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Testo e Significato di SKI SKI – Rondodasosa


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Testo e significato della canzone "SKI SKI" di Rondodasosa pubblicata il 07/02/2026 contenuta nell'album "MATTIA 7" del 07/02/2026.

Cover dell'album 'MATTIA 7' di Rondodasosa
Cover dell'album 'MATTIA 7' di Rondodasosa

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Testo “SKI SKI”:

[Testo di “SKI SKI”]

[Intro]
¿Qué lo que, HOODINi?
Ski, ski
¿Me sigues o no me sigues todavía?
Run this shit, bro
SSG, nobody’s safe, bitch (Brr)

[Ritornello]
I’m bigger than this
Sono più grosso di questo, sono più pazzo di te
Sono più grosso del rap
I’m living this shit (For real), dentro ‘sta merda for real
Hanno sperato che Rondo cadesse
Ma Rondo è più forte di tutte ‘ste bitch (Ahah)
Per chi ha parlato o mentito
Ti giuro che il karma è tornato e vi ha resi così (Brr)

[Strofa 1]
Pretty bitch guida la mia whip
Chiaro, man, è un SRT (Ski, ski)
Jingle bell, ti spariamo addosso
Merry Christmas, suck my dick (Suck my dick)
ADHD, mi scordo di te
Ma non scordo come fare soldi clean (Moolah)
MVP, sono bianco, white, clean
La mia shawty è la mia twin (Brr)

[Ritornello]
I’m bigger than this
Sono più grosso di questo, sono più pazzo di te
Sono più grosso del rap
I’m living this shit (For real), dentro ‘sta mеrda for real
Hanno sperato che Rondo cadеsse
Ma Rondo è più forte di tutte ‘ste bitch (Ahah)
Per chi ha parlato o mentito
Ti giuro che il karma è tornato e vi ha resi così

[Strofa 2]
Corri veloce se passa una pattuglia
Il mio dawg gira armato, non è uno school shooter
Lei è colombiana, ma non è più pura
Il mio plug è cubano, viene con il jet ultra
Ho scordato un ferro nel retro di un Uber
Mi ha chiamato e ha detto: “Tranquillo, non faccio denunce”
So che i nemici han capito che non cappo
Se non di fronte ad un giudice ([?])
Chiudi col cellofan, segui la regola, mica la moda
Scopavo bitches nei bagni di scuola
Ora quelle bitches non hanno un diploma
L’unico bianco dentro la mia zona
Non posso fallire o mollare ora
Sono il nemico più grosso di me stesso
Davanti allo specchio me stesso riflesso
Se entra la pula, fra’, prendi la moolah
La droga è sicura se è dritta nel cesso
Pagala tutta, non aver paura
La figa ha un prezzo, quindi paghi una escort
Non sono mai stato quel tipo di tipo
Non ho mai snitchato, non ho mai tradito
Dentro ‘sto gioco io, no, non mi fido
Come fai a vivere dentro ‘sto schifo?
Non c’è niente di bello, non c’è più rispetto
Non ci sono i codici e loyalty adesso
Tutti quanti guardano il proprio piatto
Fino a quando il cibo non c’è nemmeno
Dopo la guerra arriva la pace
Dopo la pace arriva la guerra
Meglio un giorno solo come un lupo
Che cento giorni in un gregge da pecora (Brr)

[Ritornello]
I’m bigger than this
Sono più grosso di questo, sono più pazzo di te
Sono più grosso del rap
I’m living this shit (For real), dentro ‘sta merda for real
Hanno sperato che Rondo cadesse
Ma Rondo è più forte di tutte ‘ste bitch (Ahah)
Per chi ha parlato o mentito
Ti giuro che il karma è tornato e vi ha resi così (Brr)


Possibile significato del testo “SKI SKI”:

“SKI SKI”: dominio, sopravvivenza e identità di strada nel linguaggio più crudo di Rondodasosa

SKI SKI, pubblicata il 07/02/2026 all’interno di MATTIA 7, è una delle tracce più feroci e identitarie dell’intero progetto. Qui Rondodasosa non racconta: afferma. Non spiega: impone. Non cerca comprensione: mette in chiaro chi è, cosa rappresenta e perché il suo nome rimane al centro della scena nonostante attacchi, invidie, cadute sfiorate e mille occhi addosso. La traccia è un manifesto di potere personale e sopravvivenza culturale, un concentrato di energia, sicurezza e durezza che sintetizza anni di strada e di muscoli emotivi sviluppati per proteggersi.

Un intro che è già un avvertimento

L’apertura – “Ski, ski… nobody’s safe, bitch” – richiama immediatamente l’immaginario drill e il codice SSG. È un richiamo alla sua crew e allo stile che lo ha portato dove si trova. Il tono è militare, diretto, privo di filtro. Sembra quasi dire: “se sei qui, preparati, perché questo non è un pezzo morbido”. È un biglietto da visita che prepara alla tempesta di immagini successive.

