Testo e Significato di Non Mi Scende – Gemitaiz


Testo e significato della canzone “Non Mi Scende” di Gemitaiz contenuta nell’album musicale “ELSEWHERE” di Gemitaiz del 2025.

Cover dell'album 'ELSEWHERE' di Gemitaiz in cui è contenuta 'Non Mi Scende'
Cover dell’album ‘ELSEWHERE’ di Gemitaiz


Testo “Non Mi Scende”:

[Testo di “Non Mi Scende”]

[intro]
Ehi, yeah

[Strofa]
Preso male, fra’, ognuno c’ha le sue
Certi giorni vuoi spararti, siamo in due
Però non cascarci, no, falla su e
Dopo close your eyes tipo Run The Jewels (Yeah)
Siamo fuori, sorrido con la mia gente
Per fortuna anche oggi il sole splende
Al posto della pistola lui c’ha una Fender
Il mio amico dice: “Ancora non mi scende
No, non mi scende”
Bevo un altro po’, sembro Bender
Bevo un altro po’, premo enter, yeah
Ce ne andiamo fuori se stai con me
Like a chandelier
Tutte le memorie sulla pelle mia
Ormai c’ho il salotto che è una birreria, yeah
Duecento bottiglie sulla libreria, yeah
Siamo ancora gli stessi anche se son passati diec’anni (Sì)
Fumo uno Scooby-Doo, sembro Shaggy
No che non cambiamo più, siamo pazzi
Non ci dire che dobbiamo fare (Eh-eh)
Abbiamo imparato soli a camminare (Eh-eh)
Senza papà oppure senza il cellulare (Ah-ah)
A lavorare per aiutare mamma

[Ritornello]
Non mi dire che non posso essere felice (No)
Porto addosso ogni cicatrice (Yeah)
Come un tatuaggio con un fine (Yeah)
Sono un personaggio del mio film, yeah
Del mio film, yeah
Il mio amico è pieno d’odio, fra’, è Vincent
Fra’ sta fermo a casa, ha le firme
Pensa solo a amare le figlie (Yeah)
Non ci dire però che siamo sempre noi a sbagliare (Ehi)
Siamo solo diversi, abbiamo scelto un altro finale
Siamo in strada di notte, di giorno, con il temporale (Ehi)
Siamo solo diversi, abbiamo scelto un altro finale, yeah


Possibile significato del testo “Non Mi Scende”:

“Non Mi Scende” di Gemitaiz: analisi del testo e del suo significato

Non Mi Scende” è una delle tracce più evocative di ELSEWHERE, album pubblicato il 12 dicembre 2025. Gemitaiz, insieme ai produttori Frenetik&Orang3, costruisce un brano che mescola Rap Italiano, Pop Rap e vibrazioni Reggae. Il testo è un viaggio tra malinconia, ironia e resilienza, con riferimenti culturali che parlano a chi conosce la strada e la scena. In un periodo storico segnato da precarietà e connessioni continue, la canzone diventa manifesto di libertà personale e memoria condivisa.

Preso male, ma con la testa alta

Il brano si apre con «preso male, fra’, ognuno c’ha le sue»: dichiarazione di fragilità universale. Gemitaiz non maschera il disagio, lo espone. «Certi giorni vuoi spararti, siamo in due» è iperbole che fotografa la pressione quotidiana. Poi l’invito a «non cascarci» e a «farla su»: reagire, non cedere. Il riferimento a «close your eyes tipo Run The Jewels» richiama il pezzo Close Your Eyes (and Count to Fuck), simbolo di ribellione e resistenza. Il significato è chiaro: chiudere gli occhi non per fuggire, ma per contare i colpi e rialzarsi.

Sorrisi, Fender e il sole che splende

«Siamo fuori, sorrido con la mia gente»: la socialità come antidoto. Il sole che splende è contrappunto alla tensione iniziale. «Al posto della pistola lui c’ha una Fender» è immagine potente: sostituire la violenza con la musica. La chitarra diventa arma creativa, strumento di pace. Il testo qui suggerisce una via alternativa: trasformare il conflitto in arte.

