12/02/2026
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Testo e Significato di Opps – Lorenzza
Testo "Opps":
[Testo di "Opps"]
[Intro]
(Opps dopo opps)
(Opps dopo opps)
(Opps dopo opps)
Ah (Opps dopo opps)
[Strofa 1]
Stare in mezzo alla gente mi fa sentire anormale
Vedo me tredicenne che non sa dove stare
Mamma diceva: "Sei strana", ma io non mi sento italiana
Così ho conosciuto Giuliana, la mattina restavamo a casa
Le persone ti trattano bene solo quando gli servi
E non è vero che trovi chi ami solo quando ti impegni
Io so che sono sola quando non ho impegni
Le mie paure fanno un rumore assurdo e si mangiano i sogni
[Ritornello]
Saluto opps dopo opps, opps dopo opps
Ma non mi coglieranno distratta
Saluto opps dopo opps, opps dopo opps
Stiamo in chill questa sera, parliamo un'altra sera
Saluto opps dopo opps, opps dopo opps
Ma non mi coglieranno distratta
Perché in fondo certe cazzate, dimmi, chi se le beve, baby?
[Strofa 2]
Ah
Credo nella mia strada, sembra street cred shit
Rispetto mentre salgo perché un giorno dovrò scendere
Però questa troia non puoi passeggiarla clean
Senza uccidere feels
Mamma dice che mi odio, tu che io penso ad altri
Gli mento alle domande
Ma lo so che poi alla fine, sì, c'hanno ragione entrambi
Bastarda tra i bastardi
Non potrei altrimenti e di question ce ne ho venti
Perché alla mia domanda "Da diversa ci saresti?"
Rispondono i tuoi gesti, il sangue dei miei testi
Scrivo e penso ai successi, non siamo troppo diversi
Ambiziosi, ma persi perché intorno (Ahahah)
[Ritornello]
Saluto opps dopo opps, opps dopo opps
Ma non mi coglieranno distratta
Saluto opps dopo opps, opps dopo opps
Stiamo in chill questa sera, parliamo un'altra sera
Saluto opps dopo opps, opps dopo opps
Ma non mi coglieranno distratta
Perché in fondo certe cazzate, dimmi, chi se le beve, baby?
[Outro]
Ho perso troppo tempo dietro alle persone sbagliate
Per me stessa
O forse, o forse solo perché dovevo perderlo
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Possibile significato del testo di "Opps":
"Opps": paure, identità e autodifesa emotiva nella confessione più nuda di Lorenzza
Opps, pubblicata il 12 febbraio 2026 e prodotta da Boston George, è uno degli episodi più introspettivi e dolorosamente sinceri dell’EP A Loren2za. In questa traccia Lorenzza non costruisce personaggi, non usa metafore di potere, non veste maschere da club: racconta sé stessa. Il titolo, “Opps”, nel gergo rap indica nemici, presenze ostili, persone pronte ad affondarti. Qui però assume un significato più ampio: non solo chi vuole il male, ma anche ansie, traumi, paure che bussano una dopo l’altra, senza sosta. È un brano che parla di lotta interiore, isolamento e identità spezzata.
Il peso dello sguardo altrui e la sensazione di non appartenere
La prima immagine è fortissima: “stare in mezzo alla gente mi fa sentire anormale”. Lorenzza non si limita a parlare di timidezza o disagio sociale; descrive una percezione distorta di sé, come se il mondo intorno fosse ostile, incomprensibile. La barra sul sé “tredicenne che non sa dove stare” riporta alla radice del trauma: un’adolescenza vissuta ai margini, senza un luogo dove sentirsi vista o accolta.
Quando aggiunge “mamma diceva: ‘sei strana’, ma io non mi sento italiana”, affronta un tema identitario tipico delle seconde generazioni: il sentirsi sospesa tra due culture senza abitarne davvero nessuna. È un dolore silenzioso che ritorna in tutto il brano.
La solitudine come stato mentale
“Io so che sono sola quando non ho impegni”: questa linea racconta più di mille discorsi. Non è la solitudine fisica a fare male, ma quella emotiva che emerge nei momenti di quiete, quando non ci sono distrazioni. Le paure “che fanno rumore e si mangiano i sogni” diventano quasi personaggi del brano: presenze soffocanti, in grado di sabotare ogni ambizione. L’artista descrive un mondo interno rumoroso, difficile da dominare, e in questo mostra la sua fragilità con un’onestà disarmante.