“I’m bigger than this”: grandezza come missione

Il ritornello ruota attorno a un concetto chiave: superiorità. Non un semplice ego trip, ma la dichiarazione di chi sente un destino più grande del contesto. Quando Rondo dice “sono più grosso di questo” o “più grosso del rap”, sta affermando che il suo percorso non dipende dai limiti del genere o da ciò che gli altri pensano. È una forma di emancipazione: lui non appartiene alla scena, la scena appartiene a lui.

Vivere “dentro ’sta merda”: autenticità senza compromessi

“I’m living this shit for real” non è una frase buttata lì: sottolinea che la sua musica non è immaginazione, ma cronaca di vita. Non interpreta un personaggio, non veste un ruolo: vive davvero ciò che racconta. Per questo ogni barra suona credibile, pesante, definitiva.

Il karma come giudice: “hanno sperato che Rondo cadesse”

Nel ritornello si percepisce un tema ricorrente nella poetica di Rondo: il rapporto con l’invidia altrui. Chi ha parlato male, chi ha inventato storie, chi ha sperato in un suo fallimento – secondo lui ha già ricevuto ciò che meritava. “Il karma vi ha resi così” è un colpo al petto per gli haters. Significa: non sono io a punirvi, è la vita stessa.

Strofa 1 – Lusso, violenza simbolica e distacco emotivo

La prima strofa parte dagli elementi che definiscono lo status: la “pretty bitch” alla guida della sua SRT, simbolo di ricchezza e potere. Il verso “jingle bell, ti spariamo addosso” è volutamente provocatorio, una punchline che fonde ironia e minaccia, tipico del linguaggio drill.

Quando dice “ADHD, mi scordo di te ma non scordo come fare soldi clean”, Rondo introduce un tema interessante: la memoria selettiva. Dimentica persone, legami, relazioni, ma non dimentica il metodo. La disciplina supera l’emotività.

Infine, “la mia shawty è la mia twin” sottolinea una dinamica di coppia simbiotica, quasi di fusione identitaria: lei gli somiglia, lo completa, gli appartiene.

Strofa 2 – Sopravvivere tra forze dell’ordine, nemici e regole non scritte

La seconda strofa è molto più cupa e narrativa. Rondo evoca l’idea della fuga (“corri veloce se passa una pattuglia”) e del rischio costante. Il riferimento al “dawg armato” chiarisce che il contesto è reale: non un film, non una posa. L’ambiente raccontato è fatto di regole non dette, amicizie fragili, territori da difendere.

L’immagine del plug cubano che arriva “col jet ultra” porta la narrazione su un livello più internazionale: la strada non è solo quartiere, è rete.

Quando racconta di aver dimenticato un’arma in un Uber e dell’autista che gli dice “tranquillo, non faccio denunce”, sottolinea l’importanza della fortuna sociale: incontrare le persone giuste, al momento giusto, può salvarti la vita.

Non cappare mai: verità come moneta

“I nemici han capito che non cappo” è una delle barre chiave della traccia. In un mondo dove tanti fingono, esagerano o si inventano vite da gangster, Rondo ribadisce di dire sempre il vero – escluso il contesto giudiziario, dove l’unica regola è non tradire nessuno. Questa barra definisce il suo brand: credibilità sopra tutto.

Le regole della strada: “chiudi col cellofan, non seguire la moda”

Questa barra è quasi didattica: la regola è più importante dell’estetica. Il cellofan è un riferimento tecnico, da addetti ai lavori: chi sa, capisce. Qui Rondo conferma la sua volontà di separarsi da chi copia senza capire, da chi gioca a fare il rapper senza aver vissuto certe dinamiche.

Dal bagno della scuola alla guerra quotidiana

“Scopavo bitches nei bagni di scuola / ora quelle bitches non hanno un diploma” è un ricordo tagliente: oppone il suo percorso di crescita a quello di chi è rimasto fermo. Non è derisione, è constatazione sociale. Mentre lui è salito, altri sono crollati.

“L’unico bianco dentro la mia zona” aggiunge una sfumatura personale: essere outsider in ogni senso, anche etnico. Questo dettaglio rafforza l’idea di isolamento identitario, un tema ricorrente nell’intero album.

La guerra eterna: lupi contro pecore

La parte finale della strofa è un trattato di filosofia street. “Meglio un giorno solo come un lupo che cento giorni in un gregge da pecora” è un motto antico riletto in chiave urbana: meglio rischiare tutto vivendo a testa alta che sopravvivere passivamente. È l’idea che guida tutta la poetica di Rondo: il coraggio come valore assoluto.

Perché “SKI SKI” resta impresso

Perché non è solo un banger. È un pezzo identitario, uno di quelli che cristallizzano una fase della carriera. Rondo si presenta come indistruttibile, più grande del rap, più grande dei suoi nemici e persino più grande dei propri limiti. In un mondo competitivo e violento come quello raccontato, questa sicurezza non è arroganza: è sopravvivenza.

Chiave di lettura finale

Se “SKI SKI” fosse un’immagine, sarebbe questa: una notte fredda, un SRT che taglia la strada, vetri oscurati, telefono che vibra, una crew silenziosa e Rondo che guarda avanti senza mai voltarsi. La vita è guerra, il rap è campo di battaglia, e lui – almeno per ora – non ha intenzione di cadere.




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