28/11/2025
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Testo e Significato di FINALE DIVERSO – Noyz Narcos ft. Shiva
Testo e significato della canzone “FINALE DIVERSO” di Noyz Narcos ft. Shiva contenuta nell’album musicale “FUNNY GAMES” di Noyz Narcos del 2025.

Testo “FINALE DIVERSO”:
[Testo di “FINALE DIVERSO” ft. Shiva]
[Strofa 1: Noyz Narcos]
Io so’ cresciuto coi ragazzi selvaggi der quarto distretto
Incubi e sogni nel berretto dentro a ‘n parking lot
Come un ufficio del dopolavoro, chilometri di rotoli alluminio
Quarto municipio il mio dominio
Spesso penso a che c’ho in testa quando scrivo un testo
Ma il più delle volte tu che ascolti lo capisci meglio
Questo fumo denso appesta l’aria e rende tutto offuscato
Pensa i chilogrammi che me so’ fumato
Mi porto tatuati addosso i miei fratelli morti che so’ annati via
Dal posto che io chiamo casa mia
Dio conosce me come io conosco lui
Ci siamo chiariti mille volte nei momenti bui
Molti vorrebbero esse me
Molti vorrebbero vedermi andare giù di colpo
Poi vedermi giù sepolto
Ho messo il colpo nel tamburo per l’ultimo giro
Seduto al tavolo col diavolo, premo il grilletto e gli sorrido
[Ritornello: Shiva]
Tatuaggi addosso, i miei fratelli son morti
Ho finito le lacrime che avevo negli occhi
Sono cresciuto da solo tra i litigi e i traslochi
E poi ho cresciuto un figlio ma durante i colloqui
Dio, mi chiedo sempre se hai visto tutto questo
Spero solo che mi aspetterà un finale diverso
Se ho posato l’erba, è per prendere la pistola
Ma, se poso la pistola, è per scrivere questo testo
[Post-Ritornello: Noyz Narcos & Shiva]
Mi chiedo sempre se hai vissuto ‘ste storie
Spero soltanto che quest’odio un giorno diventi amore
Ho dato il sangue pe’ ‘sta merda, non la lascio da sola
Da quando la scrivevo a penna sul diario di scuola (Ehi)
[Strofa 2: Shiva]
Molti uomini mi vogliono morto
Dio, perdonali, non sanno ancora di avere torto
Ti ho pregato mille volte, Tu non mi hai mai risposto
Continuo a credere che esisti ma che resti nascosto (No, no, no, no)
Io mi sento il testimone, mi sento il Tuo strumento (Uah, uoh)
Forse per questo in troppi vorrebbero il mio silenzio (Uoh)
Sangue, tenacia e impegno, sono ciechi, non vedono (Ah)
Che la loro salvezza, fra’, non sarà il mio fallimento (Ah)
Infanzia troppo veloce, io ho vissuto morendo (Yeah, oh)
Con me ho sempre un bastone come se fossi un reverendo (Yeah, oh)
Se ami ciò che sono, non puoi odiare ciò che divento (Yeah, oh)
Ho sacrificato tutto ciò che di buono avevo (Uah, uoh)
Morirò in questa canzone oppure morirò in un corner (Corner)
Se tutti i miei conoscenti sono ladri o malviventi (‘venti)
Cresciuti senza parenti tra i tossicodipendenti (Uah, uah, uah, uah)
Quindi, se tu mi senti, fai qualcosa, altrimenti scrivo
[Ritornello: Shiva]
Tatuaggi addosso, i miei fratelli son morti
Ho finito le lacrime che avevo negli occhi
Sono cresciuto da solo tra i litigi e i traslochi
E poi ho cresciuto un figlio ma durante i colloqui
Dio, mi chiedo sempre se hai visto tutto questo
Spero solo che mi aspetterà un finale diverso
Se ho posato l’erba, è per prendere la pistola
Ma, se poso la pistola, è per scrivere questo testo
[Outro: Noyz Narcos]
Mi chiedo sempre se hai vissuto ‘ste storie
Spero soltanto che quest’odio un giorno diventi amore
Ho dato il sangue pe’ ‘sta merda, non la lascio da sola
Da quando la scrivevo a penna sul diario di scuola
Possibile significato del testo “FINALE DIVERSO”:
“FINALE DIVERSO”: testo e significato di una preghiera laica tra Roma e periferie
FINALE DIVERSO è una pagina di rap che mette di fronte due voci con percorsi diversi – Noyz Narcos e Shiva – e le fa incontrare su un terreno comune: la speranza di cambiare esito alla storia. Pubblicata il 28/11/2025 dentro FUNNY GAMES, prodotta da Sine e Drillionaire, la traccia alterna confessione, invocazione e cronaca: tatuaggi come memoriali, figli cresciuti tra colloqui, chilogrammi di fumo a offuscare l’aria, il tavolo con il diavolo come metafora di scelte estreme. È un brano che si muove tra street e spirituale, tra testo duro e richiesta di senso.