Il ritornello: evitare i colpi, sopravvivere alle delusioni
Il ritornello ripete come un mantra “saluto opps dopo opps”, ma non con arroganza: è una dichiarazione di autodifesa. Lei saluta, si fa da parte, non si fa cogliere impreparata. “Stiamo in chill questa sera, parliamo un’altra sera” non parla di superficialità, ma di protezione: scegliere quando aprirsi, quando esporsi, quando lasciar entrare qualcuno. È un modo di dire: ho già dato troppo, ora mi difendo.
Strofa 2: identità complessa e contraddizioni reali
La seconda strofa è ancora più cruda. “Credo nella mia strada, sembra street cred shit” è una linea che racchiude la sua ambizione: non vuole imitare nessuno, ma costruire la propria legittimità. E subito dopo arriva la consapevolezza del ciclo del successo: “rispetto mentre salgo perché un giorno dovrò scendere”. Riconosce la precarietà di questo mondo e non vuole dimenticarne le regole.
La frase “questa troia non puoi passeggiarla clean senza uccidere feels” è fortissima: la sua sensibilità è un’arma a doppio taglio. Non è una persona che può attraversare la vita indenne. Le emozioni la toccano, la cambiano, la feriscono. E questo la rende sia potente che vulnerabile.
Rabbia verso sé stessa e verso gli altri
Lorenzza racconta una tensione interna continua: “mamma dice che mi odio, tu che io penso ad altri, gli mento alle domande”. È un’ammissione di instabilità emotiva. Non si difende, non si giustifica: riconosce di mentire, di nascondere, di aggirare il dolore invece che affrontarlo direttamente. E subito dopo aggiunge: “alla fine c’hanno ragione entrambi”. Un gesto di lucidità estrema.
“Bastarda tra i bastardi”: sopravvivere nel proprio ambiente
Questa barra è una dichiarazione identitaria: non perché voglia esserlo, ma perché sente di non avere alternative. È cresciuta in un mondo duro, dove la sensibilità non viene premiata. La linea “di question ce ne ho venti” sottolinea che porta ferite profonde, domande rimaste senza risposta. Il riferimento all’essere “diversa” apre un tema presente in tutto l’EP: la paura di non essere abbastanza, di non trovare un posto nel mondo.
Ambizione e disillusione
La frase “scrivo e penso ai successi, non siamo troppo diversi, ambiziosi ma persi” è una delle più significative del brano. Ci dice che, nonostante le differenze con chi la circonda, in fondo l’ambizione è un tratto condiviso. Ma è un’ambizione che nasce già ferita, accompagnata dalla consapevolezza di essere circondati da un contesto che non sempre ti permette di fiorire. “Perché intorno…” e poi la risata soffocata: è un vuoto pieno di tutto ciò che non riesce a dire.
Ritornello finale: lucidità e rassegnazione attiva
Ripetere il ritornello dopo la seconda strofa rafforza l’idea di ciclicità: nuovi opps, nuove delusioni, nuovi tentativi di difendersi. Ma ogni volta cresce un pezzetto di consapevolezza. “Chi se le beve?” non è solo sfiducia negli altri, è auto–protezione: riconoscere che molti racconti, molti atti, molte promesse non valgono nulla.
L’outro: accettare il passato per non ripeterlo
La chiusura è breve ma devastante: “ho perso troppo tempo dietro alle persone sbagliate… o forse dovevo perderlo”. È una riflessione sulla crescita: gli errori non sono solo sprechi, sono tappe. Lorenzza riconosce che il dolore l’ha plasmata, che certe cadute erano inevitabili per diventare chi è oggi. Non c’è rimpianto, solo accettazione.
Perché “Opps” è un brano fondamentale per capire Lorenzza
Perché non è un pezzo costruito, non è immagine, non è posa. È la voce nuda di una ragazza che affronta la propria storia senza filtri. Parla di identità, trauma, appartenenza, sopravvivenza emotiva. È uno dei brani più autobiografici dell’intero EP, e forse il più necessario: è qui che Lorenzza smette di interpretare e inizia a raccontarsi.
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