16/01/2026
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Testo e Significato di STELLE – Geolier
Testo e significato della canzone “STELLE” di Geolier contenuta nell’album musicale “TUTTO È POSSIBILE” di Geolier del 2026.

Testo “STELLE”:
[Testo di “STELLE”]
Si te ne vaje me ne veng cu’ te
Nun me fa mal cu’ mille parole
Comm s’acchiapp ‘na stell si car
Ij nunn ‘a trov cchiù, nunn ‘a vogl’ cchiù
Che vita foss si nn’ ce fossm’ ncuntrat maje
Nun te puo’ accorgere quant è tutt ‘o ben ca me faje
Nun saje risponnere quand te facc ‘na domanda
Pecché si ‘o sole pure quand è ‘na brutta jurnata
Tu nun dice mai addio, nun se po’ mai sapé nun se po’ mai capì
O pecche’ tutt’ pass, pur quann ce chiagne e agg’ rischiat e murì
Fors è over ca in fondo ognun ten nu modo divers ‘e suffrì
Fors’è over c’o mar se rеgne che lacremе nostre
Si te ne vaje me ne veng cu’ te
Nun me fa’ male cu’ mille parole
Comm s’acchiapp ‘na stell si care
Ij nunn ‘a trov cchiù, nunn ‘a vogl’ cchiù
Ma sott ‘e stell, stell, stell, stell, stell
Me domandast qual è c’assumiglia a tte
Nun ce sta ‘na stell, stell, stell, stell, stell
Ij nunn ‘a trov cchiù, nunn ‘a vogl’ cchiù
‘O ciel cagn forma
‘A vit se fa cort
‘O ben se fa ammor
E l’alba addiventa cchiù bell ‘ro tramont
Ramm nu vas luong
Chill ca’ nun te scuord
Pecché ‘a voce toja ca ‘ind ‘a vita mij fa ra sottofond
Damm ‘n atu ricord che m’astip int”o cor
E nun sia mai te ne vaje
E t’o puort’ cu’ te
Tu si ‘a bella nutizia
Tu si ‘a form ro’ vient
Ca nun vir’, ma sient semp’
Ij vuless riusci’ a me inventa ‘na parola
Ca racchiud tutt’ ‘o ben ca tu me fai a me
Ij vuless riuscì a nascere ancor pe’ tene cchiù tiemp cu’ te
Si te ne vaje me ne veng cu’ te
Nun me fa mal cu’ mille parole
Comm s’acchiapp ‘na stell si car
Ij nunn ‘a trov cchiù, nunn ‘a vogl’ cchiù
Ma sott ‘e stell, stell, stell, stell, stell
Me domandast qual è c’assumiglia a tte
Nun ce sta ‘na stell, stell, stell, stell, stell
Ij nunn ‘a trov cchiù, nunn ‘a vogl’ cchiù
Possibile significato del testo “STELLE”:
“STELLE”: l’amore come orientamento in mezzo al buio
STELLE è una delle canzoni più intime e liriche di TUTTO È POSSIBILE. Geolier sceglie il napoletano per raccontare un legame che va oltre le parole e oltre il tempo, usando il testo come spazio emotivo in cui amore, paura e speranza convivono. Il significato nasce dall’idea che alcune persone diventino punti di riferimento assoluti, come stelle capaci di guidarti anche quando il cielo cambia forma.
Il napoletano come lingua dell’anima
La scelta di cantare interamente in napoletano non è solo una questione stilistica. Nel testo ogni parola porta con sé sfumature affettive che in italiano si perderebbero. Il significato passa anche da qui: il dialetto diventa una lingua emotiva, diretta, capace di raccontare l’amore senza sovrastrutture. È una grammatica del cuore: suoni brevi, immagini concrete, metafore mediterranee che scaldano e feriscono allo stesso tempo.
“Si te ne vaje, me ne veng cu’ te”: annullare la distanza
L’incipit esprime immediatamente un’idea di fusione totale. Seguire l’altra persona ovunque significa rifiutare l’idea di separazione. Nel testo l’amore non è dipendenza, ma scelta radicale di condividere ogni direzione. Il significato è che il legame diventa cammino comune, non gabbia, una rotta che si traccia a due anche quando le mappe si contraddicono.
Il rifiuto delle parole inutili
Geolier chiede di non essere ferito da “mille parole”. Nel testo emerge un bisogno di concretezza emotiva. Il significato è privilegiare la sincerità dei gesti rispetto alle spiegazioni che spesso servono solo a proteggersi. Quando il sentimento è profondo, il rischio è che la lingua diventi rumore di fondo: contano gli abbracci, i silenzi ben posati, la presenza.
La stella come ideale irraggiungibile
La stella è il simbolo centrale del brano. Nel testo rappresenta ciò che illumina ma non si possiede mai del tutto. Il significato è che l’amore più puro resta sempre un po’ lontano, e proprio per questo continua a brillare. Cercarla è già un modo di vivere: dà orientamento, costruisce senso, rende abitabile la notte.
La paura di una vita senza quell’incontro
La domanda su come sarebbe stata la vita senza quell’incontro rivela un timore profondo. Nel testo perdere l’altro significa perdere una parte di sé. Il significato è riconoscere che certi amori ridefiniscono l’identità, cambiano il modo in cui si percepiscono il tempo, la città, perfino il proprio nome.
