a Cookin Soul, un producer europeo rispettato in America. Anche questo è il significato di “Think About It”: un’Italia rap che non chiede permesso alla scena internazionale, si comporta da pari e firma brani da esportazione.

Il ritornello: atmosfera e contrappunti

Il hook di Gibbs è più atmosfera che racconto: “she smokin’ hot… drugs… thugs”. È la sala dove scorre la festa, ma anche il lato che distrae e fa perdere la rotta. Funziona da contrasto alla sezione più narrativa delle strofe: festa vs strategia, party vs disciplina. È una scelta intelligente per un brano che vuole restare in testa senza perdere sostanza.

Cosa comunica il titolo: pensaci davvero

Think About It” è un cartello appeso sullo specchio: prima di muovere guerra, prima di distrarti, prima di tradire, pensaci. Il testo ribadisce che ogni gesto, in questa vita, ha effetto domino. Il messaggio arriva dritto sia in italiano che in inglese, e si incastra con l’immaginario del disco: Audio Luxury non è solo lusso sonoro, è anche la qualità di pensiero che viene chiesta a chi partecipa al gioco.

In poche parole: il cuore del significato

Think About It” unisce minaccia, glamour e autocoscienza. Gibbs porta la cronaca dura; Guè aggiunge estetica e design; Cookin Soul rifinisce con un beat che respira. Il testo è pieno di immagini che fanno discutere, ma dietro la facciata resta l’invito a riflettere: chi entra nella fastlife deve sapere quanto costa rimanerci.



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