Il peso che non scende e il rifugio nell’ironia

«Ancora non mi scende» è frase che dà titolo al brano e indica qualcosa che resta sullo stomaco: rancore, delusione, ferita. Gemitaiz la incastra tra immagini leggere: «bevo un altro po’, sembro Bender». Il riferimento al robot di Futurama, noto per l’alcolismo, aggiunge ironia e cultura pop. Già citato in «Veleno 7», Bender è simbolo di eccesso e sarcasmo: bere per stordire il dolore, ma anche per riderci sopra.

Memorie sulla pelle e salotti-birreria

Il racconto vira sul quotidiano: «tutte le memorie sulla pelle mia» è tatuaggio emotivo, cicatrici che diventano segni identitari. Il salotto trasformato in «birreria» e le «duecento bottiglie sulla libreria» parlano di rituali di gruppo, di feste che anestetizzano il tempo. Il significato è duplice: celebrazione e fuga, appartenenza e smarrimento.

Dieci anni dopo: identità e costanza

«Siamo ancora gli stessi anche se son passati diec’anni»: barra che rivendica coerenza. Nonostante il tempo e le prove, il nucleo resta. «Fumo uno Scooby-Doo, sembro Shaggy» è citazione ironica che alleggerisce il tono, ma conferma il legame con la cultura pop e il mood spensierato. Il testo alterna leggerezza e gravità, costruendo un equilibrio che parla alla generazione di Gemitaiz.

Autonomia e resilienza: imparare a camminare

«Non ci dire che dobbiamo fare»: rifiuto delle imposizioni. «Abbiamo imparato soli a camminare senza papà oppure senza il cellulare» è dichiarazione di indipendenza. Qui il significato si allarga: non è solo ribellione, è sopravvivenza. Lavorare «per aiutare mamma» aggiunge profondità sociale: dietro la ribalta c’è fatica, sacrificio, responsabilità.

Ritornello: cicatrici come tatuaggi

Il hook è confessione pura: «porto addosso ogni cicatrice come un tatuaggio con un fine». Le ferite diventano arte, memoria, identità. «Sono un personaggio del mio film» è metafora di autodeterminazione: scrivere la propria trama, anche tra errori e deviazioni. Il testo qui si fa manifesto di autenticità.

Vincent e la rabbia delle banlieue

«Il mio amico è pieno d’odio, fra’, è Vincent» è riferimento diretto a La Haine (L’odio), film culto del 1995 con Vincent Cassel. La pellicola, ambientata nelle banlieue parigine, è pietra miliare per la cultura hip hop: racconta marginalità, rabbia, violenza sistemica. Inserire Vinz nel brano significa legare la narrazione italiana a un immaginario globale di resistenza e frustrazione. Il significato è chiaro: la rabbia non è moda, è condizione.

Diversità e finali alternativi

«Non ci dire però che siamo sempre noi a sbagliare»: Gemitaiz difende la pluralità di percorsi. «Siamo solo diversi, abbiamo scelto un altro finale» è rivendicazione di libertà narrativa. La strada, il temporale, la notte: scenari che diventano cornice di scelte non convenzionali. Il testo chiude con un invito implicito: non giudicare, ascolta.

Il suono: vibrazioni reggae e incastri rap

La produzione di Frenetik&Orang3 e Gemitaiz mescola beat morbidi e groove reggae con barre serrate. Il risultato è un tappeto sonoro che accoglie il flusso e lo rende fluido. Questa scelta amplifica il significato: parlare di pesi e cicatrici su una base che vibra di leggerezza è gesto di equilibrio, non di contraddizione.

Parole chiave e immagini dominanti

Lacrime non ci sono, ma ci sono cicatrici, tatuaggi, Fender al posto della pistola, Bender come icona pop, Vincent come simbolo di rabbia. Ogni immagine è scelta per costruire un lessico che unisce strada e cultura globale. Il testo è mosaico di riferimenti che parlano a chi sa leggere tra le righe.

Chiavi d’ascolto per le prossime play

Nota il contrasto tra leggerezza del beat e peso delle barre; ascolta come il ritornello si apre dopo le immagini più dure; segui i riferimenti pop e cinematografici come fili di continuità. Ogni ascolto rivela un dettaglio nuovo: un gesto, una memoria, una ferita.

In sintesi

Non Mi Scende” è un testo che parla di resilienza, amicizia, rabbia e libertà. Gemitaiz lo scrive con ironia e verità, intrecciando cultura pop e cronaca personale. Il significato non è chiuso: è invito a riconoscere il peso e a scegliere il proprio finale, anche quando il mondo dice che non si può.

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