Il bene che non fa rumore
Geolier sottolinea come il bene ricevuto spesso non venga riconosciuto. Nel testo questo crea una ferita silenziosa. Il significato è che l’amore più grande è spesso quello meno visibile: non reclama attenzioni, non fa scena, ma regge il peso del quotidiano.
Il sole nei giorni difficili
Paragonare la persona amata al sole anche nelle giornate brutte racconta una funzione vitale. Nel testo l’altro diventa fonte di luce costante. Il significato è l’amore come forza che rende attraversabile ogni tempesta, come vitamina emotiva che rimette in moto la vita anche quando tutto sembra inclinato.
Addii che non si chiudono mai
Nella canzone non esistono addii definitivi. Nel testo tutto resta sospeso. Il significato è che i legami autentici continuano a esistere anche quando cambiano forma: non finisce ciò che ha costruito radici, si trasforma e resta, come un’eco che non smette di suonare.
Modi diversi di soffrire
Geolier ammette che ognuno soffre a modo suo. Nel testo il dolore non è uniforme. Il significato è una visione empatica della sofferenza, priva di confronti o graduatorie: ogni cuore ha la propria grammatica del lutto, e rispettarla è un atto d’amore.
Il mare costruito di lacrime
L’immagine del mare fatto di lacrime è fortemente poetica. Nel testo richiama la tradizione mediterranea: l’acqua che raccoglie, custodisce, restituisce. Il significato è che il dolore individuale confluisce in un orizzonte più grande, dove non ci si sente più soli.
Sotto le stelle non esiste paragone
Quando Geolier dice che nessuna stella somiglia alla persona amata, afferma un’esclusività assoluta. Nel testo l’amore non ammette confronti. Il significato è che certi legami sono unici per definizione, e cercare equivalenti è solo un modo per perdersi.
Il cielo che si trasforma
Il cielo che cambia forma simboleggia il mutare della vita. Nel testo anche il tempo sembra accorciarsi. Il significato è la percezione accelerata dell’esistenza quando si ama intensamente: ogni ora vale doppio, ogni minuto pesa.
Un bacio come ancora emotiva
Chiedere un bacio lungo che non si dimentica è cercare un’ancora. Nel testo il ricordo diventa rifugio. Il significato è creare qualcosa che resista alla distanza e al silenzio: una memoria fisica che tenga uniti anche quando tutto spinge a separare.
La voce come sottofondo costante
La voce dell’altra persona diventa colonna sonora della vita. Nel testo questo mostra una presenza continua, sottopelle. Il significato è che l’amore vero accompagna anche quando non parla, come un sottofondo che ti tiene in asse.
L’insufficienza delle parole
Geolier vorrebbe inventare una parola nuova per descrivere ciò che sente. Nel testo il linguaggio si rivela insufficiente. Il significato è che le emozioni più profonde eccedono i vocabolari: si possono solo abitare, non tradurre.
Il desiderio di rinascere per amare di più
Voler nascere di nuovo per avere più tempo insieme è una visione struggente. Nel testo esprime il desiderio di fermare il tempo. Il significato è voler rendere eterno qualcosa che per natura è fragile, chiedere giorni in più alla vita per spenderli nello stesso abbraccio.
Il napoletano come resistenza culturale
Oltre all’intimità, il dialetto qui è anche un gesto culturale. Nel testo l’uso del napoletano ribadisce appartenenza e orgoglio, senza chiudersi: è un ponte che porta il mondo dentro Napoli e Napoli dentro il mondo. Il significato è che raccontare l’amore nella propria lingua non limita, allarga: fa vibrare sfumature che l’italiano standard non muove con la stessa forza.
Il tempo come nemico silenzioso
“’A vit se fa cort” è una rivelazione che passa veloce e lascia il segno. Nel testo l’amore diventa una corsa contro l’orologio: salvare momenti, sigillarli, non sprecarli. Il significato è che la paura più grande non è perdere l’altro, ma perdere il tempo con l’altro.
Fragilità maschile e vulnerabilità
Geolier non performa durezza. Nel testo espone mancanze, paure, bisogno di vicinanza. Il significato è rompere un cliché: mostrarsi vulnerabili non sminuisce, anzi dà sostanza alla voce e rende credibile il sentimento.
La produzione come spazio di respiro
Sottomarino, Poison Beatz e Lilia costruiscono una produzione delicata, fatta per far respirare le sillabe. Nel testo il suono non invade: arpeggi, pad soffusi, batteria minimale. Il significato musicale è sostenere l’emozione, non dirigerla: lasciare che la voce faccia il lavoro pesante dei ricordi.
STELLE dentro “TUTTO È POSSIBILE”
Nel contesto dell’album, STELLE è il cuore tenero del progetto. Il testo apre una stanza più intima rispetto ad altre tracce, in cui la forza dell’autore non si misura in status, ma in capacità di dire “ho bisogno di te”. Il significato è aggiungere profondità al motto del disco: tutto è possibile anche perché ci sono stelle che, semplicemente, ti tengono in rotta.
Una ballata che parla a bassa voce
STELLE non alza mai i toni. Nel testo ogni emozione è trattenuta, detta sottovoce, lasciata decantare. Il significato finale è che le verità più profonde non hanno bisogno di gridare per farsi sentire: basta guardare in alto, finché le stelle, anche da lontano, continuano a orientare.
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