La mappa di Noyz: “quarto distretto”, Monte Sacro, identità di quartiere
La prima strofa è un atlante personale: “coi ragazzi selvaggi der quarto distretto”, “quarto municipio il mio dominio”. Noyz ribadisce l’ancoraggio al blocco – Monte Sacro – e alla cultura che ne deriva: un CAP, una lingua, un codice. La città entra come prova d’identità: parcheggi, rotoli d’alluminio, dopolavoro – frammenti che restituiscono ore e giorni passati tra piazzali e magazzini. Il significato non è il glamour del “quartiere”: è la fatica quotidiana e l’appartenenza che ti marchia.
“Pensa i chilogrammi che me so’ fumato”: sostanze e percezione
Il fumo “denso” che appesta l’aria è una scelta narrativa: non è solo vizio, è filtro sulla realtà. Quando Noyz quantifica in “chilogrammi”, il punto non è l’iperbole – è l’idea che la percezione sia costantemente alterata, e che quella nebbia emotiva/visiva si sovrapponga alle memorie di amici persi e case abbandonate. L’aria offuscata diventa simbolo di un presente che non si vede mai nitido.
Tatuaggi come lapidi: memoria e lutto perpetuo
“Mi porto tatuati addosso i miei fratelli morti” sposta il discorso sul corpo come archivio: la pelle diventa cimitero portatile, i disegni sono atti di resistenza al tempo. Per chi ascolta rap, questo è un cliché solo in superficie: nella penna di Noyz è un rito – scrivo sulla pelle per fare in modo che i nomi non spariscano. La AMG o la catena sono status; il tatuaggio, qui, è status esistenziale.
Sfida al destino: “colpo nel tamburo” e seduta col diavolo
Le immagini della roulette russa e del tavolo col diavolo non cercano shock: raccontano la familiarità con la linea del rischio. Il sorriso che accompagna il grilletto è un gesto di lucidità amara: prendo atto delle regole del gioco e smetto di fingere che siano diverse. In FINALE DIVERSO la violenza non è mai glamour – è un modo per dire che ogni scelta ha un prezzo, e che chi narra sa quanto effettivamente costi.
Il ritornello di Shiva: scelta tra arma e penna
Shiva costruisce un chorus che cammina su una diagonale morale: “se poso l’erba, prendo la pistola; se poso la pistola, scrivo questo testo”. È la tensione classica del rap – la via della strada e la via dello studio – risolta in un atto di scrittura. Nel mezzo, c’è la ferita: fratelli morti, lacrime finite, crescita in solitudine, paternità vissuta “durante i colloqui”. Il significato che passa è chiaro: non si cerca redenzione, si cerca un diverso esito, un “finale” che non ripeta gli stessi copioni.
Riferimenti e riusi: dal gangsta americano alla tradizione cristiana
La linea “Molti uomini mi vogliono morto” non è una semplice constatazione: risuona come eco volutamente riconoscibile nella cultura rap – un’ombra che punta a un’iconica apertura del gangsta americano. In parallelo, “Perdonali, non sanno di avere torto” riformula una frase evangelica: il perdono chiesto dall’alto mentre si subisce l’errore altrui. Nel giro di quattro barre, Shiva impila codici diversi – strada e sacro – e li piega al suo racconto.
“Testimone” e “strumento”: vocabolario spirituale traslato nel rap
Shiva si definisce “testimone” e “strumento”: parole che appartengono a un lessico di chiesa ma qui diventano postura artistica. Testimone – di cosa ha visto e vissuto; strumento – nella mani di qualcosa di più grande, oppure di un destino che lo usa. È un modo per spostare il baricentro dal puro ego al ruolo: non parlo solo di me, parlo per e attraverso.
Infanzia “troppo veloce”, reverendo e bastone
Nella seconda strofa l’immaginario corre tra crescita accelerata e figura del reverendo con bastone: altro incrocio tra sacro e urbano. Il bastone può essere prop da reverendo o bastone reale – il senso è di autorità e protezione. È la rivendicazione di una maturità forzata: chi cresce in mezzo a “ladri e malviventi” impara presto a tenere in mano qualcosa che lo difenda – che sia parola, fede o palo.
Il municipio come firma d’autore
Quando Noyz dichiara “Quarto municipio il mio dominio”, non elenca un toponimo: appone la firma. Quel numero – cambiato amministrativamente negli anni – è diventato nel tempo uno dei suoi marchi narrativi, rilanciato in diverse tracce e collaborazioni. In questa canzone, quell’indicazione torna per ribadire il perimetro politico ed emotivo del racconto: non una Roma generica, ma una Roma precisa.
Finale aperto: odio che diventi amore
Nel post-ritornello ripetuto e nell’outro di Noyz, la richiesta si fa corale: “che quest’odio un giorno diventi amore”. Non è romanticismo: è la stanchezza di chi ha dato “il sangue” per questa cosa e non la può lasciare sola. L’immagine del diario di scuola chiude il cerchio: la scrittura come via che salva – ieri su un quaderno, oggi in studio.
Line-by-line: quattro snodi chiave del testo
“Io so’ cresciuto coi ragazzi selvaggi der quarto distretto”: l’apertura di Noyz inchioda la geografia della canzone. Non sta generalizzando: sta situando. È un invito a leggere ogni immagine dentro un raggio preciso – strade, parcheggi, palazzi – in cui il gruppo è rito di passaggio e scudo.
“Quarto municipio il mio dominio”: l’autorevolenza del quartiere come brand. Il “dominio” non è supremazia fine a sé stessa, è territorio emotivo da cui si parla. Chi conosce il suo catalogo sa che quel numero torna come tag nel racconto.
“Molti uomini mi vogliono morto”: barra che dialoga con un immaginario storico del rap – minacce di strada, desideri di rovina, sopravvivenza come tema portante. Qui si traduce nel presente dell’artista: le voci che lo vorrebbero zittire diventano carburante e controprova.
“Dio, perdonali, non sanno ancora di avere torto”: riformulazione del versetto evangelico (“Padre, perdona loro…”). Non è misticismo; è un modo di alzare la discussione dal piano personale a quello etico: chi sbaglia contro di me, non sa cosa sta facendo – chiedo che gli venga condonato.
Struttura e suono: Sine + Drillionaire tra crudo e moderno
La produzione mette insieme due mondi: la chirurgia cruda di Sine (batterie secche, bassi compatti, spazio alla voce) e la sensibilità contemporanea di Drillionaire (tocco melodico, incastri puliti). Il beat si apre per i ritornelli di Shiva e serra sulle immagini di Noyz: nessun fronzolo, solo pressione e respiro nei punti giusti. La struttura (strofa Noyz – ritornello Shiva – strofa Shiva – reprise) accentua il dialogo generazionale.
Il titolo come tesi: perché “FINALE DIVERSO”
Il titolo non è metafora vaga: è la tesi del pezzo. Dai primi versi all’ultimo, le due voci chiedono una deviazione del destino: smettere di contare i morti, trovare uno sbocco che non sia “corner” o cella, trasformare l’odio in qualcos’altro. Il significato complessivo è una preghiera laica: non si chiede un miracolo, si chiede un cambio di traiettoria.
Cosa lascia addosso all’ascoltatore
Rimane la sensazione di avere ascoltato un pezzo che non cerca di convincere, ma di condividere peso: il sangue dato, la pelle scritta, la fede litigata, la città tatuata. E rimane un’immagine semplice, che vale come motto: se oggi poso l’arma, è per la penna. Il testo tiene insieme due epoche del rap italiano e mostra che, quando il racconto è vero, il pubblico capisce “meglio” – proprio come Noyz scrive nella prima strofa.
Se vuoi leggere altri testi e scoprire i significati delle canzoni di Noyz Narcos, Shiva ed altri artisti, visita la nostra sezione dedicata ai testi di canzoni rap. Leggi anche il significato, info e curiosità su Genius.
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